<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Comunismo e Comunità &#187; Carlo Rovelli</title>
	<atom:link href="https://www.comunismoecomunita.org/?feed=rss2&#038;tag=carlo-rovelli" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.comunismoecomunita.org</link>
	<description>Noi non siamo dei comunisti che vogliono abolire la libertà personale. In nessuna società la libertà personale può essere più grande che in quella fondata sulla comunità.</description>
	<lastBuildDate>Tue, 30 Jun 2026 15:21:34 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.4.1</generator>
		<item>
		<title>&#8220;Ipocrisia&#8221;</title>
		<link>https://www.comunismoecomunita.org/?p=8046</link>
		<comments>https://www.comunismoecomunita.org/?p=8046#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 07 Jul 2022 16:50:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Thomas Munzner</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dibattito Politico]]></category>
		<category><![CDATA[Carlo Rovelli]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Russia]]></category>
		<category><![CDATA[Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[USA]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.comunismoecomunita.org/?p=8046</guid>
		<description><![CDATA[&#160; &#8220;Ipocrisia&#8221; di Carlo Rovelli &#160; Poche volte mi sono sentito come in questo periodo, così lontano da tutto quanto leggo sui giornali e vedo alla televisione riguardo alla guerra ora in corso in Europa orientale. Poche volte mi sono sentito così in dissidio con i discorsi dominanti. Forse era dai tempi della mia adolescenza [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1></h1>
<p><img src="https://www.sinistrainrete.info/images/stories/stories5/Guerra-Russia-Ucraina-Questa-volta-Hiroshima-rispondera.jpg" alt="Guerra Russia Ucraina Questa volta Hiroshima rispondera" width="300" height="220" data-src="/images/stories/stories5/Guerra-Russia-Ucraina-Questa-volta-Hiroshima-rispondera.jpg" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<h1>&#8220;Ipocrisia&#8221;</h1>
<h3>di Carlo Rovelli</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>Poche volte mi sono sentito come in questo periodo, così lontano da tutto quanto leggo sui giornali e vedo alla televisione riguardo alla guerra ora in corso in Europa orientale.</p>
<p>Poche volte mi sono sentito così in dissidio con i discorsi dominanti. Forse era dai tempi della mia adolescenza inquieta che non mi sentivo così ferito e offeso dal discorso pubblico intorno a me.</p>
<p>Mi sono chiesto perché. In fondo, sono spesso in disaccordo con le scelte politiche e ideologiche dei paesi in cui vivo, ma questo è normale — siamo in tanti e abbiamo opinioni diverse, letture del mondo diverse. Anche del mio pacifismo, poi, sono poi così sicuro? Ho dubbi, come tutti.</p>
<p>Allora perché mi sento così turbato, ferito, spaventato, da quanto leggo su tutti i giornali, e sento ripetere all’infinito alla televisione, nei continui discorsi sulla guerra?</p>
<p>Oggi l’ho capito. L’ho capito proprio ritornando col pensiero al periodo della mia prima adolescenza, quando tanti anni fa la gioventù di tanti paesi del mondo cominciava a ribellarsi a uno stato di cose che le sembrava sbagliato. Cos’era stata quella prima spinta al cambiamento? Non era l’ingiustizia sociale, non erano i popoli massacrati dal Napalm come i Vietnamiti, non era il perbenismo, la bigotteria, l’autoritarismo sciocco delle università e delle scuole, c’era qualcosa di più semplice, immediato, viscerale che ha ferito l’adolescenza di mezzo secolo fa e ha innescato le rivolte di tanti ragazzi di allora: l’ipocrisia del mondo adulto.</p>
<p>L’istintiva realizzazione da parte della limpidezza della gioventù che gli ideali ostentati erano sepolcri imbiancati. Che i nobili valori dichiarati erano coperture per un egoismo gretto. Che l’ostentato moralismo, la pomposa prosopopea della scuola, la pretesa autorità delle istituzioni erano coperture per privilegi, sfruttamento e bassezze. Questo d’un tratto era insopportabile, per gli occhi limpidi di un ragazzo o una ragazza.</p>
<p>Sono passati tanti anni da allora. Il mondo mi appare infinitamente più complesso, difficile da decifrare, difficile da giudicare, di quanto non mi apparisse allora. L’illusione che tutto possa essere pulito e onesto nel mondo l’ho persa da tempo. Ma l’esplosione dell’ipocrisia dell’Occidente in questo ultimo anno è senza pari.</p>
<p>D’un tratto, l’Occidente, tutti insieme in coro, ha cominciato a cantarsi come il detentore dei valori, il baluardo della libertà, il protettore dei popoli deboli, il garante della legalità, il guardiano della sacralità della vita umana, l’unica speranza per un mondo di pace e giustizia. Questo canto a quanto l’Occidente sia buono e giusto e quanto gli stati autocratici siano cattivi è un coro in unisono ripetuto all’infinito da ogni articolo di giornale, ogni commentatore televisivo, ogni editoriale. La cattiveria feroce di Putin è additata, ostentata, ripetuta, declamata, all’infinito. Ogni bomba che cade sull’Ucraina ci ripete quanto la Russia sia il male e noi il bene.</p>
<p>Io sarei felice di unirmi al coro, se ogni volta che condanniamo il fatto —del tutto condannabile— che una potenza militare abbia attaccato con futili pretesti un paese sovrano, mi aggiungerei al coro se ogni volta l’Occidente aggiungesse “E io Occidente quindi mi impegno a non fare mai più nulla di simile in futuro, come ho fatto in Afghanistan, in Irak, in Libia, a Grenada, a Cuba, e in tantissimi altri paesi. Lo abbiamo fatto ma ora che lo fanno i Russi ci rendiamo conto di quanto sia doloroso, non lo faremo più” .</p>
<p>Sarei felice di unirmi al coro, se ogni volta che condanniamo il fatto —del tutto condannabile— che i confini delle nazioni non sono rispettati, e la Russia ha riconosciuto l’indipendenza del Donbas, mi aggiungerei al coro se l’Occidente aggiungesse “E io Occidente quindi mi impegno a non fare mai più nulla di simile in futuro, come ho fatto quando ho subito riconosciuto l’indipendenza della Slovenia e della Croazia, cambiando i confini dell’Europa, innescando una sanguinosissima guerra civile, e strappando terre alla Yugoslavia”.</p>
<p>Sarei felice di unirmi al coro, se ogni volta che condanniamo il fatto —del tutto condannabile— che Mosca bombarda Kiev, ammazzando civili innocenti, adducendo come motivo che Kiev bombardava il Donbas, mi aggiungerei al coro se l’Occidente aggiungesse “E io Occidente quindi mi impegno a non fare mai più nulla di simile in futuro, come ho fatto quando ho bombardato Belgrado, uccidendo cinquemila persone, donne e bambini innocenti, adducendo come motivo che Belgrado bombardava il Kossovo”.</p>
<p>Sarei felice di unirmi al coro, se ogni volta che condanniamo il fatto —del tutto condannabile— che la Russia pretende di cambiare il regime politico di Kiev perché questo regime le si ribella, mi aggiungerei al coro se l’Occidente aggiungesse “E io Occidente quindi mi impegno a non fare mai più nulla di simile in futuro, come ho fatto quando ho bombardato la Libia, invaso l’Irak, destabilizzato governi del mondo intero, dal Medio Oriente al Sud America, dal Cile all’Algeria, dall’Egitto alla Palestina, ogni volta che un popolo votava per un governo troppo poco favorevole agli interessi occidentali, buttando giù governi democraticamente eletti come in Algeria in Egitto o in Palestina, per invece sostenere dittature come in Arabia Saudita quando fa comodo, anche se i sauditi continuano a massacrare Yemeniti”.</p>
<p>Sarei felice di unirmi al coro che si commuove per i poveri Ucraini, se questo coro si commuovesse anche per gli Yemeniti, i Siriani, gli Afghani e tutti gli altri, con la pelle di tonalità leggermente diversa, invece di lasciare fuori tutti gli altri a marcire,</p>
<p>O forse sarei in disaccordo, ma non così schifato, se semplicemente sentissi dire “siamo i più forti, vogliamo dominare il mondo con la violenza delle armi, per difendere la nostra ricchezza, e lo domineremo. Almeno non ci sarebbe l’ipocrisia, almeno potremmo discutere se questa sia o no una scelta lungimirante, e non sia più lungimirante smorzare lo scontro e cercare collaborazione.</p>
<p>E invece siamo immersi nella più sfrenata ipocrisia. Arriviamo a eccessi che rasentano il surrealismo. I nostri giornali parlano delle ambizioni “imperiali&#8221; della Cina e della Russia. La Cina non ha praticamente un solo soldato al di fuori dei confini cinesi riconosciuti internazionalmente. La Russia ne ha solo a pochi chilometri dai suoi confini. I più lontani sono in Transnistria, a poche decine di chilometri dai suoi eserciti.</p>
<p>Gli Americani hanno cento mila soldati in Europa, hanno basi militari in centro America, in Sud America, in Africa, in Asia, nel Pacifico, in Giappone, in Corea, praticamente ovunque nel mondo. Eccetto in Ucraina, dove pero le stavano iniziando. Hanno portaerei nel mare della Cina. Chi ha una politica imperiale? Dalle coste cinesi si vedono le navi da guerra americane, non credo che da New York si vedano navi da guerra Cinesi. Eppure i nostri giornalisti surrealisti riescono ribaltare la realtà fino a parlare della logica imperiale di Russia e Cina!</p>
<p>Si paventa l’uso della bomba atomica. Ma è l’Occidente l’unico ad aver usato la bomba atomica per affermare con l’estrema violenza il suo incondizionato domino, nessun altro lo ha fatto. Si dice che la Cina è aggressiva. Ma non ha fatto una sola guerra dopo la Corea e il Vietnam, mentre l’Occidente ha fatto guerre in continuazione nel mondo intero. Chi è l’impero?</p>
<p>Il pentagono pubblica regolarmente liste di esseri umani uccisi in ogni parte del mondo dai suoi droni. Riconosce pubblicamente che molti innocenti vengono uccisi per sbaglio. Il New York Times arriva all’orrore di scrivere un lungo articolo per denunciare il fatto che i poveri soldati americani che guidano questi droni da remoto non hanno abbastanza supporto psicologico per sopportare il duro lavoro e lo stress di dover spesso ammazzare innocenti! Lo scandalo, per il paludato organo di stampa dei padroni del mondo, non è che siano ammazzati innocenti, è che i soldati che ammazzano non hanno adeguato supporto psicologico!</p>
<p>Neppure l’impero Assiro ricordato nell’antichità per la sua violenza era mai arrivato a una simile arroganza e disprezzo per il resto dell’ umanità! Ma i nostri giornalisti ignorano felicemente che ogni settimana nel mondo qualcuno viene ucciso da droni americani, e ricordano piuttosto indignatissimi di una persona uccisa dai russi a Londra…. Come sono orrendi i Russi! E via via così…</p>
<p>La Russia si è permessa di commettere anch’essa qualcosa degli orrori che l’Occidente continua a commettere. L’Irak e L’Afghanistan non avevano fatto male a nessuno: l’Occidente li ha invasi e ha fatto molte centinaia di migliaia di morti, nelle due guerre. E si permette di fare l’anima candida con la Russia?</p>
<p>Che lo faccia promettendo di non invadere più nessun paese, di non infilarsi più in nessuna guerra, di non voler dominare il mondo con la violenza. Allora mi unirò anch’io al coro di condanna dei cattivi Russi.</p>
<p>Abbiamo sentito l’assurdo. Gli Americani invocare la corte internazionale di giustizia, che hanno sempre ostacolato e a cui non hanno aderito. Invocare la legalità internazionale, quando tutte le loro ultime guerre sono state condannate dalle Nazioni Unite e hanno fatto di tutto per esautorarle, compreso non pagare la loro parte.</p>
<p>Amo l’America. Ci ho vissuto dieci anni. La conosco. La ammiro. Ne conosco gli splendori e gli orrori. La brillantezza delle sue università, la vitalità della sua economia, la miseria infame dei ghetti neri e dei ghetti bianchi, le sue carceri dove tengono quasi un americano ogni cento, la violenza per noi europei inconcepibile delle sue strade.</p>
<p>Amo anche l’Europa, dove sono nato. Ho amato quella che mi sembrava essere la tolleranza e la cautela ereditate dalla devastazione della Guerra Mondiale. Ma non posso non vedere come questa parte ricca e potente del mondo stia sempre più chiudendosi su se stessa in un parossismo di violenza contro il resto del mondo.</p>
<p>Amo l’Occidente, ma per la ricchezza culturale che ha regalato al mondo intero, non per essere diventato dominante con la schiavitù e sterminando interi continenti, non per questa sfrenata violenza e ipocrisia che continuano gli orrori del passato.</p>
<p>Amo anche la Cina e l’India, di cui pure ho visto miserie e splendori. È stupido discutere su chi sia migliore, come se dovessimo tutti fare la stessa cosa, o come se qualcuno dovesse necessariamente vincere sugli altri. Il problema del mondo non è chi deve comandare, che sistema politico dobbiamo adottare tutti. Il problema del mondo è come convivere, tollerarsi, rispettarsi, imparare a collaborare.</p>
<p>Il mondo ha diversi miliardi di abitanti. La maggioranza di questi sono fuori dall’Occidente. Ce ne sono in Cina, in India, in Russia, in Brasile, nel resto del Sud America, dell’Africa, dell’Asia. Sono la maggioranza dell’umanità. Non hanno più simpatia per l’Occidente. Ne hanno sempre meno. Non partecipano alle sanzioni contro la Russia, molti si sono rifiutati perfino di votare la condanna della Russia all’ONU, nonostante fosse ovviamente condannabile. Non perché siano cattivi, perché amino la violenza, o abbiano biechi motivi. Ma perché vedono la sfrenata ipocrisia dell’Occidente, che riempie il mondo dei suoi eserciti, si sente libero di massacrare, e poi fa l’anima candida se un altro si comporta male.</p>
<p>Il mondo, nella sua vasta maggioranza, vorrebbe che i problemi comuni dell’umanità, il riscaldamento climatico, le pandemie, la povertà, fossero affrontati in comune, con decisioni prese in comune. Vorrebbe che le Nazioni Unite contassero di più. È l’Occidente che blocca questa collaborazione, perché si sente in diritto di comandare, perché ha le armi dalla sua, la violenza dalla sua.</p>
<p>Ora l’Occidente si sente inquieto perché la Cina sta diventando ricca, per questo la stuzzica, la provoca, la accusa di ogni cosa accusabile (e ce ne sono: scagli la prima pietra chi è senza colpe). L’Occidente cerca lo scontro con la Cina. Vorrebbe umiliarla militarmente prima che cresca troppo e questo diventi impossibile. La classe dominante occidentale ci sta portando verso la terza guerra mondiale. I problemi dell’Ukraina si potrebbero risolvere come alla fine l’Occidente ha voluto risolvere la Yugoslavia: una guerra civile che si trascina da tempo, con interventi militari esterni, che ha portato a una separazione in parti diverse. Ma Occidente non vuole una soluzione, vuole fare male alla Russia. Non fa che ripeterlo.</p>
<p>Alla televisione sfilano le facce felici delle riunioni dei leaders occidentali, felici delle loro portaerei, le loro bombe atomiche, le loro armi innumerevoli, trilioni di dollari di armi, con cui si potrebbero risolvere i problemi del mondo, e invece sono usati per rafforzare un predomino violento sul mondo.</p>
<p>E tutto questo colorato delle belle parole: democrazia, libertà, rispetto delle nazioni, pace, rispetto della legalità internazionale, rispetto della legge. Dietro, come zombi, i giornalisti e gli editorialisti a ripetere.</p>
<p>Sepolcri imbiancati. Su una scia di sangue di milioni di morti straziati dalle nostre bombe negli ultimi decenni. Da Hiroshima a Kabul, e continueranno.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.comunismoecomunita.org/?feed=rss2&#038;p=8046</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Materialismo dialettico e meccanica quantistica relazionale</title>
		<link>https://www.comunismoecomunita.org/?p=6874</link>
		<comments>https://www.comunismoecomunita.org/?p=6874#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 30 Nov 2020 18:44:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Thomas Munzner</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura e società]]></category>
		<category><![CDATA[Andrea Evangelista]]></category>
		<category><![CDATA[Bogdanov]]></category>
		<category><![CDATA[Carlo Rovelli]]></category>
		<category><![CDATA[Empiriomonismo]]></category>
		<category><![CDATA[Lenin]]></category>
		<category><![CDATA[Mach]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.comunismoecomunita.org/?p=6874</guid>
		<description><![CDATA[&#160; Materialismo dialettico e meccanica quantistica relazionale In difesa di Lenin di Andrea Evangelista &#160; &#160; L&#8216;empiriomonismo Nell&#8217;ultimo libro1 del fisico Carlo Rovelli c&#8217;è un capitolo, il V, dal titolo: La descrizione non ambigua di un fenomeno include gli oggetti a cui il fenomeno si manifesta &#8211; Dove ci si chiede cosa implichi tutto ciò, per le nostre [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1></h1>
<p><strong><img src="https://www.sinistrainrete.info/images/stories/stories10/Fluidit%C3%A0_dettaglio_60x120-370x285.jpg" alt="Fluidità dettaglio 60x120 370x285" width="300" height="231" /></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<h1><strong>Materialismo dialettico </strong>e meccanica quantistica relazionale</h1>
<h2><strong>In difesa di Lenin</strong></h2>
<h3>di Andrea Evangelista</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>L</strong>&#8216;<strong>empiriomonismo</strong></p>
<p>Nell&#8217;ultimo libro1 del fisico Carlo Rovelli c&#8217;è un capitolo, il V, dal titolo: <em>La descrizione non ambigua di un fenomeno include gli oggetti a cui il fenomeno si manifesta &#8211; Dove ci si chiede cosa implichi tutto ciò, per le nostre idee sulla realtà, e si trova che la novità della teoria dei quanti non è poi così nuova.</em> I primi due paragrafi del capitolo sono dedicati alla disputa tra Alexander Bogdanov e Vladimir Lenin. Vi si racconta come, dopo che Bogdanov ebbe pubblicato la sua opera in tre volumi2 , Lenin pubblicò la sua nota opera filosofica <em>Materialismo ed empiriocriticismo. Note critiche su una filosofia reazionaria3</em><em>,</em> con l&#8217;obiettivo di criticare <em>(ferocemente</em> per Rovelli) l&#8217;empiriocriticismo, usando per la filosofia di Bogdanov il termine usato da Ernst Mach, il fisico e filosofo austriaco del XIX secolo <em>(ispiratore di entrambe le grandi rivoluzioni della fisica del XX secolo, padrino di Wolfgang </em><em>Pauli </em><em>e filosofo preferito di </em><em>Schrödinger </em>riporta Rovelli).</p>
<p>Rovelli illustra il pensiero di Mach:</p>
<p><em>Mach insiste che la scienza si deve liberare da ogni assunzione «metafisica». </em><em>Basare la conoscenza solo su ciò che è «osservabile». [...] La conoscenza non è </em>quindi vista da Mach come dedurre o indovinare un&#8217;ipotetica realtà al di là delle sensazioni, ma come la ricerca di un&#8217;organizzazione efficiente del nostro modo di organizzare le sensazioni. [...] Per Mach non vi è distinzione tra mondo fisico e mondo mentale: la «sensazione» è ugualmente fisica e mentale.</p>
<p>E quello di Bogdanov, per il quale la descrizione di Mach della scienza vista come l&#8217;organizzazione via via migliore dei fatti del mondo con cui interagisce l&#8217;attività umana è ben compatibile con il materialismo storico di Marx ed Engels. Per reazione <em>Lenin attacca violentemente Mach, i suoi discepoli russi e implicitamente Bogdanov.</em></p>
<p><em>La critica di Lenin a Mach e la risposta di Mach ci interessano. Non perché </em>Lenin sia Lenin, ma perché la sua critica è la reazione naturale alle idee che hanno portato alla teoria dei quanti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Bogdanov e l&#8217;interpretazione relazionale della meccanica quantistica</strong></p>
<p>Per Rovelli il pensiero di Mach e di Bogdanov è quello che meglio si adatta alla definizione quantistica di materia. Per spiegare quale sia questa definizione si riporta la descrizione che ne fece Bertrand Russell:</p>
<p><em>la particella va intesa nel senso che è la sua storia, non nel senso di una entità </em>metafisica alla quale capitano gli eventi. [...] Il senso comune inventa un&#8217;ipotetica &#8220;particella&#8221; alla quale dovrebbero essere capitati gli ipotetici avvenimenti. [...] Se vogliamo evitare ipotesi superflue, diremo che un atomo, in un determinato momento, è le varie perturbazioni del mezzo circostante che, nel linguaggio ordinario, si direbbero esser state &#8220;causate&#8221; da esso. [...] La nostra definizione, anche se può sembrare complicata, è preferibile dal punto di vista dell&#8217;economia logica e da quello della cautela scientifica4.</p>
<p>Già nel &#8217;25 Russel parlava quindi di particelle inventate dal senso comune, ma quella stessa cautela scientifica, nient&#8217;altro che la prima regola del filosofare di Newton5 non spingeva Russel a dichiarare inconoscibili quelle storie che chiamiamo particelle. Il punto è che per Rovelli l&#8217;empirismo è adeguato soprattutto alla più recente delle interpretazioni della meccanica quantistica, quella relazionale (MQR)6 di cui Rovelli è il padre. Nel libro viene descritto come l&#8217;interpretazione relazionale tagli il nodo gordiano del paradosso EPR e descriva ogni interazione in cui vengano registrate delle proprietà come indipendente perché: <em>La misura del fotone eseguita a Pechino determina il colore rispetto a Pechino. Ma non rispetto a Vienna [...] ci sono solo le proprietà che esistono rispetto a qualcosa [...] non possiamo separare le proprietà degli oggetti interagendo con i quali queste proprietà interagiscono.</em> Se da un lato siamo di fronte ancor di più a una descrizione dialettica della natura, in cui gli opposti soggetto e oggetto si uniscono nell&#8217;interazione (sembrerebbe quindi che la ragione venga data al materialismo dialettico)7, Bogdanov e l&#8217;interpretazione relazionale si spingono oltre l&#8217;«incompletezza» dell&#8217;interpretazione di Copenaghen e del materialismo dialettico, laddove in Bogdanov e nella meccanica quantistica relazionale non c&#8217;è niente di conoscibile oltre agli eventi, lì c&#8217;è il vuoto (da qui l&#8217;accostamento con il pensiero buddista cui è dedicata l&#8217;ultima parte del capitolo V). In Bogdanov e Rovelli <em>la ragione viene ristretta a conoscere soltanto una verità soggettiva, soltanto l&#8217;apparenza [ilfenomeno di Kant] soltanto qualcosa cui la natura dell&#8217;oggetto stesso non corrisponda. Il sapere è tornato ad esser l&#8217;opinione8. Per la visione dialettica non c&#8217;è incompletezza, la filosofia coincide con il suo oggetto (Hegel), ne è un riflesso (Lenin, con una diversa formulazione che non vede il soggetto come passivo ma intende rendere conto del processo dinamico dello sviluppo delle conoscenze).</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Lenin meccanicista?</strong></p>
<p>Rovelli riporta fedelmente le idee degli autori attaccati da Lenin, magari forzando un po&#8217; l&#8217;accostamento con le idee contemporanee sul funzionamento del cervello (pagina 129, nota 86) e calcando la mano con l&#8217;uso dei <em>ferocemente</em> e <em>violentemente</em> attribuiti a Lenin, come a voler suggerire l&#8217;esistenza del seme del «totalitarismo» già prima della rivoluzione, mentre alla filosofia di Mach e di Bogdanov &#8211; tra i fondatori del bolscevismo poi espulso dal partito, un Trotskij ancora più «alternativo» e immacolato dal potere &#8211; viene accostata la «pacifica» visione buddista. Problematica è la descrizione che fa Rovelli della critica di Lenin<strong>. Rovelli fa recitare a Lenin la parte del materialista settecentesco</strong>, che attacca Bogdanov perché attribuendo realtà solo alle sensazioni verrebbe negata l&#8217;esistenza di un mondo esterno e che oppone all&#8217;idealismo solipsista di Mach un mondo <em>fatto solamente di materia in movimento nello spazio. Come filosofo Lenin non è un granché</em> scrive Rovelli.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Rovelli e la censura del materialismo dialettico</strong></p>
<p>Non si vuole qui mettere in dubbio l&#8217;accostamento tra fisica quantistica &#8211; che sia o meno interpretata relazionalmente &#8211; e pensiero di Mach e Bogdanov, ma rendere giustizia a Lenin. Lenin, in quanto materialista, non separa il soggetto dalla natura, non gli è estranea la concezione della «sensazione» come ugualmente fisica e mentale: <em>La conoscenza è il rispecchiamento della natura da parte dell&#8217;uomo</em><em>9</em><em>.</em> [...] [Il materialismo dialettico] <em>ammette la relatività delle nostre conoscenze, non nel senso della negazione della verità obiettiva, ma nel senso della relatività storica dei limiti dell&#8217;approssimazione delle nostre conoscenze a questa verità</em><em>10</em><em>.</em></p>
<p><strong>Lenin chiarisce quindi che il materialismo suo e di Marx non coincide con il materialismo settecentesco</strong>, che Lenin chiama materialismo ingenuo o materialismo volgare. Solo quando i materialisti ingenui attaccano gli empiristi, allora Lenin prende parzialmente la loro parte. <em>La fisica fenomenologica ha ormai rinunciato al tentativo di conoscere sulla natura degli oggetti che ci circondano più di quanto può essere ottenuto con l&#8217;osservazione diretta</em> scrive Rucker difendendo il meccanicismo, Lenin commenterà: <em>A questo fisico manca solo la conoscenza del materialismo dialettico</em>.</p>
<p>Per il materialismo dialettico il realismo ingenuo e l&#8217;empirismo sono estremi che si toccano, entrambi «metafisici» perché entrambi ritengono i limiti dei propri sistemi assoluti, limiti insieme della natura e della conoscibilità della stessa. Non è sbagliato per Lenin criticare il materialismo meccanicistico, ma è sbagliato il modo in cui di fatto viene criticato11.</p>
<p>Nello schema binario presentato da Rovelli si contrappongono machismo e materialismo volgare, l&#8217;autore sembra ignorare del tutto il materialismo dialettico, che invece schiere di biologi hanno fatto proprio (si vedano gli scritti in proposito di J.B.S. Haldane, di Richard Lewontin o di Stephen J. Gould.).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Verità assoluta e verità obiettiva</strong></p>
<p>Lenin non parla di verità assolute ma di verità obiettive riflesse dalle teorie, nella misura in cui tali teorie permettono di comprendere un mondo non esaurito da quelle teorie; nel caso dell&#8217;empiriocriticismo e dell&#8217;interpretazione relazionale, non esaurito dalle informazioni dirette che le teorie dovrebbero semplicemente organizzare e compendiare nella creazione di “aiuti per la memoria” (Rucker).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Materia come concetto filosofico e non come concetto fisico</strong></p>
<p>Lenin distingue la materia intesa come concetto scientifico relativo a una certa condizione storica del progresso scientifico da materia intesa come nozione filosofica, cioè come esistenza di oggetti conoscibili, è solo a quest&#8217;ultima che non rinuncia e a cui si riferisce quando dice che è un dato primordiale12. Significativo è infatti che Rovelli accusa contemporaneamente Lenin di credere a entrambi i tipi di materia:</p>
<p><em>All&#8217;idealismo Lenin oppone un materialismo che vede l&#8217;essere umano, la sua coscienza, lo spirito, come aspetti di un mondo concreto, oggettivo, conoscibile, fatto soltanto di materia in moto nello spazio13.</em></p>
<p>Per poi riconoscere la concezione leniniana «ristretta» di materia, che Lenin condivide con la MQR e che <em>Lenin nel suo libro definisce «materialismo» la concezione che esista un mondo fuori dalla mente, Se questa è la definizione di materialismo, Mach è certo materialista, siamo tutti materialisti, anche il papa è materialista14.</em></p>
<p><em>Se per realismo intendiamo l&#8217;assunto che il mondo sia &#8220;là fuori&#8221;, </em>indipendentemente dai nostri stati mentali, o percezioni, non c&#8217;è nulla in MQR che contraddica il realismo. Ma se per realismo intendiamo l&#8217;assunto più forte che ogni variabile di ogni sottosistema del mondo ha un singolo valore in ogni momento, allora questa versione forte del realismo è indebolita da RQM. L&#8217;ontologia di RQMè un&#8217;ontologia sparsa (&#8220;flash&#8221;) di eventi quantistici relazionali, presa come primitiva e non derivata da alcuna rappresentazione <em>&#8220;sottostante&#8221;15.</em></p>
<p>Ma Bogdanov e Rovelli riducendo la natura alla sfera della prassi esauriscono il conoscere nell&#8217;agire16. Compito delle scienze sarebbe solo la raccolta e descrizione delle interazioni, per Lenin le rappresentazioni formali secondarie rispetto al momento dell&#8217;interazioni sono esse stesse un riflesso della natura e quindi una informazione ulteriore.</p>
<p><em>Per la MQR, la lezione della teoria quantistica è che la descrizione del modo in </em>cui sistemi fisici distinti si influenzano a vicenda quando interagiscono (e non il modo in cui i sistemi fisici &#8220;sono&#8221;) esaurisce tutto ciò che si può dire sul mondo <em>fisico17.</em></p>
<p>Mentre per il materialismo dialettico non c&#8217;è debolezza e incompletezza: da una parte perché non c&#8217;è separazione tra cosa «cosa in sé» e «cosa per noi», conoscere le proprietà di un oggetto equivale a conoscere l&#8217;oggetto (se nella MQR le proprietà sono sempre relative perché dipendenti dall&#8217;osservatore e mai intrinseche diremmo allora, in accordo con Hegel, che il divenire e la relazione sono nella natura delle cose); dall&#8217;altra perché il processo storico del conoscere continuerà ad accrescere la conoscenza della natura.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>L&#8217;empirismo è inconciliabile con il materialismo dialettico</strong></p>
<p>Per i materialisti dialettici la concezione che gli eventi che Rovelli chiama “nodi in una rete di scambi” non esauriscano la conoscenza della natura è irrinunciabile, non in quanto materialisti (perché sarebbero sensazioni secondarie) ma in quanto materialisti dialettici; l&#8217;assunzione dell&#8217;inesistenza o dell&#8217;inconoscibilità dell&#8217;oggetto dietro agli eventi è presentata dagli empiristi come definitiva, assoluta. Il limite imposto da tale teoria è un limite alla stessa conoscibilità della natura, è questo il punto inaccettabile da parte di Lenin (che dà a Bogdanov del kantista) e dei materialisti dialettici.</p>
<p>Ma sono Bogdanov e Rovelli a parlare ancora di oggetti (anche se nella forma di vuoto) dietro agli eventi, mentre il materialismo dialettico non ha bisogno di questo dualismo tra cosa «cosa in sé» e «cosa per noi». Parafrasando Engels si potrebbe pertanto asserire che questa teoria è rivoluzionaria nelle parole ma reazionaria nella sostanza18.</p>
<p>Per Lenin il conoscere non si ferma all&#8217;immediatezza del percepire e le teorie non sono solo un modo di organizzarle, i dati immediati non sono assoluti, la processualità del conoscere e le teorie per sé stesse sono un riflesso della natura. Sensazioni, concetti non sono ciò che conosciamo ma ciò mediante cui conosciamo19.</p>
<p>Ad essere «metafisica» è l&#8217;assolutezza del limite posto alla conoscibilità da parte di Rovelli, già quando si era comunque andati oltre l&#8217;atomo Lenin parlava invece di “irriducibilità dell&#8217;elettrone” intendendo che non poteva esserci una barriera ultima. <em>Non vi è né vi può assolutamente esservi differenza di principio tra il fenomeno e la cosa in sé. La differenza è semplicemente fra ciò che è noto e ciò che non lo è ancora, mentre tutte le fantasie filosofiche sui limiti specifici tra l&#8217;uno e l&#8217;altro, sul fatto che la cosa in sé si troverebbe al di là dei fenomeni- non sono che vuoto non senso, ubbia, invenzione20.</em></p>
<p><em>[le forme di ideologia] non hanno storia, non hanno sviluppo21.</em></p>
<hr />
<div id="sdfootnote1">
<h5>Note</h5>
<h5><a name="sdfootnote1sym" href="https://www.sinistrainrete.info/teoria/19225-andrea-evangelista-materialismo-dialettico-e-meccanica-quantistica-relazionale.html#sdfootnote1anc"></a>1 <em><strong>Helgoland,</strong></em> <strong>2020</strong></h5>
</div>
<p><a name="sdfootnote2sym" href="https://www.sinistrainrete.info/teoria/19225-andrea-evangelista-materialismo-dialettico-e-meccanica-quantistica-relazionale.html#sdfootnote2anc"></a>2 <em><strong>Empiriomonismo,</strong></em> <strong>1904-1906</strong></p>
<p><a name="sdfootnote3sym" href="https://www.sinistrainrete.info/teoria/19225-andrea-evangelista-materialismo-dialettico-e-meccanica-quantistica-relazionale.html#sdfootnote3anc"></a>3<strong> Qui il testo completo: </strong><strong><a href="https://www.marxists.org/italiano/lenin/lenin-opere/lenin">https://www.marxists.org/italiano/lenin/lenin-opere/lenin</a> </strong><a href="https://www.marxists.org/italiano/lenin/lenin-opere/lenin_opere_14.pdf"><strong>opere </strong></a><a href="https://www.marxists.org/italiano/lenin/lenin-opere/lenin_opere_14.pdf"><strong>14.pdf</strong></a></p>
<p><a name="sdfootnote4sym" href="https://www.sinistrainrete.info/teoria/19225-andrea-evangelista-materialismo-dialettico-e-meccanica-quantistica-relazionale.html#sdfootnote4anc"></a>4<strong> Bertrand Russell, </strong><em><strong>L&#8217;ABC delia relatività,</strong></em><strong> 1925</strong></p>
<p><a name="sdfootnote5sym" href="https://www.sinistrainrete.info/teoria/19225-andrea-evangelista-materialismo-dialettico-e-meccanica-quantistica-relazionale.html#sdfootnote5anc"></a>5 <em><strong>&#8220;&#8221;delle cose naturali non devono essere ammesse cause più numerose di quelle che sono vere e bastano a spiegare i fenomeni&#8221;</strong></em><strong> I. Newton, </strong><em><strong>Philosophiae Naturalis Principia Mathematica,</strong></em><strong> 1687</strong></p>
<p><a name="sdfootnote6sym" href="https://www.sinistrainrete.info/teoria/19225-andrea-evangelista-materialismo-dialettico-e-meccanica-quantistica-relazionale.html#sdfootnote6anc"></a>6<strong> Si veda la voce </strong><em><strong>Relational </strong></em><em><strong>Quantum Mechanics</strong></em><strong> della Stanford Encyclopedia of Phylosophy</strong></p>
<p><a name="sdfootnote7sym" href="https://www.sinistrainrete.info/teoria/19225-andrea-evangelista-materialismo-dialettico-e-meccanica-quantistica-relazionale.html#sdfootnote7anc"></a>7<strong> Si veda ad esempio la nota di Lenin </strong><em><strong>A proposito della dialettica,</strong></em><strong> 1915</strong></p>
<p><a name="sdfootnote8sym" href="https://www.sinistrainrete.info/teoria/19225-andrea-evangelista-materialismo-dialettico-e-meccanica-quantistica-relazionale.html#sdfootnote8anc"></a>8<strong> Hegel, </strong><em><strong>scienza della logica,</strong></em><strong> 1812-1816</strong></p>
<p><a name="sdfootnote9sym" href="https://www.sinistrainrete.info/teoria/19225-andrea-evangelista-materialismo-dialettico-e-meccanica-quantistica-relazionale.html#sdfootnote9anc"></a>9<strong> V. I. Lenin, </strong><em><strong>Quaderni filosofìa,</strong></em><strong> 1914-1916</strong></p>
<p><a name="sdfootnote10sym" href="https://www.sinistrainrete.info/teoria/19225-andrea-evangelista-materialismo-dialettico-e-meccanica-quantistica-relazionale.html#sdfootnote10anc"></a>10<strong> V. I. Lenin, </strong><em><strong>Materialismo ed empiriocriticismo,</strong></em><strong> 1909</strong></p>
<p><a name="sdfootnote11sym" href="https://www.sinistrainrete.info/teoria/19225-andrea-evangelista-materialismo-dialettico-e-meccanica-quantistica-relazionale.html#sdfootnote11anc"></a>11<strong> Giulio Giorello, </strong><em><strong>Sulla filosofia del riflesso e deWapprofondimento</strong></em><strong> in </strong><em><strong>Attualità dei materialismo dialettico,</strong></em><strong> 1974</strong></p>
<p><a name="sdfootnote12sym" href="https://www.sinistrainrete.info/teoria/19225-andrea-evangelista-materialismo-dialettico-e-meccanica-quantistica-relazionale.html#sdfootnote12anc"></a>12 <em><strong>ibidem</strong></em></p>
<p><a name="sdfootnote13sym" href="https://www.sinistrainrete.info/teoria/19225-andrea-evangelista-materialismo-dialettico-e-meccanica-quantistica-relazionale.html#sdfootnote13anc"></a>13 <em><strong>Helgoland,</strong></em> <strong>pag. 131, enfasi mia</strong></p>
<p><a name="sdfootnote14sym" href="https://www.sinistrainrete.info/teoria/19225-andrea-evangelista-materialismo-dialettico-e-meccanica-quantistica-relazionale.html#sdfootnote14anc"></a>14 <em><strong>Ibidem,</strong></em><strong> pag 132</strong></p>
<p><a name="sdfootnote15sym" href="https://www.sinistrainrete.info/teoria/19225-andrea-evangelista-materialismo-dialettico-e-meccanica-quantistica-relazionale.html#sdfootnote15anc"></a>15 <em><strong>Relational </strong></em><em><strong>Quantum </strong></em><em><strong>Mechanics </strong></em><em><strong><a href="https://plato.stanford.edu/entries/qm-relationai/">https://plato.stanford.edu/entries/qm-relationai/</a></strong></em></p>
<p><a name="sdfootnote16sym" href="https://www.sinistrainrete.info/teoria/19225-andrea-evangelista-materialismo-dialettico-e-meccanica-quantistica-relazionale.html#sdfootnote16anc"></a>16<strong> Enrico Bellone, </strong><em><strong>I presupposti materialistici nel realismo dei fisici,</strong></em><strong> in </strong><em><strong>Attualità del materialismo dialettico,</strong></em><strong> 1975</strong></p>
<p><a name="sdfootnote17sym" href="https://www.sinistrainrete.info/teoria/19225-andrea-evangelista-materialismo-dialettico-e-meccanica-quantistica-relazionale.html#sdfootnote17anc"></a>17 <em><strong>Relational </strong></em><em><strong>Quantum </strong></em><em><strong>Mechanics </strong></em><em><strong><a href="https://plato.stanford.edu/entries/qm-relational/">https://plato.stanford.edu/entries/qm-relational/</a></strong></em></p>
<p><a name="sdfootnote18sym" href="https://www.sinistrainrete.info/teoria/19225-andrea-evangelista-materialismo-dialettico-e-meccanica-quantistica-relazionale.html#sdfootnote18anc"></a>18<strong> F. Engels, </strong><em><strong>Dialettica della Natura,</strong></em><strong> 1883. Engels faceva riferimento alla teoria delle rivoluzioni della Terra di G. Cuvier</strong></p>
<p><a name="sdfootnote19sym" href="https://www.sinistrainrete.info/teoria/19225-andrea-evangelista-materialismo-dialettico-e-meccanica-quantistica-relazionale.html#sdfootnote19anc"></a>19<strong> Ludovico Geymonat, </strong><em><strong>Primi lineamenti di una teoria della conoscenza materialistico-dialettica,</strong></em><strong> in </strong><em><strong>Attualità del materialismo dialettico,</strong></em><strong> 1974</strong></p>
<p><a name="sdfootnote20sym" href="https://www.sinistrainrete.info/teoria/19225-andrea-evangelista-materialismo-dialettico-e-meccanica-quantistica-relazionale.html#sdfootnote20anc"></a>20<strong> V. I. Lenin, </strong><em><strong>Materialismo ed empiriocriticismo,</strong></em><strong> 1909</strong></p>
<div id="sdfootnote21">
<h5><a name="sdfootnote21sym" href="https://www.sinistrainrete.info/teoria/19225-andrea-evangelista-materialismo-dialettico-e-meccanica-quantistica-relazionale.html#sdfootnote21anc"></a>21<strong> K. Marx e F. Engels, </strong><em><strong>L&#8217;ideologia tedesca,</strong></em><strong> 1846</strong></h5>
</div>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.comunismoecomunita.org/?feed=rss2&#038;p=6874</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
