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	<title>Comunismo e Comunità &#187; Arabia Saudita</title>
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	<description>Noi non siamo dei comunisti che vogliono abolire la libertà personale. In nessuna società la libertà personale può essere più grande che in quella fondata sulla comunità.</description>
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		<title>IL BUCO NERO DELL’ISLAM. (2/2)</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Apr 2019 09:40:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Thomas Munzner</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica Internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[Arabia Saudita]]></category>
		<category><![CDATA[Edward W. Said]]></category>
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		<category><![CDATA[Pierluigi Fagan]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160; Pierluigi Fagan [ Proveniamo da questa prima parte del ragionamento. In questa seconda parte scenderemo dalle premesse storico-strutturali dell’Islam, alla più stretta attualità incarnata da quel Isis di cui molto si parla e discute. Per la completezza del ragionamento si consiglia di leggere anche le note, sopratutto l’ultima.] PARTE SECONDA: Il potere di ridurre il Molteplice ad Uno. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2></h2>
<div>
<p><a href="https://pierluigifagan.files.wordpress.com/2014/09/dates.gif"><img src="https://pierluigifagan.files.wordpress.com/2014/09/dates.gif?w=405&amp;h=220" alt="dates" width="405" height="220" data-attachment-id="1927" data-permalink="https://pierluigifagan.wordpress.com/2014/09/06/il-buco-nero-dellislam-22/dates/" data-orig-file="https://pierluigifagan.files.wordpress.com/2014/09/dates.gif" data-orig-size="550,299" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="dates" data-image-description="" data-medium-file="https://pierluigifagan.files.wordpress.com/2014/09/dates.gif?w=405&amp;h=220" data-large-file="https://pierluigifagan.files.wordpress.com/2014/09/dates.gif?w=550" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em><strong>Pierluigi Fagan</strong></em></p>
<p>[ <em>Proveniamo da questa <a href="https://pierluigifagan.wordpress.com/2014/09/01/il-buco-nero-dellislam-12/">prima parte</a> del ragionamento. In questa seconda parte scenderemo dalle premesse storico-strutturali dell’Islam, alla più stretta attualità incarnata da quel Isis di cui molto si parla e discute. Per la completezza del ragionamento si consiglia di leggere anche le note, sopratutto l’ultima.</em>]</p>
<p>PARTE SECONDA: <strong>Il potere di ridurre il Molteplice ad Uno.</strong></p>
<p>Ricostruito il quadro delle linee di significato e di forza dell’Islam storico, possiamo provare a dare una prima interpretazione dei fatti che abbiamo e stiamo osservando nelle cronache recenti, ci riferiamo al problema del fondamentalismo, del terrorismo, delle guerre mediorientali, delle cosiddette primavere, del nuovo califfato dell’Isis (Isil, Is, Da’ish). Per operare questa interpretazione dobbiamo però prima sospendere la presenza, il ruolo ed i condizionamenti e distorsioni che un attore esterno, porta nella dinamica: l’Occidente.</p>
<p>Sia nel bene di coloro che ritengono che ogni cosa che accade nel mondo riguardi chissà perché la nostra civilizzazione, sia nel male di color che ritengono che tutto ciò che accade nel mondo è colpa nostra, gli occidentali trattano l’Islam sempre e solo come una materia la cui forma è data da noi, dai nostri interessi. <a href="https://pierluigifagan.files.wordpress.com/2014/09/said-ew_orientalismo1.jpg"><img src="https://pierluigifagan.files.wordpress.com/2014/09/said-ew_orientalismo1.jpg?w=185&amp;h=300" alt="SAID-EW_orientalismo1" width="185" height="300" data-attachment-id="1928" data-permalink="https://pierluigifagan.wordpress.com/2014/09/06/il-buco-nero-dellislam-22/said-ew_orientalismo1/" data-orig-file="https://pierluigifagan.files.wordpress.com/2014/09/said-ew_orientalismo1.jpg" data-orig-size="356,577" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;HP Scanjet 8300&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="SAID-EW_orientalismo1" data-image-description="" data-medium-file="https://pierluigifagan.files.wordpress.com/2014/09/said-ew_orientalismo1.jpg?w=185&amp;h=300" data-large-file="https://pierluigifagan.files.wordpress.com/2014/09/said-ew_orientalismo1.jpg?w=356" /></a>L’Islam non ha sostanza a sé, ma è sempre trattato come <em>sostanza per noi</em>. Chi scrive non pensa ciò sia sempre errato, anzi. E’ dato storico incontrovertibile che noi ci si sia occuppati ed impicciati fin troppo di quello che succede nell’Islam. Chi scrive già segnalò l’assurdità per la quale noi interveniamo in ogni dove, distorcendo la dinamica storica degli altri e domandava per paradosso cosa saremo noi oggi se una potenza straniera fosse intervenuta nella nostra guerre intestine, nella nostre rivolte e rivoluzioni, nella nostre dialettiche storiche perché preoccupata della piega che stavano prendendo gli eventi, dal “suo” punto di vista. Immaginiamo la civilizzazione “Altri” che interviene in forza nella Parigi del 1789 perché legata in affari o interessi vari alla monarchia regnante. Cosa sarebbe oggi “Occidente” senza quel momento storico, Napoleone, il ’48 e tutte le catene delle loro conseguenze? Come produrre anticorpi se non si prendono malattie? E come si superano le malattie se qualcuno ha interesse a tenerci malati? Quale nevrosi di civiltà (oltre quelle che abbiamo) si manifesterebbero dopo una serie interminabile di coiti interrotti e repressi da un tutore-tiranno, interessato e spesso in conflitto d’interessi, che decide cosa è bene e cosa è male (per lui), noi si faccia?</p>
<p>Dobbiamo quindi dare per assodato che  dietro i fatti di cronaca recente (guerra in Siria, Isis, Libia, curdi etc.) vi siano pupari occidentali ed israeliani che tentano di gestire la loro parte di sceneggiatura, ma una cosa è gestire i fenomeni, altro pensare essi si possano creare in laboratorio. Si fa  torto alle altre civilizzazioni ed alla possibile loro comprensione se di ogni fatto, di ogni dinamica, di ogni significato storico riguardi loro, noi si legga lo sviluppo sempre e soltanto da dietro le lenti distorcenti dell’occhiale occidentale. Così come non si può immaginare che il movimento fondamentalista nasca e si sviluppi del tutto spontaneamente, non si può ridurlo ad una <em>covert operation</em> dei servizi segreti occidentali o israeliani i quali, per altro, ben sanno che i movimenti non si creano dal nulla, si incoraggiano, si sfruttano, si orientano, si usano.</p>
<p><a href="https://pierluigifagan.files.wordpress.com/2014/09/in-the-harem-gyula-tornai-290x290.jpg"><img src="https://pierluigifagan.files.wordpress.com/2014/09/in-the-harem-gyula-tornai-290x290.jpg?w=640" alt="In-the-Harem-Gyula-Tornai-290x290" data-attachment-id="1929" data-permalink="https://pierluigifagan.wordpress.com/2014/09/06/il-buco-nero-dellislam-22/in-the-harem-gyula-tornai-290x290/" data-orig-file="https://pierluigifagan.files.wordpress.com/2014/09/in-the-harem-gyula-tornai-290x290.jpg?w=640" data-orig-size="290,290" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="In-the-Harem-Gyula-Tornai-290×290" data-image-description="" data-medium-file="https://pierluigifagan.files.wordpress.com/2014/09/in-the-harem-gyula-tornai-290x290.jpg?w=640?w=290" data-large-file="https://pierluigifagan.files.wordpress.com/2014/09/in-the-harem-gyula-tornai-290x290.jpg?w=640?w=290" /></a>Questa misinterpretazione che a sua volta è una riduzione di complessità, è animata da una sbrigativa passione per la semplificazione dialettica per la quale ci sono A e B, se non A allora B, o A o B. Gli arabi non hanno passioni, sentimenti, ragioni, interessi, trame storiche, sono solo pupazzi che l’Occidente manovra. Così facendo, ci è preclusa la comprensione di cosa potrebbe essere un mondo multipolare, poiché non vediamo gli <strong>attori plurali</strong> che agiscono sulla scena, le loro contraddizioni, la dinamica complessa dei loro interessi e della loro condizioni di possibilità. Invito dunque a riporre per un momento gli occhiali occidentali (stante che essi rimangono nelle nostra costituzione mentale di cui non ci posiamo spogliare se non perdendo la nostra stessa facoltà interpretativa) ed a tentare una interpretazione dei fatti islamici partendo dal loro contesto  e non dalle nostre proiezioni su di esso.</p>
<p>La nostra tesi è che proprio in funzione del futuro, di un mondo sempre più multipolare, quindi ricco di opportunità ma anche di potenziale disordine ed in funzione di due previsioni assai probabili, <strong>l’una</strong> che dice che l’Islam crescerà e di molto, <strong>l’altra</strong> che dice che il potere della ricchezza araba è a termine poiché le fonti energetiche stanno o hanno superato il picco, altre se ne cercano e trovano da altri parti, altre forme di energia prima o poi verranno cercate e trovate, qualcuno nell’area arabo sunnita, lì dove origina il fenomeno islamico, si sta ponendo il problema del suo futuro ordinamento. Questo qualcuno è il centro naturale del fenomeno islamico, cioè il mondo arabo ed all’interno del mondo arabo il centro del centro: il mondo politico e culturale <strong>arabo saudita</strong> quale <strong>buco nero dell’Islam</strong>.</p>
<p><a href="https://pierluigifagan.files.wordpress.com/2014/09/images-1.jpg"><img src="https://pierluigifagan.files.wordpress.com/2014/09/images-1.jpg?w=640" alt="images (1)" data-attachment-id="1930" data-permalink="https://pierluigifagan.wordpress.com/2014/09/06/il-buco-nero-dellislam-22/images-1-2/" data-orig-file="https://pierluigifagan.files.wordpress.com/2014/09/images-1.jpg?w=640" data-orig-size="251,201" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="images (1)" data-image-description="" data-medium-file="https://pierluigifagan.files.wordpress.com/2014/09/images-1.jpg?w=640?w=251" data-large-file="https://pierluigifagan.files.wordpress.com/2014/09/images-1.jpg?w=640?w=251" /></a>Buco nero sta qui come metafora delle nuove conoscenze che abbiamo sulle galassie. Sembra infatti che al centro di ogni galassia in rotazione ci sia un buco nero che è anche l’unico oggetto che non ha orbita  e che con la sua enorme massa gravitazionale risulta il perno, il motore immobile intorno al quale tutto il resto ruota, per sfuggire alla fatale attrazione (Aristotele ne giorebbe!). La dialettica (diciamo così) tra la forza gravitazionale e la velocità di fuga crea l’oggetto galassia che è un oggetto in equilibrio dinamico tra la fatale attrazione del centro che inghiotte tutto ed ontologicamente annulla l’oggetto di cui è centro e la spensierata libertà di fuga che però annulla lo stesso l’ontologia dell’oggetto galassia, per dissipazione. Si tratta dunque di vedere i rapporti tra Arabia Saudita e mondo arabo e tra mondo arabo e mondo islamico in dilatazione (che è anche fuga dal punto di vista della purezza del significato di Islam) per vedere il ruolo centrale del buco nero arabo-saudita-hanbalita-wahhabita.</p>
<p>Vediamo allora alcuni eventi recenti con gli occhiali sauditi e non con quelli occidentali, anche se lenti diverse possono pur avere una messa a fuoco coincidente.</p>
<p><a href="https://pierluigifagan.files.wordpress.com/2014/09/afgh-mmap-md.png"><img src="https://pierluigifagan.files.wordpress.com/2014/09/afgh-mmap-md.png?w=300&amp;h=211" alt="afgh-MMAP-md" width="300" height="211" data-attachment-id="1931" data-permalink="https://pierluigifagan.wordpress.com/2014/09/06/il-buco-nero-dellislam-22/afgh-mmap-md/" data-orig-file="https://pierluigifagan.files.wordpress.com/2014/09/afgh-mmap-md.png" data-orig-size="1030,727" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="afgh-MMAP-md" data-image-description="" data-medium-file="https://pierluigifagan.files.wordpress.com/2014/09/afgh-mmap-md.png?w=300&amp;h=211" data-large-file="https://pierluigifagan.files.wordpress.com/2014/09/afgh-mmap-md.png?w=640" /></a>Guerra in <strong>Afghanistan</strong>. In Afghanistan era in corso un tentativo di fondamentalizzazione dopo che la società afghana aveva tentato addirittura la carta del socialismo seguita da una restaurazione di un governo probabilmente manovrato dagli occidentali, invasione dei russi etc. L’Afghanistan si presentava come caso esemplare per tutto il destino degli equilibri islamici nel centro-Asia, nell’area pakistano-indiana, nel confine sunnita (afgano e pakistano) vs quello sciita (Iran) in una zona propensa all’adozione di sincretismi derivanti dall’antichissima tradizione di origini indoeuropee. La fondamentalizzazione un po’grezza dei talebani al-qaedizzati, ad un certo punto è stata sacrificata per dar sfogo alla “comprensibile reazione” all’11 Settembre, stante che in obiettivo si aveva una seconda e più importante mossa:   l’Iraq di Saddam Hussein.</p>
<p>Ecco quindi la guerra all’ <strong>Iraq</strong> in cui c’era un partito, il temibile partito Ba’th, lo stesso del siriano al-Assad, temibile perché panarabo quindi rivolto allo stesso ideale dell’Umma musulmana sebbene secondo un ordinatore politico e non religioso, interreligioso nella fondazione (fondato da un alawita quindi sciita, un cristiano ortodosso ed un sunnita) e temibile poiché orientato almeno all’origine come “socialista”. <a href="https://pierluigifagan.files.wordpress.com/2014/09/iraq-mmap-md.png"><img src="https://pierluigifagan.files.wordpress.com/2014/09/iraq-mmap-md.png?w=300&amp;h=211" alt="iraq-MMAP-md" width="300" height="211" data-attachment-id="1932" data-permalink="https://pierluigifagan.wordpress.com/2014/09/06/il-buco-nero-dellislam-22/iraq-mmap-md/" data-orig-file="https://pierluigifagan.files.wordpress.com/2014/09/iraq-mmap-md.png" data-orig-size="1030,727" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="iraq-MMAP-md" data-image-description="" data-medium-file="https://pierluigifagan.files.wordpress.com/2014/09/iraq-mmap-md.png?w=300&amp;h=211" data-large-file="https://pierluigifagan.files.wordpress.com/2014/09/iraq-mmap-md.png?w=640" /></a>Oltre al partito c’era anche un leader laico, sebbene sunnita. I rapporti tra laicità e concetto dell’Islam sono assai innaturali dal punto di vista dei fondamenti, ogni laicizzazione o secolarizzazione è possibile, forse per alcuni anche auspicabile ma bisogna riconoscere che dal punto di vista della logica del sistema islamico (che è un sistema con un ordinatore religioso, non politico o economico o militare o culturale che sono i cinque pilastri di ogni forma di civilizzazione) essi sono innaturali ed assai problematici. Ad esempio configgono con il concetto di Umma (dal punto di vista religioso) che è assai più concreto e meno vago dell’ecumene di origine greca o di cristianità. La distruzione dell’Iraq è stata integralmente addebitata all’interesse americano ed in sub-ordine a quello israeliano, ma si ricordi che la materia prima dell’11 Settembre, i presunti attentatori, erano tutti arabo-sauditi.</p>
<p>Poi abbiamo operazioni fondamentaliste occasionali in <strong>India</strong> ed <strong>Indonesia</strong> zone dall’alto contenuto disordinante per la purezza dell’Islam, aree in cui il fondamentalismo ha agito in aperto contrasto alla possibilità di conseguire qualsiasi concreto obiettivo politico che non fosse “l’avvertimento”, il “segno” rivolto più alla comunità islamica generale che non quella specifica.</p>
<p>Segue la sequenza delle cosiddette “primavere arabe”, tutti eventi avvenuti in paesi laici o quasi laici: <strong>Tunisia, Egitto, Libia, Siria</strong>, con tentativi non chiari in <strong>Yemen</strong> e con una onda lunga, subito contenuta, in <strong>Turchia</strong>. Per sbaglio (cioè spontaneamente) si accende anche il Marocco ma nessuno ha reale interesse nel destabilizzare il Marocco e la cosa presto rientra.</p>
<p>Nel mentre, operazioni fondamentaliste sub-sahariane, di monito alle nuove forme islamiche del <strong>Mali</strong>, <strong>Niger, Nigeria<a name="_ednref1" href="https://pierluigifagan.wordpress.com/2014/09/06/il-buco-nero-dellislam-22/#_edn1"></a><strong>[i]</strong></strong> etc. ed anche rivolte a gli algerini che vanno un po’ per conto loro, nel mentre la versione somala diventa egemone del proprio territorio. Più ci si addentra nel centro Africa (la nuova frontiera dell’espansione islamica) più  il sincretismo tra Islam e culture tribali animistiche è un dato di fatto, tanto inevitabile, quanto sgradevole a gli occhi di chi non concede alla shari’a possibilità adattative ed interpretative, anche perché così perderebbe il controllo del sistema di cui è centro.</p>
<p><a href="https://pierluigifagan.files.wordpress.com/2014/09/libya-map-tribal-populations.jpg"><img src="https://pierluigifagan.files.wordpress.com/2014/09/libya-map-tribal-populations.jpg?w=294&amp;h=300" alt="libya-map-tribal-populations" width="294" height="300" data-attachment-id="1933" data-permalink="https://pierluigifagan.wordpress.com/2014/09/06/il-buco-nero-dellislam-22/libya-map-tribal-populations/" data-orig-file="https://pierluigifagan.files.wordpress.com/2014/09/libya-map-tribal-populations.jpg" data-orig-size="589,600" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="libya-map-tribal-populations" data-image-description="" data-medium-file="https://pierluigifagan.files.wordpress.com/2014/09/libya-map-tribal-populations.jpg?w=295" data-large-file="https://pierluigifagan.files.wordpress.com/2014/09/libya-map-tribal-populations.jpg?w=589" /></a>Alcuni casi vanno visti meglio da vicino. Nel <strong>caso</strong> <strong>libico</strong> abbiamo un leader che se vantava a parole, talvolta, l’identificazione totale con l’Islam, nei fatti però era una scheggia impazzita del tutto individuale. Gheddafi più che un laico sembrava addirittura un agnostico-ateo ed oltretutto, al momento dello scoppio della crisi, era impegnato in un ambizioso tentativo di egemonizzare l’islamismo africano in una mixture di black power, anticolonialismo, Islam identitario afro-arabico. Gheddafi era in odio ai sauditi e compagni (Qatar, Emirati) dal celebre scontro tra rialzisti (Iraq, Algeria, Iran, Venezuela) e ribassisti (monarchie del Golfo) nell’Opec anni ’70. Oltretutto pare si fosse messo a vagheggiare un cambio di valuta nella vendita del petrolio.  La Lega araba si riunisce tre settimane dall’inizio delle ostilità in Libia e consente la no fly zone ma non l’intervento militare occidentale, poi però i “golfisti” inviano mezzi e uomini e contribuiscono non poco alla legittimità islamica dell’abbattimento del regime di Tripoli, continuando sino ai giorni nostri a etero-dirigere la distruzione per cannibalizzazione, via tribalizzazione, di ogni forma istituzionale in Libia.</p>
<p>Nel <strong>caso</strong> <strong>egiziano</strong>, i Fratelli musulmani  (che ricordiamolo sono hanbaliti, quindi rivolti all’area del -ritorno ai fondamenti- anche se con metodi e prassi “sociali” e dal basso, invise ai wahhabiti) hanno svolto un ruolo molto periferico nelle rivolte che portarono alla destituzione di Mubarak, salvo poi proporsi come nuovo ordinatore. Morsi viene destituito perché l’Egitto tutto è tranne che fondamentalista, è forse il paese arabo meno islamico ci sia<a name="_ednref2" href="https://pierluigifagan.wordpress.com/2014/09/06/il-buco-nero-dellislam-22/#_edn2"></a>[ii] . Ricordiamo che l’Egitto è il paese più grande della zona araba, demograficamente parlando, ha l’esercito probabilmente più grande ed efficiente è egemone dal punto di vista della cultura soprattutto civile, popolare, di massa ed anche “alta”.  Dopo 60 anni di oggettiva alleanza tra i Fratelli ed i sauditi, una volta che Morsi esprime la sua presidenza e la sua visione pan arabica ed egalitaria del modello della Fratellanza ecco da parte saudita il repentino cambio d’atteggiamento, l’attivo supporto al colpo di stato militare ed il recente inserimento della Fratellanza nella lista dei terroristi secondo Ryad. Una bella faccia tosta.</p>
<p>Il <strong>caso</strong> <strong>siriano</strong> è il più interessante.   La Siria è un paese a maggioranza sunnita ma con una componente sciita. E’ sciita in particolare, la famiglia del presidente al-Assad (dello stesso partito Ba’th di Saddam), ma di una fazione sciita assai irregolare che ha forti influssi gnostici che crede nelle ipostasi (una vecchia eredità neoplatonica che si ritrova anche nella quaballah ebraica) e puzza di politeismo o enoteismo. <a href="https://pierluigifagan.files.wordpress.com/2014/09/syria-opposition-group-map_4fd30d9a50032.jpg"><img src="https://pierluigifagan.files.wordpress.com/2014/09/syria-opposition-group-map_4fd30d9a50032.jpg?w=300&amp;h=213" alt="syria-opposition-group-map_4fd30d9a50032" width="300" height="213" data-attachment-id="1934" data-permalink="https://pierluigifagan.wordpress.com/2014/09/06/il-buco-nero-dellislam-22/syria-opposition-group-map_4fd30d9a50032/" data-orig-file="https://pierluigifagan.files.wordpress.com/2014/09/syria-opposition-group-map_4fd30d9a50032.jpg" data-orig-size="721,512" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="syria-opposition-group-map_4fd30d9a50032" data-image-description="" data-medium-file="https://pierluigifagan.files.wordpress.com/2014/09/syria-opposition-group-map_4fd30d9a50032.jpg?w=300&amp;h=213" data-large-file="https://pierluigifagan.files.wordpress.com/2014/09/syria-opposition-group-map_4fd30d9a50032.jpg?w=640" /></a>Si ricordi che la Siria fu storicamente, il crocevia intellettuale della tarda antichità, lì dove gnostici anche di origine ermetico – sapienziale egiziana, s’incontravano con neo-platonici di origine greca, cristiani delle origini (non normalizzati, cioè eretici)- mazdei, caldei e mesopotamici di varie forme. Poiché l’Islam è un fenomeno che origina dalle tribù e clan seminomadi meccani, cioè della fetta di penisola araba stretta tra Mar Rosso e deserto (Hijaz) , esso divide il tempo in due: la <strong>Jahiliyya</strong>  ovvero età dell’ignoranza (la primitività) ed il periodo successivo che inizia ai quarantanni del Profeta (circa 610 d.C.). Ne consegue che in tutti i paesi in cui prima del 610 d.C. ci fu cultura, fatti e civiltà di un certo rilievo, si sovrappone un codice che negando ampie porzioni delle radici storiche, crea situazioni precarie e contraddittorie: casi in cui  il diavolo fa la pentola ed anche i coperchi ma non le valvole di sfiato. Egitto e Siria sono casi del genere, casi a cui sono sfuggiti la Turchia per varie ragioni tra cui la diversa identità etnica e la storia ottomana  e l’Iran-Persia che infatti è sciita, in cui la teologia, la giurisprudenza  e i rapporti con l’entità politica e con la stesa filosofia sono ben differenti da quelli in ambito sunnita. Convincere egiziani o siriani che prima del 610 essi erano primitivi ed ignoranti è assai problematico. Tra le fazioni che hanno combattuto al-Assad dalla prima ora, troviamo l’Esercito siriano libero  che ha origini laico-militari (semmai è veramente esistita una realtà non fittizia con queste credenziali, cosa dibattuta);  una variegata miriade di sigle salafite (molte appartenenti o ex-appartenenti al network al-Qaeda) che hanno tutte origine sunnita-fondamentalista e poi il famoso Isis-Isil-Is-Da’ish (noi useremo ISIS per l’identificazione). Cos’è l’Isis?</p>
<p><strong>ISIS</strong></p>
<p>L’ISIS ha compiuto alcuni atti, di cui molti simbolici, di grande significato che noi prenderemo “sul serio”, a cui cioè dedicheremo una curiosità non minimizzante. Per definirlo, non ricorreremo ai vari “dietro le quinte”, incerti, confusi da una fitta nebbia di punti di vista ed interessi eterogenei, ma dal suo fenomeno evidente, da cose che si possono osservare nel suo comportamento manifesto.</p>
<p><a href="https://pierluigifagan.files.wordpress.com/2014/09/isis_map_oil.png"><img src="https://pierluigifagan.files.wordpress.com/2014/09/isis_map_oil.png?w=300&amp;h=191" alt="ISIS_map_oil" width="300" height="191" data-attachment-id="1935" data-permalink="https://pierluigifagan.wordpress.com/2014/09/06/il-buco-nero-dellislam-22/isis_map_oil/" data-orig-file="https://pierluigifagan.files.wordpress.com/2014/09/isis_map_oil.png" data-orig-size="548,350" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="ISIS_map_oil" data-image-description="" data-medium-file="https://pierluigifagan.files.wordpress.com/2014/09/isis_map_oil.png?w=300&amp;h=191" data-large-file="https://pierluigifagan.files.wordpress.com/2014/09/isis_map_oil.png?w=548" /></a></p>
<ul>
<li>Il loro comandante si è proclamato “<strong>califfo</strong>”. Il califfo (a cui corrisponde in ambiente sciita l’imam sebbene questi abbia funzioni parzialmente diverse) è un figura di riferimento di grande importanza per tutto l’ambiente islamico sunnita, quindi per il circa 90% dei musulmani. Egli è il vicario o successore addirittura di Maometto e svolge la funzione di capo militare e politico con limitati risvolti spirituali (non prevedendo l’Islam una centralizzazione ed un clero in fatto teologico) per tutto l’Islam. Ma il califfato (ottomano) termina nel 1924 ed anche in ragione della successiva divisione in stati e nazioni, nessuno si è più sognato di riproporlo poiché il califfato prevede l’unità dell’Umma ovvero l’unità, anche politica, di tutti musulmani quindi il superamento degli stati nazionali e dei relativi poteri ed interessi.</li>
<li>L’organizzazione fonde alcune altre precedenti autonome attraverso la riproposizione del “<strong>Patto dei profumati</strong>” ovvero la riedizione di un mitico accordo tra clan rivali della Mecca, una alleanza federale, addirittura di epoca pre-Maometto che ha un preciso significato nell’immaginario musulmano.</li>
<li>Esso dichiara che prima di scontrarsi con Israele, il nemico da abbattere è Hamas, ritenuto gruppo apostata, inverte quindi la logica dello jihad che prima deve far pulizia dentro l’Islam e semmai dopo rivolgersi ai non islamici<a name="_ednref3" href="https://pierluigifagan.wordpress.com/2014/09/06/il-buco-nero-dellislam-22/#_edn3"></a>[iii]. Sino ad oggi si è dedicato proprio ai<strong> nemici interni</strong> secondo una certa visione dell’Islam e secondo una strategia che è inversa rispetto ad al-Qaeda.</li>
<li>Dove opera l’Isis viene imposta la <strong>shari’a</strong> più stretta ancorpiù coranica che non sunnitica, secondo la visione hanbalita-wahhabita più estrema. L’Isis non si dichiara salafita e pare che la sua dottrina interna di riferimento sia proprio quella di Abd-al-Wahhab.</li>
<li>Si propone di superare l’accordo Sykes-Picot, accordo coloniale anglo-francese del 1916 che definì più o meno gli attuali confini in cui è divisa l’area (lo stato-nazione è un concetto del tutto refrattario alla logica dell’Umma coranica che ricordiamolo, proviene da tempi animati da tribù seminomadi vagheggianti in gradi spazi aperti). <strong>Superamento dello stato-nazione</strong> previa demolizione controllata degli stati, Umma-califfato, un unico potere politico per una unica moschea per un unico dio.</li>
<li>La capitale del nuovo stato islamico è al-Raqqa, nel nord della Siria e lì vicino accadde qualcosa di molto significativo per la storia dell’islam soprattutto per quanto riguarda la sua divisione. Lì infatti, nella <strong>Battaglia di Siffin</strong> (657) si venne a creare la spaccatura che porterà alla divisione tra la tradizione (minoritaria) sciita e (maggioritaria) sunnita, nonché alla fazione kharigita oggi quasi del tutto scomparsa (e c’è chi accusa ISIS di essere proprio un’incarnazione kharigita che è come accusarli di apostasia, il che nell’Islam è accusa assai grave. Questo qualcuno è al-Qaeda ovvero il progetto fondamentalista perdente che è in disgrazia, superato da quello che chiamiamo Isis, e con quell’accusa vuole screditarlo sul suo stesso terreno, quello della purezza).</li>
<li>Da tutto questo <strong>retroterra simbolico</strong> non è quindi un caso che le concrete azioni di guerra o aggressione si siano rivolte contro il governo iracheno (sciita) e siriano (sciita-alawita), contro ogni minoranza stanziale sul Dar-al-Islam (la terra sacra dell’islam) ovvero cristiani, yazidi, zoroastriani, curdi, la Moschea Giona di Mosul “meta di apostasia”, la tribù Chaitat in Siria ed da ultimo libanesi.</li>
<li>La <strong>presenza su Internet dell’Isis</strong>, secondo gli esperti del settore, raggiunge i picchi di qualità occidentale e dice di una sofisticata e ben organizzata volontà culturale nella loro personale interpretazione della jihad. Dopo siti, bandiere di seta nera, magliette, ci aspettiamo i mouse-pad e le immancabili mugs (tempo di scrivere il pezzo e nel frattempo l’ironia è diventata realtà, <a href="http://www.huffingtonpost.it/2014/09/04/isis-mania-propaganda-jihadista-gadget_n_5764822.html?utm_hp_ref=italy">qui</a>).</li>
</ul>
<p><a href="https://pierluigifagan.files.wordpress.com/2014/09/la_follia_dell039islam_quotmalatoquot_dell039_isis-_strage_di_donne_e_bambini-5356.jpg"><img src="https://pierluigifagan.files.wordpress.com/2014/09/la_follia_dell039islam_quotmalatoquot_dell039_isis-_strage_di_donne_e_bambini-5356.jpg?w=300&amp;h=187" alt="la_follia_dell039islam_quotmalatoquot_dell039_isis._strage_di_donne_e_bambini-5356" width="300" height="187" data-attachment-id="1936" data-permalink="https://pierluigifagan.wordpress.com/2014/09/06/il-buco-nero-dellislam-22/la_follia_dell039islam_quotmalatoquot_dell039_isis-_strage_di_donne_e_bambini-5356/" data-orig-file="https://pierluigifagan.files.wordpress.com/2014/09/la_follia_dell039islam_quotmalatoquot_dell039_isis-_strage_di_donne_e_bambini-5356.jpg" data-orig-size="620,387" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="la_follia_dell039islam_quotmalatoquot_dell039_isis._strage_di_donne_e_bambini-5356" data-image-description="" data-medium-file="https://pierluigifagan.files.wordpress.com/2014/09/la_follia_dell039islam_quotmalatoquot_dell039_isis-_strage_di_donne_e_bambini-5356.jpg?w=300&amp;h=187" data-large-file="https://pierluigifagan.files.wordpress.com/2014/09/la_follia_dell039islam_quotmalatoquot_dell039_isis-_strage_di_donne_e_bambini-5356.jpg?w=620" /></a></p>
<p>Sappiamo dell’alto livello organizzativo di questa entità, il suo manifestarsi quasi all’improvviso e già bella matura, dotata di belle divise uniformi ed armamenti sofisticati e pronta ad una operatività non spontaneistica, sappiamo della sua ricchezza e sappiamo che dietro ci sono capitali del Golfo, interessi americani e forse anche israeliani, connivenze turche. Ma a noi interessa domandarci <strong>a quale concreto progetto, tutto ciò fa capo?</strong> Un progetto che “parla” all’Islam non in maniera improvvisata, ben motivata, ben dentro la complessità culturale che lo connota, con piani precisi, con uno sforzo continuo nell’usare “simboli” e costruire quindi una grande narrazione che ha un fine non campato per aria ma solide radici e che va incontro ad un problema tutt’altro che inattuale: come dare senso unico alla molteplicità espansiva dell’Islam contemporaneo e futuro? <em>Quale autorità unica, per una unica moschea che risponda all’ordinamento dato dalla religione del dio unico?</em></p>
<p><a href="https://pierluigifagan.files.wordpress.com/2014/09/article-2674736-1f46221200000578-100_634x381.jpg"><img src="https://pierluigifagan.files.wordpress.com/2014/09/article-2674736-1f46221200000578-100_634x381.jpg?w=300&amp;h=180" alt="article-2674736-1F46221200000578-100_634x381" width="300" height="180" data-attachment-id="1937" data-permalink="https://pierluigifagan.wordpress.com/2014/09/06/il-buco-nero-dellislam-22/article-2674736-1f46221200000578-100_634x381/" data-orig-file="https://pierluigifagan.files.wordpress.com/2014/09/article-2674736-1f46221200000578-100_634x381.jpg" data-orig-size="634,381" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="article-2674736-1F46221200000578-100_634x381" data-image-description="" data-medium-file="https://pierluigifagan.files.wordpress.com/2014/09/article-2674736-1f46221200000578-100_634x381.jpg?w=300&amp;h=180" data-large-file="https://pierluigifagan.files.wordpress.com/2014/09/article-2674736-1f46221200000578-100_634x381.jpg?w=634" /></a></p>
<p>= 0 =</p>
<p>La domanda è retorica perché la risposta è stata premessa ed è la nostra tesi che <strong>l’Arabia Saudita</strong> (con alcune altre monarchie del Golfo) abbia un disegno egemone (imperiale diremmo in occidente) ben chiaro. Unire e controllare omogeneizzandole le realtà arabo sunnite. Omogeneizzare significa preventivamente disciogliere le strutture statali (<strong>Iraq, Libia, Siria</strong>), obiettivo che ha molti interessati nelle regione (tra cui Israele) ed anche fuori (gli USA, l’UK, la Francia). Già si è operato e si sta operando per spaccare le strutture della Libia, della Siria e dell’ Iraq<a name="_ednref4" href="https://pierluigifagan.wordpress.com/2014/09/06/il-buco-nero-dellislam-22/#_edn4"></a>[iv] , poi potrebbe essere la volta della <strong>Giordania</strong> tenuto conto che tra la famiglia saudita-wahhabita quali custodi di Mecca e quella hashemita giordana vi è una storica competizione per rivendicare il diritto all’eventuale califfato. Ma anche il <strong>Libano</strong> poiché si sta cercando un solido sbocco al Mediterraneo (inversione dei flussi petroliferi?). Si potrebbe poi vedere cosa succede allo <strong>Yemen</strong> (dove c’è da sistemare la faccenda degli huthi sciiti) ed all’<strong>Oman</strong> (dove c’è da sistemare gl’ibaditi-kharigiti), sempre che non torni d’attualità l’altro bersaglio grosso  ovvero l’Egitto o l’Algeria.</p>
<p>La strategia sembra quindi voler porre l’Isis oltre che come costruttore del califfato anche  come <strong>punto di riferimento per l’intera galassia fondamentalista</strong> trans-islamica, di modo da orientare questa nelle operazioni in tutto l’Islam anche il più eterodosso e con ciò, tenere a bada ogni eventuale eccentricità. Isis sembra essere un progetto 2.0 che supera ed evolve quello di Al-Qaeda con la quale, infatti, è in concorrenza. Isis bada all’Islam più che all’Occidente ed è una struttura compatta invece che federativa. Controllare o provocare in remoto, eventi africani, caucasici e quindi anche russi, centroasiatici e quindi anche cinesi, indo-asiatici e fornire un modello identitario forte per i musulmani occidentali, il suo scopo. <a href="https://pierluigifagan.files.wordpress.com/2014/09/branding-terror-hr21.jpg"><img src="https://pierluigifagan.files.wordpress.com/2014/09/branding-terror-hr21.jpg?w=233&amp;h=300" alt="Branding-Terror-HR21" width="233" height="300" data-attachment-id="1938" data-permalink="https://pierluigifagan.wordpress.com/2014/09/06/il-buco-nero-dellislam-22/branding-terror-hr21/" data-orig-file="https://pierluigifagan.files.wordpress.com/2014/09/branding-terror-hr21.jpg" data-orig-size="1369,1761" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="Branding-Terror-HR21" data-image-description="" data-medium-file="https://pierluigifagan.files.wordpress.com/2014/09/branding-terror-hr21.jpg?w=233&amp;h=300" data-large-file="https://pierluigifagan.files.wordpress.com/2014/09/branding-terror-hr21.jpg?w=640" /></a>Già si manifestano molte defezioni dal sistema al-Queda in favore del nuovo sistema Isis i cui relativi successi stanno catalizzando tutti i giovani musulmani sia dell’Islam interno, sia coloro che ne vivono fuori. Un modello storicamente fondato, credibilità del poter perseguire il progetto e di poterlo offrire come alternativa concreta, come “cosa che si può (e deve) fare”, ora e qui.</p>
<p>Il califfato sarebbe la premessa di un porre il potere sul mondo arabo mediorientale in mani saudite/golfo (basato sullo standard dei “fondamentali” islamici), relativizzando Turchia (che pure partecipa ma con sue ragioni strategiche a questo primo tratto di sviluppo della strategia in Siria), Iran ed Egitto, depotenziando i due pericolosi confinanti, smembrandoli (Siria e Iraq), ed acquisendo anche nuovo petrolio e sopratutto un altra ricchezza poco notata nei commenti, acqua, molta acqua. Garantire all’Arabia Saudita un ampio potere politico ed un deciso peso geopolitico in chiave multipolare, visto che il suo peso economico-finanziario potrebbe ridursi e quello demografico è irrisorio e gonfiato da autodichiarazioni ed immigrati-schiavi. Questo obiettivo dell’unione dei sunniti “veri”, va preso come un “tendere a…”, non cioè come cosa che si realizzerà nella sua compiutezza, non certo tutto realistico ed immediato e certamente ad un certo punto, l’Isis sarà formalmente sacrificato (almeno in SyrIraq) come già lo furono i talebani, per permettere all’Arabia Saudita di comparire in prima persona o tramite un potere sunnita tradizionalista locale, appena più presentabile dei tagliatori di gole. Lungo questa via, l’istituzione di uno stato (califfale) che spacchi Siria ed Iraq (portando alla definitiva tripartizione sciiti-curdi-sunniti), sarebbe già un grande successo, un precedente, un modello, un segnale che in questo riassestamento epocale della zona, avrebbe una importante valenza “culturale”.</p>
<p>L’ISIS non è che il braccio operativo di questa strategia, quanto sta accadendo non è che il deployment di questa stessa strategia. Controllare riformulandolo il cuore arabo a guida Hijaz, di modo che questo possa provare a controllare l’Islam. <strong>Ridurre il Molteplice all’Uno, far ruotare la galassia intorno al buco nero</strong><a name="_ednref5" href="https://pierluigifagan.wordpress.com/2014/09/06/il-buco-nero-dellislam-22/#_edn5"></a>[v] .</p>
<p>Tentano di farlo usando l’ordinatore religioso, il più universale e profondo ma anche il meno determinante (il meno preciso). Intendono farlo usando l’ordinatore in versione originaria, semplificata, tradizionale, fondamentale ma queste qualità derivano da un periodo storico più semplice, un periodo storico che aveva una struttura oggi irripetibile. Dall’analfabetismo di Maometto al suo essere l’ultimo, il “sigillo dei profeti” colui che chiude per sempre la serie, dal giustificare la rivelazione come ultimo avvertimento di un Dio stanco di non esser ascoltato e mal interpretato alla diffidenza per la stessa teologia speculativa (per non dire della filosofia di cui gli arabi hanno intuito meglio dei greci stessi, il potere antagonista vs la fede), <a href="https://pierluigifagan.files.wordpress.com/2014/09/saudi-arabia-flag.gif"><img src="https://pierluigifagan.files.wordpress.com/2014/09/saudi-arabia-flag.gif?w=300&amp;h=203" alt="saudi-arabia-flag" width="300" height="203" data-attachment-id="1939" data-permalink="https://pierluigifagan.wordpress.com/2014/09/06/il-buco-nero-dellislam-22/saudi-arabia-flag/" data-orig-file="https://pierluigifagan.files.wordpress.com/2014/09/saudi-arabia-flag.gif" data-orig-size="390,265" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="saudi-arabia-flag" data-image-description="" data-medium-file="https://pierluigifagan.files.wordpress.com/2014/09/saudi-arabia-flag.gif?w=300&amp;h=203" data-large-file="https://pierluigifagan.files.wordpress.com/2014/09/saudi-arabia-flag.gif?w=390" /></a>dall’assenza di clero ai limiti ermeneutici autoimposti di continuo nella storia dei rapporti tra testo-fede e comportamenti concreti, la struttura di questa interpretazione che vuol ordinare il Molteplice all’Uno tenuto saldamente in mano dai Pochi (i clan dominanti l’Hijaz arabo) è la stessa di chi vuol fare di tutto il mondo un mercato in mano a coloro che detengono le fiches del gioco (i clan banco-finanziari occidentali). Ma questa tendenza che come abbiamo visto ha antecedenti storici profondi, è sistematicamente avversata dall’altra, la diversificazione per adattamento a contesti storico-locali eterogenei, la dialettica irriducibile si riproporrà e dal rimbalzo all’Uno, ci si può aspettare un contro rimbalzo al Molteplice.</p>
<p>Questa strategia è una <strong>riduzione ad Uno</strong> della quale non si può discutere nulla, quindi <strong>integrale</strong>, è una struttura che vuole ordinare il Tutto, quindi <strong>totalitaria</strong>.  Siamo sempre e sempre di nuovo alla stessa struttura fondamentale della riduzione di complessità, Pochi vs Molti, una struttura che sebbene la si voglia vestire di religione o di economia o di forza militare o di sapienza è intrinsecamente sempre e soltanto una struttura politica. Relativa cioè ai modi in cui le persone regolano la loro convivenza. E’ questa struttura che oggi entra in fatidica tensione, qui come in Occidente ed entra in tensione perché l’ambiente umano e quello fisico che l’umano ospita ha raggiunto livelli di complessità oggettiva forse non più così meccanicamente riducibili. Anche i clan del’Hijaz come quelli di Wall Street (che non a caso sono grandi amici) vanno incontro a grandi falcate verso una possibile crisi adattativa e noi con loro, fintanto che a loro delegheremo la decisione su i modi di stare al mondo. La riduzione all’Uno è un po’ come il ritirarsi delle acque prima dell’onda di tsunami, è il ritorno ai fondamentali, alle origini, alle certezze dell’ordine semplificato, prima del liberarsi di una nuova fase storica.</p>
<p>La <strong>multipolarizzazione planetaria</strong> è il nuovo scenario al quale andiamo incontro. Come gli anglosassoni tentano il ricompattamento dell’Occidente, un ritorno ai fondamentali ed alle identità-storico culturali ispira tanto i russi-ortodossi, quanto gli arabi-sunniti, ma anche gli indiani del nazionalismo hindu e presto anche gli altri asiatici. Ognuno si sta apprestando a definirsi e compattarsi, prima di affrontare le nuove e complesse relazioni esterne. Le frizioni tra i bordi di queste nuove zolle storico-culturali saranno i primi effetti di questa ripresa della geo-storia e forse molte entità fragili che si trovano su i bordi si spaccheranno. Che alla lunga fase dell’ordinarsi planetario secondo i principi dell’economia, faccia seguito una fase più complessa che includa l’ordinarsi secondo principi religioso-culturali può essere un bene come un male. La differenza sarà data da quanto l’unico principio in grado di ordinare il nuovo e complesso mondo, avrà possibilità di esprimere una sua logica autonoma: <strong>il principio politico</strong>.</p>
<p>Ma il principio politico non può agire se non a seguito di una teoria, una nuova teoria-mondo che oggi né esiste, né sembra avere tradizioni. E se non si vedono costrutti culturali politici rivolti all’esterno, non si notano neanche quelli rivolti all’interno. Decenni di ordinamento economico occidentale hanno desertificato la teoria politica rivolta agli stati ed all’autorganizzazione dei popoli. Il sistema parlamentar-liberale è ancillare rispetto al sistema economico è sconta quindi una debolezza intrinseca, quello social-comunista è stato diroccato dalla storia, quello democratico è inquinato e corrotto e nella sua forma originaria (la democrazia diretta e diffusa) è sconosciuto e dimenticato dai più. Trionfa quindi dappertutto il ritorno ai Pochi, che siano oligarchi econo-finanziari o aristocrazie di partito o di etnia o di fede o militari. E’ questo trovarsi in una situazione del tutto nuova e del tutto inedita che intendiamo, quando parliamo del <strong>problema di “adattamento alla complessità”</strong>. Stiamo per affrontare qualcosa di molto nuovo e sconosciuto, ritirandoci in qualcosa di molto vecchio e tradizionale. All’incipiente disordine, si reagirà con un irrigidimento progressivo verso l’alto dei vari sistemi geo-cultural-politici, che è l’esatto contrario di quanto dovrebbe fare un sistema per adattarsi ad un ambiente sempre più complesso.</p>
<p>A questo problema abbiamo dedicato gran parte delle ricerche qui pubblicate ed ad esso continueremo a dedicare le nostre attenzioni e sforzi di comprensione ed analisi. Le cronache del mondo nuovo sono appena all’inizio.</p>
<p>(Fine. 2/2)</p>
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<p><strong>Arabia Saudita in breve:</strong></p>
<p>L’Arabia Saudita è uno stato islamico (l’unico propriamente tale, fino ad oggi) basato su un monarchia assoluta ereditaria, basata su una unica famiglia che in “intima riunione” stabilisce la successione e la cui “costituzione” è la shari’a. Non si svolgono elezioni, non vi sono partiti, sindacati, possibilità di manifestare. Gran parte della sua popolazione era nomade o seminomade ancora negli anni ’60 del ‘900.<br />
<a href="https://pierluigifagan.files.wordpress.com/2014/09/opecoilreserves_share_of_world_crude_reserves.png"><img src="https://pierluigifagan.files.wordpress.com/2014/09/opecoilreserves_share_of_world_crude_reserves.png?w=300&amp;h=181" alt="OPECOilreserves_share_of_world_crude_reserves" width="300" height="181" data-attachment-id="1954" data-permalink="https://pierluigifagan.wordpress.com/2014/09/06/il-buco-nero-dellislam-22/opecoilreserves_share_of_world_crude_reserves/" data-orig-file="https://pierluigifagan.files.wordpress.com/2014/09/opecoilreserves_share_of_world_crude_reserves.png" data-orig-size="760,460" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="OPECOilreserves_share_of_world_crude_reserves" data-image-description="" data-medium-file="https://pierluigifagan.files.wordpress.com/2014/09/opecoilreserves_share_of_world_crude_reserves.png?w=300&amp;h=181" data-large-file="https://pierluigifagan.files.wordpress.com/2014/09/opecoilreserves_share_of_world_crude_reserves.png?w=640" /></a>E’ vietato ogni altro culto che non sia islamico, l’apostasia è perseguita con la condanna a morte. E’ il 45° stato per popolazione (ma più di un quarto sono immigrati soprattutto filippini e come tutti gli altri immigrati in condizione praticamente schiavile) ma il 9° per spesa militare, il secondo per rapporto tra spesa militare e popolazione dopo gli USA. Mentre <strong>la popolazione aumenta, i proventi delle vendita del petrolio diminuiscono</strong>. Il reddito pro-capite ha registrato il record storico di contrazione da quando esistono tali registrazioni, passando dai 25.000 US$ del 1980 a gli 8.000 del 2003. Facenti parte del corpo statale i mutawwi’in, commissari per la propagazione della virtù e la prevenzione del vizio, una <strong>polizia religiosa</strong>. Non è ovviamente rispettata la Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo, la pena di morte per decapitazione è stata eseguita 26 volte solo nello scorso Agosto 2014, non sempre si tengono processi a riguardo e l’intera procedura giudiziaria è assai opaca. Sono regolarmente comminate la fustigazione, il taglio di piedi e mani, secondo Amnesty International e Human Rights Watch è regolarmente applicata la tortura. L’Arabia Saudita è stata tra le ultime nazioni a dichiarare illegale la schiavitù (1962) sebbene il Dipartimento di stato degli USA affermi che ancora oggi l’AS sarebbe il 3° paese in graduatoria per questo tipo di commercio.</p>
<p><a href="https://pierluigifagan.files.wordpress.com/2014/09/1280px-worldwide_military_spending_2005_horizontal-svg.png"><img src="https://pierluigifagan.files.wordpress.com/2014/09/1280px-worldwide_military_spending_2005_horizontal-svg.png?w=300&amp;h=188" alt="1280px-Worldwide_military_spending_2005_(horizontal).svg" width="300" height="188" data-attachment-id="1941" data-permalink="https://pierluigifagan.wordpress.com/2014/09/06/il-buco-nero-dellislam-22/1280px-worldwide_military_spending_2005_horizontal-svg/" data-orig-file="https://pierluigifagan.files.wordpress.com/2014/09/1280px-worldwide_military_spending_2005_horizontal-svg.png" data-orig-size="1280,804" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="1280px-Worldwide_military_spending_2005_(horizontal).svg" data-image-description="" data-medium-file="https://pierluigifagan.files.wordpress.com/2014/09/1280px-worldwide_military_spending_2005_horizontal-svg.png?w=300&amp;h=188" data-large-file="https://pierluigifagan.files.wordpress.com/2014/09/1280px-worldwide_military_spending_2005_horizontal-svg.png?w=640" /></a></p>
<p>L’Arabia Saudita è il primo produttore mondiale di petrolio, quindi è il dominus dell’OPEC, è stimata avere il 25% delle riserve mondiali di greggio ed è 6a per riserve di gas. Fu l’Arabia Saudita per prima (1973) ad accettare la richiesta USA di adottare il dollaro come moneta unica di riferimento per gli scambi petroliferi, l’OPEC seguì due anni dopo, dollari poi convertiti in debito pubblico americano e protezione militare per i pozzi del Golfo.</p>
<p>Dopo aver lungamente brigato per farvi parte, l’Arabia Saudita ha rifiutato l’anno scorso, il seggio che le era stato offerto (!) al Consiglio di sicurezza dell’ONU come membro non permanente. L’AS non scambia informazioni fiscali ma ciò non l’ha portata nelle black list che del resto sono state abolite nel 2012, assieme alle grey ed alla grey-dark (con l’eccezione di Nauru e Guatemala).</p>
<p>La commissione Camera e Senato USA che redasse il Rapporto sull’11 Settembre si vide secretare da Bush, 28 delle 838 pagine. Nel 2003 una lettera bipartisan di 46 senatori che citavano l’ipotetico coinvolgimento della Arabia Saudita (ripetendo ciò che insinuava certa stampa che poi sarebbe il New York Times) ne richiesero la divulgazione, invano.  Ora, c’è una richiesta più formale di un senatore democratico ed un repubblicano che ha definito la lettura della parte secretata “scioccante”. La richiesta verrà reiterata pubblicamente dai due assieme all’organizzazione dei parenti delle vittime, il prossimo 11 Settembre (2014).</p>
<p>Concludiamo con cronaca degli ultimi giorni ricordando che secondo i sauditi che hanno reso apposita dichiarazione alla fine di Agosto basate su un rinvenuto “laptop dell’Apocalisse” in Siria, organizzazioni terroristiche islamiche si appresterebbero a compiere attacchi biologici in UE ed USA. Avvertimento o minaccia?</p>
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<p><a name="_edn1" href="https://pierluigifagan.wordpress.com/2014/09/06/il-buco-nero-dellislam-22/#_ednref1"></a>[i] La penetrazione africana che crea disordine e caos certo verrà guardata con occhi benevoli da coloro che vogliono contrastare l’altra penetrazione africana, quella cinese.</p>
<p><a href="https://pierluigifagan.files.wordpress.com/2014/09/14732_hussein-taha.jpg"><img src="https://pierluigifagan.files.wordpress.com/2014/09/14732_hussein-taha.jpg?w=640" alt="itahahu001p1" data-attachment-id="1942" data-permalink="https://pierluigifagan.wordpress.com/2014/09/06/il-buco-nero-dellislam-22/itahahu001p1/" data-orig-file="https://pierluigifagan.files.wordpress.com/2014/09/14732_hussein-taha.jpg?w=640" data-orig-size="241,300" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;itahahu001p1&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="itahahu001p1" data-image-description="" data-medium-file="https://pierluigifagan.files.wordpress.com/2014/09/14732_hussein-taha.jpg?w=640?w=241" data-large-file="https://pierluigifagan.files.wordpress.com/2014/09/14732_hussein-taha.jpg?w=640?w=241" /></a></p>
<p><a name="_edn2" href="https://pierluigifagan.wordpress.com/2014/09/06/il-buco-nero-dellislam-22/#_ednref2"></a>[ii] Segnalo tre cose su questa affermazione un po’ stentorea: la prima è che c’è l’Egitto del deserto, quello nilotico e quello delle città, quello del nord e quello del sud e quindi dire “L’Egitto è…” è sempre problematico. La seconda è un letterato egiziano <strong>Taha Husayn</strong> il quale scrisse il celebre “Sulla poesia pre-islamica” nel 1926. Husayn sostenne, non senza fondate ragioni, che la radice egiziana affondava nel lungo periodo della civiltà faraonica che a sua volta aveva forti legami con quella greca. E’ questa tra l’altro una tesi sviluppata nel celebre <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Atena_nera">Atene Nera</a> da M. Bernal,  tesi impopolare tanto nel mondo arabo che in quello occidentale i quali si vivono come naturalmente contrapposti. In ciò si può vedere la dinamica per la quale  quando c’è la volontà di unirsi non c’è limite alla fantasia che crea genealogie comuni del tutto inventate e le teorie diventano fatti, quando invece ci sono reali radici comuni ma c’è la volontà opposta, i fatti diventano teorie. In sostanza Husayn sosteneva che la radice egiziana non è islamica e l’Islam è una sovrapposizione. Da cui l’islamismo storicamente problematico degli egiziani. Husayn fu anche Ministro dell’Educazione dal 1950 e in quanto tale affermò obbligatorietà e gratuità dell’insegnamento scolastico primario ( egli era cieco dall’età di tre anni, ma come spesso accade in questi casi, forse ci vedeva meglio di altri…). Husayn è l’equivalente di Satana per i salafiti. La terza è che dall’Egitto non è provenuta nessuna delle quattro scuole giuridiche storiche per i sunniti, ma deriva il revival neo-salafiyya, il pensatore <strong>Sayyid Qutb</strong> (1906-1966) a cui si rivolgono spesso le radici teoriche di molte organizzazioni salafite (con più o meno ragione è da vedere) ed il movimento dei Fratelli Musulmani che è di ambito hanbalita. A dire che la complessità egiziana è irriducibile e che si manifesta in un arco che dalla relativizzazione dell’Islam arriva fino alle punte più fondamentaliste, segno di fragilità delle convinzioni basilari islamiche, che è quanto volevamo sostenere nella dichiarazione forse un po’ troppo stentorea.</p>
<p><a href="https://pierluigifagan.files.wordpress.com/2014/09/sayyid-qutb.jpg"><img src="https://pierluigifagan.files.wordpress.com/2014/09/sayyid-qutb.jpg?w=300&amp;h=205" alt="sayyid-qutb" width="300" height="205" data-attachment-id="1943" data-permalink="https://pierluigifagan.wordpress.com/2014/09/06/il-buco-nero-dellislam-22/sayyid-qutb/" data-orig-file="https://pierluigifagan.files.wordpress.com/2014/09/sayyid-qutb.jpg" data-orig-size="335,230" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="sayyid-qutb" data-image-description="" data-medium-file="https://pierluigifagan.files.wordpress.com/2014/09/sayyid-qutb.jpg?w=300&amp;h=205" data-large-file="https://pierluigifagan.files.wordpress.com/2014/09/sayyid-qutb.jpg?w=335" /></a></p>
<p>In Egitto, tra XIX° e XX° secolo, si formò il <strong>movimento culturale Nahda</strong> che portò alla nascita dei primi giornali, ai movimenti femministi (!), al nazionalismo arabo e pan-arabo (anche in Siria, Libano), alla ripresa della filosofia, della scienza, della riflessione giuridica, della letteratura, delle prime forme di coscienza anti-coloniale.</p>
<p><a name="_edn3" href="https://pierluigifagan.wordpress.com/2014/09/06/il-buco-nero-dellislam-22/#_ednref3"></a>[iii] In questo senso è interessante la cartina del futuro califfato, distribuita recentemente dall’Isis. In Occidente ci si è divertiti e preoccupati di vedere la Spagna ed i Balcani  inclusi nei sogni jihadisti e i furbi dietro l’operazione, conoscendoci, hanno anche dichiarato che arriveranno a San Pietro. Hanno titillato la nostra paranoia del feroce Saladino-Mira Lanza. In realtà, l’informazione contenuta nella cartina è interessante per come hanno diviso l’Islam. Platone diceva che l’essere va tagliato come il macellaio taglia la carne, lungo le sue linee di minor resistenza ovvero separando le parti che hanno più consistenza in sé. Così la cartina mostra quello che dicevamo all’inizio, le aree storico-culturali che dividono i vari Islam non secondo la recente partizione coloniale e stato nazionale, ma secondo la storia reale, dura,  concreta e di lungo periodo. Chi l’ha fatta sa bene di cosa parla e a chi si rivolge.</p>
<p><a name="_edn4" href="https://pierluigifagan.wordpress.com/2014/09/06/il-buco-nero-dellislam-22/#_ednref4"></a>[iv] I confini dei paesi arabi mediorientali usciti dagli accordi Sykes-Picot sono notoriamente instabili. <a href="https://pierluigifagan.files.wordpress.com/2014/09/sykes-picot-map-in-1916.jpg"><img src="https://pierluigifagan.files.wordpress.com/2014/09/sykes-picot-map-in-1916.jpg?w=300&amp;h=300" alt="sykes-picot-map-in-1916" width="300" height="300" data-attachment-id="1944" data-permalink="https://pierluigifagan.wordpress.com/2014/09/06/il-buco-nero-dellislam-22/sykes-picot-map-in-1916/" data-orig-file="https://pierluigifagan.files.wordpress.com/2014/09/sykes-picot-map-in-1916.jpg" data-orig-size="600,600" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="sykes-picot-map-in-1916" data-image-description="" data-medium-file="https://pierluigifagan.files.wordpress.com/2014/09/sykes-picot-map-in-1916.jpg?w=300&amp;h=300" data-large-file="https://pierluigifagan.files.wordpress.com/2014/09/sykes-picot-map-in-1916.jpg?w=600" /></a>Quelli tra Siria ed Iraq, da sempre quantomeno porosi, praticamente inesistenti. Spaccare l’Iraq in tre è una vecchia idea americana e non vedrebbe che d’accordo l’Arabia Saudita, poco o nulla potrebbe e forse vorrebbe  fare l’Iran, tantomeno i curdi a cui anzi, si potrebbe regalare anche una forma di autonomia pre-nazionale da usare anche contro l’Iran (esiste un Kurdistan nel nord dell’Iran) ed utile anche per tenere sottopressione le arditezze di Erdogan. La nostra analisi è a grana grossa ma le cose mediorientali hanno una complessità frattale che si riproduce a varie scale, fino alle più piccole, fino alla grana finissima come la sabbia del loro deserto fatto di roccia, vento e tempo. A dire che se questa è l’intenzione che intravediamo, non è detto che avrà vita facile. Coloro che ad oggi sono alleati oggettivi e financo forze interne al mondo Isis, domani potrebbero rivelarsi con un diverso disegno. E’ il caso ad esempio, dei molti militari iracheni ex-Saddam che forse vogliono solo raggiungere una posizione di forza contro la parte sciita con cui poi trattare, ma non sciogliere l’Iraq o spezzarlo come è nei piani Isis. Sta di fatto, che l’invenzione dell’Iraq tri-etnico (curdi, arabi, iranici) è una creatura simile all’ircocervo e non poteva venire in mente che ai presuntuosi, quanto ignoranti (o diabolicamente perversi), geografi coloniali inglesi e che una struttura così improbabile è certo destinata a spaccarsi.</p>
<p><a href="https://pierluigifagan.files.wordpress.com/2014/09/120720125744-prince-bandar-bin-sultan-bin-abdulaziz-story-top.jpg"><img src="https://pierluigifagan.files.wordpress.com/2014/09/120720125744-prince-bandar-bin-sultan-bin-abdulaziz-story-top.jpg?w=300&amp;h=168" alt="120720125744-prince-bandar-bin-sultan-bin-abdulaziz-story-top" width="300" height="168" data-attachment-id="1945" data-permalink="https://pierluigifagan.wordpress.com/2014/09/06/il-buco-nero-dellislam-22/120720125744-prince-bandar-bin-sultan-bin-abdulaziz-story-top/" data-orig-file="https://pierluigifagan.files.wordpress.com/2014/09/120720125744-prince-bandar-bin-sultan-bin-abdulaziz-story-top.jpg" data-orig-size="640,360" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="120720125744-prince-bandar-bin-sultan-bin-abdulaziz-story-top" data-image-description="" data-medium-file="https://pierluigifagan.files.wordpress.com/2014/09/120720125744-prince-bandar-bin-sultan-bin-abdulaziz-story-top.jpg?w=300&amp;h=168" data-large-file="https://pierluigifagan.files.wordpress.com/2014/09/120720125744-prince-bandar-bin-sultan-bin-abdulaziz-story-top.jpg?w=640" /></a></p>
<p><a name="_edn5" href="https://pierluigifagan.wordpress.com/2014/09/06/il-buco-nero-dellislam-22/#_ednref5"></a>[v] Il nostro ragionamento non è originale, molte fonti hanno segnalato la presenza e il ruolo dell’Arabia Saudita nella faccenda di cui abbiamo parlato. Quello che cambia, nel nostro caso, è la convinzione che l’AS non sia un finanziatore, un ambiguo fiancheggiatore, un indiretto protettore, un demiurgo a cui è sfuggito di mano il mostro, come certi commentatori sembrano voler accreditare (dall’Aspen Institute in giù)  ma il cervello che ha pensato tutta l’operazione, la strategia ed ha curato l’avvio delle operazioni, continuando a dirigerle in prima persona. All’Ottobre 2013, l’ambasciatore siriano in Giordania, Benjat Suleiman, ebbe a dichiarare che il vero capo di al-Qaeda era il principe <strong>Bandar bin Sultan</strong>, dichiarazione ripetuta dall’ex primo ministro iracheno (sciita) al-Maliki al Marzo di quest’anno. Il personaggio ha un bel curriculum che trovate <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Bandar_bin_Sultan">qui</a> e che vi suggerisco caldamente di leggere. Un ben informato punto sulla situazione recente <a href="http://www.lastampa.it/2014/08/28/blogs/underblog/isis-le-foto-del-senmc-cain-obama-i-neocon-e-altri-retroscena-PX0lTKSMjngBesC1x9t0JI/pagina.html">qui </a>(si consiglia un giretto nel blog della giornalista della Stampa, davvero completo e ben informato). Un ben informato punto sulle origini ideologico-storiche dell’Isis (nonostante la mia diffidenza verso fonti inglesi e viepiù da parte di agenti MI-6, quanto riportato risulta dalla stessa ricerca indipendente sin qui esposta) in chiave Arabia Saudita – Isis, <a href="http://www.huffingtonpost.com/alastair-crooke/isis-wahhabism-saudi-arabia_b_5717157.html">qui</a>. Certo, l’articolo sembra dar retta ad un presunto dualismo arabo-saudita, come la versione ufficiale di “privati”, “forze interne” al regno siano i finanziatori occulti dell’Isis, tende ad accreditare. Dal parziale occultamento di Bandar, all’elevazione delle pene per i jiahdisti sauditi che volessero tornare in patria, fino al spontaneo finanziamento di una struttura ONU che si occupa di terrorismi, all’aver “scoperto” attentatori Isis interni che si apprestavano a far saltare pozzi sauditi, l’AS sembra voler mostrarsi per ciò che non è, in una escalation di improvviso “ripensamento e distanziamento”. <a href="http://www.huffingtonpost.com/alastair-crooke/isis-aim-saudi-arabia_b_5748744.html">Questa </a>seconda parte dell’articolo di Alastair Crooke entra nel dettaglio di questa ipotesi di un conflitto intestino al mondo wahhabita, ipotizzando addirittura un cambio di dinastia come obiettivo Isis, ovvero prendere il posto di casa al-Sa’ud. Chi scrive è diffidente sull’ipotesi del dualismo, chi detiene il potere in AS (un potere totalitario a cui non credo possa sfuggire qualcosa di così evidente) sa perfettamente cosa stia succedendo, perché sembra proprio che lo stia facendo succedere lui stesso in conseguenza di ben precisi interessi strategici. Tale strategia ha chiari e lampanti motivazioni, ha fatti non difficili da reperire per chi ha una volontà di ricerca minimamente indipendente, ha chiari precedenti nei coinvolgimenti dell’AS nelle primavere arabe, nei finanziamenti a vari jihadisti inclusa la prima fase di al-Qaeda, nella cosciente delega a Bandar di “creare e risolvere” la crisi siriana (delega benedetta dagli ambienti neo-con americani di cui Bandar è grande amico), nell’oggettiva convergenza ideologica di lungo corso con i promotori dello stato islamico Syria-Iraq che sembra proprio stiano realizzando null’altro che un progetto wahhabita piantato nel DNA di casa Al Sa’ud. Altresì, l’ipotesi della “serpe in seno” per la quale Isis starebbe coltivando un progetto di rivoluzione islamica ai danni della casa Al-Sa’ud, ci sembra poco realistico sul piano internazionale. Davvero Crooke pensa che gli USA, la sua UK, la Francia e le altre golfo-monarchie, per non dire dell’Iran, della Turchia, dell’Egitto, della Russia etc. permetterebbero ai tagliagole di impossessarsi delle riserve petrolifere planetarie? Queste versioni delle due Arabia Saudite a me paiono assai di comodo. Tendono ad accreditare una casa regnante con vocazioni moderniste che francamente non ci risultano se non come operazioni limitate e di facciata, mentre ci risultano nove interrotti anni di Bandar bin Sultan a capo del National Security Council.</p>
<p>L’iscrizione dell’Arabia Saudita a “stato canaglia”, per coloro a cui piace usare questa categoria, dovrebbe esser  oggettiva ma l’oggettività è sempre relativa, specie se il giudicante dipende geo-strategicamente  dal fatto che deve giudicare o a livello individuale dagli interessi del suo committente.</p>
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		<title>IL BUCO NERO DELL’ISLAM (1/2)</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Apr 2019 09:29:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Thomas Munzner</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica Internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[Arabia Saudita]]></category>
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		<description><![CDATA[&#160; Pierluigi Fagan   Lo studio è diviso in due parti, una storico-ideologica, l’altra proietta le questioni storiche sulle vicende contemporanee. PARTE PRIMA: Ermeneutica e potere ovvero chi interpreta cosa. L’Islam è quella parte di mondo che si riconosce nella religione musulmana (1,5 miliardi di individui, in crescita) ma i diversi complessi culturali interpretano diversamente questo fatto a [...]]]></description>
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<p><a href="https://pierluigifagan.files.wordpress.com/2014/08/islmap.jpg"><img src="https://pierluigifagan.files.wordpress.com/2014/08/islmap.jpg?w=554&amp;h=292" alt="islmap" width="554" height="292" data-attachment-id="1901" data-permalink="https://pierluigifagan.wordpress.com/2014/09/01/il-buco-nero-dellislam-12/islmap/" data-orig-file="https://pierluigifagan.files.wordpress.com/2014/08/islmap.jpg" data-orig-size="744,391" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="islmap" data-image-description="" data-medium-file="https://pierluigifagan.files.wordpress.com/2014/08/islmap.jpg?w=554&amp;h=292" data-large-file="https://pierluigifagan.files.wordpress.com/2014/08/islmap.jpg?w=640" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<h2><em>Pierluigi Fagan  </em></h2>
<div>
<p><strong><em>Lo studio è diviso in due parti, una storico-ideologica, l’altra proietta le questioni storiche sulle vicende contemporanee.</em></strong></p>
</div>
<p>PARTE PRIMA: <strong>Ermeneutica e potere ovvero chi interpreta cosa</strong>.</p>
<p><strong>L’Islam</strong> è quella parte di mondo che si riconosce nella religione musulmana (1,5 miliardi di individui, in crescita) ma i diversi complessi culturali interpretano diversamente questo fatto a seconda della loro geografia e del retaggio storico che gli appartiene. Abbiamo così l’Islam indonesiano, quello afgano-pakistano, quello centro-asiatico e turco, quello iranico, quello arabo mediorientale-egiziano a sua volta divisibile in almeno quattro tradizioni, quello arabo nord-africano (Maghreb), quello medio-africano (Sahel). Tutto però parte da un fatto collegato ad un testo ed il fatto (la predicazione del profeta Maometto) ed il testo (il Corano che ricordiamo è parola diretta di Dio, trasferita al medium  Maometto dal messaggero che è l’Arcangelo Gabriele) hanno una ben precisa radice storica. Questa è la cultura seminomade delle tribù del deserto che si concentravano periodicamente lì dove oggi c’è l’Arabia Saudita ed in particolare la sua parte occidentale che si affaccia sul Mar Rosso,l’Hijaz. Il senso storico di quanto avvenne con Maometto, fu la creazione di un Uno (l’Umma, la comunità dei musulmani) ad unire la molteplicità irriducibile delle configurazioni clanico-tribali, attraverso l’adozione comune di un ordinatore religioso di stampo strettamente monoteistico . La dialettica tra unità e concorrenza inter-tribale segna la fondazione dell’Islam e si perpetuerà nei secoli come oscillazione tra i due poli, sino ai giorni nostri. L’Islam è quindi una religione geo-storicamente determinata anche se, come tutte le grandi religioni, ha aspirazioni universali.</p>
<p>L’intera struttura della relazione tra il concetto del Corano e le genti che vi hanno fatto riferimento, si può individuare nella dialettica non componibile tra l’Uno ed il Molteplice. Dialettica non componibile significa perenne oscillazione tra i due poli dialettici, l’andare e venire di forme unificanti e dividenti, singolari e plurali, semplificate e complesse. Questa dialettica non è stata fino ad oggi composta anche se non è detto non lo possa essere in futuro.</p>
<p><a href="https://pierluigifagan.files.wordpress.com/2014/08/allah-islam-25006535-1600-1200.jpg"><img src="https://pierluigifagan.files.wordpress.com/2014/08/allah-islam-25006535-1600-1200.jpg?w=300&amp;h=225" alt="ALLAH-islam-25006535-1600-1200" width="300" height="225" data-attachment-id="1902" data-permalink="https://pierluigifagan.wordpress.com/2014/09/01/il-buco-nero-dellislam-12/allah-islam-25006535-1600-1200/" data-orig-file="https://pierluigifagan.files.wordpress.com/2014/08/allah-islam-25006535-1600-1200.jpg" data-orig-size="1600,1200" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="ALLAH-islam-25006535-1600-1200" data-image-description="" data-medium-file="https://pierluigifagan.files.wordpress.com/2014/08/allah-islam-25006535-1600-1200.jpg?w=300&amp;h=225" data-large-file="https://pierluigifagan.files.wordpress.com/2014/08/allah-islam-25006535-1600-1200.jpg?w=640" /></a><strong>L’Uno</strong> è il nocciolo del concetto monoteista. Il monoteismo -in generale- nasce all’intersezione di due movimenti. Il <strong>primo</strong>era quello che intendeva superare la frammentarietà delle tribù stanziali-semistanziali-seminomadi e nomadi che cioè tendeva a coagulare le molteplicità delle entità territoriali probabilmente per via di una raggiunta densità demografica che poneva il serio problema del fare massa di piccoli nuclei di genti altrimenti divisi gli uni da gli altri. Questo “fare massa” aveva a sua volta due ragioni, <strong>sia</strong> quella dell’evitare che le differenze sfociassero in aperto e continuo conflitto, quindi disordine, <strong>sia</strong> quella di seguire una certa <em>escalation delle dimensioni</em> che portava i popoli a farsi guerra l’un l’altro ed a prevalere proprio in funzione della massa relativa. Il <strong>secondo </strong>movimento era quello che doveva gerarchicizzare insiemi sociali sempre più grandi. In questo caso l’Uno è “il primo”, il “più importante” e spesso emerge lentamente da un lavoro di semplificazione gerarchica che si registra tanto nella società mondana (la figura dal “capo” che diventa sempre più unica, fissa ed in cima alla gerarchia sociale di una società sempre più grande e complessa. Capi anticamente eletti da consigli e successivamente derivati per discendenza, in molti casi anche “divina”), quanto nelle credenze. Nel zoroastrismo come nel  caso egiziano di Amenhotep IV-Akhenaton (atonismo), l’Uno emerge da precedenti condomini, poli-tetra-tria e diarchie che si ordinano e semplificano allungandosi verso l’alto al cui culmine si pone l’Uno, il Massimo, il Principio, l’Unico, l’Ordinatore. I monoteismi canonici compiranno la seconda parte del tragitto, tagliando ogni relazione tra l’Uno ed il sottostante da cui proviene. In pratica è una progressiva transizione dal politeismo al monoteismo via <strong>enoteismo<a name="_ednref1" href="https://pierluigifagan.wordpress.com/2014/09/01/il-buco-nero-dellislam-12/?fbclid=IwAR1nw8tE3ugDmidek1JxHHAsWVJxHY0xDP7MoKpCFr6I74Mxf5rAVBzLlRw#_edn1"></a><strong>[i]</strong></strong> secondo la definizione di Max Müller. Questi due movimenti, la riduzione ad Uno, teologica e quella sociale, dovrebbero essersi manifestati più o meno in sincronia, dai 6 ai 4mila anni fa, a partire dalle regioni bagnate dai grandi fiumi mesopotamici e da lì, diffusisi in una più ampia regione.</p>
<p><a href="https://pierluigifagan.files.wordpress.com/2014/08/special-report-genography.jpg"><img src="https://pierluigifagan.files.wordpress.com/2014/08/special-report-genography.jpg?w=300&amp;h=214" alt="SPECIAL-REPORT-GENOGRAPHY" width="300" height="214" data-attachment-id="1903" data-permalink="https://pierluigifagan.wordpress.com/2014/09/01/il-buco-nero-dellislam-12/special-report-genography/" data-orig-file="https://pierluigifagan.files.wordpress.com/2014/08/special-report-genography.jpg" data-orig-size="1550,1107" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="SPECIAL-REPORT-GENOGRAPHY" data-image-description="" data-medium-file="https://pierluigifagan.files.wordpress.com/2014/08/special-report-genography.jpg?w=300&amp;h=214" data-large-file="https://pierluigifagan.files.wordpress.com/2014/08/special-report-genography.jpg?w=640" /></a>Non è quindi un caso che il monoteismo, compaia nell’areale che va dal Nilo e poco dopo il Tigri e l’Eufrate, lì dove la presenza umana è più antica. E’ assai probabile che le varie wave dell’out of Africa (il movimento di costante migrazione che portò fuori dell’Africa, che segnò sia la migrazione dell’erectus, sia quella del sapiens-sapiens) ebbe questa zona, quella mesopotamica, come terminale. Ci sono anche teorie che dicono che la penisola araba fosse in realtà una sorta di paradiso terrestre (del resto tutto quel petrolio dice che in precedenza, la superficie era piena di carbonio vegetale e/o animale) e che solo in seguito andò dissecandosi , motivando le prime popolazioni out of Africa a spostarsi verso la Mesopotamia.  Più antico significa anche stratificazione temporale di tante e diverse genti perché nell’area mesopotamica si viveva meglio (acqua, clima) e quindi si formarono precocemente società di massa da ordinare. Altresì, non v’è dubbio che in quel catino si sia storicamente concentrata la più ampia varietà etnica mai altrove registrata<a name="_ednref2" href="https://pierluigifagan.wordpress.com/2014/09/01/il-buco-nero-dellislam-12/?fbclid=IwAR1nw8tE3ugDmidek1JxHHAsWVJxHY0xDP7MoKpCFr6I74Mxf5rAVBzLlRw#_edn2"></a>[ii].</p>
<p>A questo polo unificante dell’Uno, si contrappone sistematicamente la dispersione nel Molteplice. Così il popolo ebraico racconta di sé di esser stato unificato dal suo Dio-Uno che stringe con loro (ma è una probabile metafora del fatto che essi strinsero “tra” loro) la fatidica alleanza delle dodici tribù di cui la Torah provvede a fornire una retrostante genealogia unificante poiché discendente da uno stesso Uno abramitico. <a href="https://pierluigifagan.files.wordpress.com/2014/08/3-religioni-mono.jpg"><img src="https://pierluigifagan.files.wordpress.com/2014/08/3-religioni-mono.jpg?w=300&amp;h=215" alt="3-religioni-mono" width="300" height="215" data-attachment-id="1904" data-permalink="https://pierluigifagan.wordpress.com/2014/09/01/il-buco-nero-dellislam-12/3-religioni-mono/" data-orig-file="https://pierluigifagan.files.wordpress.com/2014/08/3-religioni-mono.jpg" data-orig-size="450,323" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="3-religioni-mono" data-image-description="" data-medium-file="https://pierluigifagan.files.wordpress.com/2014/08/3-religioni-mono.jpg?w=300&amp;h=215" data-large-file="https://pierluigifagan.files.wordpress.com/2014/08/3-religioni-mono.jpg?w=450" /></a>La fissazione delle genealogie e la ricostruzione ex-post di genealogie comuni che si ritrova anche nel Corano è proprio di culture che provengono da organizzazioni nucleari famigliari, poi claniche, poi tribali. Quando dalla molteplicità si vuole passare all’unità, si “scoprono” discendenti comuni. A questo movimento alla sintesi, seguono poi successivamente movimenti ad allagare. Di nuovo con Gesù Cristo si tenta di ricucire il senso di unità e di nuovo il cristianesimo diventerà la storia di una dottrina circondata da deviazioni eretiche (che per la verità sorsero quasi immediatamente dopo Cristo in quel inestricabile calderone di culti che mischiavano caldei, siriani, alessandrini greci ed egiziani, gnostici, mazdei etc.) e dalle contrapposizioni tra cattolici, ortodossi, protestanti e successive speciazioni. Così per l’Islam che rimbalza dal più asciutto monoteismo concettuale, aniconico, privo di interpretazione poiché dotato di dettato divino, alle fazioni sunnite (hanafita, hanbalita,  malikita, shaf’ita, zahirita) a quelle sciite (ismailita, jafarita, zaidita) poi gli ibaiditi più o meno assimilabili alla tradizione kharigita ritenuta da sciiti e sunniti eretica mentre questi ritengono quelli apostati, la tradizione sufi e le molte altre speciazioni di speciazioni etc.  Ognuna delle scuole interpretative giuridico – spirituali islamiche (se si adotta questa discriminante, ma si può anche usare quella teologica o quella della discendenza di legittimità e si aprono altri alberi), coincide con un areale geografico, segno che la provenienza etnico-geo-storica non solo marca delle differenze ma le ha istituzionalizzate in una versione particolare di quello che dovrebbe essere un unico credo generale. Capita così che quando si legge dei perduranti frizioni e scontri ad esempio tra sciiti e sunniti si dovrebbe in realtà leggere la irriducibile frizione tra iranici ed arabi soprattutto wahhabiti (cioè sauditi). Frizioni etniche che in Occidente danno luogo ad esempio al “razzismo” mentre entro un sistema ordinato dal paradigma religioso, danno luogo a “guerre di religione” o meglio “di interpretazione”. Non a caso, H. G. Gadamer è uno dei filosofi occidentali più apprezzati da molti pensatori arabi contemporanei.</p>
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<p><a href="https://pierluigifagan.files.wordpress.com/2014/08/arabian_peninsula_dust_seawifs.jpg"><img src="https://pierluigifagan.files.wordpress.com/2014/08/arabian_peninsula_dust_seawifs.jpg?w=640" alt="Arabian_Peninsula_dust_SeaWiFS" data-attachment-id="1905" data-permalink="https://pierluigifagan.wordpress.com/2014/09/01/il-buco-nero-dellislam-12/arabian_peninsula_dust_seawifs/" data-orig-file="https://pierluigifagan.files.wordpress.com/2014/08/arabian_peninsula_dust_seawifs.jpg?w=640" data-orig-size="290,265" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="Arabian_Peninsula_dust_SeaWiFS" data-image-description="" data-medium-file="https://pierluigifagan.files.wordpress.com/2014/08/arabian_peninsula_dust_seawifs.jpg?w=640?w=290" data-large-file="https://pierluigifagan.files.wordpress.com/2014/08/arabian_peninsula_dust_seawifs.jpg?w=640?w=290" /></a></p>
<p>L’Islam è un sistema la cui costituzione originaria ne determina le condizioni di possibilità ma anche i limiti e le contraddizioni adattative al mondo di oggi e domani. La definizione del sistema è religioso-culturale, non storico-politica o filosofico-culturale. L’Islam è il sistema che si riferisce alla predicazione di un profeta (Maometto), ad un libro divino (il Corano), alla trasmissione della tradizione iniziale (Sunna<a name="_ednref3" href="https://pierluigifagan.wordpress.com/2014/09/01/il-buco-nero-dellislam-12/?fbclid=IwAR1nw8tE3ugDmidek1JxHHAsWVJxHY0xDP7MoKpCFr6I74Mxf5rAVBzLlRw#_edn3"></a>[iii]) che insieme fanno la legge del sistema (shari’a). L’origine è etnicamente araba ma nel mondo islamico contemporaneo <strong>la componete araba è solo il 15-20%</strong> e tendenzialmente, in virtù della forte espansione potenziale (Sud-est asiatico, Cina Africa), diminuirà ulteriormente. Questa rappresenta una prima, forte, tensione difficilmente componibile stante l’attuale situazione culturale e politica dell’aggregato islamico. La radice del sistema è di millequattrocento anni fa, è piantata in una zona specifica della terra araba e nella dimensione tribale di quelle genti. Ma la pianta islamica è oggi molto più grande della sua radice e viepiù lo sarà. Essa ombreggia un sempre più vasto territorio che include numerose e diverse etnie e variegate culture sempre più afro-asiatiche e fa i difficili conti con una contemporaneità che è dominata da un concetto storico di modernità nato in Occidente (in altra pianta con tutt’altre radici) che amalgama, anche contraddittoriamente, elementi di diversa natura quale lo stato-nazione, l’economia internazionalizzata se non globalizzata, la tecnoscienza, la libertà individuale (per quanto problematicamente definita). Una tensione basilare nelle comparazioni (spesso fatte da menti confuse dal noto errore delle pere e delle mele) tra occidentali e musulmani  proviene dalla differenza sostanziale tra unità base dei due sistemi: l’individuo semmai cittadino, anticamente di poleis oggi di stati con popoli (nazione) per l’Occidente; la famiglia-clan-tribù per l’Islam arabo, ma anche africano e spesso orientale.</p>
<p><a href="https://pierluigifagan.files.wordpress.com/2014/08/3515e6cb227952a82f2e395207ad00c1.jpg"><img src="https://pierluigifagan.files.wordpress.com/2014/08/3515e6cb227952a82f2e395207ad00c1.jpg?w=300&amp;h=240" alt="3515e6cb227952a82f2e395207ad00c1" width="300" height="240" data-attachment-id="1906" data-permalink="https://pierluigifagan.wordpress.com/2014/09/01/il-buco-nero-dellislam-12/3515e6cb227952a82f2e395207ad00c1/" data-orig-file="https://pierluigifagan.files.wordpress.com/2014/08/3515e6cb227952a82f2e395207ad00c1.jpg" data-orig-size="400,320" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="3515e6cb227952a82f2e395207ad00c1" data-image-description="" data-medium-file="https://pierluigifagan.files.wordpress.com/2014/08/3515e6cb227952a82f2e395207ad00c1.jpg?w=300&amp;h=240" data-large-file="https://pierluigifagan.files.wordpress.com/2014/08/3515e6cb227952a82f2e395207ad00c1.jpg?w=400" /></a>La definizione religiosa non sarebbe di per sé un problema, anzi sarebbe una forza. Non v’è dubbio che le religioni, soprattutto se spogliate delle vicende storiche delle loro attualizzazioni ed evoluzioni storico-politiche-istituzionali, hanno una forte componete di universalità. Non vi è altra forma di pensiero umano che trovi adesioni in spazi così disparati come quelli che sono sussunti in un buddismo che include versioni indiane – tibetane – cinesi – giapponesi -newyorkesi (a dire delle élite occidentali che vi si riconoscono); in un cristianesimo che spazia dalle Americhe all’Asia o nell’Islam afro-arabo-turco-asiatico e non vi è altra forma culturale di massa le cui origini siano così antiche nel tempo risalendo ai più di duemilacinquecento-millecinquecento anni fa. Questa resiliente estensione spazio-temporale dice che queste religioni intercettano problemi ed aspirazioni umane profonde, facenti parte di un nucleo dell’essere umano che forse non è del tutto a-storico ma che si muove con una lentezza tale da sembrarlo, a noi che lo scansioniamo con la misura standard della storia conosciuta (scritta), cioè dei tremila anni, se non meno.</p>
<p>Ma ci sono differenze nella struttura fine del sistema islamico che, comparate con quelle delle altre religioni inter-etniche (quindi ad eccezione dell’ebraismo che rimane una religione etnica), danno conto di un problema, <strong>il problema dell’adattamento al divenire della complessità che cresce nel tempo</strong>. La prima di queste differenze è nella natura divina del testo sacro. Divino è in un certo senso anche l’Antico Testamento ma è incluso nel suo testo il fatto che sia una (molteplice nello spazio e nel tempo) trascrizione umana, lo è anche il Nuovo  ma è notorio il fatto che sia opera di apostoli, <a href="https://pierluigifagan.files.wordpress.com/2014/08/klimt_l-albero-della-vita.jpg"><img src="https://pierluigifagan.files.wordpress.com/2014/08/klimt_l-albero-della-vita.jpg?w=225&amp;h=300" alt="klimt_l-albero-della-vita" width="225" height="300" data-attachment-id="1907" data-permalink="https://pierluigifagan.wordpress.com/2014/09/01/il-buco-nero-dellislam-12/klimt_l-albero-della-vita/" data-orig-file="https://pierluigifagan.files.wordpress.com/2014/08/klimt_l-albero-della-vita.jpg" data-orig-size="320,425" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="klimt_l-albero-della-vita" data-image-description="" data-medium-file="https://pierluigifagan.files.wordpress.com/2014/08/klimt_l-albero-della-vita.jpg?w=226" data-large-file="https://pierluigifagan.files.wordpress.com/2014/08/klimt_l-albero-della-vita.jpg?w=320" /></a>oltretutto scriventi qualche decennio dopo i fatti che narrano, lo è l’insegnamento del Buddha che anzi ha già dall’inizio uno statuto più etico-filosofico che non teologico (così come il confucianesimo ed il taosimo), lo sono le Upanishad dell’induismo che però già nella loro intricata, stratificata e molteplice forma e nella stessa loro origine da un precedente strato vedico (nato plurale già nella collezione dei quattro libri che lo compongono) si dispongono in favore della pluralità. Ma il Corano è “divino” in un senso più puro perché è parola di Dio dettata dal tramite dell’Arcangelo Gabriele e solo memorizzata da Maometto e stenografata in seguito. La tradizione insiste addirittura nel ritenere che Maometto fosse analfabeta proprio per significare che neanche volendo, il tramite umano, avrebbe potuto alterarne il senso e significato. Esso va quindi preso così com’è, letteralmente. Ed ancora, essendo parola di Dio espressa in quel modo (in arabo) non può esser tradotta, bisogna imparare l’arabo e così facendo assimilarne la logica, quindi il succo culturale. Esiste quindi un problema di identità tra radice araba e chioma islamica che crea tensione tra l’Uno ed il Molteplice ed esiste una tensione storica tra la complessità dell’oggi e quella ben minore dell’Hijaz (l’area originaria di Mecca e Medina) del VII° secolo.</p>
<p>In Occidente, l’armeneutica filosofica nasce piuttosto tardi (XVIII° secolo, prima di Kant) come adozione di una pratica culturale osservata in ambito teologico e lì praticata sin dalla nascita di qualsivoglia specifica religione. Il clero o i saggi interpreti nascono assieme ai testi a cui fanno riferimento (spesso li creano, come nel caso ebraico e non solo) e la loro funzione è quella compensazione tra l’astratta genericità (che ne fa l’universalità) dei testi “sacri” e la loro decifrazione o attualizzazione nei casi specifici che son sempre un po’ difformi dalla disposizione scritta. Questa intermediazione interpretativa è luogo di potere. Questa camera di compensazione, nell’Islam, è assai problematica, perché la parola originaria è intoccabile e  non esiste un clero propriamente detto. Nei fatti però, una ermeneutica islamica esiste ed è anche assai articolata.</p>
<p><a href="https://pierluigifagan.files.wordpress.com/2014/08/papa-313-islam-nel-mondo.jpg"><img src="https://pierluigifagan.files.wordpress.com/2014/08/papa-313-islam-nel-mondo.jpg?w=300&amp;h=203" alt="PAPA 313 islam nel mondo" width="300" height="203" data-attachment-id="1908" data-permalink="https://pierluigifagan.wordpress.com/2014/09/01/il-buco-nero-dellislam-12/papa-313-islam-nel-mondo/" data-orig-file="https://pierluigifagan.files.wordpress.com/2014/08/papa-313-islam-nel-mondo.jpg" data-orig-size="903,612" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="PAPA 313 islam nel mondo" data-image-description="" data-medium-file="https://pierluigifagan.files.wordpress.com/2014/08/papa-313-islam-nel-mondo.jpg?w=300&amp;h=203" data-large-file="https://pierluigifagan.files.wordpress.com/2014/08/papa-313-islam-nel-mondo.jpg?w=640" /></a></p>
<p>Molti studiosi hanno sottolineato il fatto proponendo la categoria plurale “gli” Islam che alla nostra superficiale conoscenza, rimangono sconosciuti in sé e come fenomeno generale. Il tutto si sviluppa in assenza di una autorità piramidale, che è la  condizione migliore per favorire la molteplicità dell’ interpretazione. Questa mancanza di istituzionalità e di una autorità generale del credo, diventa una splendida occasione di differenziazione in cui si realizzano sia diverse forme di interpretazione che diventano poi bandiere di altrettanti atteggiamenti religioso-politco-culturali, sia ragione di divisioni che sovrapponendosi a quelle etnico-culturali proprie delle varie zone del mondo islamico, creano una molteplicità impegnata in un dialogo a volte anche aspro. Poiché la teologia speculativa (kalam) era ciò che più assomigliava ad un pluralismo fondamentale poiché afferente al cuore del messaggio religioso, essa è stata presto bloccata. Il pluralismo si è allora impossessato della zona più naturalmente molteplice ovvero l’interpretazione delle norme giuridico-spirituali: cosa è giusto fare per esser un buon musulmano nelle mille occasioni che la vita individuale e sociale incontra nel suo sviluppo.</p>
<p>La molteplicità parte dai testi poiché è dai testi che si trae la legge, la shari’a. Il testo dei testi è senz’altro il Corano ma il Corano a sua volta ha una prima parte che è relativa al periodo meccano del Profeta ed una seconda parte che è relativa al periodo medinese. La prima parte è più universale ed ispirata, più poetica, parla ai cuori come si conviene ad una predicazione per cui pochi parlano ai molti per attrarli e convincerli. <a href="https://pierluigifagan.files.wordpress.com/2014/08/koran.jpg"><img src="https://pierluigifagan.files.wordpress.com/2014/08/koran.jpg?w=300&amp;h=199" alt="Koran" width="300" height="199" data-attachment-id="1909" data-permalink="https://pierluigifagan.wordpress.com/2014/09/01/il-buco-nero-dellislam-12/koran/" data-orig-file="https://pierluigifagan.files.wordpress.com/2014/08/koran.jpg" data-orig-size="2000,1333" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;5&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;Canon EOS 5D&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1207840595&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;50&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;800&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.02&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="Koran" data-image-description="" data-medium-file="https://pierluigifagan.files.wordpress.com/2014/08/koran.jpg?w=300&amp;h=199" data-large-file="https://pierluigifagan.files.wordpress.com/2014/08/koran.jpg?w=640" /></a>Questa poeticità è a sua volta un problema poiché si basa su una lingua orale molto sofisticata ma a cui cominciava a corrispondere una lingua scritta non altrettanto sofisticata. Essa è anche irrimediabilmente  più generica, cosa che invece non è la seconda, quella medinese, genericità che però ne fa anche l’universalità. Ma a sua volta, se la parte medinese è già “operativa” riguardando una comunità già formata, che amministra un territorio e si confronta con i problemi politico-giuridici concreti e con la relazione esterna (guerra, pace, trattati, convivenza con altre etnie/credenze, commerci etc.) ci si può domandare se essa è universale (come poi vedremo crede la scuola hanbalita) o particolare, se ciò vale nella sua integralità  per “quel” contesto che come tutti i contesti è relativo a precise condizioni geo-storiche. Si ricorre allora alla Sunna che è “tradizione e consuetudine”. Qui abbiamo parole ed atti del Profeta, ma anche parole ed atti dei suoi Compagni che certo beneficiarono della sua vicinanza ma che non erano i prescelti da Dio e quindi erano più fallibili. Inoltre con la Sunna si passa dalla parola di Dio a quella umana ed infatti ve ne sono state diverse versioni con diatribe infinite sull’originalità dei contenuti.  Alcuni (non tutti) allora seguono anche l’Ijma che è il consenso comune dei principali giurisperiti, ovvero le interpretazioni consensuali rispetto a norme che non sono chiaramente espresse nel corpo principale (Corano+Sunna=shari’a), con alcuni degli alcuni che si spingono fino a prospettar possibile una sorta di ragionamento per analogia, trasferendo validità tra disposizioni certe a quelle incerte, in base ad un criterio di similarità che però è assai poco oggettivo di sua natura. Ne vengono fuori almeno otto scuole giuridiche ammesse (ma ammesse secondo un giudizio non da tutti riconosciuto), di cui cinque (chi dice quattro) sunnite, due sciite ed una kharigita. Da alcuni studiosi, l’intera faccenda è suddivisa tra coloro che si attengono solo alle scritture e color che in vari modi, prospettano qualcosa oltre a queste o quantomeno una attenta interpretazione.<a href="https://pierluigifagan.files.wordpress.com/2014/08/slide_10.jpg"><img src="https://pierluigifagan.files.wordpress.com/2014/08/slide_10.jpg?w=300&amp;h=224" alt="slide_10" width="300" height="224" data-attachment-id="1910" data-permalink="https://pierluigifagan.wordpress.com/2014/09/01/il-buco-nero-dellislam-12/slide_10/" data-orig-file="https://pierluigifagan.files.wordpress.com/2014/08/slide_10.jpg" data-orig-size="1058,793" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="slide_10" data-image-description="" data-medium-file="https://pierluigifagan.files.wordpress.com/2014/08/slide_10.jpg?w=300&amp;h=224" data-large-file="https://pierluigifagan.files.wordpress.com/2014/08/slide_10.jpg?w=640" /></a></p>
<p>L’intero movimento interpretativo proviene da una prima fase molto plurale, al limite del caotico, poi col consolidarsi di poteri politici califfali si assiste ad una condensazione in filoni precisi ed un mutuo consenso a ritenere, da un certo punto in poi, chiusa l’innovazione interpretativa, similmente a ciò che successe nei rapporti tra teologia e filosofia e nella teologia speculativa stessa. Si assiste cioè ad uno stesso movimento che dall’Uno si apre al Molteplice ma quando questo diventa eccessivo, ha un rimbalzo violento a chiudere, a tornare al fondamento, alla certezza, all’Uno. Ciononostante, il movimento interpretativo spinge di nuovo ad aprirsi e viepiù ciò si manifesta quanto più si amplia la complessità dell’Islam, complessità delle realtà geo-storiche e complessità crescente della contemporaneità a cui siamo tutti sottoposti.</p>
<p><a href="https://pierluigifagan.files.wordpress.com/2014/08/cartina_muta_mondo.jpg"><img src="https://pierluigifagan.files.wordpress.com/2014/08/cartina_muta_mondo.jpg?w=400&amp;h=228" alt="Cartina_muta_mondo" width="400" height="228" data-attachment-id="1911" data-permalink="https://pierluigifagan.wordpress.com/2014/09/01/il-buco-nero-dellislam-12/cartina_muta_mondo/" data-orig-file="https://pierluigifagan.files.wordpress.com/2014/08/cartina_muta_mondo.jpg" data-orig-size="1031,588" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="Cartina_muta_mondo" data-image-description="" data-medium-file="https://pierluigifagan.files.wordpress.com/2014/08/cartina_muta_mondo.jpg?w=400&amp;h=228" data-large-file="https://pierluigifagan.files.wordpress.com/2014/08/cartina_muta_mondo.jpg?w=640" /></a>Delle otto scuole, cinque sono sunnite e quindi relative a, chi dice l’80%, chi dice il 90% del totale islamico, l’ultima di esse in ordine temporale fu proprio una “scuola del rimbalzo”, gli <strong>hanbaliti,</strong> che si connota come ultra-ortodossa. In specie, essa vieta l’intromissione della ragione umana ed interpretativa, richiamandosi alla “lettera” della shari’a stretta (Corano + Sunna) e contraria ad ogni intellettualismo, financo teologico (nemici giurati sono i sufi e gli sciiti che hanno una teologia molto elaborata, a volte anche prospettante un livello esoterico ed uno essoterico). La stessa dinamica si può osservare nei sempre problematici rapporti che vi furono tra <strong>kalam</strong> ovvero la teologia speculativa e la <strong>falsafa</strong>, la filosofia propriamente detta (per quanto la filosofia araba procede quasi sempre entro i confini dettati dalla rivelazione e non è quasi mai in dichiarata opposizione). Dopo la lunga stagione di apertura che va da al-Kindi, al-Farabi, Ibn Bajjah, Ibn Tufail, Avicenna ed Averroè, anche lì c’è il rimbalzo, la chiusura di al-Ghazali (morto nel 1111).</p>
<p><a href="https://pierluigifagan.files.wordpress.com/2014/08/ibn_saud_1945.jpg"><img src="https://pierluigifagan.files.wordpress.com/2014/08/ibn_saud_1945.jpg?w=640" alt="Ibn_Saud_1945" data-attachment-id="1912" data-permalink="https://pierluigifagan.wordpress.com/2014/09/01/il-buco-nero-dellislam-12/ibn_saud_1945/" data-orig-file="https://pierluigifagan.files.wordpress.com/2014/08/ibn_saud_1945.jpg?w=640" data-orig-size="152,190" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="Ibn_Saud_1945" data-image-description="" data-medium-file="https://pierluigifagan.files.wordpress.com/2014/08/ibn_saud_1945.jpg?w=640?w=152" data-large-file="https://pierluigifagan.files.wordpress.com/2014/08/ibn_saud_1945.jpg?w=640?w=152" /></a></p>
<p>Un hanbalita del XVIII° secolo, fu il fondatore della interpretazione <strong>wahhabita</strong> che strinse un sodalizio di ferro con un membro della famiglia Sa’ud, i cui discendenti sono oggi al potere in Arabia Saudita. Sintetizzava il suo pensiero sull’Islam con “<em>Una legge, una autorità, una moschea</em>”. L’interpretazione wahhabita è quell’Uno più certo e semplice, l’Uno puro.</p>
<p>Di questo ambito fanno anche parte i <strong>salafiti</strong> (stimati come 3% del mondo islamico, ma forse anche meno) al cui interno si riproduce la pluralità che divide coloro che tali si definiscono solo come ispirazione religioso-giuridica di stampo tradizionale e coloro che da ciò traggono conseguenze politiche ed operative anche in termini di jiahd, per alcuni rivolta più all’esterno, ai nemici storici, gli infedeli; per altri più rivolta all’interno dello stesso Islam. Connessa a questi filoni, la posizione invero più specifica dei <strong>Fratelli</strong> <strong>Musulmani</strong> (a cui è collegato Hamas),  che nasce nel XX° secolo in Egitto ed innova in senso sociale in quanto parte dal basso della gente comune e non dalle élite (la cultura tradizionale arabo-islamica è tendenzialmente elitista e gerarchica). <a href="https://pierluigifagan.files.wordpress.com/2014/08/hijaz.jpg"><img src="https://pierluigifagan.files.wordpress.com/2014/08/hijaz.jpg?w=300&amp;h=230" alt="hijaz" width="300" height="230" data-attachment-id="1915" data-permalink="https://pierluigifagan.wordpress.com/2014/09/01/il-buco-nero-dellislam-12/hijaz/" data-orig-file="https://pierluigifagan.files.wordpress.com/2014/08/hijaz.jpg" data-orig-size="799,615" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="hijaz" data-image-description="" data-medium-file="https://pierluigifagan.files.wordpress.com/2014/08/hijaz.jpg?w=300&amp;h=230" data-large-file="https://pierluigifagan.files.wordpress.com/2014/08/hijaz.jpg?w=640" /></a>La specifica wahhabita è solo una parte dell’hanbalismo e molti di questi non riconoscono le successive derivazioni salafite, così come i wahhabiti non approvano i Fratelli Musulmani, il movimento al molteplice si riproduce anche all’interno delle stesse scuole, anche perché -com’è noto- c’è sempre qualcuno più puro del più puro. Sta di fatto però che questa parte di hanbaliti, sono arabi puri e l’areale della tradizione è propriamente l’<strong>Arabia Saudita</strong> (il Qatar oggi appoggia di più i Fratelli Musulmani e parte dei salafiti). Arabia Saudita che è la definizione moderna, stato-nazionale, della patria del Profeta, della rivelazione coranica, il luogo in cui si sono dette le cose e compiuti gli atti che costituiscono la Sunna, in cui c’è Mecca e Medina, quella che una volta era l’<strong>Hijaz</strong>, l’origine dell’albero islamico ed anche il luogo in cui ci sono le più vaste riserve di petrolio.</p>
<p>L’ Arabia Saudita è dunque la <strong>patria dell’Uno islamico</strong> tradizionale da cui si osserva il Molteplice islamico storico e contemporaneo, come un problema.</p>
<p>(<em>continua</em> <a href="https://pierluigifagan.wordpress.com/2014/09/06/il-buco-nero-dellislam-22/">qui</a>)</p>
<p><a href="https://pierluigifagan.files.wordpress.com/2014/08/sermone.jpg"><img src="https://pierluigifagan.files.wordpress.com/2014/08/sermone.jpg?w=300&amp;h=225" alt="sermone" width="300" height="225" data-attachment-id="1918" data-permalink="https://pierluigifagan.wordpress.com/2014/09/01/il-buco-nero-dellislam-12/sermone/" data-orig-file="https://pierluigifagan.files.wordpress.com/2014/08/sermone.jpg" data-orig-size="640,480" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="sermone" data-image-description="" data-medium-file="https://pierluigifagan.files.wordpress.com/2014/08/sermone.jpg?w=300&amp;h=225" data-large-file="https://pierluigifagan.files.wordpress.com/2014/08/sermone.jpg?w=640" /></a></p>
<p><a name="_edn1" href="https://pierluigifagan.wordpress.com/2014/09/01/il-buco-nero-dellislam-12/?fbclid=IwAR1nw8tE3ugDmidek1JxHHAsWVJxHY0xDP7MoKpCFr6I74Mxf5rAVBzLlRw#_ednref1"></a>[i] Il politeismo -in generale- corrisponde ad un periodo in cui le tribù-clan si federavano o anche solo, si collegavano in una rete di pratiche e scambi che insistevano su uno stesso territorio. L’enoteismo (eno=uno, teo=dio, “un” dio) corrispose ad un periodo successivo in cui si formarono gli antecedenti dei popoli. Mettendosi assieme diversi clan-tribù, c’erano ovviamente molti dei e piano piano si formò l’esigenza di una gerarchia per ordinare il significato attribuendolo ad un significante e così, “un” dio, venne elevato <em>inter pares,</em> magari retrodatando una comune origine come nei Veda. L’enoteismo passò alla monolatria prima di diventare  monoteismo. Nel tempo le divinità “altre” divennero inferiori, poi estranee, poi nemiche e s’impose il monoteismo (mono=solo teo=dio, un solo dio). Si compiva parallelamente la piena fusione clanico-tribale nel nuovo popolo. In questa fase che è quella dei monoteismi ad esempio ebraico e poi musulmano, il problema specifico, il problema primo era espellere ogni residua traccia di particolarismo riflesso in uno o più dei minori. Per gli ebrei ad esempio, è nell’esilio babilonese, quindi piuttosto tardi, infatti, che si forma l’esigenza di premettere alle altre disposizioni (nei “comandamenti”, il primo è stato l’ultimo ad essere concepito), l’essere il tuo dio, l’ordinare l’esclusività, il vietare ogni icona e l’idolatria (molto diffusa in precedenza), conseguentemente il vietare il pregare e l’idolatrare questi feticci, ricordando che Egli è un dio rancoroso in grado  di punire i colpevoli fino alla terza-quarta generazione. Questa disposizione premette ogni altra ed è quindi, ai tempi, sentita come la più discriminante ed urgente. Il percorso di sintesi dal molto all’uno, si verifica sistematicamente. In Egitto Akhenaton stabilisce un monoteismo centrato su Aton su un precente (poi ripristinato successivamente) enotesimo centrato su Amun-Ra. Nei greci-romani nel periodo classico e sulla scorta del platonismo del Timeo (neo-platonismo), Zeus-Giove assume progressivamente il ruolo di dominus. L’induismo è monistico, monoteistico-enoteistico come geometria teosofica sormontate un politeismo naturalistico e nel Rg Veda (il più antico libro sacro che ci è pervenuto dal passato dell’umanità) il famoso Nasadiya sukta (129:10) presenta l’origine del tutto e di tutti (dèi successivi compresi) dall’Uno. I cristiani hanno angeli, arcangeli, varie versioni della madonna, demoni, santi ed addirittura una trinità al vertice (i protestanti sono più asciutti e rigorosi e nel loro accesso individuale alla scrittura sono simili ai salafiti). Gli Gnostici ed i Mormoni sono enoteisti e i testimoni di Geova enoteisti monolatrici. Gli ebrei son coloro che più duramente e per primi hanno lottato per la riduzione del molteplice (le dodici tribù e la proliferazione divina) ad uno (il popolo di dio, l’eletto dall’Uno). I musulmani sono molto simili a gli ebrei. Anche loro provengono da un enoteismo tribale (Allah era uno divinità enoteista prima di diventare “mono”) ed anche loro si fondano come popolo (Islam = sottomissione) facendo del precedente Allah pre-islamico enoteista, il dio unico il cui concetto di unicità è detto primo dei cinque pilastri della fede, la discriminante. Lo “shirk” (associazionismo, la non esclusività, il politeismo in pratica) è ritenuto da molti musulmani (ad esempio nella scuola hanbalita ed in quella wahhabita e poi in quella salafita), il peccato in assoluto più grave. Qui la struttura Uno-Molteplice è tutta sbilanciata in favore dell’Uno poiché il senso storico della religione che discende da Maometto è proprio quella di unire le rissose e vendicative molteplici tribù e clan concorrenti. La vigilanza sull’ortodossia monoteistica musulmana è quindi assoluta perché è questo il nocciolo della sua struttura storica, della sua ragione originaria.</p>
<p><a name="_edn2" href="https://pierluigifagan.wordpress.com/2014/09/01/il-buco-nero-dellislam-12/?fbclid=IwAR1nw8tE3ugDmidek1JxHHAsWVJxHY0xDP7MoKpCFr6I74Mxf5rAVBzLlRw#_ednref2"></a>[ii] Si possono contare popoli provenienti dall’altipiano iranico, dal Caucaso, dall’entroterra euro-asiatico (turchici e centro asiatici vari), di origine indoeuropea, berberi, abissini-centro africani e naturalmente i vari strati semitici (da cui Cam, Sem e Jefet e le 70 nazioni della tradizione degli antichi libri ebraici).</p>
<p><a name="_edn3" href="https://pierluigifagan.wordpress.com/2014/09/01/il-buco-nero-dellislam-12/?fbclid=IwAR1nw8tE3ugDmidek1JxHHAsWVJxHY0xDP7MoKpCFr6I74Mxf5rAVBzLlRw#_ednref3"></a>[iii] La Sunna era la legge delle tradizioni già in periodo pre-islamico, quando i clan tribali erano gestiti dagli anziani che eleggevano un capo coordinatore: lo sceicco. Il potere piramidale che riporta ad Uno e che gestisce l’ordine del sistema è quindi una struttura molto antica, più antica dell’Islam stesso. Essere “sunnita” per conseguenza, è essere fedele a questo tipo di struttura, anche se il termine ha poi assunto altri significati in conseguenza dello sviluppo storico.</p>
<p><a href="https://pierluigifagan.wordpress.com/2014/09/01/il-buco-nero-dellislam-12/?fbclid=IwAR1nw8tE3ugDmidek1JxHHAsWVJxHY0xDP7MoKpCFr6I74Mxf5rAVBzLlRw">https://pierluigifagan.wordpress.com/2014/09/01/il-buco-nero-dellislam-12/?fbclid=IwAR1nw8tE3ugDmidek1JxHHAsWVJxHY0xDP7MoKpCFr6I74Mxf5rAVBzLlRw</a></p>
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		<title>Strage di Parigi 2: un film già visto</title>
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		<pubDate>Sun, 15 Nov 2015 11:14:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maurizio Neri</dc:creator>
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<p><img src="http://www.occhioallanotizia.it/wp-content/uploads/2015/11/CTwnRx6WIAIHcVt.jpg" alt="" width="599" height="394" /></p>
<h2><em><strong><a title="Post di Fabrizio Marchi" href="http://www.linterferenza.info/author/fabriziomarchi/" rel="author">Fabrizio Marchi</a> </strong></em></h2>
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<p>La più che comprensibile reazione di sdegno e di orrore da parte di noi tutti di fronte all’ennesima strage di Parigi rivendicata dall’Isis è direttamente proporzionale all’indifferenza (alimentata ad arte dai media occidentali) nei confronti di ciò che accade a pochi chilometri da noi. Senza allontanarci troppo, infatti, nel cuore del Vicino Oriente, a un paio di ore di volo dall’Italia, L’Arabia Saudita ha brutalmente aggredito, peraltro senza nessun mandato da parte dell’ONU (sempre ammesso che l’essere autorizzati dalle Nazioni Unite legittimi una guerra, cosa che personalmente non penso affatto…) lo Yemen, seminando il terrore con bombardamenti indiscriminati (e, come sembra ormai accertato, anche utilizzando armi non convenzionali fra cui armi nucleari a bassa intensità) e provocando migliaia e forse decine di migliaia di morti, per lo più civili. Insomma una guerra imperialista a tutto tondo, “silenziata” dai media, che non desta nessuno scandalo nella indifferente (e colpevole) opinione pubblica occidentale.<br />
Perché? Perché l’Arabia Saudita è un prezioso alleato degli USA e di Israele, oltre che un partner commerciale di prim’ordine dell’ Occidente, e in particolare della Francia, della Gran Bretagna e dell’Italia, con cui fa affari d’oro. Le bombe che stanno facendo a brandelli il popolo yemenita, infatti, con il beneplacet di Washington e di Tel Aviv (che gli ha fornito appoggio aereo, tecnico e logistico) sono in grandissima parte di fabbricazione europea. Inoltre l’Arabia Saudita, come noto, è schierata in prima fila contro l’Iran, lo “stato canaglia” per eccellenza, e naturalmente contro la Siria baathista e laica di Assad e i movimenti di liberazione nazionale libanesi e palestinesi, in primis il libanese Hezbollah, che pochi giorni fa è stato anch’esso e non a caso duramente attaccato dall’Isis nella sua roccaforte, a Beirut. E’ forse per questa ragione che, beffa delle beffe, nonostante, come ampiamente risaputo, quella di Casa Saud sia una brutale tirannia dove i più elementari diritti umani vengono sistematicamente calpestati, proprio all’Arabia Saudita è stata addirittura assegnata dall’ONU la Presidenza del Consiglio dei Diritti dell’Uomo.<br />
Il regime saudita è il principale finanziatore del terrorismo jihadista e dell’Isis, che viene utilizzato come arma di ricatto e di contrattazione con quello stesso Occidente con cui Casa Saud è in affari. Quello fra l’Arabia Saudita e l’Occidente nel suo complesso (ma in particolare con gli USA) è il classico esempio di come funzionano le relazioni fra le grandi potenze imperialiste, in costante competizione fra loro per la spartizione delle risorse, per il controllo geopolitico dei territori e per esercitare egemonia su una regione piuttosto che su un’altra. Questa competizione avviene senza nessuna esclusione di colpi. Non solo, avviene contestualmente – anche se alla gran parte delle persone che non si occupano di queste materie può sembrare una contraddizione in termini – alla collaborazione e allo scambio economico e commerciale e, molto spesso, anche all’alleanza politica e militare. Ma questa relazione di alleanza-competizione- scontro apparentemente contraddittoria fra le grandi potenze imperialiste, è sempre avvenuta nella storia. Pensiamo ai grandi confronti-scontri che hanno caratterizzato intere epoche, fra Inghilterra e Spagna, tra Francia e Inghilterra, tra Germania e Francia, e così via. La storia di queste grandi potenze colonialiste e imperialiste ha visto alternarsi e spesso sovrapporsi fasi di collaborazione economica e commerciale con fasi di guerra, più o meno aperta. Uno degli esempi storici più significativi in tal senso che mi viene immediatamente alla mente senza pensarci più di tanto è lo scontro fra Inghilterra e Spagna avvenuto nella seconda metà del sedicesimo secolo, culminato in guerra aperta ma preceduto da una lunghissima competizione economica e commerciale (con una guerra strisciante e non dichiarata durata decenni). Potremmo portare tantissimi altri esempi ma mi sembra che questo possa esserci di aiuto per capire cosa sta accadendo oggi. I contesti storici e culturali, ovviamente, sono completamente diversi, ma le dinamiche politiche, a mio parere, restano le stesse.<br />
Per comprendere da un punto di vista squisitamente politico e geopolitico la genesi dei tragici fatti parigini, bisogna partire dall’analisi delle dinamiche di cui sopra. E’ lì, in quelle contraddizioni, la chiave di lettura.<br />
Ma non è sufficiente. Le cause di ordine politico e geopolitico si sovrappongono, come sempre succede, a questioni di ordine sociale, storico e culturale (e religioso, nel caso specifico). Come abbiamo cercato di spiegare in questo video realizzato subito dopo l’attentato alla redazione di “Charlie Hebdo”, sempre a Parigi (non è certo un caso che sia la Francia, in questa fase, uno degli obiettivi preferiti del terrorismo jihadista) <a href="http://www.linterferenza.info/video/chi-attacca-chi/" target="_blank">Chi attacca chi</a>  le ragioni della crisi hanno radici antiche. Le potenze egemoni subito dopo la fine della prima guerra mondiale, cioè Francia e Inghilterra, si sono spartite il Vicino e Medio Oriente, dopo averlo sconquassato, distruggendo e separando popoli, nazioni e comunità intere. E’ sufficiente dare un’occhiata alla cartina geografica per rendersene conto. I confini degli stati sembrano (e in effetti è così) essere stati tracciati con un righello e tali sono rimasti a distanza di un secolo. Dopo la Francia e l’Inghilterra è stata la volta degli Stati Uniti e di Israele che (come prima gli inglesi e i francesi) si sono naturalmente avvalsi del supporto di quei regimi feudali o semifeudali (ovviamente ostili al nazionalismo laico socialista o socialistoide panarabo), in primis quello saudita, per imporre il proprio dominio, con le buone o con le cattive (vedasi l’invasione e l’occupazione dell’Iraq, dell’Afghanistan, la sempiterna occupazione sionista della Palestina, l’aggressione alla Libia e il tentativo di destabilizzazione della Siria).<br />
Ora, tutto ciò non poteva non creare delle contraddizioni che oggi stanno esplodendo e sono in larga parte già esplose in tutta la loro tragicità. Le potenze occidentali hanno fatto di tutto per combattere e distruggere il nazionalismo laico arabo (pensiamo al ruolo svolto dalla R.A.U, dall’Egitto di Nasser e dall’OLP di Arafat, ma anche dalla Libia di Gheddafi) che per ovvie ragioni costituiva un ostacolo per la loro strategia espansionistica, e lo hanno fatto proprio appoggiando e finanziando quei movimenti e quei regimi fondamentalisti (in primis l’Arabia Saudita) che oggi, come si suol dire in gergo politico, presentano il conto.<br />
E una delle modalità per presentarlo è proprio rappresentata dal terrorismo. Naturalmente , e qui arriviamo a trattare un altro nodo fondamentale, sulle cause di ordine politico – come dicevo prima – si innestano o vengono scientemente innestati elementi di natura culturale e sociale. L’Occidente appare (non a torto…) agli occhi di grandi masse popolari arabe e mussulmane come quel mondo che le sfrutta, le opprime, che occupa militarmente la loro terra, che è responsabile della loro condizione di miseria e che ha anche la presunzione di imporgli i propri modelli culturali, ritenendoli superiori, secondo la più coerente delle logiche colonialiste.<br />
E’ facendo leva su questo legittimo risentimento che le organizzazioni terroristiche (le cui teste pensanti dimorano nelle capitali di alcuni stati del Golfo e non solo) fanno proseliti fra quei giovani arabi e mussulmani privi di un presente e di un avvenire, molto spesso anche e soprattutto nelle banlieu delle metropoli occidentali, che individuano in una concezione completamente distorta dell’Islam (fondamentalmente quella wahabita) il mezzo per dare una risposta, non solo di tipo sociale, ma anche ideologica, esistenziale e personale, alla loro condizione complessiva, sociale ma anche umana. Il sostanziale deserto esistenziale del mondo capitalistico occidentale viene così riempito con un sistema di valori ideologici e/o religiosi, sia pure in una visione distorta e deformata. Da un punto di vista filosofico, potremmo in fondo dire che siamo di fronte ad una sorta di rivincita di un certo pensiero “forte” rispetto al cosiddetto pensiero “debole” ormai largamente dominante in tutto il mondo occidentale e capitalistico. Questo è un aspetto fondamentale che non può essere sottovalutato o tanto meno ignorato ai fini della comprensione di quanto sta accadendo. Perché se è vero che l’Occidente da un certo punto di vista costituisce una sorta di miraggio per masse di disperati del cosiddetto “sud del mondo” alla ricerca di una vita appena decente, è altrettanto vero, dall’altra parte, che la società capitalistica occidentale, priva di un qualsiasi collante che non sia il profitto, l’accesso al consumo, alla merce e alla sua illimitata riproduzione, può produrre, come in effetti produce, effetti devastanti su chi proviene da altre culture e si trova precipitato in una condizione di totale sradicamento ed estraneazione. E’ un effetto che produce sugli autoctoni, figuriamoci su chi proviene da culture così diverse e distanti dalla nostra. Tale condizione di sradicamento complessiva, sociale, culturale ed esistenziale può gettare nella disperazione e può portare alcuni a cercare una via d’uscita nell’adesione ad una fantomatica “guerra santa contro l’Occidente” che null’altro è se non l’altra faccia (ma disperata) della medaglia di coloro che in Occidente (stra)parlano di guerra di civiltà per la difesa del’Occidente cristiano e liberale.<br />
Infine, a tal proposito, solo poche parole, ma necessarie, per segnalare l’atteggiamento delle forze politiche della neo destra europea a cui non sembra vero di poter speculare politicamente su tutto ciò riproponendo appunto il solito e del tutto fasullo mantra dello “scontro di civiltà”. Eppure è evidente anche ai ciechi che i primi ad essere sotto attacco da parte dei terroristi dell’Isis (e soprattutto a combatterli sul terreno, armi in pugno) sono proprio quelle forze politiche e quei movimenti mussulmani, arabi e non solo, sia pur molto differenti fra loro, come alcuni movimenti sciiti, i movimenti di liberazione nazionale palestinesi , libanesi, curdi ma anche stati nazionali come l’Iran che, pur con le loro contraddizioni, hanno fatto a fanno da argine (nonostante l’Occidente…) al fondamentalismo terrorista e si rifiutano legittimamente di sottostare ai diktat delle potenze occidentali e dei loro alleati (Israele, Arabia, Saudita e Turchia, fra i principali).<br />
Ma fin qui nulla di nuovo. Ciò che è preoccupante è che anche a “sinistra” (ma sapevamo già anche questo) c’è chi ripropone la logica dello scontro di civiltà, in base alla quale l’Occidente e i valori di cui è portatore sarebbero sotto attacco da quello che viene ormai definito come una nuova forma di nazismo, cioè il fondamentalismo wahabita. Questa “sinistra”, sia pur partendo da presupposti ideologici diversi, si trova a condividere la stessa logica della destra più rozza, becera e volgare. Il che è ancora più grave da parte di chi dovrebbe disporre di strumenti adeguati per una analisi lucida e non ideologica (oserei dire marxista ma non vorrei abusare…) della realtà.</p>
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<p>http://www.linterferenza.info/?s=+Strage+di+Parigi+2%3A+un+film+gi%C3%A0+visto+</p>
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