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	<title>Comunismo e Comunità &#187; Dibattito</title>
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	<description>Noi non siamo dei comunisti che vogliono abolire la libertà personale. In nessuna società la libertà personale può essere più grande che in quella fondata sulla comunità.</description>
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		<title>Dibattito pubblico sull&#8217;attacco al diritto del lavoro</title>
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		<pubDate>Fri, 25 Jun 2010 20:45:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Giovedì 24 Giugno, nei locali dell’associazione sindacale Failev, gentilmente messi a disposizione, la rivista “Comunismo e Comunità”, ha organizzato un dibattito pubblico (il secondo dopo quello sulle lotte dei contadini e dei tribali in India nell’epoca del neoliberismo) sul tema &#8221; Ristrutturazione del mercato del lavoro – Attacco al diritto del lavoro – Le nuove [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.comunismoecomunita.org/wp-content/uploads/2010/06/P1000859.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-1354" style="border: 1px solid black; margin: 5px;" title="P1000859" src="http://www.comunismoecomunita.org/wp-content/uploads/2010/06/P1000859-300x225.jpg" alt="" width="269" height="202" /></a>Giovedì 24 Giugno, nei locali dell’associazione sindacale <em>Failev</em>, gentilmente messi a disposizione, la rivista “<em>Comunismo e Comunità</em>”, ha organizzato un dibattito pubblico (il secondo dopo quello sulle lotte dei contadini e dei tribali in India nell’epoca del neoliberismo) sul tema &#8221; <strong>Ristrutturazione del mercato del lavoro – Attacco al diritto del lavoro – Le nuove forme dello sfruttamento – Che fare?&#8221;.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Si tratta di un tema di una profonda attualità tanto più in questi giorni in cui si sta decidendo definitivamente il destino dello stabilimento Fiat di Pomigliano, portando a termine un vasto attacco estremamente violento ai diritti dei lavoratori. Attacco naturalmente che non riguarda solo Pomigliano, ma che ha un significato di proporzioni nazionali, dal momento che mette in sostanziale discussione la funzione del contratto collettivo nazionale.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;attacco al lavoro, d&#8217;altra parte, prosegue incessantemente sotto la spinta di accordi sindacali, norme, leggi e controriforme finalizzate a privare i lavoratori di quelle garanzie giuridico-sociali che permeavano il rapporto di lavoro nell&#8217;epoca delle politiche keynesiane e del compromesso tra profitto capitalistico ed esigenze sociali. Tale compromesso è ormai venuto meno da due decenni a suon di precarizzazione del lavoro (legge Treu e Biagi in primis), distruzione dei cardini dello Stato sociale, privatizzazione di interi settori di economia pubblica (che permettevano a loro volta il finanziamento dello Stato sociale), fino agli ultimi recenti accordi del Gennaio 2010, in cui si ribadisce nella sostanza il declassamento del contratto collettivo nazionale a fattore di secondo piano nella contrattazione.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.comunismoecomunita.org/wp-content/uploads/2010/06/assemblea-lavoro-1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1358" style="margin: 5px; border: 1px solid black;" title="assemblea lavoro 1" src="http://www.comunismoecomunita.org/wp-content/uploads/2010/06/assemblea-lavoro-1-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a>Giovanni De Francesco, avvocato del lavoro e relatore della conferenza, proprio prendendo spunto dai fatti di Pomigliano ha esposto in maniera chiara e diretta i principali elementi della ristrutturazione del mercato del lavoro, dall&#8217;attacco alla stabilità del posto, al calpestamento della retribuzione minima, dalle pause non pagate, ai ritmi sempre più soverchianti, fino al tentativo di imporre un modello di contrattazione lavorativa di stampo anglosassone, del tutto liberalizzato e flessibilizzato al fine di permettere uno sfruttamento totalmente deregolato della forza lavoro secondo le esigenze padronali. Tutti temi che Giovanni ha efficacemente trattato nel suo libricino &#8220;<em>Lavoro: Che fare? Brevi note sulla ristrutturazione del mercato del lavoro in Italia e sulla riforma del diritto del lavoro</em>&#8220;, distribuito gratuitamente proprio in queste settimane.</p>
<p style="text-align: justify;">Il dibattito ha anche toccato temi tangenti la riforma del diritto del lavoro, richiamati nell&#8217;intervento introduttivo e poi discussi alla fine della conferenza. Da un lato gli aspetti riguardanti la cornice istituzionale entro cui è stato possibile ed è possibile oggi l&#8217;attacco al diritto del lavoro: trattati internazionali di liberalizzazioni del commercio, liberalizzazione dei movimenti dei capitali, trattati europei con limitazione della sovranità nazionale e svuotamento del ruolo di mediazione sociale degli Stati impossibilitati a implementare politiche monetarie e fiscali sovrane e la conseguente difficoltà a individuare un ambito antagonista o istituzionale di riferimento delle lotte.</p>
<p style="text-align: justify;">Da un altro lato si è analizzata la questione ideologica, ovvero quel processo di trasformazione quasi antropologica che ha investito le società europee sull’onda propagandistica di alcuni miti fondamentali come il carattere intrinsecamente regolatore del mercato e la flessibilità. Senza comprendere l&#8217;importanza della questione ideologica, che è parallela ai cambiamenti strutturali delle modalità lavorative (sempre più individualizzanti e meno collettive), è difficile comprendere la passività inquietante dei lavoratori e dei cittadini di fronte allo scempio sociale orchestrato nell&#8217;ultimo ventennio da governi di diverso colore politico ma mossi da identiche finalità di fondo.</p>
<p style="text-align: justify;">Il dibattito, prima di lasciare spazio ad un momento finale di convivialità, si è concluso con vari interventi che hanno stimolato scambi di proposte e di idee. In particolare la domanda che ha maggiormente raccolto l&#8217;attenzione è stata proprio il &#8220;che fare&#8221; dell&#8217;esordio del titolo della conferenza. Come dare alle lotte dei lavoratori uno sbocco politico? Come incanalare forze diverse oggi così disgregate e sfilacciate? Come risvegliare l&#8217;interesse per i temi sociali e politici all&#8217;ordine del giorno in un clima di crisi che sta mettendo in discussione gli stessi cardini della convivenza civile?</p>
<p style="text-align: justify;">Tutte domande assai difficili cui è arduo rispondere.</p>
<p style="text-align: justify;">Sicuramente unificare l&#8217;analisi politica, economica e culturale della realtà sociale con la lotta quotidiana è il primo passo affinché  le lotte da una parte e gli sforzi teorici e di lettura della realtà dall&#8217;altra non restino mondi paralleli destinati entrambi a dissolversi nell&#8217;impotenza. Speriamo che il dibattito di Giovedì abbia dato anche solo in parte un contributo in questo senso.</p>
<p style="text-align: justify;">Abbiamo peraltro in programma da qui ai prossimi mesi l&#8217;organizzazione di un ciclo di conferenze  finalizzate a fare luce su quei temi di carattere politico e sociale che ci sembrano di maggior rilevanza in questa fase storica e politica. Ci auguriamo la più ampia partecipazione nella speranza di suscitare dibattiti utili ad intraprendere un percorso politico condiviso, certi dell’importanza del momento di condivisione politica e (perché no) di umana convivialità.</p>
<p style="text-align: justify;">La Redazione</p>
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		<title>La ristrutturazione del mercato del lavoro</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Jun 2010 12:32:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[assemblea]]></category>
		<category><![CDATA[Comunismo e Comunità]]></category>
		<category><![CDATA[Dibattito]]></category>
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		<description><![CDATA[Dibattito pubblico Ristrutturazione del mercato del lavoro &#8211; Attacco al diritto del lavoro &#8211; Le nuove forme dello sfruttamento &#8211; Che fare? Introduce Lorenzo Dorato Interviene l’avvocato del lavoro Giovanni De Francesco Modera Antonio Catalano Giovedì 24 giugno ore 19.30 presso l’Associazione sindacale Failea Falcev, via di Pietralata 349, Roma – fermata metro B Pietralata [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.comunismoecomunita.org/wp-content/uploads/2010/06/lavoro.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1342" title="lavoro" src="http://www.comunismoecomunita.org/wp-content/uploads/2010/06/lavoro.jpg" alt="" width="508" height="719" /><strong><span style="color: darkred;"><span style="font-size: large;"> </span></span></strong></a></p>
<h1 style="text-align: center;">Dibattito pubblico</h1>
<p style="text-align: center;"><strong><span style="font-size: medium;"> </span></strong></p>
<div style="text-align: center;"><strong>Ristrutturazione del mercato del  lavoro &#8211; Attacco al diritto del lavoro &#8211; Le nuove forme dello sfruttamento &#8211; Che fare?</strong></div>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<div style="text-align: center;"><strong>Introduce</strong></div>
<div style="text-align: center;"><strong>Lorenzo Dorato</strong></div>
<div style="text-align: center;"><strong>Interviene l’avvocato del lavoro</strong></div>
<div style="text-align: center;"><strong>Giovanni De  Francesco</strong></div>
<div style="text-align: center;"><strong>Modera</strong></div>
<div style="text-align: center;"><strong>Antonio Catalano</strong></div>
<p style="text-align: center;"><strong> </strong><br />
<strong><span style="font-size: medium;">Giovedì 24 giugno ore 19.30 </span></strong></p>
<p>presso l’Associazione sindacale Failea Falcev, via  di Pietralata 349, Roma – fermata metro B Pietralata –.</p>
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		<title>Destra e sinistra: una risposta a Costanzo Preve</title>
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		<pubDate>Fri, 08 Jan 2010 13:39:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maurizio Neri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dibattito Politico]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[Teoria e critica]]></category>
		<category><![CDATA[Costanzo Preve]]></category>
		<category><![CDATA[Destra-Sinistra]]></category>
		<category><![CDATA[Dibattito]]></category>
		<category><![CDATA[Domenico Losurdo]]></category>
		<category><![CDATA[Marx]]></category>
		<category><![CDATA[Marxismo]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>

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		<description><![CDATA[di Domenico Losurdo Dalla mia intervista ovvero dalla mia conversazione informale con un gruppo di studenti pisani, condotta col linguaggio tipico delle conversazioni informali, Costanzo Preve prende lo spunto per una critica alla mia produzione intellettuale nel suo complesso. Sono lusingato dell’attenzione a me riservata da un autore, che a causa anche del suo stile [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di Domenico Losurdo</p>
<p style="text-align: justify;">Dalla mia intervista ovvero dalla mia conversazione informale con un gruppo di studenti pisani, condotta col linguaggio tipico delle conversazioni informali, Costanzo Preve prende lo spunto per una critica alla mia produzione intellettuale nel suo complesso. Sono lusingato dell’attenzione a me riservata da un autore, che a causa anche del suo stile chiaro e brillante io leggo sempre con interesse e piacere, e che ora con le sue osservazioni critiche mi stimola a chiarire ulteriormente il mio pensiero. Se anche il suo intervento va ben al di là del contenuto dell’intervista, in questa sede per ragioni di tempo mi concentrerò sull’analisi delle categorie di destra e sinistra:</p>
<p style="text-align: justify;">1) Come risulta dal saggio che ora inserisco nel blog e che risale a oltre dieci anni fa, la coppia concettuale sinistra/destra è da me assunta con un significato ben determinato: essa corrisponde sostanzialmente alle coppie progresso/reazione e emancipazione/deemancipazione, con il privilegiamento di quest’ultima, che rinvia in modo più chiaro e diretto alla lotta per il riconoscimento. E dunque, secondo il modello da me proposto, sono progressivi, emancipatori e di sinistra i movimenti che storicamente si sono battuti e che si battono contro la schiavitù, la servitù della gleba, la schiavitù salariata, l’oppressione colonialista e imperialista, le diverse forme di discriminazione politica e sociale a danno di individui e popoli, i movimenti che nelle diverse situazioni storiche esigono di conferire forma concreta al riconoscimento degli esclusi.</p>
<p style="text-align: justify;">
<div class="wp-caption alignleft" style="width: 270px"><img class="  " style="border: 1px solid black; margin: 5px;" title="http://3.bp.blogspot.com/_gXd8hMAewLo/SxOXWP9pyKI/AAAAAAAAATA/GZamGHXv4M8/s1600/losurdo.jpg" src="http://3.bp.blogspot.com/_gXd8hMAewLo/SxOXWP9pyKI/AAAAAAAAATA/GZamGHXv4M8/s1600/losurdo.jpg" alt="Domenico Losurdo" width="260" height="350" /><p class="wp-caption-text">Domenico Losurdo</p></div>
<p style="text-align: justify;">Così formulato il problema, l’origine temporale di determinate categorie non è particolarmente rilevante. Per fare un esempio, è noto che l’espressione «controllo delle nascite» è di conio abbastanza recente, ma gli uomini e le donne non hanno atteso l’invenzione di tale espressione per mettere in atto la pratica da essa indicata. A uno studioso impegnato a<br />
ricostruire la storia del conflitto ideale e politico sviluppatosi a proposito di tale pratica sarebbe privo di senso obiettare che alcuni gruppi, piuttosto che di «controllo delle nascite», hanno parlato o parlano di pianificazione famigliare. Non ha un valore superiore l’obiezione per cui, in determinati periodi o in determinati paesi, i movimenti di «sinistra» hanno preferito autodefinirsi «democratici». E’ una regola elementare di logica tener ben distinte la storia di una cosa e la storia del nome di una cosa. Nel teorizzare la «lotta di classe», Marx non ha alcuna difficoltà a evidenziarla anche in relazione a epoche storiche e a società in cui l’espressione in questione era non solo ignota ma anche difficilmente comprensibile. Ovvero, per dirla con Engels, «gli uomini hanno pensato dialetticamente molto tempo prima di sapere che cosa fosse la dialettica, proprio nello stesso modo in cui parlavano in prosa prima che esistesse la parola prosa».</p>
<p style="text-align: justify;">Continua a leggere l&#8217;articolo, cliccando qui:<a href="http://www.comunismoecomunita.org/wp-content/uploads/2010/02/Losurdo-risposta-a-Preve.pdf"> Losurdo risponde a Preve</a></p>
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