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	<title>Comunismo e Comunità &#187; cinema italiano</title>
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	<description>Noi non siamo dei comunisti che vogliono abolire la libertà personale. In nessuna società la libertà personale può essere più grande che in quella fondata sulla comunità.</description>
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		<title>Mario Monicelli, un comunista.</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Dec 2010 08:25:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rodolfo Monacelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura e società]]></category>
		<category><![CDATA[cinema italiano]]></category>
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		<category><![CDATA[cultura e politica]]></category>
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		<description><![CDATA[Lunedì 1° dicembre, alle ore 21, uno dei più grandi registi del cinema italiano, Mario Monicelli, si è suicidato a 95 anni lanciandosi dal reparto di urologia dell&#8217;ospedale San Giovanni di Roma. E&#8217; dovere primario oggi, al di là di ogni considerazione sulla sua fine tragica, rendere onore ad un grande uomo, ad un grande [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;">Lunedì 1° dicembre, alle ore 21, uno dei più grandi registi del cinema italiano, Mario Monicelli, si è suicidato a 95 anni lanciandosi dal repar<img class="size-full wp-image-1915 alignright" style="margin: 5px; border: 5px solid black;" src="http://www.comunismoecomunita.org/wp-content/uploads/2010/12/monicelli.jpg" alt="" width="276" height="457" />to di urologia dell&#8217;ospedale San Giovanni di Roma.</p>
<p>E&#8217; dovere primario oggi, al di là di ogni considerazione sulla sua fine tragica, rendere onore ad un grande uomo, ad un grande regista, ad un comunista.</p>
<p>Mario Monicelli, infatti, contrariamente a tanti suoi colleghi, mai ha rinnegato i suoi valori e le sue idee anche quando, come oggi, non gli hanno procurato immediati vantaggi.</p>
<p>Tutta la sua opera cinematografica, del resto, senza mai voler fare un cinema di propaganda (che avrebbe voluto dire fare della cattiva propaganda e del cattivo cinema), ha trattato temi quali l&#8217;amicizia, la solidarietà verso gli ultimi, la lotta contro l&#8217;arroganza del potere contro cui ribellarsi era, ed è, un dovere morale:</p>
<blockquote>
<p style="text-align: center;">La speranza è una trappola inventata dai padroni. Bisogna avere il coraggio  di ribellarsi e cercare il riscatto  che in Italia non c&#8217;è mai stato.</p>
</blockquote>
<p>Da <em>I ragazzi della via Pal</em>(1934) a<em> La Grande guerra</em>(1959), da <em>Un borghese piccolo piccolo</em>(1977) fino a <em>Parenti serpenti</em>(1993) Monicelli, senza rinunciare volontariamente al successo di pubblico, saprà denunciare tutti i vizi della politica e della società italiana dimostrando, ancora una volta, il potere e la forza della cultura. Una cultura che sia autenticamente popolare, senza sciocchi intellettualismi salottieri ma che non si assoggetti neanche pedissequamente all&#8217;industria culturale alla ricerca del prodotto da vendere, è infatti uno straordinario strumento di lettura ed interpretazione della realtà e dei rapporti sociali.</p>
<p>Salutiamo quindi Mario Monicelli con le sue ultime parole, in occasione di &#8220;Rai per una notte&#8221;, edizione speciale della trasmissione &#8220;Anno zero&#8221; di Michele Santoro (25 marzo 2010), distinguendosi politicamente e moralmente dall&#8217;antiberlusconismo volgare che contrariamente a ciò che andava affermando Monicelli, che sia condivisibile o meno il suo pensiero espresso attraverso interventi pubblici e soprattutto la sua arte, non propone alcuna reale proposta di rivolta all&#8217;attuale sistema capitalistico vigente:</p>
<blockquote><p>Come finisce questo film? Non lo so. Io spero che finisca con quello che in Italia non c&#8217;è mai stato: una bella botta, una bella rivoluzione. C&#8217;è stata in Inghilterra, in Francia, in Russia, in Germania, dappertutto meno che in Italia. Quindi ci vuole qualcosa che riscatti veramente questo popolo che è sempre stato sottoposto, che è trecent&#8217;anni che è schiavo di tutti. Se vuole riscattarsi, il riscatto non è una cosa semplice. E&#8217; doloroso, esige anche dei sacrifici. Se no, vada alla malora &#8211; che è dove sta andando, ormai da tre generazioni.</p></blockquote>
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