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	<title>Comunismo e Comunità &#187; CCNL</title>
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	<description>Noi non siamo dei comunisti che vogliono abolire la libertà personale. In nessuna società la libertà personale può essere più grande che in quella fondata sulla comunità.</description>
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		<title>Libertà secondo capitalismo</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Jun 2010 13:59:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Catalano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[di Antonio Catalano Marchionne: «Senza accordo Pomigliano chiude». Sacconi: «Pomigliano è la risposta al rattrappimento produttivo». Brunetta: «La Fiom si oppone all’accordo perché difende fannulloni ed opportunisti». Sacconi: «L&#8217;accordo di Pomigliano è un punto di svolta nelle relazioni industriali. Lo ricorderemo come un passaggio importante e dimostra che da oggi questo Paese e&#8217; ancora più [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">di Antonio Catalano</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.comunismoecomunita.org/wp-content/uploads/2010/06/orgosolo-capitalismo-032.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-1292" style="margin: 5px;" title="orgosolo-capitalismo-032" src="http://www.comunismoecomunita.org/wp-content/uploads/2010/06/orgosolo-capitalismo-032-200x300.jpg" alt="" width="200" height="300" /></a>Marchionne</strong>: «Senza accordo Pomigliano chiude».</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Sacconi</strong>: «Pomigliano è la risposta al rattrappimento produttivo».</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Brunetta</strong>: «La Fiom si oppone all’accordo perché difende fannulloni ed opportunisti».</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Sacconi</strong>: «L&#8217;accordo di Pomigliano è un punto di svolta nelle relazioni industriali. Lo ricorderemo come un passaggio importante e dimostra che da oggi questo Paese e&#8217; ancora più moderno perché si e&#8217; adeguato alla competizione». «Vale più questo accordo di molti incentivi perché non c’è incentivo finanziario che possa compensare un disincentivo normativo», prosegue prima di salire sul palco del convegno dei giovani imprenditori.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Tremonti</strong>: «Troppe regole bloccano l&#8217;economia. L’accordo Pomigliano è un esempio per tutti».</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Marchionne</strong>, assieme al presidente della Fiat, John Elkann: «Che cos&#8217;altro dovremmo fare a parte chiudere? Giocare a pallone forse? Io costruisco auto e se non le produco lì le produrrò da un’altra parte. Ci sono un sacco di posti che amerebbero avere la produzione di auto. La Serbia, per esempio o la Polonia. Quanti costruttori europei avete visto che trasferiscono la produzione dall&#8217;Europa dell&#8217;Est?».</p>
<p style="text-align: justify;">Mancava il buon <strong>Veltroni</strong>: «Questo accordo mi sembra inevitabile: è molto duro, però non avviene sotto un ricatto, bensì a causa di una condizione obiettiva che è figlia della nostra globalizzazione diseguale». «La via giusta è quella dell&#8217;economia sociale di mercato, la via giusta è quella di Pomigliano».</p>
<p style="text-align: justify;">Non aggiungo altro, questo accordo sancisce la fine del CCNL, si istituisce al suo posto un rapporto privato tra lavoratore e proprietà.</p>
<p style="text-align: justify;">Riporto di seguito il lapidario ed incazzato commento scritto dal mio amico, e compagno, Giovanni De Francesco.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>LA DELOCALIZZAZIONE </em></strong><strong><em>È</em></strong><strong><em> UN CRIMINE !</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;">Dagli anni ’90 le industrie italiane, dopo aver ricevuto enormi finanziamenti pubblici per creare occupazione,  chiudono le fabbriche, licenziano i lavoratori e trasferiscono la produzione nei paesi del terzo mondo dove pagano gli operai un dollaro al giorno.</p>
<p style="text-align: justify;">Con il salario mensile di un operaio italiano pagano 100 operai in africa.</p>
<p style="text-align: justify;">Oltre ai salari da fame, gli operai vivono condizioni di lavoro schiavistiche e chi protesta viene anche ammazzato. Alle lavorazioni – anche per 12 ore al giorno – sono costretti anche bambini.</p>
<p style="text-align: justify;">Per tutto ciò le popolazioni scappano verso l’occidente.</p>
<p style="text-align: justify;">L’immigrazione e la disoccupazione hanno la stessa origine: gli industriali che licenziano in italia creano fame e schiavitù negli altri paesi.</p>
<p style="text-align: justify;">Questa politica di delocalizzazione crea disoccupazione in Italia ed affamamento nei paesi allocati per i soli faraonici profitti degli industriali, esentati dalla legge italiana e comunitaria dal pagamento delle tasse.</p>
<p style="text-align: justify;">Creare disoccupazione, creare affamamento, ridurre in  schiavitù intere popolazioni e’ un crimine.</p>
<p style="text-align: justify;">Invece, per anni tutte le forze politiche ritengono legale la delocalizzazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Anzi, propongono ai lavoratori italiani di ridurre i propri diritti, accettare condizioni di lavoro simili a quelle imposte ai lavoratori del terzo mondo, in modo da evitare la delocalizzazione, in modo da evitare la disoccupazione.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Questo è il ricatto che sta compiendo la fiat ai lavoratori di Pomigliano.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>«</em><em>o accettate condizioni lavorative peggiori, oppure vi licenzio e delocalizzo all’estero</em><em>»</em><em>.</em></p>
<p style="text-align: justify;">Se passerà questo ricatto, la politica di schiavizzazione si estenderà a tutte le situazioni ed a tutti i lavoratori.</p>
<p style="text-align: justify;">Per questo motivo occorre resistere ed appoggiare la lotta di opposizione degli operai fiat di Pomigliano contro il piano aziendale.</p>
<p style="text-align: justify;">Occorre promuovere sull’intero territorio nazionale una battaglia e delle iniziative di denuncia e di opposizione alla fiat ed ai suoi complici in modo da sostenere la lotta degli operai di Pomigliano.</p>
<p style="text-align: justify;">La vittoria della loro lotta sarà la vittoria di tutti i lavoratori italiani.</p>
<p style="text-align: justify;">Sarà un primo passo di lotta per ottenere  giustizia e l’uguaglianza di tutti i lavoratori del mondo.</p>
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		<title>L&#8217;Articolo 18 va in soffitta?</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Mar 2010 15:02:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Riccardo Di Vito</dc:creator>
				<category><![CDATA[Capitale e lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[arbitrato]]></category>
		<category><![CDATA[Articolo 18]]></category>
		<category><![CDATA[capitalismo]]></category>
		<category><![CDATA[CCNL]]></category>
		<category><![CDATA[DDL 1167-B]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoratori]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>

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		<description><![CDATA[di Riccardo Di Vito Penso che i lettori di questo sito, così come tutti i militanti comunisti, abbiano già sentito quella che dovrebbe essere la notizia del giorno, ma che, al contrario, è stata fatta passare sotto silenzio dai media. Se qualcuno non l&#8217;avesse ancora capito, è in corso da parte dell&#8217;attuale Governo l&#8217;ennesimo attacco [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di Riccardo Di Vito</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.comunismoecomunita.org/wp-content/uploads/2010/03/lavoratori.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-508" style="margin: 5px;" title="lavoratori" src="http://www.comunismoecomunita.org/wp-content/uploads/2010/03/lavoratori.jpg" alt="lavoratori" width="381" height="304" /></a>Penso che i lettori di questo sito, così come tutti i militanti comunisti, abbiano già sentito quella che dovrebbe essere la notizia del giorno, ma che, al contrario, è stata fatta passare sotto silenzio dai media. Se qualcuno non l&#8217;avesse ancora capito, è in corso da parte dell&#8217;attuale Governo l&#8217;ennesimo attacco contro i lavoratori. Il Senato della Repubblica Italiana (quella fondata sul Lavoro, per intenderci&#8230;) ha licenziato il DDL 1167-B, inviandolo alla Camera, pronto per essere definitivamente approvato, dopo due anni di emendamenti e &#8216;correzioni&#8217;. L&#8217;articolo 33 di questo testo sostituisce il 410 del Codice di Procedura Civile, istituendo misure di conciliazione di controversie lavorative anche in via arbitrale.</p>
<p style="text-align: justify;">Detto tra di noi, significa che le controversie sul lavoro potranno essere conciliate da un Giudice (come avviene obbligatoriamente oggi) oppure potranno essere risolte da un arbitrato, cioè un giudizio privato con cui le parti, al momento della stesura del contratto, per mezzo di una clausola, oppure a controversia già insorta scelgono di rimettere la soluzione di questa alla decisione di uno o più arbitri, escludendo il ricorso alla giustizia ordinaria.</p>
<p style="text-align: justify;">Vi starete chiedendo chi siano questi arbitri, è presto detto: sono persone iscritte nell&#8217;elenco degli Arbitri della Camera di Commercio, esperte nei settori economico-giuridici, che hanno ricevuta un&#8217;apposita formazione per la gestione delle procedure arbitrali (cfr. <a href="http://www.tos.camcom.it/Default.aspx?PortalID=1&amp;PageID=1&amp;ModuleID=16&amp;ItemID=6717&amp;Action=ViewItem"><span style="font-family: verdana;"><span>Unioncamere Toscana</span></span></a>, per esempio). L&#8217;arbitrato può essere organizzato per proprio conto o approfittando dei servizi posti a disposizione da istituzioni arbitrali specializzate, come le Camere Arbitrali delle Camere di Commercio.  La differenza tra i giudizi (arbitrale o del giudice) è questa: il giudice prende le decisioni su una questione richiamando leggi inerenti l&#8217;argomento; l&#8217;arbitro, invece, decide in base a ciò che ritiene giusto, senza riferirsi a testi scritti o altro&#8230;</p>
<p style="text-align: justify;">Capite bene che questo indebolisce pesantemente le tutele del lavoratore, perché in un caso come il &#8216;licenziamento senza giusta causa&#8217; risulterò oggettivamente la parte più debole, in quanto, di fronte al licenziamento, l&#8217;arbitro deciderà secondo la SUA concezione di equità, non secondo la legge.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.comunismoecomunita.org/wp-content/uploads/2010/03/2.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-509" style="border: 1px solid black; margin: 5px;" title="2" src="http://www.comunismoecomunita.org/wp-content/uploads/2010/03/2.jpg" alt="2" width="346" height="216" /></a>Questo DDL è in sostanza un aggiramento dell&#8217;Articolo 18 dello Statuto dei Lavorati, che, per esempio, non permette licenziamenti senza giusta causa. Se passasse anche alla Camera (come si prevede facilmente), sebbene lasci la libertà di scegliere tra giudice e arbitro, è chiaro che favorirà il datore di lavoro, perché nella fase di scrittura del contratto di assunzione tenderà sicuramente a forzare la mano del lavoratore  &#8216;consigliando&#8217; la scelta dell&#8217;arbitrato. Il coltello dalla parte del manico chi ce l&#8217;ha, visto che il lavoratore ancora non assunto, in un momento di estrema debolezza negoziale come questo, risulterà quasi obbligato alla scelta?!</p>
<p style="text-align: justify;">Con questa Legge si crea una disparità tra le forze in campo ancora maggiore rispetto a quella attuale. L&#8217;attacco al mondo del lavoro salariato, ancora una volta, sta procedendo a tappe forzate, senza troppe resistenze. Alcune norme del DDL penalizzano ulteriormente i lavoratori, perché tendono ad incrementare il ricorso al lavoro precario da parte delle aziende. Mi pare interessante notare come da parte sindacale, sia la CISL che la UIL non si siano minimamente fatte sentire&#8230; La posizione della CGIL è certamente critica (potete leggerla qui: <a href="http://www.cgil.it/DettaglioDocumento.aspx?ID=13235"><span style="font-family: verdana;"><span>CGIL</span></span></a>), ma bisognerà vedere cosa metteranno in campo, specialmente durante il prossimo sciopero generale del 12 marzo.</p>
<p style="text-align: justify;">Dato ancora più allarmante è quello che concerne la possibilità di prevedere clausole &#8216;peggiorative&#8217; del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro. Sono infatti chiamati &#8216;contratti individuali certificati&#8217; quelli autorizzati dal nuovo DDL, con i quali si certifica, appunto, la &#8216;libera volontà&#8217; del lavoratori di accettare le deroghe a norme di legge e del CCNL.</p>
<p style="text-align: justify;">In caso di processo di lavoro, per esempio, il giudice non potrà entrare nel merito dell&#8217;organizzazione del lavoro e delle scelte produttiva, cioè non potrà occuparsi delle cause delle controversie stesse, della sostanze delle scelte aziendali, ma dovrà limitarsi a verificare gli aspetti meramente formali delle azioni aziendali.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.comunismoecomunita.org/wp-content/uploads/2010/03/3.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-510" style="margin: 5px;" title="3" src="http://www.comunismoecomunita.org/wp-content/uploads/2010/03/3.jpg" alt="3" width="320" height="228" /></a>Non parliamo, poi, del caso di contratti irregolari con conversione del contratto a tempo determinato (quello che oggi va più di moda)! Dal DDL è stabilito con effetto retroattivo che per la tutela del diritto per il lavoratore è sufficiente un semplice risarcimento tra le 2 e le 12 mensilità, che potrà essere ridotto nel caso in cui il CCNL di riferimento prevedesse una procedura di stabilizzazione! La nuova Legge contiene anche una norma che garantisce alle aziende la possibilità di aprire le porte del lavoro sin dall&#8217;età di 15 anni, con contratti di &#8216;apprendistato&#8217;. Solo a me viene in mente che si stanno autorizzando i padroni a sfruttare giovani braccia a prezzi irrisori?! Questa legge è ingiusta, iniqua e vergognosa, un vero e proprio attentato ai danni dei lavoratori. Chi si farà carico di combattere contro l&#8217;ennesima cannonata governativa?</p>
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