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	<title>Comunismo e Comunità &#187; Senza categoria</title>
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	<description>Noi non siamo dei comunisti che vogliono abolire la libertà personale. In nessuna società la libertà personale può essere più grande che in quella fondata sulla comunità.</description>
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		<title>Tav, tutta una questione di metodo</title>
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		<pubDate>Fri, 22 Feb 2019 15:06:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Thomas Munzner</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160;   &#160; Gerardo Marletto   &#160; Il dibattito sulla Torino-Lione è confuso e fuorviante. Non si tratta di essere a priori pro o contro nuovi tunnel ferroviari, ma di capire se e dove ha senso realizzare opere così rilevanti sotto il profilo economico e ambientale, facendo ordine tra obiettivi politici e valutazioni tecniche. Premetto [...]]]></description>
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<h1> <a href="http://www.comunismoecomunita.org/wp-content/uploads/2019/02/No_Tav_manifestazione_Torino_Adn.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-5414" title="no_tav_manifestazione_torino_adn" src="http://www.comunismoecomunita.org/wp-content/uploads/2019/02/No_Tav_manifestazione_Torino_Adn-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a></h1>
</header>
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<p><em><strong><a href="http://sbilanciamoci.info/autore/gerardo-marletto/" rel="tag">Gerardo Marletto</a></strong></em></p>
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<blockquote><p>Il dibattito sulla Torino-Lione è confuso e fuorviante. Non si tratta di essere a priori pro o contro nuovi tunnel ferroviari, ma di capire se e dove ha senso realizzare opere così rilevanti sotto il profilo economico e ambientale, facendo ordine tra obiettivi politici e valutazioni tecniche.</p></blockquote>
<p>Premetto che sono circa 25 anni che mi occupo di ricerca sui trasporti, prima in organismi privati (Censis e Confindustria) e poi all’università. Qualche anno fa ho anche studiato il tema dei trasporti transalpini, contribuendo al relativo dibattito sia in sede scientifica che in sede politica. Sono abbastanza stupito dal livello bassissimo della discussione che si sta svolgendo intorno alla recente valutazione costi-benefici della nuova ferrovia Torino-Lione. Mi permetto quindi di sottoporre all’attenzione di chi è interessato alcune considerazioni di metodo e di merito, le stesse che propongo annualmente ai miei studenti.</p>
<p>Partiamo dal metodo. Ai miei studenti spiego che sarebbe sempre meglio valutare non un singolo progetto, ma comparare diverse alternative d’intervento (e, tra queste, anche l’“opzione zero”, cioè il non fare nulla). Spiego anche che la comparazione è possibile solo se è esplicito l’obiettivo che si vuole raggiungere (altrimenti: rispetto a che cosa si valuta se un’alternativa è meglio di un’altra?). Tenuto conto che quasi sempre – e soprattutto nei grandi progetti – vi sono contemporaneamente più obiettivi, è necessario allora usare una tecnica del tipo “multicriteria”, che offre l’enorme vantaggio di consentire una discussione proprio sugli obiettivi. Quali sono? Sono tutti importanti nella stessa misura? Oppure dobbiamo dare a ciascun obiettivo un peso diverso?</p>
<p>L’analisi “multicriteria” consente di rendere esplicito il contenuto politico di qualsiasi valutazione che qualcuno – sbagliando di grosso – potrebbe pensare solo come questione tecnica. Applicare un metodo del genere avrebbe consentito di chiarire una volta per tutte qual è l’obiettivo della nuova Torino-Lione. Ma così non è; e così sentiamo tecnici e politici che si confrontano su una singola opera richiamando di volta in volta gli obiettivi più disparati: l’integrazione italiana nelle reti internazionali di trasporto di merci, lo sviluppo economico del nostro Nord-Ovest, la riduzione degli impatti negativi provocati dal trasporto stradale, l’impatto macroeconomico (via moltiplicatore keynesiano) della realizzazione dell’opera, eccetera.</p>
<p>Così si generano due gravi problemi: 1) si confonde una discussione squisitamente politica (quella sugli obiettivi) e una discussione tecnica (quella su quale sia l’intervento migliore per raggiungere uno o più obiettivi che si ritengono prioritari); 2) non si possono selezionare le alternative. Se, ad esempio, si vuole integrare il trasporto merci con quello europeo (e mondiale), allora le alternative devono essere tutte relative ai trasporti. Ma se l’obiettivo è la crescita del Nord-Ovest – o ancora di più – la crescita del Pil italiano, allora il campo delle alternative può essere molto più ampio. Ma noi – e non da oggi – ci siamo tenuti ben lontani da tutto ciò; sono infatti decenni che ci accapigliamo su un progetto come se fosse l’unica opzione in campo, buona per raggiungere gli obiettivi più disparati.</p>
<p>Di tutto ciò non ha certo colpa Ponti con la sua Commissione. La responsabilità è politica, a livello di poteri, sia legislativo che esecutivo, che non sono mai riusciti a fare della questione Torino-Lione un tema di reale confronto politico; operazione che andava fatta prima di andare a proporre il progetto in Europa, cercare e ottenere finanziamenti, e aprire i cantieri. Su un’operazione di questa portata, forse andava aperta una discussione nazionale, seria e informata, un po’ come fecero gli svizzeri quando avviarono il confronto sulla loro politica per lo sviluppo ferroviario (che prevede anche nuovi tunnel ferroviari transalpini…).</p>
<p>Proprio il riferimento agli svizzeri consente di entrare anche nel merito della questione. Perché qui non si tratta tanto di essere a favore o contro i nuovi tunnel ferroviari transalpini, ma di capire se e dove ha senso realizzare delle opere così rilevanti sotto il profilo economico e ambientale. In Svizzera ha sicuramente senso; lì infatti passa il grosso dei flussi di merci tra l’Italia e il Nord-Europa – nei due versi – sempre più alimentati anche dai traffici marittimi intercontinentali che approdano nei porti del Northern Range e del Mediterraneo. Ed ha avuto ancora più senso perché gli svizzeri hanno attuato una politica che ha realizzato <em>insieme: </em>nuovi tunnel ferroviari e la crescente tassazione del trasporto merci su tutta la loro rete stradale.</p>
<p>Sarebbe interessante discutere seriamente se ha senso costruire una nuova linea ferroviaria lungo il Brennero – anche qui con un nuovo tunnel. Siamo infatti di nuovo lungo una direttrice ad altissimo traffico merci, ma qui bisognerebbe anche tenere conto che: 1) parte di questi flussi – soprattutto se sostenuta da una coerente politica di aumento dei pedaggi autostradali – potrebbe essere catturata proprio dai nuovi tunnel svizzeri; 2) lungo il Brennero esiste già una linea ferroviaria (a più alta capacità di quella del Frejus) che potrebbe essere ammodernata, senza dover aprire un tunnel transalpino.</p>
<p>Dove invece non si capisce di che cosa ci sia da discutere è proprio lungo la direttrice Torino-Lione. Qui infatti il flusso di traffico merci (stradale+ferroviario!) è a essere buoni scarso, sia comparato con i flussi transalpini della direttrice Sud-Nord che attraversa Svizzera e Austria, sia in relazione alla capacità di trasporto delle infrastrutture ferroviarie che già esistono verso Ovest (e ancora di più, se queste infrastrutture – Frejus e Ventimiglia – venissero ammodernate proprio per accogliere più merci). Ed è proprio questo il motivo – la bassissima domanda – a portare qualsiasi analisi costi-benefici alla conclusione che la nuova Torino-Lione ferroviaria non ha senso economico.</p>
<p>Su questo voglio essere chiaro: il nuovo tunnel non ha senso neanche nell’ipotesi – che oggi appare remotissima – che Italia e Francia (con l’autorizzazione della Commissione europea) si mettano d’accordo per un significativo aumento dei pedaggi autostradali che, come in Svizzera, spinga le merci a salire sui treni. Anche in questo caso sarebbe sufficiente l’ammodernamento delle infrastrutture ferroviarie esistenti.</p>
<p>Non ha senso neanche sostenere che sarà la nuova offerta d’infrastruttura a creare la sua domanda (se non ho capito male, lo ha sostenuto Fassino durante l’audizione di Ponti in Parlamento); questo semplicemente non è possibile: né l’attuale assetto geo-economico dell’Europa (e del mondo), né alcun altro assetto realisticamente immaginabile, è in grado di generare lungo questa direttrice una nuova quantità di trasporto di merci tale da giustificare la nuova opera (e di trasporto passeggeri hanno smesso di parlare da anni persino i promotori…).</p>
<p>Certo, se si iniziano a mettere in conto le risorse già spese per avviare cantieri e lavori, e si cominciano a sommare le penali e le sanzioni (in realtà tutte da dimostrare), allora il risultato potrebbe cambiare. Ma su questo avrei una proposta: voltiamo pagina, chiudiamo i cantieri e smettiamo persino di parlarne della nuova Torino-Lione. E che le penali e le sanzioni le si facciano pagare ai promotori. Quelli che – irresponsabilmente – da decenni, dal mondo delle imprese e della politica, si sono accaniti a sostenere questo investimento, tanto grande quanto insensato.</p>
<p>Tante persone in Italia – esperti come me, altri che esperti lo sono diventati a forza di occuparsi della questione, semplici cittadini dotati di buon senso – da anni e in tutte le sedi in cui hanno potuto farlo hanno più volte detto a chiare lettere che mettere soldi pubblici in questo progetto non aveva alcun senso. Noi responsabilmente abbiamo detto ad alta voce la nostra. Che paghino gli irresponsabili – o come piace dire ora: chi ha sbagliato paghi. E che, finalmente, si parli d’altro.</p>
<p>http://sbilanciamoci.info</p>
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</section>
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		<title>Conferenza teorica &#8220;Dalla crisi del marxismo al marxismo della crisi&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 19 Oct 2010 20:37:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[Comunismo e Comunità]]></category>
		<category><![CDATA[conferenza]]></category>
		<category><![CDATA[Crisi del capitalismo]]></category>
		<category><![CDATA[Marxismo]]></category>
		<category><![CDATA[Piero Pagliani]]></category>

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		<description><![CDATA[Conferenza sul tema 
DALLA CRISI DEL MARXISMO AL MARXISMO DELLA CRISI  
relatore: Piero Pagliani
venerdì 22 ottobre 2010 ore 18.00
presso la sede sindacale Failea-Falcev di via Pietralata, 394 – Roma
(fermata Pietralata metro B)
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.comunismoecomunita.org/wp-content/uploads/2010/10/crisi-finanziaria.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-1756" style="margin: 5px;" title="Time - Money" src="http://www.comunismoecomunita.org/wp-content/uploads/2010/10/crisi-finanziaria.jpg" alt="" width="278" height="277" /></a>Conferenza sul tema &#8220;Dalla crisi del marxismo al marxismo della crisi&#8221;</p>
<p style="text-align: justify;">Relatore: Piero Pagliani</p>
<p style="text-align: justify;">Venerdì 22 ottobre 2010, ore 18.00</p>
<p style="text-align: justify;">Nella sede sindacale Failea-Falcev di via di Pietralata, 394<br />
(fermata Pietralata metro B)</p>
<p style="text-align: justify;">Ai partecipanti sarà consegnata una dispensa</p>
<p style="text-align: justify;">Organizza la rivista &#8220;Comunismo e Comunità&#8221;</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">&#8212;</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
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		<title>Miguel, lettera di un &#8220;irregolare&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Jul 2010 14:02:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Onori</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura e società]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[CIE]]></category>
		<category><![CDATA[espulsioni]]></category>
		<category><![CDATA[Immigrazione]]></category>
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		<description><![CDATA[di Andrea Onori Miguel arrivò a Roma dal Perù 20 anni fa e auspicava di realizzare i suoi grandi sogni in Europa.  Dopo aver sudato, prodotto e seminato per 20 anni in Italia,  il 30 settembre 2009 è stato espulso. L&#8217;ultima triste avventira di Miguel, prima della sua espulsione è stato il Cie di Ponte Galeria (Roma). E’ [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">di Andrea Onori</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.comunismoecomunita.org/wp-content/uploads/2010/07/miguel.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-1459" style="margin: 5px;" title="miguel" src="http://www.comunismoecomunita.org/wp-content/uploads/2010/07/miguel-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>Miguel arrivò a Roma dal Perù 20 anni fa e auspicava di realizzare i suoi grandi sogni in Europa.  Dopo aver sudato, prodotto e seminato per 20 anni in Italia,  il 30 settembre 2009 è stato espulso. L&#8217;ultima triste avventira di Miguel, prima della sua espulsione è stato il Cie di Ponte Galeria (Roma). E’ un illegale, un diverso e questo può bastare per sbattere in una cella un essere umano. Afflitto dalla disperazione, ingoia due pile e della candeggina. Non riesce a sopportare di sottovivere in una cella, senza aver commesso nessun reato.  Compie un atto estremo e spera che qualcuno si accorga di lui, della sua storia, delle sue aspirazioni spezzate. Dopo quella vicenda Miguel verrà espulso.</p>
<p style="text-align: justify;">Sono riuscito a raggiungerlo telefonicamente e tramite mail in Perù. Miguel sta bene, ha ritrovato il sorriso che gli avevano tolto in Europa. Vorrei condividere con voi una delle mail che mi ha mandato qualche tempo fa:<br />
Ciao Andrea carissimo amico mio,<br />
te chiedo de scusarmi per il ritardo dopo che ho fatto questa spedisione ho capito que era tutto semplice. Bene campeon il palone stato sempre tutto too percio date da fare. io voglio che tu sappia che io ho voluto rimanere in Italia per due ragione: guarda bene mi sono illuso in questi ideali.</p>
<p style="text-align: justify;">Nell’ unione europea trovano realizzazione i nostri comune ideali; per noi al centro vi e l’uomo. La sua dignità è inviolabile. I suoi diritti sono inalienabili. Donne e uomini hanno gli stessi diritti. Noi abbiamo come obiettivo la pace e la liberta, la democrazia e lo stato di diritto, il rispetto reciproco e la responsabilita, il benessere e la securezza, la toleranza e la participazione, la giustizia e la solidarieta.</p>
<p style="text-align: justify;">L’unione europea si basa sull”uguaglianza e le relazioni solidali. Noi conserviamo nell’ unione europea autonomia e molteplice tradizioni dei paise membri. Le frontiere aperte e la vivace varietà di lingue,culture e regioni ci arricchiscono.</p>
<p style="text-align: justify;">Mi domando si questo non e sultanto che un utopia nel confronto della Europa. E’ una grande mensogna nel confronto de tutto l’mondo voglio sentire il tuo parere campeon. seguendo un grande intelettualle americano economista e scritore sr. jeremy refkim, scrive un libro titolato il sogno europeo sta lentamente eclisando il soño americano anche questo non e sultanto che pura utopia prima che l’ Italia con berlusconi e la destra europea iniziazeno a fare pulizia etnica molto prima ho comprado queste libro con multa passione ogni notte lo legeva con una grande giogia.</p>
<p style="text-align: justify;">direi che il vostro tessuto democratico e molto deteriorato in pericolo de scomparire ,adiretura non vi acorgete ho fate finta de no capire che la mafia e patrone del esercito cosa molto triste quasi 20 anni della mia vita ad una nazione che no se lo a meritato. In questo Dio no c’entra propio e il potere della mafia che sta deteriorando le vostre consiecia e il vostro tesuto sociale.</p>
<p style="text-align: justify;">No e tempo per l’Italia de star a gurdare Maria de Filipi, Mis Itlalia, la isola dei famosi ho quella stronzada del grande fratello. Avete un grande bisogno urgente di observare como i vostri valori scompagiono. I vostri giovani non apprezzano questo e si trascura di far capire a la nazione la vera realta. La vera emrgenzia en italia no sono gli immigrante bensi lo sono le tre potente organizasione criminale cioe mafia,camorra, ndrangheta. Sono loro che hanno sostrato il controllo allo stato.</p>
<p style="text-align: justify;">Oggi il capo spiatorio del governo sono gli immigrati. Andrea campeon ti voglio dire che 20 anni fa quando io sono arrivati in Italia no cerano gli albanese, no cerano i romeni, no cerano gli africani pero 20 anni fa no sull tanto veniva mutilato da voi la giustizi e il dirito bensi uciso con 500kili de tritolo signica che per honesta cera ia qualcosa di marcio e come no sono gli imigrante ad aver marcito oggi questa societa.</p>
<p style="text-align: justify;">io si posso voglio documentarte con lichidazien de lavoro che son svolto en familia molto ricca que no me hanno pagado un solo contributo al INPS. cue triste!!! Pensa a volta no sco de casa por evitare de che qualcun amico me chieda di ofrirle qualcosa. Senti campeon non sultanto un articulo bensi volendo un libro si potrebbe scrivere.</p>
<p style="text-align: justify;">Andrea spero di no anogiarte. Sono stato piantonato quando ero in ospedale per 15 giorni della guardia de finanza un de loro voleva calpestare i miei dirito di malato il suo colega li a detto di no provare a farlo perche io era una persona que sapeva vita e miracolo del Italia.</p>
<p style="text-align: justify;">Bene Andrea io te aspeto arrivederci te saluto affetuosamente comppresso i tuoi cari</p>
<p style="text-align: justify;">Miguel Angel</p>
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		<title>Insurrezione e Rivoluzione</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Jun 2010 08:41:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Eugenio Orso</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[Critica]]></category>
		<category><![CDATA[Eugenio Orso]]></category>
		<category><![CDATA[insurrezione]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
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		<description><![CDATA[di Eugenio Orso Parte Prima: L’Insurrezione E’ necessario distinguere nettamente fra il processo rivoluzionario, pur con uso sistematico e generalizzato della violenza, dai moti insurrezionali caratterizzati dall’assenza di una visione politica complessiva, da uno “spontaneismo” distruttivo che alla fine danneggia i subalterni e gli stessi insorti e da una furia cieca che esclude il perseguimento [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">di Eugenio Orso</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Parte Prima: L’Insurrezione</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.comunismoecomunita.org/wp-content/uploads/2010/06/pugno.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-1396" style="margin: 5px;" title="pugno" src="http://www.comunismoecomunita.org/wp-content/uploads/2010/06/pugno-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" /></a>E’ necessario distinguere nettamente fra il processo rivoluzionario, pur con uso sistematico e generalizzato della violenza, dai moti insurrezionali caratterizzati dall’assenza di una visione politica complessiva, da uno “spontaneismo”<br />
distruttivo che alla fine danneggia i subalterni e gli stessi insorti e da una furia cieca che esclude il perseguimento di obbiettivi razionalmente stabiliti.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo “spontaneismo” nutrito da una rabbia non dominata e diretta verso obbiettivi propriamente rivoluzionari è la tomba di ogni vera possibilità di cambiamento, non avendo mai scalfito i sistemi di potere e di repressione esistenti e non avendo mai colpito in modo significativo gli interessi dei dominanti.</p>
<p style="text-align: justify;">L’insurrezione non richiede, infatti, la precisa individuazione del Nemico da affrontare, esplode d’improvviso senza attendere la maturazione di condizioni storiche favorevoli, non ha alle spalle un vero processo di elaborazione teorica, un lavoro di analisi necessario per interpretare la realtà fuori degli schemi sistemici, individuando un percorso storico alternativo, nella confutazione piena delle teorie dominati, e non fonda il consenso su ideologie alternative legittimanti.</p>
<p style="text-align: justify;">Continua qui:  <a href="http://www.comunismoecomunita.org/wp-content/uploads/2010/06/Insurrezione-e-Rivoluzione.pdf">Insurrezione e Rivoluzione</a></p>
]]></content:encoded>
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