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	<title>Comunismo e Comunità &#187; Decreti Delegati</title>
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	<description>Noi non siamo dei comunisti che vogliono abolire la libertà personale. In nessuna società la libertà personale può essere più grande che in quella fondata sulla comunità.</description>
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		<title>Scuola di massa e riforma Gentile</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Nov 2022 18:40:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Thomas Munzner</dc:creator>
				<category><![CDATA[Idee e proposte]]></category>
		<category><![CDATA[Andrè Siciliani]]></category>
		<category><![CDATA[Decreti Delegati]]></category>
		<category><![CDATA[Giovanni Berlinguer]]></category>
		<category><![CDATA[Giovanni Gentile]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160; &#160; Scuola di massa e riforma Gentile &#160; Il primo tentativo di rendere la scuola di massa fu la Riforma Gentile del 1923 che portò il nome dell’omonimo filosofo, Ministro dell’Istruzione del Governo Mussolini. Seppur inquadrata in un’ottica fortemente classista, riservata ai pochi considerati i migliori, ossia i figli della borghesia aristocratica e proprietari [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.comunismoecomunita.org/wp-content/uploads/2022/11/Riforma-Gentile-scuola-del-1923.png"><img class="alignnone size-medium wp-image-8145" title="riforma-gentile-scuola-del-1923" src="http://www.comunismoecomunita.org/wp-content/uploads/2022/11/Riforma-Gentile-scuola-del-1923-300x171.png" alt="" width="300" height="171" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Scuola di massa e riforma Gentile</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il primo tentativo di rendere la scuola di massa fu la</p>
<p>Riforma Gentile del 1923 che portò il</p>
<p>nome dell’omonimo filosofo, Ministro dell’Istruzione del</p>
<p>Governo Mussolini. Seppur inquadrata in un’ottica</p>
<p>fortemente classista, riservata ai pochi considerati i</p>
<p>migliori, ossia i figli della borghesia aristocratica e</p>
<p>proprietari terrieri, gli unici che avevano accesso alla</p>
<p>scuola ginnasio l’unica che poi consentiva l’accesso al liceo</p>
<p>classico, l’unico liceo che a sua volta consentiva l’accesso a</p>
<p>ogni facoltà universitaria, mentre per i figli delle classi</p>
<p>popolari era possibile solo l’accesso alla scuola</p>
<p>complementare di avviamento professionale dopo la</p>
<p>scuola elementare unica, la Riforma ebbe il <em>merito</em> di avere</p>
<p>un asse culturale <em>storico-filosofico</em>, che fu applicato anche</p>
<p>alle elementari. Non si tradusse nell’insegnamento della</p>
<p>filosofia alle elementari, bensì fu messa al centro la</p>
<p>religione che, secondo la teoria di Gentile, era la forma</p>
<p>infantile della filosofia, e ritenuta il maggior traguardo per i</p>
<p>cittadini delle classi popolari. Mentre al liceo, che formava</p>
<p>la futura classe dirigente nell’obiettivo di Gentile era</p>
<p>invece obbligatorio lo studio della filosofia e non della</p>
<p>religione, in quanto la filosofia secondo il filosofo era il</p>
<p>maggior traguardo intellettuale nell’educazione di un</p>
<p>futuro cittadino appartenente alla classe dirigente</p>
<p>nazionale. La Riforma Gentile fu mutilata dallo stesso</p>
<p>fascismo a seguito dei Patti Lateranensi tra Stato e Chiesa,</p>
<p>in quanto era considerata eccessivamente laica, con il</p>
<p>Regime che impose lo studio della religione cattolica anche</p>
<p>nei licei contrariando lo stesso Gentile e nel 1940 fu</p>
<p>sostituita dalla Riforma Bottai. La riforma coinvolse l’intero</p>
<p>sistema scolastico del Regno d’Italia e aveva come</p>
<p>obiettivo quello di facilitare l’accesso alle scuole superiori</p>
<p>anche da parte dei ceti meno abbienti, nel contesto di</p>
<p>quello che venne definito “<em>umanesimo fascista</em>”.</p>
<p>In particolare, la riforma dava maggiore importanza alla</p>
<p>scienza e alle attività manuali, ponendole sullo stesso</p>
<p>piano delle discipline umanistiche, preponderanti</p>
<p>nell’istruzione dell’epoca. La riforma mirava anche a</p>
<p>ridurre la mobilità verticale, ma al contempo riduceva il</p>
<p>rischio di fenomeni come l’inflazione dei titoli di studio,</p>
<p>causa l’abbassamento della qualità. La riforma Bottai</p>
<p>unificò i corsi inferiori di Licei, istituti tecnici e</p>
<p>professionali, in scuola media unica ma lasciando il canale</p>
<p>della scuola di avviamento professionale. Il primo</p>
<p>ventennio dell’Italia Repubblicana vide il permanere della</p>
<p>struttura della Riforma Bottai e la conseguenza fu che la</p>
<p>maggioranza della popolazione frequentava la scuola fino</p>
<p>alla quinta elementare o al massimo intraprendeva la</p>
<p>scuola di avviamento personale, mentre la scuola media</p>
<p>unica, quella che dava accesso ai licei continuava a essere frequentata esclusivamente</p>
<p>dai figli della borghesia. La nascita della Scuola Media Unica nel 1963, voluta fortemente dal Governo del centrosinistra</p>
<p>DC-PSI e dove ci fu il contributo del PCI dall’opposizione</p>
<p>mirava a superare definitivamente la struttura elitaria e</p>
<p>classista della scuola gentiliana, ma ebbe il merito di non</p>
<p>rinnegare del tutto Gentile lasciando l’impostazione</p>
<p>umanistico-filosofica dominante, anche se fu affiancata</p>
<p>dalle conoscenze tecnico-scientifiche. Inoltre la Riforma</p>
<p>previde che tutti i licei e non più solo il classico, davano</p>
<p>accesso a ogni facoltà universitaria. Fu una riforma epocale</p>
<p>che significò l’entrata della Costituzione del 1948, carica di principi socialisti e cristiano-sociali (Lorenzo Milani) una scuola dove il sapere,</p>
<p>la formazione della coscienza critica, veniva esteso</p>
<p>anche ai figli delle classi popolari che si accompagnava alla</p>
<p>giustizia sociale come processo di trasformazione, sia</p>
<p>personale che sociale, nonché fondamento per lo</p>
<p>smantellamento delle strutture di oppressione. La riforma</p>
<p>permise anche il superamento tra le classi maschili e le</p>
<p>classi femminili con ragazzi e ragazze che poterono per la</p>
<p>prima volta studiare insieme. Le proteste studentesche del</p>
<p>1968 in quel Movimento noto come il “Sessantotto”</p>
<p>diffuse in tutto il Mondo Occidentale arrivarono anche in</p>
<p>Italia. Gli studenti erano in lotta contro una scuola, che per</p>
<p>quanto si stava avviando alla “democratizzazione” era</p>
<p>ancora intrisa di classismo (la Lettera di Don Milani a una</p>
<p>Professoressa denuncia proprio questo), autoritarismo con</p>
<p>il codice disciplinare che era lo stesso del regime fascista e</p>
<p>professori e presidi dalla mentalità autoritaria, una scuola</p>
<p>che impediva l’ascensore sociale, escludendo</p>
<p>dall’Università gli studenti diplomati provenienti dagli</p>
<p>Istituti Tecnici, la cui maggioranza erano di estrazione</p>
<p>popolare, mentre i Licei, che erano gli unici a dare accesso</p>
<p>alle facoltà universitarie, erano ancora frequentati</p>
<p>esclusivamente dai figli della borghesia, di cui la quasi</p>
<p>totalità dei “sessantottini” facevano parte. L’insegnamento</p>
<p>nelle Università era in mano ai «baroni», i docenti dei corsi</p>
<p>importanti si rivolgevano a una calca di allievi che a stento</p>
<p>ne percepivano la voce, era sottovalutata o ignorata</p>
<p>l’esigenza di laboratori e seminari che preparassero gli</p>
<p>studenti all’attività professionale, e molti professori</p>
<p>comparivano solo per le lezioni e con i ragazzi non avevano</p>
<p>nessun rapporto umano.</p>
<p><a href="http://www.comunismoecomunita.org/wp-content/uploads/2022/11/1968-in-Italia-Sessantotto-riassunto.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-8146" title="1968-in-italia-sessantotto-riassunto" src="http://www.comunismoecomunita.org/wp-content/uploads/2022/11/1968-in-Italia-Sessantotto-riassunto-300x202.jpg" alt="" width="300" height="202" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il Sessantotto italiano,</p>
<p>contrariamente a quello degli altri paesi occidentali, si unì</p>
<p>all’ “<em>Autunno Caldo</em>” operaio del 1969 e portò come prima</p>
<p>conquista la Riforma Codignola dell’Università del 1969,</p>
<p>che porta il nome di Tristano Codignola, esponente del PSI,</p>
<p>aprì le porte dell’Università anche agli studenti</p>
<p>provenienti degli istituti tecnici. Le lotte sindacali di inizio</p>
<p>anni settanta con importanti scioperi che, insieme al PCI,</p>
<p>facevano importanti pressioni sui partiti di governo quale</p>
<p>DC e PSI portarono alla nascita dei Decreti Delegati sulla</p>
<p>scuola del 1974, la più grande conquista del mondo della</p>
<p>scuola, che si proponevano di attuare nella scuola italiana i</p>
<p>principi della Costituzione del 1948. I Decreti</p>
<p>Delegati portarono ad aumenti salariali, abolizione di ogni</p>
<p>forma di valutazione (le famigerate note di qualifica) e di</p>
<p>controllo burocratico sul lavoro scolastico con</p>
<p>l’introduzione dell’autonomia nella definizione collettiva</p>
<p>(insegnanti e studenti nella scuola secondaria di secondo</p>
<p>grado) dei piani di lavoro da discutere e verificare negli</p>
<p>organi collegiali; il diritto alla difesa e alla tutela sindacale a</p>
<p>tutti i livelli col riconoscimento dell’applicabilità dello</p>
<p>Statuto dei lavoratori. E la nascita di organi collegiali come</p>
<p>il Collegio dei Docenti, il Consiglio di Istituto con una</p>
<p>rappresentanza anche degli studenti nelle scuole superiori</p>
<p>e il Consiglio di Classe con rappresentanza dei genitori.</p>
<p>I Decreti Delegati sulla scuola del 1974 si proponevano</p>
<p>l’obiettivo che la scuola doveva avere la sua funzione</p>
<p>sociale e rapporti con le famiglie, con il territorio, con la</p>
<p>comunità. Inoltre grazie al Documento Falcucci, che</p>
<p>prendeva il nome da Franca Falcucci, successivamente</p>
<p>Ministro della Pubblica Istruzione dal 1982 al 1987, garantì</p>
<p>l’effettiva integrazione degli alunni con handicap e disabili,</p>
<p>fino a quel momento esclusi dalla scuola pubblica.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Tuttavia restarono molti problemi irrisolti come la</p>
<p>mancanza di asili nido, l’insufficienza di scuole materne</p>
<p>pubbliche e mantenimento, con congrui finanziamenti,</p>
<p>degli asili gestiti da organizzazioni religiose (il 50 per cento</p>
<p>dei bambini dai 3 ai 6 anni non frequentava la</p>
<p>scuola materna), assenza di una politica democratica per</p>
<p>l’infanzia dai 3 ai 6 anni, la mancanza di un razionale piano</p>
<p>di sviluppo dell’edilizia scolastica che dava luogo al</p>
<p>fenomeno dei doppi e tripli turni e delle pluriclassi, non</p>
<p>funzionalità degli edifici alle esigenze di movimento e di</p>
<p>organizzazione del lavoro e dello studio, affollamento delle</p>
<p>classi come fenomeno generalizzato anche nella scuola</p>
<p>superiore, non gratuità dell’obbligo scolastico (libri di</p>
<p>testo, trasporti, mense, biblioteche), parziale istituzione</p>
<p>del tempo pieno mai preso in seria considerazione, tanto è</p>
<p>vero che si cercò di chiudere anche i doposcuola,</p>
<p>mancanza di un qualsiasi programma per l’educazione</p>
<p>permanente e per il recupero della scolarità da parte dei</p>
<p>lavoratori, ma soprattutto la mancata riforma della</p>
<p>scuola secondaria di primo grado (la scuola media).</p>
<p>Dopo la riforma della scuola media del 1963, in molti si</p>
<p>auspicarono che il passo successivo doveva essere la</p>
<p>riforma della scuola superiore. Lo stesso Tristano</p>
<p>Codignola lo disse lucidamente (“<em>la scuola media si è trovata ad operare </em></p>
<p><em>come un’isola riformata, in mezzo a strutture antiquate”, scrive nel</em></p>
<p><em>1977</em>); già tra gli anni sessanta e settanta vennero</p>
<p>presentati diversi progetti per un percorso unitario fino ai</p>
<p>sedici anni. Nessuno è andato in porto. Negli anni ottanta e</p>
<p>novanta questo fronte è stato abbandonato e da allora la</p>
<p>struttura tradizionale della scuola superiore non è stata</p>
<p>mai toccata. Il risultato è che oggi nella scuola superiore, l’abbandono</p>
<p>scolastico calcolato come differenza tra gli iscritti all’inizio</p>
<p>di un quinquennio (calcoli di Tuttoscuola) è del 24,7% (a.s.</p>
<p>2017-18), ma è ben più alto nei tecnici (27,3%) e</p>
<p>professionali (32,1%) rispetto ai licei (19,2%).</p>
<p>L’obbligo scolastico in Italia non è più a 14 anni, come nel</p>
<p>1963, ma a 16 anni. Quindi oggi ci si trova di fronte a una</p>
<p>discriminazione sociale che per certi versi non si discosta</p>
<p>da quello di sessant’anni fa: in pieno obbligo scolastico, a</p>
<p>14 anni, i ragazzi entrano in un sistema selettivo, cioè</p>
<p>boccia e esclude, nel momento più fragile dell’obbligo,</p>
<p>quello conclusivo e fortemente differenziato per indirizzi,</p>
<p>in cui questi sono gerarchizzati e segreganti dal punto di</p>
<p>vista sociale.</p>
<p>Negli anni novanta, con la fine della Prima Repubblica, dei</p>
<p>partiti di massa fuoriusciti dalla Resistenza (DC, PSI e PCI) e</p>
<p>delle politiche socialdemocratiche di redistribuzione della</p>
<p>ricchezza, anche la scuola si adegua al nuovo corso</p>
<p>neoliberista richiesto dalla nascente Unione Europea ed</p>
<p>espressione del potere economico e della finanza sulla</p>
<p>politica. Il padre fu Luigi Berlinguer che approvò la Riforma</p>
<p>che porta il suo nome che ha cominciato a trasformare</p>
<p>la scuola da un luogo di crescita culturale, di dibattito, di</p>
<p>formazione umana, di opportunità per tutti a un’azienda.</p>
<p>Fece nascere l’autonomia scolastica, funzionale solo a</p>
<p>dividere le scuole fra quelle di serie A e quelli di serie B, fra</p>
<p>quelle destinate ai ragazzi delle famiglie più abbienti e ai</p>
<p>figli di proletari, fra la classe dirigente di domani e quella</p>
<p>lavoratrice e precaria. Ricalcando, in chiave moderna e nel</p>
<p>nome del neoliberismo, esattamente la struttura classista</p>
<p>della scuola italiana che vi era fino agli anni sessanta.</p>
<p>Le figure del Preside presente nelle scuole medie e scuole</p>
<p>superiori e del Direttore Didattico presente nelle</p>
<p>elementari vennero unificate nel Dirigente Scolastico con</p>
<p>compiti spiccatamente padronali, come controllo,</p>
<p>supervisione, verifica di produttività (valutazione),</p>
<p>campagna acquisti (ricordiamo le scuole che a inizio</p>
<p>settembre non accettavano studenti sotto una certa media</p>
<p>voti), quadratura dei conti, e via dicendo.</p>
<p>Figura del Preside come manager rafforzata</p>
<p>successivamente dalla Riforma Moratti del 2003 e dalla</p>
<p>“Buona Scuola” di Renzi del 2015. Tale linea della scuola</p>
<p>confindustriale di Berlinguer fu confermata anche dalle</p>
<p>successive Riforme Moratti e Riforma Gelmini, con</p>
<p>quest’ultima riforma che rappresentò un’autentica</p>
<p>catastrofe per il mondo della scuola dove nel</p>
<p>triennio 2008-2011 portò a un taglio netto di oltre 90.000</p>
<p>cattedre intere. Nel triennio dal 2008-2009 al 2010-2011,</p>
<p>come conseguenza della Riforma Gelmini, le classi calarono</p>
<p>di 10.617 unità, nonostante il numero degli alunni in Italia</p>
<p>non sia mai diminuito accentuando il fenomeno delle</p>
<p>“classi pollaio”. Dal 2008-2009 al 2009-2010 persero</p>
<p>l’incarico ben circa 30.000 supplenti con incarichi annuali.</p>
<p>La scure colpì il Personale ATA (bidelli, che oggi si chiamano</p>
<p>Collaboratori Scolastici proprio per dare l’idea di una</p>
<p>scuola-azienda, e personale amministrativo delle</p>
<p>segreterie) con un taglio di 74.000 unità (30.000 nel 2009 e</p>
<p>2010 e 14.000 nel 2011) tra il 2009 e il 2011. La scuola</p>
<p>divenne ancor di più confindustriale con la</p>
<p>Riforma “Buona Scuola” di Renzi che oltre ad accentuare e</p>
<p>aumentare i poteri manageriali ai dirigenti scolastici, istituì</p>
<p>l’alternanza scuola-lavoro per gli studenti al fine di dare</p>
<p>una manodopera gratuita per le aziende. Nel frattempo i</p>
<p>vari governi di centrodestra e centrosinistra hanno dato</p>
<p>fior di fondi alle scuole private, elevate a “scuole paritarie”</p>
<p>sul principio della “libertà di scelta” delle famiglie, con lo</p>
<p>scopo di rendere la scuola pubblica accessibile alle classi</p>
<p>popolari di qualità scadente mentre ad avere un’istruzione</p>
<p>di “qualità” che spesso coincide con titoli comprati, nelle</p>
<p>scuole private sono i figli della borghesia, che spesso</p>
<p>proprio per la frequentazione di scuole e Università private</p>
<p>trovano poi posto in ruoli dirigenziali. A quasi trent’anni di</p>
<p>distanza dalla Riforma Berlinguer, il risultato odierno è che</p>
<p>la scuola oggi è un’azienda con dirigenti scolastici che si</p>
<p>comportano come dirigenti d’azienda, dove in alcuni casi</p>
<p>sfocia in vero e proprio abuso di potere (basti pensare</p>
<p>all’ultimo caso di cronaca dove una Preside di un Liceo di</p>
<p>Brescia impose a un bidello di lavargli i vetri della</p>
<p>macchina) e dove il Presidente <em>dell’Associazione Nazionale</em></p>
<p><em>Presidi </em>chiede direttamente che i Presidi facciano</p>
<p>assunzioni dirette. I Docenti della nuova generazione</p>
<p>svolgono il lavoro non più come una “<em>missione</em>” come</p>
<p>accadeva in precedenza ma semplicemente come un</p>
<p>lavoro come un altro con la conseguenza che il livello</p>
<p>culturale, soprattutto tra gli insegnanti delle scuole</p>
<p>elementari, si è abbassato notevolmente e totalmente</p>
<p>appiattito sull’ideologia dominante neoliberista. Il ruolo</p>
<p>dei docenti, soprattutto alle elementari dove non possono</p>
<p>mettere note, è notevolmente svilito, dove non hanno più</p>
<p>nessuna forma di autorità a causa del fatto che le scuole</p>
<p>tendono esclusivamente a soddisfare i genitori in una</p>
<p>logica di soddisfazione del cliente. E gli studenti oggi</p>
<p>imparano le nozioni in maniera dogmatica senza una</p>
<p>riflessione di pensiero, sul perché, sulle cause, in quanto</p>
<p>oggi la scuola è ispirata nella didattica, da un’ideologia,</p>
<p>deleteria, dell’oggettività della valutazione, eliminando la</p>
<p>soggettività dell’insegnante. Un insegnante che corregge</p>
<p>un tema e dà sei e mezzo, un altro che invece dà sette e</p>
<p>mezzo, questo, secondo i pedagogisti neoliberisti di</p>
<p>centro-sinistra è un gravissimo problema e di conseguenza</p>
<p>bisogna arrivare a un sistema di valutazione oggettivo. Ciò</p>
<p>ha portato, unito all’impostazione dogmatica e all’assenza</p>
<p>di ogni autorità da parte degli insegnanti a un crollo</p>
<p>culturale della scuola, che ormai oggi è un’azienda che</p>
<p>tratta i genitori e alunni come dei “clienti” che fanno a gara</p>
<p>per soddisfare le esigenze della “domanda” dei genitori, e</p>
<p>gli “Open Day”, ossia eventi organizzati dalle scuole al fine</p>
<p>di attrarre nuove iscrizioni degli alunni di prima, e quindi</p>
<p>nuovi fondi che arrivano dal Ministero ai Presidi, sono</p>
<p>emblema di ciò. Inoltre a questo quadro si aggiungono i</p>
<p>problemi di precariato tra il corpo docente e il personale</p>
<p>ATA e la carenza di insegnanti ma soprattutto di bidelli e</p>
<p>personale amministrativo. Su quest’ultimo punto, nel 2020</p>
<p>il Governo Conte II per garantire il rispetto delle norme</p>
<p>sanitarie di distanziamento e per fronteggiare la pandemia,</p>
<p>approvò un organico aggiuntivo, detto “organico Covid”</p>
<p>quantificato in 75.000 unità, di cui 50.000 tra il Personale</p>
<p>ATA e 25.000 docenti. L’ “organico Covid” servì a coprire la</p>
<p>carenza di personale che le scuole si portavano dietro dai</p>
<p>tagli della Gelmini e che permise lo sdoppiamento delle</p>
<p>classi. Successivamente è stato abbassato a 50.000 dal</p>
<p>Governo Draghi per l’anno scolastico 2021/22 e non</p>
<p>riconfermato per l’anno scolastico 2022/23 facendo</p>
<p>ripiombare la scuola nella situazione di insostenibile</p>
<p>carenza di personale con classi pollaio e molti plessi</p>
<p>scolastici chiusi a causa della carenza di bidelli. Il Governo</p>
<p>Draghi ha abbassato la spesa destinata all’istruzione dal 4</p>
<p>% al 3.5 %, mentre al tempo stesso ha inviato armi del</p>
<p>valore di miliardi di euro all’Ucraina per asservimento</p>
<p>all’imperialismo statunitense nella guerra contro la Russia.</p>
<p>E il Governo Draghi, spietato con la scuola pubblica e con</p>
<p>tutto il suo personale al tempo stesso è stato magnanimo</p>
<p>nell’invio di 200 milioni di euro all’Ucraina per pagare gli</p>
<p>stipendi degli insegnanti ucraini, che insegnano a odiare i</p>
<p>“<em>mostri russi</em>”.</p>
<p><em>Il compito di ogni movimento socialista, comunista, anticapitalista, dei</em></p>
<p><em>Lavoratori, anti-imperialista e nazionalitario, oltre a rivendicare la</em></p>
<p><em>fuoriuscita dell’Italia dall’Alleanza Atlantica, deve</em></p>
<p><em>rivendicare anche una politica dove invece di dare soldi per</em></p>
<p><em>le armi e finanziare una guerra imperialista, bisogna</em></p>
<p><em>destinarli in scuole e ospedali, i settori maggiormente</em></p>
<p><em>colpiti dalla politica neoliberista di tagli allo Stato Sociale,</em></p>
<p><em>dove i maggiori effetti di questi li hanno subiti</em></p>
<p><em>maggiormente il Sud e Sicilia, grazie alla Riforma del Titolo</em></p>
<p><em>V della Costituzione del 2001.</em></p>
<p><a href="http://www.comunismoecomunita.org/wp-content/uploads/2022/11/La-riforma-Gentile-e-la-fascistizzazione-della-scuola.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-8147" title="la-riforma-gentile-e-la-fascistizzazione-della-scuola" src="http://www.comunismoecomunita.org/wp-content/uploads/2022/11/La-riforma-Gentile-e-la-fascistizzazione-della-scuola-300x168.jpg" alt="" width="300" height="168" /></a></p>
<p>Con la conseguenza dell’alto tasso di abbandono scolastico in tali territori</p>
<p>e l’emigrazione sanitaria verso il Nord arricchendo le casse</p>
<p>delle regioni del Nord, che con il progetto dell’“<em>autonomia</em></p>
<p><em>differenziata</em>” portato avanti dal governo di destra-centro</p>
<p>della Meloni porterà definitivamente allo sfascio della</p>
<p>Sanità e Scuola pubblica, con creazione di una “<em>Sanità e</em></p>
<p><em>Istruzione di Serie A</em>” nelle regioni che hanno l’autonomia</p>
<p>differenziata, “<em>Sanità e Istruzione di Serie B se non di Serie</em></p>
<p><em>C nel resto del paese</em>”. Il movimento dei lavoratori,</p>
<p>socialista, comunista, anti- imperialista, Anticapitalista e nazionalitario</p>
<p>sul capitolo scuola si dovrebbe fare portavoce di un programma, che il</p>
<p>sottoscritto, in quanto bidello precario e che quindi</p>
<p>conosce il mondo della scuola in maniera più approfondita</p>
<p>rispetto ad altri settori, ha pensato e scritto e che</p>
<p>consisterebbe nei seguenti punti:</p>
<p><em>- Abolizione di tutte le Riforme scolastiche degli ultimi 30</em></p>
<p><em>anni a partire da quella Berlinguer e abolizione</em></p>
<p><em>dell’autonomia scolastica, in modo che non ci siano più</em></p>
<p><em>scuole di serie A e scuole di Serie B</em></p>
<p><em>- No al progetto dell’autonomia differenziata che avrebbe</em></p>
<p><em>effetti devastanti sull’istruzione pubblica</em></p>
<p><em>-Abolire l’impostazione scolastica del formare gli studenti</em></p>
<p><em>come manodopera ubbidiente per le aziende, ma piuttosto</em></p>
<p><em>tornare a formare gli studenti come uomini, cittadini</em></p>
<p><em>consapevoli e partecipi.</em></p>
<p><em>Ciò deve essere accompagnato anche dall’abolizione</em></p>
<p><em>dell’insegnamento dogmatico-nozionistico con la scuola</em></p>
<p><em>che invece deve avere un asse culturale storicista, che</em></p>
<p><em>abbraccia sia le materie umanistiche- filosofiche che in</em></p>
<p><em>quelle scientifiche spiegando il significato storico, le cause</em></p>
<p><em>di eventi storici, pensieri filosofici o delle leggi scientifiche.</em></p>
<p><em>- Tornare ai Decreti Delegati sulla Scuola del 1974 come</em></p>
<p><em>principale riferimento normativo e che devono</em></p>
<p><em>rappresentare una vera e propria “Costituzione della</em></p>
<p><em>Scuola” apportando a tale “Costituzione” delle migliorie</em></p>
<p><em>come:</em></p>
<p><em>- L’elettività dei presidi (con funzioni di coordinamento e di</em></p>
<p><em>animazione, trasferendo i loro poteri agli organi collegiali</em></p>
<p><em>formato da docenti, personale non docente, genitori e</em></p>
<p><em>studenti nelle scuole superiori) e l’abolizione dei ruoli</em></p>
<p><em>direttivi, manageriali e ispettivi riservato al Preside in</em></p>
<p><em>coerenza con la gestione sociale della scuola.</em></p>
<p><em>Il Preside, eletto tra gli insegnanti, deve tornare a essere</em></p>
<p><em>animatore culturale e sociale, leader educativi deputati a</em></p>
<p><em>favorire il rapporto democratico tra famiglie, alunni,</em></p>
<p><em>docenti, coinvolti direttamente nel processo di</em></p>
<p><em>progettazione pedagogica. Deve tornare a essere</em></p>
<p><em>coordinatori di assemblee e riunioni, promuovere</em></p>
<p><em>l’aggiornamento professionale degli insegnanti, curare il</em></p>
<p><em>rapporto con il territorio.</em></p>
<p><em>I docenti e i bidelli non devono essere più dei dipendenti di</em></p>
<p><em>rango inferiore ma dei lavoratori pari con i quali</em></p>
<p><em>condividere la gestione sociale della scuola insieme alle</em></p>
<p><em>famiglie degli alunni. Il Preside deve avere soprattutto le</em></p>
<p><em>capacità relazionali e pedagogiche, per poter essere il</em></p>
<p><em>garante dello sviluppo di una comunità scolastica</em></p>
<p><em>democratica e non un autoritario “manager” come invece</em></p>
<p><em>accade oggi.</em></p>
<p><em>-Riforma della Scuola Media Unica aumentando gli anni dai</em></p>
<p><em>3 attuali ai 5 anni, facendolo coincidere con il termine</em></p>
<p><em>dell’obbligo scolastico fissato a 16 anni, al fine di</em></p>
<p><em>contrastare efficacemente l’abbandono scolastico che si</em></p>
<p><em>verifica proprio, come sopraccitato in precedenza, nella</em></p>
<p><em>fase finale dell’obbligo scolastico tra i 14 e i 16 anni,</em></p>
<p><em>affinché tutto il periodo dell’obbligo sia di crescita della</em></p>
<p><em>persona e del cittadino, e non ne predetermini</em></p>
<p><em>socialmente il destino.</em></p>
<p><em>La Scuola Media Unica dovrebbe essere ribattezzata come</em></p>
<p><em>“Scuola Ginnasio” in quanto deve essere una scuola che</em></p>
<p><em>miri a un sapere esteso a tutti, con uno studio</em></p>
<p><em>approfondito di materie come la storia, la filosofia, che</em></p>
<p><em>deve sostituire l’insegnamento della storia delle religioni</em></p>
<p><em>insegnate alle elementari, e le scienze, al fine di formare</em></p>
<p><em>coscienza critica basata sulla giustizia sociale come</em></p>
<p><em>processo di trasformazione, sia personale che sociale.</em></p>
<p><em>Perchè tale scuola deve portare che anche l’operaio, lo</em></p>
<p><em>spazzino e il bidello che hanno il “quinto ginnasio” devono</em></p>
<p><em>essere dei cittadini consapevoli, partecipi, con una buona</em></p>
<p><em>cultura di base e avere coscienza dei propri diritti al pari</em></p>
<p><em>dell’insegnante, ingegnere, avvocato, medico laureato.</em></p>
<p><em>Quando siamo in presenza di ciò siamo in presenza di una</em></p>
<p><em>società più giusta.</em></p>
<p><em>-I licei e istituti tecnici, con abolizione della differenza tra</em></p>
<p><em>istituti tecnici e istituti professionali con questi che</em></p>
<p><em>diventano istituti tecnici e il sopraccitato aumento degli</em></p>
<p><em>anni della scuola secondaria di primo grado, devono essere</em></p>
<p><em>triennali a indirizzo specializzato. Licei e Istituti Tecnici che</em></p>
<p><em>devono essere accessibili a tutti ma al tempo stesso</em></p>
<p><em>devono dare agli studenti una vera e propria formazione</em></p>
<p><em>pre &#8211; universitaria dove gli studenti del liceo devono</em></p>
<p><em>affrontare due sessioni bimestrali di esami, una invernale</em></p>
<p><em>tra gennaio e febbraio una estiva tra giugno e luglio e una</em></p>
<p><em>extra a settembre per gli studenti che non hanno raggiunto</em></p>
<p><em>la sufficienza in determinate materie, ultima spiaggia per</em></p>
<p><em>evitare la ripetizione dell’anno e ricalcando un po il</em></p>
<p><em>modello universitario. Ciò per far acquisire nuovamente</em></p>
<p><em>valore al Liceo e Istituti Tecnici, contrastando l’odierno</em></p>
<p><em>appiattimento culturale al ribasso e abituare gli studenti</em></p>
<p><em>che scelgono il proseguo degli studi dopo la scuola</em></p>
<p><em>dell’obbligo, ai sacrifici degli eventuali studi universitari, e</em></p>
<p><em>formarli, nel caso degli Istituti Tecnici, anche come</em></p>
<p><em>lavoratori specializzati. Anche al fine di ciò che bisogna</em></p>
<p><em>innalzare come sopraccitato gli anni della scuola media /</em></p>
<p><em>ginnasio da tre a cinque anni in quanto uno studente a 16</em></p>
<p><em>anni, dopo aver terminato la scuola dell’obbligo, è più</em></p>
<p><em>consapevole se vuole affrontare il liceo o istituto tecnico o</em></p>
<p><em>smettere.</em></p>
<p><em>In poche parole una “scuola gentiliana” che miri a formare</em></p>
<p><em>dei “migliori” e una classe dirigente preparata</em></p>
<p><em>culturalmente o lavoratori specializzati ma con la</em></p>
<p><em>differenza che invece di essere classista deve essere</em></p>
<p><em>democratica, socialista ed egualitaria dove anche il figlio</em></p>
<p><em>dell’operaio può studiare al Liceo. D’altronde i licei e</em></p>
<p><em>istituti tecnici nell’ex Unione Sovietica, accessibili a tutti,</em></p>
<p><em>così come le Università non erano meno “rigidi” rispetto ai</em></p>
<p><em>licei e Università “gentiliane” italiane.</em></p>
<p><em>-Estendere il tempo pieno soprattutto al Sud e Isole, con</em></p>
<p><em>orario delle lezioni dalle 8 alle 14, alle elementari e</em></p>
<p><em>svolgimento dei compiti nel pomeriggio tra le 15 e 16:30,</em></p>
<p><em>dopo il pranzo e la ricreazione pomeridiana.</em></p>
<p><em>Creare un sistema di stato sociale dove i genitori abbiano</em></p>
<p><em>permessi illimitati per andare a prendere i figli della scuola</em></p>
<p><em>materna ed elementare a scuola e garantire il doposcuola</em></p>
<p><em>agli alunni, dove quest’ultimi gratuitamente possono</em></p>
<p><em>seguire i vari corsi (pianoforte, canto, disegno eccetera) e</em></p>
<p><em>corsi sportivi (calcio, pallavolo, scacchi, pallacanestro)</em></p>
<p><em>- Immissione in ruolo (ossia contratti a tempo</em></p>
<p><em>indeterminato) dei docenti abilitati vincitori di concorso,</em></p>
<p><em>concorsi che devono essere per titoli post-laurea e non a</em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em>quiz in quanto già l’Università è fortemente dura e</em></p>
<p><em>selettiva, abolendo il precariato.</em></p>
<p><em>-Aumento delle cattedre attraverso il meccanismo di 15</em></p>
<p><em>alunni per classe per le elementari e ginnasio e 20 nelle</em></p>
<p><em>scuole superiori, in modo che ci sia il beneficio anche della</em></p>
<p><em>qualità didattica. È molto più semplice la gestione di una</em></p>
<p><em>classe di 15-20 alunni piuttosto che 30 anche perché ogni</em></p>
<p><em>alunno può essere seguito meglio e aiutato a sopperire le</em></p>
<p><em>carenze, ma soprattutto privilegiare lo sviluppo umano e</em></p>
<p><em>culturale di ciascuno studente.</em></p>
<p><em>-Aumento del Personale ATA tra assistenti tecnici, applicati</em></p>
<p><em>di segreteria che possono espletare con efficienza le varie</em></p>
<p><em>incombenze, e bidelli. Su quest’ultimo profilo, dove deve</em></p>
<p><em>essere abolita la dicitura Collaboratore Scolastico e</em></p>
<p><em>ripristinata ufficialmente la parola bidello, non ci deve</em></p>
<p><em>essere più il criterio del 1 bidello ogni 100 studenti ma</em></p>
<p><em>bensì quello sulla base della grandezza degli spazi</em></p>
<p><em>scolastici, sulle aule da pulire con un tetto massimo di 3</em></p>
<p><em>aule da pulire più il bagno.</em></p>
<p><em>Inoltre al fine di un insegnamento pedagogico e di</em></p>
<p><em>formazione di cittadini rispettosi dei beni comuni e del</em></p>
<p><em>valore del lavoro, a rotazione due studenti al giorno</em></p>
<p><em>devono spazzare la classe e puliscono i banchi, dando così</em></p>
<p><em>una mano ai bidelli che si devono occupare esclusivamente</em></p>
<p><em>del lavaggio del pavimento e della pulizia dei bagni,</em></p>
<p><em>corridoi e scale.</em></p>
<p><em>- Allo scopo di insegnare il valore del lavoro agli studenti e</em></p>
<p><em>il ricordare agli insegnanti e preside il valore del lavoro</em></p>
<p><em>manuale e per cementare il valore della comunità, una</em></p>
<p><em>volta al mese, invece delle lezioni vi è la giornata delle</em></p>
<p><em>Pulizie Generali dove tutto il personale della scuola, dal</em></p>
<p><em>preside ai bidelli e gli studenti debbano fare pulizie</em></p>
<p><em>approfondite degli spazi scolastici.</em></p>
<p><em>- Abolizione del sabato scolastico, permettendo a tutto il</em></p>
<p><em>personale della scuola e agli studenti un fine settimana</em></p>
<p><em>libero dedicato al riposo, alla cura della persona, della</em></p>
<p><em>famiglia, alla coltivazione dei rapporti umani e delle</em></p>
<p><em>passioni individuali.</em></p>
<p><em>-Le Graduatorie di Terza Fascia per il Personale ATA devono</em></p>
<p><em>rimanere con aggiornamento triennale ma devono essere</em></p>
<p><em>ad esaurimento, ossia non devono esserci nuovi</em></p>
<p><em>inserimenti in Graduatoria fino a che la graduatoria non è</em></p>
<p><em>esaurita. Così si eviteranno diplomi comprati con 100, titoli</em></p>
<p><em>comprati, ecc…ecc…. anzi per il profilo di bidello togliere il</em></p>
<p><em>requisito del diploma o corso professionale mettendo</em></p>
<p><em>come titolo di accesso la scuola dell’obbligo (il sopraccitato</em></p>
<p><em>quinto ginnasio) dove il punteggio viene dato dal voto con</em></p>
<p><em>la quale ha conseguito il quinto ginnasio (da 6 a 10), 1</em></p>
<p><em>punto se ha il diploma socio-sanitario (assistenza a persone</em></p>
<p><em>disabili e che serve per assistenza agli alunni disabili), 0,60</em></p>
<p><em>punti se ha svolto servizio civile o servizio militare. Il</em></p>
<p><em>diploma deve invece essere il requisito minimo per il</em></p>
<p><em>personale della segreteria. Così si garantisce il diritto al</em></p>
<p><em>lavoro, nei vari profili, nella scuola più persone possibili,</em></p>
<p><em>dal quinto ginnasio alla laurea e impedendo una “guerra</em></p>
<p><em>tra poveri” e uno sbarramento classista a chi ha il quinto</em></p>
<p><em>ginnasio. Per diventare bidello abbassare l’età a 16 anni e</em></p>
<p><em>fino ai 60, per diventare applicato di segreteria, età minima</em></p>
<p><em>18 anni.</em></p>
<p><em>- Aumentare i posti di organico di diritto (ossia il ruolo) per</em></p>
<p><em>il Personale ATA, abolendo i contratti fino al 30 giugno, con</em></p>
<p><em>immissione in ruolo una volta svolti 12 mesi, anche non</em></p>
<p><em>continuativi, invece che i 24 mesi requisito di accesso</em></p>
<p><em>dell’attuale Graduatoria di Prima Fascia che viene anzi</em></p>
<p><em>abolita, lasciando in essere solo la Graduatoria di Terza</em></p>
<p><em>Fascia che serve esclusivamente per le supplenze su</em></p>
<p><em>malattia, maternità, infortunio eccetera. Per rimpiazzare il</em></p>
<p><em>bidello o l’applicato di segreteria che è andato in pensione,</em></p>
<p><em>la scuola provvede ad assegnare una supplenza dal 1</em></p>
<p><em>settembre fino al 31 agosto a chi ha punteggio più alto</em></p>
<p><em>nella Graduatoria che aiuta a maturare i 12 mesi necessari</em></p>
<p><em>al passaggio al ruolo.</em></p>
<p><em>- diritto di assemblea in orario di servizio aperta agli</em></p>
<p><em>studenti, alle famiglie, ai lavoratori, ai rappresentanti dei</em></p>
<p><em>sindacati.</em></p>
<p><em>- Democrazia nella composizione degli organi collegiali con</em></p>
<p><em>partecipazione a tutti i livelli delle forze sociali e possibilità</em></p>
<p><em>d’intervento autonomo del sindacato per il confronto e la</em></p>
<p><em>verifica su tutta l’attività degli organismi scolastici.</em></p>
<p><em>- Il ripristino dei Distretti Scolastici, abrogati dal Governo</em></p>
<p><em>Berlusconi nel 2001, che servono allo svolgimento di</em></p>
<p><em>attività parascolastiche, extrascolastiche e interscolastiche</em></p>
<p><em>ai servizi di orientamento scolastico e professionale,</em></p>
<p><em>nonché a quelli di assistenza scolastica ed educativa ai</em></p>
<p><em>servizi di medicina scolastica e di assistenza</em></p>
<p><em>psicopedagogica ai corsi di scuola popolare, di istruzione</em></p>
<p><em>degli adulti e alle attività di educazione permanente e di</em></p>
<p><em>istruzione ricorrente al potenziamento delle attività</em></p>
<p><em>culturali e sportive destinate agli alunni ad attività di</em></p>
<p><em>sperimentazione</em></p>
<p><em>-Iniziare l’anno scolastico il Primo di Ottobre di ogni anno</em></p>
<p><em>coincidente con l’inizio dell’anno accademico universitario</em></p>
<p><em>con termine delle lezioni tra l’8 e 12 giugno, in modo che</em></p>
<p><em>possa essere garantita la vacanza e il turismo da giugno a</em></p>
<p><em>settembre.</em></p>
<p><em>- Gli esami di ginnasio e e istituti tecnici devono essere</em></p>
<p><em>svolti entro il 30 giugno e consistenti in due prove scritte</em></p>
<p><em>(italiano e matematica nel ginnasio e italiano e materia di</em></p>
<p><em>indirizzo negli istituti tecnici) più un colloquio orale. Nei</em></p>
<p><em>licei invece la sessione estiva nel terzo anno, limitata al</em></p>
<p><em>mese di giugno, svolge la funzione di esami di maturità</em></p>
<p><em>seguito infine da un colloquio orale a luglio che permette il</em></p>
<p><em>conseguimento del diploma.</em></p>
<p><em>-Investimenti sull’edilizia scolastica, riapertura delle scuole</em></p>
<p><em>chiuse abbandonate o riconversione a scuole di spazi chiusi</em></p>
<p><em>abbandonati nelle città in modo da rivalorizzare edifici</em></p>
<p><em>storici e massiccia apertura di asili nido pubblici,</em></p>
<p><em>soprattutto al Sud e nelle Isole dove sono maggiormente</em></p>
<p><em>carenti</em></p>
<p><em>-La scuola materna deve essere un momento importante</em></p>
<p><em>dello sviluppo fisico, intellettuale e culturale dei bambini e</em></p>
<p><em>non un «parcheggio» dei bambini né semplicemente</em></p>
<p><em>preparatoria della scuola elementare.</em></p>
<p><em>-Gratuità dei libri di testo, trasporti e biblioteche nel</em></p>
<p><em>periodo di obbligo scolastico, prezzi calmierati al ribasso</em></p>
<p><em>invece per le scuole superiori e per i corsi universitari.</em></p>
<p><em>- Chiusura e nazionalizzazione di tutte le scuole private e</em></p>
<p><em>cattoliche.</em></p>
<p><em>- Ripristino del nome “Ministero della Pubblica Istruzione”</em></p>
<p><em>al posto di “Ministero dell’Istruzione e del Merito” e</em></p>
<p><em>abolizione del “Ministero dell’Università e Ricerca”</em></p>
<p><em>facendo tornare sotto competenza del Ministero della</em></p>
<p><em>Pubblica Istruzione la gestione dell’Università e della</em></p>
<p><em>Ricerca.</em></p>
<p>Questi sarebbero i punti base affinché la scuola torni a</p>
<p>essere un luogo di crescita culturale, di dibattito, di</p>
<p>formazione umana, di opportunità per tutti per lo sviluppo</p>
<p>di una società più giusta dove la scuola deve essere,</p>
<p>insieme alla sanità e al lavoro, al centro di un governo che</p>
<p>faccia gli interessi del popolo, dei lavoratori.</p>
<p><a href="http://www.comunismoecomunita.org/wp-content/uploads/2022/11/assunzioni-bidelli.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-8148" title="assunzioni-bidelli" src="http://www.comunismoecomunita.org/wp-content/uploads/2022/11/assunzioni-bidelli-300x167.jpg" alt="" width="300" height="167" /></a></p>
<p><strong><em>Andrè Siciliani</em></strong></p>
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