<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Comunismo e Comunità &#187; Maastricht</title>
	<atom:link href="https://www.comunismoecomunita.org/?feed=rss2&#038;tag=maastricht" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.comunismoecomunita.org</link>
	<description>Noi non siamo dei comunisti che vogliono abolire la libertà personale. In nessuna società la libertà personale può essere più grande che in quella fondata sulla comunità.</description>
	<lastBuildDate>Tue, 30 Jun 2026 15:21:34 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.4.1</generator>
		<item>
		<title>La Lega e la farsa dei Minibot (Seconda parte)</title>
		<link>https://www.comunismoecomunita.org/?p=5928</link>
		<comments>https://www.comunismoecomunita.org/?p=5928#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 07 Jun 2019 15:44:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Thomas Munzner</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica interna]]></category>
		<category><![CDATA[BOT]]></category>
		<category><![CDATA[buoni del tesoro]]></category>
		<category><![CDATA[buono del tesoro]]></category>
		<category><![CDATA[debito pubblico]]></category>
		<category><![CDATA[deficit]]></category>
		<category><![CDATA[Draghi]]></category>
		<category><![CDATA[euro]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[exit]]></category>
		<category><![CDATA[farsa]]></category>
		<category><![CDATA[Fiscal Compact]]></category>
		<category><![CDATA[interessi sul debito]]></category>
		<category><![CDATA[italexit]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Lega]]></category>
		<category><![CDATA[Maastricht]]></category>
		<category><![CDATA[Minibot]]></category>
		<category><![CDATA[Moneta]]></category>
		<category><![CDATA[Moneta e Finanza. Tag:BCE]]></category>
		<category><![CDATA[moneta fiscale]]></category>
		<category><![CDATA[monetizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[PD]]></category>
		<category><![CDATA[politica monetaria]]></category>
		<category><![CDATA[proposta]]></category>
		<category><![CDATA[Salvini]]></category>
		<category><![CDATA[Unione Europea]]></category>
		<category><![CDATA[unione monetaria]]></category>
		<category><![CDATA[uscita]]></category>
		<category><![CDATA[uscita dall'euro]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.comunismoecomunita.org/?p=5928</guid>
		<description><![CDATA[&#160; Abbiamo spiegato, nella prima parte di questo contributo, che l’introduzione di Minibot proposta dalla Lega non sortirebbe gli effetti esplicitamente millantati dai suoi promotori. Presentato come escamotage per sfuggire alle regole di finanza pubblica imposte da Bruxelles, l’eventuale pagamento dei debiti commerciali della pubblica amministrazione a mezzo di titoli di Stato di piccolo taglio porterebbe ad un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.comunismoecomunita.org/wp-content/uploads/2019/06/buonianulla.png"><img class="alignnone size-medium wp-image-5930" title="buonianulla" src="http://www.comunismoecomunita.org/wp-content/uploads/2019/06/buonianulla-300x168.png" alt="" width="300" height="168" /></a></p>
<p>Abbiamo spiegato, nella <a href="https://coniarerivolta.org/2019/06/05/la-lega-e-la-farsa-dei-minibot-prima-parte/" rel="noopener" target="_blank">prima parte di questo contributo</a>, che l’introduzione di Minibot proposta dalla Lega non sortirebbe gli effetti esplicitamente millantati dai suoi promotori. Presentato come <em>escamotage </em>per sfuggire alle regole di finanza pubblica imposte da Bruxelles, l’eventuale pagamento dei debiti commerciali della pubblica amministrazione a mezzo di titoli di Stato di piccolo taglio porterebbe ad un aumento del debito pubblico. Per questa semplice ragione contabile solleverebbe quindi i medesimi problemi politici che qualsiasi manovra fiscale espansiva incontra all’interno degli stringenti vincoli europei. Se la Lega volesse davvero dare uno stimolo all’economia non si preoccuperebbe di ingegnarsi con queste trovate, ma piuttosto si impegnerebbe in vere politiche fiscali espansive in barba ai trattati europei.</p>
<p>Eppure, intorno ai Minibot sembra muoversi molto di più di un dibattito sui ritardi nei pagamenti della pubblica amministrazione. In queste ore l’opposizione liberista al Governo prova a convincerci del fatto che quando parliamo di Minibot stiamo, in verità, parlando nientemeno che <a href="https://www.econopoly.ilsole24ore.com/2019/05/31/minibot-governo-mozione-camera/?refresh_ce=1" rel="noopener" target="_blank">dell’uscita dell’Italia dall’euro</a>! Quello che sembrava un noioso dibattito sulla contabilità dei debiti commerciali nasconderebbe dunque il ‘<a href="https://www.ilfoglio.it/economia/2018/07/13/news/litalexit-non-e-un-cigno-nero-ma-puo-diventare-una-profezia-che-si-autoavvera-205381/" rel="noopener" target="_blank">cigno nero’</a>, la temutissima ipotesi di <a href="https://www.9colonne.it/207501/minibot-bonaf%C3%83%C2%A9-pd-dietro-di-loro-si-legge-italexit#.XPaWNRYza70" rel="noopener" target="_blank">abbandono della moneta unica</a>. Una tesi audace vuole che l’obiettivo del rilancio dell’economia tramite strumenti innovativi di compensazione dei crediti commerciali sia solo uno specchietto per le allodole, e che il vero obiettivo dei Minibot sia porre le basi per la diffusione di una moneta parallela all’euro come preludio all’uscita. Sarà vero? In quanto segue proveremo a rispondere a questa domanda sotto due punti di vista. Prima cercheremo di capire se effettivamente, cioè dal punto di vista tecnico, i Minibot creano le condizioni per l’uscita dall’euro. Poi, dopo aver chiarito che questa arma segreta dei leghisti sarebbe meno efficace di un’ampolla dell’acqua del sacro Po gettata contro i palazzi di Francoforte, ne indagheremo la dimensione politica, l’aspetto più interessante di tutta la questione.</p>
<p>Ma facciamo un passo indietro. La storia del Piano B, cioè dell’opportunità di predisporre le misure tecniche necessarie al disimpegno dall’euro nasce in tutt’altro contesto, sotto la furia della tempesta finanziaria che colpì la Grecia nel 2015, quando il popolo greco elesse una coalizione di sinistra radicale – Syriza – per fermare la rigida applicazione dell’austerità che stava letteralmente distruggendo il Paese. Poco prima delle elezioni politiche, i vertici di Syriza incaricano il loro economista di riferimento, Yanis Varoufakis, di preparare un piano emergenziale per meglio resistere alle pressioni che la Banca Centrale Europea (BCE) e i mercati avrebbero prevedibilmente esercitato sul nascente governo di sinistra. Come <a href="http://www.ekathimerini.com/199945/article/ekathimerini/news/varoufakis-claims-had-approval-to-plan-parallel-banking-system" rel="noopener" target="_blank">riporta</a> il quotidiano greco <em>Kathimerini</em>, il <em>leader </em>Alexīs Tsipras avrebbe chiesto a Varoufakis “di predisporre un sistema di pagamento operante in euro, ma che avrebbe potuto essere modificato nel giro di una notte per operare in <em>dracma</em>”, la moneta greca in circolazione prima dell’euro. Il timore che muoveva Tsipras era ben fondato, ma per capirlo dobbiamo prima spiegare cosa sia un sistema di pagamento.</p>
<p>L’ordinario funzionamento della nostra economia richiede la continua, rapida e sicura circolazione di quantità gigantesche di denaro, e il denaro – come le persone o le automobili – ha bisogno di strade e infrastrutture per spostarsi agevolmente da un luogo ad un altro. La circolazione del denaro contante, monete e banconote, riveste oggi un ruolo marginale, mentre i maggiori flussi di denaro che scorrono nelle vene dell’economia sono costituiti dalla cosiddetta moneta elettronica: bancomat, carte di credito, bonifici, giroconti, <em>home banking</em>. Le loro strade e infrastrutture sono quindi reti informatiche complesse. Se alziamo lo sguardo dai nostri affari quotidiani e guardiamo a questi flussi dall’alto, ci rendiamo conto che il processo complessivo è mastodontico: centinaia di migliaia di bonifici e operazioni finanziarie si accumulano nei registri elettronici delle banche che, ogni giorno, si scambiano milioni di euro. L’infrastruttura tecnica che rende questa circolazione possibile e ordinata è il sistema di pagamento, una rete interbancaria che ha il suo cuore nell’autorità monetaria – la banca centrale. Il sistema di pagamento su cui poggia la nostra economia è oggi quello comune all’area dell’euro: il sistema Target 2 cogestito da Banca d’Italia, Bundesbank e Banque de France. Ogni singola banca si poggia a questa infrastruttura per tutte le transazioni con il resto del sistema finanziario che superano un certo importo, sotto la supervisione della Banca Centrale. Ogni giorno Target 2 regola in Europa 350.000 pagamenti corrispondenti a circa 1.700 miliardi di euro, ed ogni pagamento, in media, sposta poco meno di 5 milioni di euro in meno di 5 minuti. In Italia sono regolati 34.000 pagamenti al giorno, pari a 68 miliardi di euro che si spostano quotidianamente nel sistema finanziario nazionale per importi medi di 2 milioni di euro a transazione. Questi numeri possono aiutarci a chiarire l’elevata complessità del processo di circolazione della moneta in un’economia avanzata, una complessità che ha indotto alla prudenza la sinistra radicale greca nel momento in cui si affacciava alle stanze del potere. Come reagire se il sistema bancario e le autorità monetarie voltano le spalle ad un governo in carica, bloccando i meccanismi di creazione e trasferimento della liquidità che regolano ogni giorno l’economia? Questo l’interrogativo, pienamente legittimo, che sembra aver mosso Tsipras e compagni nella fase di ideazione di un Piano B.</p>
<p>Quando Tsipras e Varoufakis sono passati dalle parole ai fatti, la questione è rapidamente sfuggita di mano. È lo stesso Varoufakis a raccontare, sempre secondo il giornale greco <em>Kathimerini</em>, di aver avuto fin da subito le mani legate. Il progetto era talmente segreto da dover restare chiuso in una cerchia ristrettissima di persone. L’eccentrico economista greco decide perciò di coinvolgere un suo amico di infanzia con spiccate doti informatiche, oggi docente di Information Technologies alla Columbia University, per <em>hackerare</em> il sistema informatico dell’Agenzia Fiscale e ottenere il controllo della piattaforma. L’idea è di utilizzare quella semplice ma funzionale infrastruttura elettronica per trasferire il denaro tra i greci in caso di emergenza, come ammette chiaramente Varoufakis: “Immagina i primi momenti in cui le banche vengono chiuse, i Bancomat smettono di funzionare e c’è bisogno di un sistema parallelo di pagamento per tenere in piedi l’economia <em>for a little while</em> (cioè per un pochino di tempo), per dare alla gente la sensazione che lo Stato controlla la situazione e non ci sia panico. […] Questo avrebbe creato un sistema bancario parallelo mentre le banche sono chiuse a causa di un’aggressione della BCE finalizzata a soffocarci”. Quando Varoufakis diventa Ministro dell’Economia, il suo amico copia il <em>software</em> dell’Agenzia delle Entrate sul suo <em>laptop</em> per <em>hackerarlo</em> ed eventualmente far partire in caso di emergenza “il sistema bancario parallelo”. Come ci racconta Varoufakis, <a href="https://www.businessinsider.com/yanis-varoufakis-valve-game-economy-greek-finance-2015-2?IR=T" rel="noopener" target="_blank">non nuovo ad avventure informatiche</a>: “Eravamo pronti a ricevere il via libera dal Primo Ministro quando le banche sarebbero state chiuse in modo da irrompere nel Segretariato Generale delle Entrate Pubbliche …, collegare il <em>laptop</em> e far partire il sistema.” Un film, ma la situazione inizia ad assomigliare, più che all’epica della ‘La casa di carta’, a quella scena de ‘La banda degli onesti’ in cui Totò e Peppino sono impegnati a fabbricare casarecce banconote false che nessuno dei falsari avrà poi il coraggio di spendere. Nessuna persona ragionevole, infatti, può pensare di gestire artigianalmente una infrastruttura informatica complessa e pesante come un sistema di pagamento di una nazione. Neppure Varoufakis, che confessa: “Il progetto era più o meno completo: avevamo un Piano B, ma il problema era passare dalle cinque persone che l’avevano ideato alle mille necessarie ad implementarlo, questione per la quale avrei dovuto ricevere un’autorizzazione che non è mai arrivata”. Riavvolgiamo il nastro di questa storia per chiarire i termini della questione: al di là del tentativo rapidamente fallito, i vertici di Syriza avevano in mente una situazione di emergenza legata alla chiusura del sistema di pagamento da parte di un’autorità monetaria ostile, nella piena consapevolezza che questo Piano B sarebbe stato niente di più di una misura tampone, capace di reggere “<em>for a little while”</em>. Questo per dire che, nonostante la dimensione comica che la vicenda assume nel racconto dello stesso Varoufakis, il tema del Piano B aveva comunque una ragion d’essere tutt’altro che ridicola. Un governo senza sovranità monetaria può infatti essere ricattato dalla banca centrale, visto che quest’ultima tiene le redini del sistema di pagamento necessario all’ordinato funzionamento di un’economia sviluppata.</p>
<p>Ridicola è invece la trasposizione italiana di questa pellicola che ci viene offerta dall’economista della Lega, Claudio Borghi, con la teoria dei Minibot. Ignorando del tutto la natura del problema, cioè il fatto che qualsiasi ritorsione dell’autorità monetaria passerebbe immediatamente per l’architettura informatica del sistema di pagamento, i leghisti sembrano convinti di poter garantire l’ordinario funzionamento dell’economia, in caso di comportamenti ostili della BCE, attraverso la circolazione di biglietti cartacei con stampate <a href="http://carlomaxbotta.blogspot.com/2018/02/il-layout-dei-minibot-di-carlo-botta.html" rel="noopener" target="_blank">le facce della Fallaci e di D’Annunzio</a>: i Minibot, per l’appunto. Spiega Borghi in un <a href="https://www.youtube.com/watch?v=qTMR_5ghE5M" rel="noopener" target="_blank">video</a> del 2017: “Nel momento stesso in cui decido di non adoperare più l’euro, o anche soltanto di entrare in una discussione dura per trovare le modalità di smantellamento, e costoro pensassero di attuare delle tattiche ‘alla greca’ per cercare di forzarci la mano e quindi chiudere le banche lasciando la gente senza contanti, senza bancomat: non potrebbe più succedere che la gente si trovi con la paura di non avere il contante perché altrimenti Francoforte non ti fa più vedere l’euro, perché avrebbe già i Minibot in normale circolazione, e quelli non potrebbero essere contingentati da nessuno. E quindi noi avremmo la possibilità di avere questa arma di prosecuzione tranquilla della circolazione del contante, senza dover sottostare agli ordini di qualcuno. Nel momento stesso in cui si decide di uscire, il Minibot diventerà già il contante della nuova moneta, e tutto sarebbe molto più semplice.” Gestire ogni giorno 34.000 pagamenti da 2 milioni di euro ciascuno per masse da 68 miliardi di euro con banconote cartacee non sembra la migliore delle idee. Borghi è convinto che il problema sia garantire la circolazione dei contanti: non sa, forse, che oggi il circolante rappresenta meno del 6% del PIL mentre l’aggregato monetario (in gergo tecnico, M2) che include anche i depositi bancari, i libretti postali e tante altre forme di moneta elettronica che per circolare ha bisogno di una rete interbancaria, supera il 90% del PIL. Inventare nuove banconote parallele all’euro può dare forse l’illusione ottica che si stia sfuggendo dalla morsa dei vincoli europei, ma non risolverebbe assolutamente il problema che si ponevano Tsipras e Varoufakis, e che Salvini e Borghi – molto probabilmente – non hanno mai seriamente preso in considerazione. Stendiamo dunque un velo pietoso sull’aspetto tecnico della questione – sulla effettiva praticabilità di un’uscita dall’euro indotta a partire dall’introduzione dei Minibot – e proviamo a concentrarci sul punto politico, che è forse il lato più interessante di tutta questa vicenda.</p>
<p>La strampalata tesi per cui i Minibot siano un primo passo fuori dall’euro, oggi agitata dall’opposizione liberista a questo governo, dal PD alle <a href="https://it.reuters.com/article/businessNews/idITKCN1T710X-OITBS" rel="noopener" target="_blank">agenzie di rating</a>, nasce in seno alla Lega, e viene candidamente illustrata da Borghi nel video già menzionato, dove i Minibot sono presentati come “un espediente per uscire in modo ordinato e tutelato” dall’euro. Il ragionamento di Borghi è il seguente: “Se uno si deve preparare all’uscita, non può pensare di prepararsi all’uscita fuori dalle regole. Devi prepararti dentro alle regole europee, e dopo salutare. Perché sennò altrimenti chiudi tutto e automaticamente fai le tue cose. Invece bisogna pensare a qualcosa che sia in regola e che possa funzionare prima, che mi renda più semplice l’uscita.” Il discorso non ha alcun senso logico, ma proprio per questo rivela chiaramente il senso politico dell’operazione Minibot architettata dalla Lega. Borghi sta dicendo che per uscire dall’euro, cioè <em>prima </em>di uscire dall’euro, devi introdurre una moneta parallela che, al momento giusto, diventa la valuta ufficiale del Paese in barba ai burocrati di Bruxelles. L’economista della Lega pone l’enfasi sulla necessità che questa moneta parallela sia accettata dall’Europa. Qui sta il non senso: se si riuscisse ad introdurre una moneta parallela “che sia in regola”, cioè accettata dall’Unione Europea, si avrebbe tutto il necessario per realizzare quelle politiche fiscali espansive che i vincoli fiscali e monetari imposti dall’Europa impediscono oggi anche solo di immaginare, e dunque non ci sarebbe più quell’immediato bisogno di uscire. Fosse possibile finanziare spesa sociale, sanità, istruzione, pensioni e perseguire la piena occupazione “dentro alle regole europee”, non vi sarebbe più l’urgente bisogno di rompere la gabbia, semplicemente perché quella è una gabbia nella misura in cui ti impedisce di usare la leva monetaria (ossia la possibilità di finanziare spese pubbliche stampando moneta) per creare nuova occupazione e tutelare i lavoratori già occupati. Un abisso separa i termini del discorso illustrati da Varoufakis dalla dimensione farsesca del progetto leghista: per i vertici di Syriza il problema era tenere botta davanti ad un’azione ostile dell’autorità monetaria, e non certo realizzare una sorta di ‘uscita dall’euro all’interno dell’euro’, come invece confessa senza vergogna Borghi. Il Piano B deve servire a gestire l’emergenza che si presenta al momento della rottura con la BCE e le altre istituzioni europee, ma non appena la rottura si sia consumata l’unica opzione possibile per gestire la circolazione monetaria di un Paese è prendere possesso del sistema di pagamento ufficiale, ovvero dell’infrastruttura gestita dalla banca centrale. Questo è il cuore del problema politico che la barzelletta dei Minibot ci aiuta a far emergere: il tema del potere.</p>
<p>Se una forza politica ha intenzione di incidere sulla realtà, e dunque si pone tra i suoi obiettivi il governo dell’economia, avrà bisogno di tutte le strutture di potere necessarie a gestire questa complessità, a partire dalla banca centrale. A modo suo, Varoufakis alludeva a questo quando parlava della necessità di passare dalle cinque persone che avevano sognato il romanzesco Piano B alle mille occorrenti a realizzarlo. Rompere con l’Europa significa riprendersi l’autorità monetaria e usarla per creare lavoro e difendere lo Stato sociale. Significa mettere le mani sulla Banca d’Italia, cioè pretendere che operi al servizio del governo e non agli ordini delle istituzioni europee. E Borghi in effetti è sincero: nel video dice chiaramente che lo stratagemma dei Minibot è un’alternativa alla rottura, cioè – per usare le sue parole – al “chiudi tutto e automaticamente fai le tue cose”. La favoletta dei Minibot è la plastica rappresentazione della mancanza di volontà politica da parte della Lega di mettere in pratica qualsiasi ipotesi di rottura con l’Europa, e della spasmodica ricerca da parte dell’aitante Salvini della massima compatibilità con le regole europee. Perciò, se proprio si deve dare l’impressione di star implementando qualche operazione di rottura, meglio utilizzare, fra tutti, l’espediente più innocuo.</p>
<p>La Lega di Governo si culla dunque in questo equivoco: non ha nessuna volontà di rottura con l’Europa dell’austerità, per la quale <a href="https://coniarerivolta.org/2019/05/31/le-favole-di-salvini-favole/" rel="noopener" target="_blank">lavora alacremente da ormai un anno</a>, ma continua a solleticare a fini strumentali e in maniera truffaldina il mito di una rottura a cui non ha mai creduto. Una mera suggestione buttata lì per alimentare l’idea che la Lega rappresenti un’alternativa al sistema di precarietà, povertà e disoccupazione che impone l’Europa, suggestione tanto più utile quando la Lega è impegnata in prima fila ad amministrare l’austerità per conto di Bruxelles, a suon di tagli alla spesa sociale e aumento delle tasse. Più l’opposizione sbraita contro un’ipotesi di uscita dall’euro che sarebbe implicita nel varo dei Minibot o in qualsiasi altra sparata dell’attuale governo, più si rafforza quel legame sentimentale tra la Lega e gli elettori, che a quel partito hanno affidato il loro senso di rivalsa contro l’Europa. Un senso di rivalsa pienamente legittimo, una sacrosanta rabbia sociale da cui deve ripartire qualsiasi credibile opzione politica di riscatto dei lavoratori.</p>
<p><em><strong>Coniarerivolta</strong></em></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.comunismoecomunita.org/?feed=rss2&#038;p=5928</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>La chiamano crisi, è la più grande truffa della storia.</title>
		<link>https://www.comunismoecomunita.org/?p=5053</link>
		<comments>https://www.comunismoecomunita.org/?p=5053#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 19 Mar 2015 15:50:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maurizio Neri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[Angelo Fontanella]]></category>
		<category><![CDATA[BCE]]></category>
		<category><![CDATA[euro]]></category>
		<category><![CDATA[FMI]]></category>
		<category><![CDATA[Maastricht]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.comunismoecomunita.org/?p=5053</guid>
		<description><![CDATA[  &#160;                   &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; Angelo Fontanella La chiamano crisi, è la più grande truffa della storia. Da circa sette anni a questa parte, non si fa che parlare di crisi, di ripresa, di quali misure attuare affinchè quest’ultima [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong> </strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.comunismoecomunita.org/wp-content/uploads/2015/03/Wie-im-Dritten-Reich....jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-5055" title="Wie im Dritten Reich..." src="http://www.comunismoecomunita.org/wp-content/uploads/2015/03/Wie-im-Dritten-Reich...-298x300.jpg" alt="" width="298" height="300" /></a></p>
<p><strong><em>                 </em></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><em>Angelo Fontanella</em></strong></p>
<p><strong> La chiamano crisi, è la più grande truffa della storia.</strong></p>
<p>Da circa sette anni a questa parte, non si fa che parlare di crisi, di ripresa, di quali misure attuare affinchè quest’ultima scattasse, e guarda caso queste misure reclamate a destra e a manca, soprattutto dai soloni finanziari del FMI, della BCE, della Commissione Europea, hanno sempre lo stesso sapore, quello del liberismo estremo e del massacro sociale, che non può che andare nella direzione di tagli drastici alla spesa sociale, agli investimenti pubblici, nonchè a quel poco di benessere rimasto ed all&#8217;aumento spropositato della tassazione. In questo modo si è fatto sì che gli squilibri non restassero confinati al campo finanziario, ma andassero ad intaccare l’economia reale, azzerandola e sottomettendola al volere delle banche e dei mercati. Le quali banche commerciali e d’investimento sia in Europa che negli Stati Uniti e su larghissima scala mondiale, azioniste delle banche centrali, hanno in pugno sia l’emissione del denaro, che stampano dal nulla e al semplice costo tipografico, appropriandosi indebitamente del valore nominale del denaro, sovraccaricato da interessi usurai che non potranno mai essere pagati, in quanto massa monetaria non esistente; che la circolazione dello stesso.<br />
In pratica soffermandoci sull’Eurozona, la Bce autoproclamatosi padrona dell&#8217;euro, ed unica autorizzata ad emetterlo, grazie al trattato di Maastricht, stampa un quantitativo di denaro, lo presta alle banche sue azioniste a un tasso irrisorio (0,5% o anche meno) e queste dovrebbero immetterlo nei circuiti economici, invece lo usano per ricapitalizzarsi, così da non soffrire troppo le speculazioni e gli investimenti andati a male e continuare a farli e comprare i sempre redditizi titoli di stato dei paesi dell’eurozona, realizzando massicce plusvalenze, visto il loro alto rendimento. Se a ciò aggiungiamo che questo rendimento è deciso nei mercati, dove le grandi banche costituiscono oltre il 70% del totale degli investitori e fanno cartello tra di loro, si capisce che è tutto un circolo creato ad arte.</p>
<p>Facciamo un esempio, in modo che renda l&#8217;argomento di facile comprensione a chi non è esperto in materia: la Bce emette una banconota da 500 euro. Essa costa alla super banca circa 30 cent, vale a dire il costo di stampa e messa in circolazione, ma in quel pezzo di carta che altro non è, è indicato il valore di 500 euro, per cui vale tanto e capite benissimo che la Bce vi ha guadagnato 499,70 euro, senza contare i tassi d&#8217;interesse che le verranno corrisposti nel momento in cui acquisterà i titoli di stato di un paese dell&#8217;area euro. Questo in gergo tecnico si chiama signoraggio bancario ed è la più grande truffa di sempre, nonchè causa di quella che impropriamente media, ed euroburocrati e politici, chiamano crisi. La Bce è una fabbrica di soldi che come capite sono carta straccia, ma grazie ai quali impone ai paesi le politiche economiche di distruzione sociale e si compra pezzo dopo pezzo i beni pubblici e non degli stessi.  Di tutto ciò ne soffrono gli stati europei, in particolare Grecia, Spagna, Portogallo, Cipro, Italia ed Irlanda, costretti a corrispondere interessi sempre più alti (nel caso italiano nel 2014 si sono spesi circa 95 miliardi in spesa per interessi) e ricattati da uno <em>spread ( speculazione)</em> che sarebbe continuato a salire se non si fossero fatti i compiti a casa ( ora che sono stati fatti sembra solo un lontano ricordo), vale a dire quelle  che i media, politicanti ed euroburocrati chiamano riforme strutturali come il pareggio di bilancio (castroneria economica, lo stato non è un’impresa e solo spendendo a deficit sopravvive) il rapporto deficit/pil al 3%, col conseguente costante aumento della tassazione ( arrivata al 70% sulle imprese), l&#8217; ulteriore precarizzazione del lavoro e innalzamento dell’età pensionabile. Tutto fatto con estrema solerzia e i risultati parlano chiaro, con le economie dell&#8217;area in depressione da un quinquennio proprio a causa di queste politiche economiche ultra recessive d&#8217;austerity, conseguenza inevitabile della perdita della sovranità monetaria sancita con l&#8217;ingresso nella moneta unica.<br />
Non contenti i burocrati euristi dicono che ciò non basta e che se queste riforme fossero state fatte tempo addietro, non ci troveremmo nella situazione attuale. Senz’altro, saremmo già un deserto, basti vedere che oggi in Italia chiude un’impresa al minuto, che il pil è in caduta libera dal terzo trimestre del 2011, con una perdita di oltre l&#8217;8% dello stesso, del 25% della produzione industriale, del 30% degli investimenti ecc. e non potrebbe essere altrimenti, considerato oltretutto che le banche infarcite di titoli di stato e derivati, non aprono i rubinetti ne alle imprese ne alle famiglie e se lo fanno si va sempre incontro a truffe e al pagamento di gravosissimi ed insostenibili interessi. Dulcis in fundo il<em> fiscal compact</em>, grazie al quale a cominciare dalla fine di quest&#8217;anno, dovremo portare il rapporto debito/pil al 60%, il che significa tagli e sempre più tasse per 50 miliardi annui per i prossimi 20 anni, sempre che vi arriveremo.</p>
<p>Che dire del Mes, il meccanismo europeo di stabilità, un fondo perduto in mano alle banche europee, al quale ogni paese dell&#8217;Eurozona deve versare una quota, che lo stesso fondo presterà al paese che si troverà soggetto a speculazione sui suoi titoli di debito, manco a dirlo gravati da interessi. Chi muove le fila della speculazione? Manco a dirlo, le banche. Sarebbe a dir poco una follia, se non si sapesse che chi ha firmato per la creazione di questo organismo, è un servo delle banche, messo nei centri di potere governativi per fare gli interessi delle stesse. Solo l&#8217;Italia per quel che si sa, ha già versato 90 miliardi.</p>
<p>Infine il Parlamento europeo ha approvato, con il voto in due risoluzioni, il regolamento per il rafforzamento della governance dell’UE, di cui l&#8217;elemento più significativo è il Fondo di Redenzione europeo, che va solo ratificato nei singoli paesi, una pura formalità.</p>
<p>Il Fondo di Redenzione europeo (Erf) servirà a far confluire l’importo dei vari debiti pubblici degli Stati dell’Eurozona per la parte eccedente il 60% del PIL in un apposito fondo, l’Erf appunto, che verrebbe <strong>garantito dagli Stati nazionali membri attraverso i loro asset pubblici </strong>e da<strong> almeno una percentuale di tasse riscosse a livello nazionale</strong>. Tale fondo, poi, emetterebbe bonds europei caratterizzati da una rigorosa scadenza di 20, massimo 25 anni. In questo lasso di tempo, tutti gli Stati aderenti avrebbero inoltre l’obbligo di assestare il proprio rapporto debito/PIL al 60%. La trappola è ormai chiusa del tutto, l’unica via d&#8217;uscita è liberarci dai banksteers, riconquistando quella sovranità monetaria sancita dalla costituzione, e prerogativa principale di ogni stato. Riconquistiamola prima di tornare indietro di 150 anni, stracciamo i trattati di Maastricht e Lisbona, cacciamo questi partiti che ci hanno introdotto in questo sistema infernale, riprendiamoci la democrazia e ritorneremo a vivere. E ciò si può fare solo attraverso una dura e continua lotta sociale che comprenda il boicottaggio dell&#8217;euro, creando una moneta alternativa di popolo, ed usando solo quella in tutti gli acquisti e gli scambi commerciali, o tornando al baratto, nell&#8217;attesa di un&#8217;uscita da questo inferno. Naturalmente nessuno deve pagare più tasse che non siano trattenute alla fonte, si devono ritirare i soldi dalle banche, chiudere i conti correnti e non votare più. Sarebbe un qualcosa dalla portata rivoluzionaria, altrimenti, continueremo a morire di tasse e austerity,ad essere sempre più precari, come previsto dal Job Act renziano ed a svalutare sempre più i nostri salari da terzo mondo, anche perchè, se non si svaluta la moneta e l&#8217;euro non è svalutabile, si svalutano i salari, altrimenti non si esporterebbe più nulla a fronte di un corposissimo calo delle esportazioni.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.comunismoecomunita.org/?feed=rss2&#038;p=5053</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Le basi programmatiche dell’alternativa politica</title>
		<link>https://www.comunismoecomunita.org/?p=3885</link>
		<comments>https://www.comunismoecomunita.org/?p=3885#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 09 Oct 2013 15:49:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Eugenio Orso</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dibattito Politico]]></category>
		<category><![CDATA[Costanzo Preve]]></category>
		<category><![CDATA[Eni-Gazprom]]></category>
		<category><![CDATA[Eugenio Orso]]></category>
		<category><![CDATA[euro]]></category>
		<category><![CDATA[Maastricht]]></category>
		<category><![CDATA[Nato]]></category>
		<category><![CDATA[Putin]]></category>
		<category><![CDATA[Sovranità]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.comunismoecomunita.org/?p=3885</guid>
		<description><![CDATA[ di Eugenio Orso &#38; Anatolio Anatoli In questo post ci proponiamo di descrivere, con estrema semplicità, quelle che dovrebbero essere le basi programmatiche di una vera alternativa politica, volta al superamento dei programmi neocapitalistici stabiliti per l’Italia e imposti ai governi fantoccio liberaldemocratici. Premettiamo che attualmente non ci sono forze politiche e sociali, in questo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!--[if !mso]>   <style> v\:* {behavior:url(#default#VML);} o\:* {behavior:url(#default#VML);} w\:* {behavior:url(#default#VML);} .shape {behavior:url(#default#VML);} </style>  <![endif]--></p>
<p><!--[if gte mso 9]><xml> <o:OfficeDocumentSettings> <o:AllowPNG/> </o:OfficeDocumentSettings> </xml><![endif]--><!--[if gte mso 9]><xml> <w:WordDocument> <w:View>Normal</w:View> <w:Zoom>0</w:Zoom> <w:TrackMoves>false</w:TrackMoves> <w:TrackFormatting/> <w:HyphenationZone>14</w:HyphenationZone> <w:PunctuationKerning/> <w:ValidateAgainstSchemas/> <w:SaveIfXMLInvalid>false</w:SaveIfXMLInvalid> <w:IgnoreMixedContent>false</w:IgnoreMixedContent> <w:AlwaysShowPlaceholderText>false</w:AlwaysShowPlaceholderText> <w:DoNotPromoteQF/> <w:LidThemeOther>IT</w:LidThemeOther> <w:LidThemeAsian>X-NONE</w:LidThemeAsian> <w:LidThemeComplexScript>X-NONE</w:LidThemeComplexScript> <w:Compatibility> <w:BreakWrappedTables/> <w:SnapToGridInCell/> <w:WrapTextWithPunct/> <w:UseAsianBreakRules/> <w:DontGrowAutofit/> <w:SplitPgBreakAndParaMark/> <w:EnableOpenTypeKerning/> <w:DontFlipMirrorIndents/> <w:OverrideTableStyleHps/> </w:Compatibility> <m:mathPr> <m:mathFont m:val="Cambria Math"/> <m:brkBin m:val="before"/> <m:brkBinSub m:val="&#45;-"/> <m:smallFrac m:val="off"/> <m:dispDef/> <m:lMargin m:val="0"/> <m:rMargin m:val="0"/> <m:defJc m:val="centerGroup"/> <m:wrapIndent m:val="1440"/> <m:intLim m:val="subSup"/> <m:naryLim m:val="undOvr"/> </m:mathPr></w:WordDocument> </xml><![endif]--><!--[if gte mso 9]><xml> <w:LatentStyles DefLockedState="false" DefUnhideWhenUsed="true" DefSemiHidden="true" DefQFormat="false" DefPriority="99" LatentStyleCount="267"> <w:LsdException Locked="false" Priority="0" SemiHidden="false" UnhideWhenUsed="false" QFormat="true" Name="Normal"/> <w:LsdException Locked="false" Priority="9" SemiHidden="false" UnhideWhenUsed="false" QFormat="true" Name="heading 1"/> <w:LsdException Locked="false" Priority="9" QFormat="true" Name="heading 2"/> <w:LsdException Locked="false" Priority="9" QFormat="true" Name="heading 3"/> <w:LsdException Locked="false" Priority="9" QFormat="true" Name="heading 4"/> <w:LsdException Locked="false" Priority="9" QFormat="true" Name="heading 5"/> <w:LsdException Locked="false" Priority="9" QFormat="true" Name="heading 6"/> <w:LsdException Locked="false" Priority="9" QFormat="true" Name="heading 7"/> <w:LsdException Locked="false" Priority="9" QFormat="true" Name="heading 8"/> <w:LsdException Locked="false" Priority="9" QFormat="true" Name="heading 9"/> <w:LsdException Locked="false" Priority="39" Name="toc 1"/> <w:LsdException Locked="false" Priority="39" Name="toc 2"/> <w:LsdException Locked="false" Priority="39" Name="toc 3"/> <w:LsdException Locked="false" Priority="39" Name="toc 4"/> <w:LsdException Locked="false" Priority="39" Name="toc 5"/> <w:LsdException Locked="false" Priority="39" Name="toc 6"/> <w:LsdException Locked="false" Priority="39" Name="toc 7"/> <w:LsdException Locked="false" Priority="39" Name="toc 8"/> <w:LsdException Locked="false" Priority="39" Name="toc 9"/> <w:LsdException Locked="false" Priority="35" QFormat="true" Name="caption"/> <w:LsdException Locked="false" Priority="10" SemiHidden="false" UnhideWhenUsed="false" QFormat="true" Name="Title"/> <w:LsdException Locked="false" Priority="1" Name="Default Paragraph Font"/> <w:LsdException Locked="false" Priority="11" SemiHidden="false" UnhideWhenUsed="false" QFormat="true" Name="Subtitle"/> <w:LsdException Locked="false" Priority="22" SemiHidden="false" UnhideWhenUsed="false" QFormat="true" Name="Strong"/> <w:LsdException Locked="false" Priority="20" SemiHidden="false" UnhideWhenUsed="false" QFormat="true" Name="Emphasis"/> <w:LsdException Locked="false" Priority="59" SemiHidden="false" UnhideWhenUsed="false" Name="Table Grid"/> <w:LsdException Locked="false" UnhideWhenUsed="false" Name="Placeholder Text"/> <w:LsdException Locked="false" Priority="1" SemiHidden="false" UnhideWhenUsed="false" QFormat="true" Name="No Spacing"/> <w:LsdException Locked="false" Priority="60" SemiHidden="false" UnhideWhenUsed="false" Name="Light Shading"/> <w:LsdException Locked="false" Priority="61" SemiHidden="false" UnhideWhenUsed="false" Name="Light List"/> <w:LsdException Locked="false" Priority="62" SemiHidden="false" UnhideWhenUsed="false" Name="Light Grid"/> <w:LsdException Locked="false" Priority="63" SemiHidden="false" UnhideWhenUsed="false" Name="Medium Shading 1"/> <w:LsdException Locked="false" Priority="64" SemiHidden="false" UnhideWhenUsed="false" Name="Medium Shading 2"/> <w:LsdException Locked="false" Priority="65" SemiHidden="false" UnhideWhenUsed="false" Name="Medium List 1"/> <w:LsdException Locked="false" Priority="66" SemiHidden="false" UnhideWhenUsed="false" Name="Medium List 2"/> <w:LsdException Locked="false" Priority="67" SemiHidden="false" UnhideWhenUsed="false" Name="Medium Grid 1"/> <w:LsdException Locked="false" Priority="68" SemiHidden="false" UnhideWhenUsed="false" Name="Medium Grid 2"/> <w:LsdException Locked="false" Priority="69" SemiHidden="false" UnhideWhenUsed="false" Name="Medium Grid 3"/> <w:LsdException Locked="false" Priority="70" SemiHidden="false" UnhideWhenUsed="false" Name="Dark List"/> <w:LsdException Locked="false" Priority="71" SemiHidden="false" UnhideWhenUsed="false" Name="Colorful Shading"/> <w:LsdException Locked="false" Priority="72" SemiHidden="false" UnhideWhenUsed="false" Name="Colorful List"/> <w:LsdException Locked="false" Priority="73" SemiHidden="false" UnhideWhenUsed="false" Name="Colorful Grid"/> <w:LsdException Locked="false" Priority="60" SemiHidden="false" UnhideWhenUsed="false" Name="Light Shading Accent 1"/> <w:LsdException Locked="false" Priority="61" SemiHidden="false" UnhideWhenUsed="false" Name="Light List Accent 1"/> <w:LsdException Locked="false" Priority="62" SemiHidden="false" UnhideWhenUsed="false" Name="Light Grid Accent 1"/> <w:LsdException Locked="false" Priority="63" SemiHidden="false" UnhideWhenUsed="false" Name="Medium Shading 1 Accent 1"/> <w:LsdException Locked="false" Priority="64" SemiHidden="false" UnhideWhenUsed="false" Name="Medium Shading 2 Accent 1"/> <w:LsdException Locked="false" Priority="65" SemiHidden="false" UnhideWhenUsed="false" Name="Medium List 1 Accent 1"/> <w:LsdException Locked="false" UnhideWhenUsed="false" Name="Revision"/> <w:LsdException Locked="false" Priority="34" SemiHidden="false" UnhideWhenUsed="false" QFormat="true" Name="List Paragraph"/> <w:LsdException Locked="false" Priority="29" SemiHidden="false" UnhideWhenUsed="false" QFormat="true" Name="Quote"/> <w:LsdException Locked="false" Priority="30" SemiHidden="false" UnhideWhenUsed="false" QFormat="true" Name="Intense Quote"/> <w:LsdException Locked="false" Priority="66" SemiHidden="false" UnhideWhenUsed="false" Name="Medium List 2 Accent 1"/> <w:LsdException Locked="false" Priority="67" SemiHidden="false" UnhideWhenUsed="false" Name="Medium Grid 1 Accent 1"/> <w:LsdException Locked="false" Priority="68" SemiHidden="false" UnhideWhenUsed="false" Name="Medium Grid 2 Accent 1"/> <w:LsdException Locked="false" Priority="69" SemiHidden="false" UnhideWhenUsed="false" Name="Medium Grid 3 Accent 1"/> <w:LsdException Locked="false" Priority="70" SemiHidden="false" UnhideWhenUsed="false" Name="Dark List Accent 1"/> <w:LsdException Locked="false" Priority="71" SemiHidden="false" UnhideWhenUsed="false" Name="Colorful Shading Accent 1"/> <w:LsdException Locked="false" Priority="72" SemiHidden="false" UnhideWhenUsed="false" Name="Colorful List Accent 1"/> <w:LsdException Locked="false" Priority="73" SemiHidden="false" UnhideWhenUsed="false" Name="Colorful Grid Accent 1"/> <w:LsdException Locked="false" Priority="60" SemiHidden="false" UnhideWhenUsed="false" Name="Light Shading Accent 2"/> <w:LsdException Locked="false" Priority="61" SemiHidden="false" UnhideWhenUsed="false" Name="Light List Accent 2"/> <w:LsdException Locked="false" Priority="62" SemiHidden="false" UnhideWhenUsed="false" Name="Light Grid Accent 2"/> <w:LsdException Locked="false" Priority="63" SemiHidden="false" UnhideWhenUsed="false" Name="Medium Shading 1 Accent 2"/> <w:LsdException Locked="false" Priority="64" SemiHidden="false" UnhideWhenUsed="false" Name="Medium Shading 2 Accent 2"/> <w:LsdException Locked="false" Priority="65" SemiHidden="false" UnhideWhenUsed="false" Name="Medium List 1 Accent 2"/> <w:LsdException Locked="false" Priority="66" SemiHidden="false" UnhideWhenUsed="false" Name="Medium List 2 Accent 2"/> <w:LsdException Locked="false" Priority="67" SemiHidden="false" UnhideWhenUsed="false" Name="Medium Grid 1 Accent 2"/> <w:LsdException Locked="false" Priority="68" SemiHidden="false" UnhideWhenUsed="false" Name="Medium Grid 2 Accent 2"/> <w:LsdException Locked="false" Priority="69" SemiHidden="false" UnhideWhenUsed="false" Name="Medium Grid 3 Accent 2"/> <w:LsdException Locked="false" Priority="70" SemiHidden="false" UnhideWhenUsed="false" Name="Dark List Accent 2"/> <w:LsdException Locked="false" Priority="71" SemiHidden="false" UnhideWhenUsed="false" Name="Colorful Shading Accent 2"/> <w:LsdException Locked="false" Priority="72" SemiHidden="false" UnhideWhenUsed="false" Name="Colorful List Accent 2"/> <w:LsdException Locked="false" Priority="73" SemiHidden="false" UnhideWhenUsed="false" Name="Colorful Grid Accent 2"/> <w:LsdException Locked="false" Priority="60" SemiHidden="false" UnhideWhenUsed="false" Name="Light Shading Accent 3"/> <w:LsdException Locked="false" Priority="61" SemiHidden="false" UnhideWhenUsed="false" Name="Light List Accent 3"/> <w:LsdException Locked="false" Priority="62" SemiHidden="false" UnhideWhenUsed="false" Name="Light Grid Accent 3"/> <w:LsdException Locked="false" Priority="63" SemiHidden="false" UnhideWhenUsed="false" Name="Medium Shading 1 Accent 3"/> <w:LsdException Locked="false" Priority="64" SemiHidden="false" UnhideWhenUsed="false" Name="Medium Shading 2 Accent 3"/> <w:LsdException Locked="false" Priority="65" SemiHidden="false" UnhideWhenUsed="false" Name="Medium List 1 Accent 3"/> <w:LsdException Locked="false" Priority="66" SemiHidden="false" UnhideWhenUsed="false" Name="Medium List 2 Accent 3"/> <w:LsdException Locked="false" Priority="67" SemiHidden="false" UnhideWhenUsed="false" Name="Medium Grid 1 Accent 3"/> <w:LsdException Locked="false" Priority="68" SemiHidden="false" UnhideWhenUsed="false" Name="Medium Grid 2 Accent 3"/> <w:LsdException Locked="false" Priority="69" SemiHidden="false" UnhideWhenUsed="false" Name="Medium Grid 3 Accent 3"/> <w:LsdException Locked="false" Priority="70" SemiHidden="false" UnhideWhenUsed="false" Name="Dark List Accent 3"/> <w:LsdException Locked="false" Priority="71" SemiHidden="false" UnhideWhenUsed="false" Name="Colorful Shading Accent 3"/> <w:LsdException Locked="false" Priority="72" SemiHidden="false" UnhideWhenUsed="false" Name="Colorful List Accent 3"/> <w:LsdException Locked="false" Priority="73" SemiHidden="false" UnhideWhenUsed="false" Name="Colorful Grid Accent 3"/> <w:LsdException Locked="false" Priority="60" SemiHidden="false" UnhideWhenUsed="false" Name="Light Shading Accent 4"/> <w:LsdException Locked="false" Priority="61" SemiHidden="false" UnhideWhenUsed="false" Name="Light List Accent 4"/> <w:LsdException Locked="false" Priority="62" SemiHidden="false" UnhideWhenUsed="false" Name="Light Grid Accent 4"/> <w:LsdException Locked="false" Priority="63" SemiHidden="false" UnhideWhenUsed="false" Name="Medium Shading 1 Accent 4"/> <w:LsdException Locked="false" Priority="64" SemiHidden="false" UnhideWhenUsed="false" Name="Medium Shading 2 Accent 4"/> <w:LsdException Locked="false" Priority="65" SemiHidden="false" UnhideWhenUsed="false" Name="Medium List 1 Accent 4"/> <w:LsdException Locked="false" Priority="66" SemiHidden="false" UnhideWhenUsed="false" Name="Medium List 2 Accent 4"/> <w:LsdException Locked="false" Priority="67" SemiHidden="false" UnhideWhenUsed="false" Name="Medium Grid 1 Accent 4"/> <w:LsdException Locked="false" Priority="68" SemiHidden="false" UnhideWhenUsed="false" Name="Medium Grid 2 Accent 4"/> <w:LsdException Locked="false" Priority="69" SemiHidden="false" UnhideWhenUsed="false" Name="Medium Grid 3 Accent 4"/> <w:LsdException Locked="false" Priority="70" SemiHidden="false" UnhideWhenUsed="false" Name="Dark List Accent 4"/> <w:LsdException Locked="false" Priority="71" SemiHidden="false" UnhideWhenUsed="false" Name="Colorful Shading Accent 4"/> <w:LsdException Locked="false" Priority="72" SemiHidden="false" UnhideWhenUsed="false" Name="Colorful List Accent 4"/> <w:LsdException Locked="false" Priority="73" SemiHidden="false" UnhideWhenUsed="false" Name="Colorful Grid Accent 4"/> <w:LsdException Locked="false" Priority="60" SemiHidden="false" UnhideWhenUsed="false" Name="Light Shading Accent 5"/> <w:LsdException Locked="false" Priority="61" SemiHidden="false" UnhideWhenUsed="false" Name="Light List Accent 5"/> <w:LsdException Locked="false" Priority="62" SemiHidden="false" UnhideWhenUsed="false" Name="Light Grid Accent 5"/> <w:LsdException Locked="false" Priority="63" SemiHidden="false" UnhideWhenUsed="false" Name="Medium Shading 1 Accent 5"/> <w:LsdException Locked="false" Priority="64" SemiHidden="false" UnhideWhenUsed="false" Name="Medium Shading 2 Accent 5"/> <w:LsdException Locked="false" Priority="65" SemiHidden="false" UnhideWhenUsed="false" Name="Medium List 1 Accent 5"/> <w:LsdException Locked="false" Priority="66" SemiHidden="false" UnhideWhenUsed="false" Name="Medium List 2 Accent 5"/> <w:LsdException Locked="false" Priority="67" SemiHidden="false" UnhideWhenUsed="false" Name="Medium Grid 1 Accent 5"/> <w:LsdException Locked="false" Priority="68" SemiHidden="false" UnhideWhenUsed="false" Name="Medium Grid 2 Accent 5"/> <w:LsdException Locked="false" Priority="69" SemiHidden="false" UnhideWhenUsed="false" Name="Medium Grid 3 Accent 5"/> <w:LsdException Locked="false" Priority="70" SemiHidden="false" UnhideWhenUsed="false" Name="Dark List Accent 5"/> <w:LsdException Locked="false" Priority="71" SemiHidden="false" UnhideWhenUsed="false" Name="Colorful Shading Accent 5"/> <w:LsdException Locked="false" Priority="72" SemiHidden="false" UnhideWhenUsed="false" Name="Colorful List Accent 5"/> <w:LsdException Locked="false" Priority="73" SemiHidden="false" UnhideWhenUsed="false" Name="Colorful Grid Accent 5"/> <w:LsdException Locked="false" Priority="60" SemiHidden="false" UnhideWhenUsed="false" Name="Light Shading Accent 6"/> <w:LsdException Locked="false" Priority="61" SemiHidden="false" UnhideWhenUsed="false" Name="Light List Accent 6"/> <w:LsdException Locked="false" Priority="62" SemiHidden="false" UnhideWhenUsed="false" Name="Light Grid Accent 6"/> <w:LsdException Locked="false" Priority="63" SemiHidden="false" UnhideWhenUsed="false" Name="Medium Shading 1 Accent 6"/> <w:LsdException Locked="false" Priority="64" SemiHidden="false" UnhideWhenUsed="false" Name="Medium Shading 2 Accent 6"/> <w:LsdException Locked="false" Priority="65" SemiHidden="false" UnhideWhenUsed="false" Name="Medium List 1 Accent 6"/> <w:LsdException Locked="false" Priority="66" SemiHidden="false" UnhideWhenUsed="false" Name="Medium List 2 Accent 6"/> <w:LsdException Locked="false" Priority="67" SemiHidden="false" UnhideWhenUsed="false" Name="Medium Grid 1 Accent 6"/> <w:LsdException Locked="false" Priority="68" SemiHidden="false" UnhideWhenUsed="false" Name="Medium Grid 2 Accent 6"/> <w:LsdException Locked="false" Priority="69" SemiHidden="false" UnhideWhenUsed="false" Name="Medium Grid 3 Accent 6"/> <w:LsdException Locked="false" Priority="70" SemiHidden="false" UnhideWhenUsed="false" Name="Dark List Accent 6"/> <w:LsdException Locked="false" Priority="71" SemiHidden="false" UnhideWhenUsed="false" Name="Colorful Shading Accent 6"/> <w:LsdException Locked="false" Priority="72" SemiHidden="false" UnhideWhenUsed="false" Name="Colorful List Accent 6"/> <w:LsdException Locked="false" Priority="73" SemiHidden="false" UnhideWhenUsed="false" Name="Colorful Grid Accent 6"/> <w:LsdException Locked="false" Priority="19" SemiHidden="false" UnhideWhenUsed="false" QFormat="true" Name="Subtle Emphasis"/> <w:LsdException Locked="false" Priority="21" SemiHidden="false" UnhideWhenUsed="false" QFormat="true" Name="Intense Emphasis"/> <w:LsdException Locked="false" Priority="31" SemiHidden="false" UnhideWhenUsed="false" QFormat="true" Name="Subtle Reference"/> <w:LsdException Locked="false" Priority="32" SemiHidden="false" UnhideWhenUsed="false" QFormat="true" Name="Intense Reference"/> <w:LsdException Locked="false" Priority="33" SemiHidden="false" UnhideWhenUsed="false" QFormat="true" Name="Book Title"/> <w:LsdException Locked="false" Priority="37" Name="Bibliography"/> <w:LsdException Locked="false" Priority="39" QFormat="true" Name="TOC Heading"/> </w:LatentStyles> </xml><![endif]--><!--[if gte mso 10]>   <style>  /* Style Definitions */  table.MsoNormalTable 	{mso-style-name:"Tabella normale"; 	mso-tstyle-rowband-size:0; 	mso-tstyle-colband-size:0; 	mso-style-noshow:yes; 	mso-style-priority:99; 	mso-style-parent:""; 	mso-padding-alt:0cm 5.4pt 0cm 5.4pt; 	mso-para-margin-top:0cm; 	mso-para-margin-right:0cm; 	mso-para-margin-bottom:10.0pt; 	mso-para-margin-left:0cm; 	line-height:115%; 	mso-pagination:widow-orphan; 	font-size:11.0pt; 	font-family:"Calibri","sans-serif"; 	mso-ascii-font-family:Calibri; 	mso-ascii-theme-font:minor-latin; 	mso-hansi-font-family:Calibri; 	mso-hansi-theme-font:minor-latin; 	mso-bidi-font-family:"Times New Roman"; 	mso-bidi-theme-font:minor-bidi; 	mso-fareast-language:EN-US;} </style>  <![endif]--></p>
<p style="text-align: right;"><strong><span style="font-size: 13.5pt; font-family: 'Times New Roman','serif'; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: IT;"> </span></strong><strong><span style="font-size: 13.5pt; font-family: 'Times New Roman','serif'; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: IT;">di Eugenio Orso &amp; Anatolio Anatoli</span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto; line-height: normal;"><span style="font-size: 13.0pt; font-family: 'Palatino Linotype','serif'; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: IT;">In questo post ci proponiamo di descrivere, con estrema semplicità, quelle che dovrebbero essere le basi programmatiche di una vera alternativa politica, volta al superamento dei programmi neocapitalistici stabiliti per l’Italia e imposti ai governi fantoccio liberaldemocratici.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: normal;"><span style="font-size: 13.0pt; font-family: 'Palatino Linotype','serif'; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: IT;">Premettiamo che attualmente non ci sono forze politiche e sociali, in questo paese, portatrici d&#8217;istanze programmatiche in aperto conflitto con la troika mondialista-europoide e con gli interessi della classe dominante globale. I veri oppositori latitano, dentro e fuori del parlamento ed anche negli ambienti cosiddetti alternativi. Non sono tali le blande e truffaldine opposizioni parlamentari, come m5s, il sel e la lega, non lo sono i partitelli che aspirano a rientrare in parlamento presentandosi alle elezioni, come la fallimentare rc, non lo sono certi circoli extra-sistemici i quali, pur avendo qualche lineamento programmatico alternativo (fuori dall’eurozona restando, però, nell’unione europide, nazionalizzazione della banca centrale e del sistema bancario), spesso sbagliano nell’individuazione del nemico, nella selezione delle forme di lotta più efficaci e, soprattutto, nell’accettare supinamente le regole sistemiche, come il pacifismo castrante e la “democrazia” quale miglior sistema politico che non può avere alternative.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: normal;"><span style="font-size: 13.0pt; font-family: 'Palatino Linotype','serif'; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: IT;">Partiamo da una semplice considerazione. Dopo il fallimento dei movimenti di massa, apparentemente critici ma “pacifici” e interni al sistema, che si sono susseguiti in occidente dal collasso dell’Urss fino ad oggi, dovrebbe essere chiaro che la speranza di successo di forze autenticamente alternative richiede la presenza di almeno tre elementi principali. 1) Un programma politico immediatamente applicabile da opporre efficacemente alle linee programmatiche neoliberiste, mercatiste ed europoidi. 2) L’individuazione corretta del nemico da combattere e dei suoi punti di forza e di debolezza, nonché delle tattiche e delle strategie sulle quali fondare la lotta. 3) Il rifiuto, nel confronto politico e sociale, delle regole imposte a suo esclusivo vantaggio dal nemico, come la liberal democrazia fondata sul suffragio universale e sull’istituto della rappresentanza, il politicamente corretto sistemico, il pacifismo strumentale e aprioristico. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: normal;"><span style="font-size: 13.0pt; font-family: 'Palatino Linotype','serif'; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: IT;">I tre principali movimenti del dopo guerra fredda – i pacifisti eredi del “pacifismo a senso unico” nell’epoca del confronto fra i blocchi, i no-global altermondisti e gli indignados di Puerta del Sol/ occupy Wall Street – non verificavano una sola di queste tre condizioni. Prova ne sia che tutti e tre sono falliti, si sono esauriti senza aver ottenuto alcun risultato tangibile, o anche soltanto conseguibile in prospettiva futura. Mancanza di chiare linee programmatiche alternative, identificazione troppo generica/ fuorviante/ errata del nemico, forme di lotta inefficaci, rispetto delle regole sistemiche restando nel circuito della protesta pacifica e “democratica” (nonostante qualche morto, qualche ferito e qualche episodio di scontro con gli apparati repressivi), hanno caratterizzato, in buona sostanza, i pacifisti, gli altremondisti e gli ultimi “utili idioti” in ordine di apparizione, cioè gli indignados-occupy. Se il nemico non è un sistema di potere chiaramente identificato, nell’interesse di una classe dominante ben determinata, ma è la guerra (pacifisti), oppure la globalizzazione economica (no-global), o ancora la banca (indignados/ occupy), genericamente e semplicisticamente intesi, si viaggia su un binario morto andando verso una sicura sconfitta. Così e stato per i tre inefficaci movimenti di massa che hanno ormai esaurito la loro “spinta propulsiva”. Il risultato è che la guerra non è mai cessata, la globalizzazione economico-finanziaria ha continuato a imperversare e le banche (leggi le istituzioni e i potentati finanziari in generale) la fanno da padrone. Oltre a questo aspetto, ciò che ha contribuito a estinguere i tre movimenti pseudorivoluzionari è l’inconsistenza programmatica, ossia il non aver elaborato un chiaro programma politico-strategico, applicabile nella realtà e alternativo a quello imposto dal sistema per conto classe dominante dell’epoca (Global class finanziaria).</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: normal;"><span style="font-size: 13.0pt; font-family: 'Palatino Linotype','serif'; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: IT;"><a href="http://www.comunismoecomunita.org/wp-content/uploads/2013/10/preve.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-3889" title="preve" src="http://www.comunismoecomunita.org/wp-content/uploads/2013/10/preve-300x168.jpg" alt="" width="300" height="168" /></a>Nel presente scritto trascuriamo i punti 2 e 3<span style="mso-spacerun: yes;">  </span>– individuazione del nemico, forme di lotta, rifiuto delle regole e dei tabù sistemici – pur importantissimi e necessari per la riuscita di un progetto rivoluzionario, per concentrarci esclusivamente sul punto 1, che riguarda le basi programmatiche alternative, allo stato attuale delle cose tutte da costruire. A questo proposito, non possiamo non ricordare un buon consiglio del filosofo Costanzo Preve, che presenta risvolti interessanti sul piano politico. Il consiglio di Preve suona grossomodo così: le classi dominate devono rivolgere sempre e soltanto alla classe dominante richieste che per questa sono irricevibili. Quali sono le richieste irricevibili, per i dominanti e per le loro strutture di potere sopranazionali, ivi comprese quelle europoidi? Tali richieste, per un paese come l’Italia, corrispondo ai seguenti punti programmatici principali:</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-top: 0cm; margin-right: 0cm; margin-bottom: .0001pt; margin-left: 36.0pt; text-align: justify; text-indent: -18.0pt; line-height: normal;"><span style="font-size: 13.0pt; font-family: 'Palatino Linotype','serif'; mso-fareast-font-family: 'Palatino Linotype'; mso-bidi-font-family: 'Palatino Linotype'; mso-fareast-language: IT;">a)</span><span style="font-size: 7.0pt; font-family: 'Times New Roman','serif'; mso-fareast-font-family: 'Palatino Linotype'; mso-fareast-language: IT;">    </span><span style="font-size: 13.0pt; font-family: 'Palatino Linotype','serif'; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: IT;">Uscita dell’euro e delle attuali istituzioni unioniste, con il ritorno alla piena sovranità monetaria dello stato nazionale, in vista di una possibile (ma non necessaria e inevitabile), futura “entente cordiale” fra gli stati europei, ma su basi completamente diverse da quelle attuali. Si potrà forse pensare a una o più confederazioni europee “a maglie larghe” (con adesione volontaria dei popoli e degli stati), per agevolare gli scambi fra i paesi del continente, per realizzare progetti comuni di varia natura (energetica, tecnologica, militare) o per difendersi dalle produzioni degli “emergenti” (pensiamo a quelle neocapitalistiche cinesi), se necessario attivando un blocco, continentale o quasi continentale, contro le stesse. Siamo certi che si vivrà meglio, rinunciando alle nuove “cineserie” di bassa qualità, ottenute rubando know-how altrui, beneficiando delle “joint venture” con il grande capitale finanziario privato e impiegando lavoro super sfruttato o addirittura schiavo. Evidente il beneficio della riconquistata sovranità monetaria, in ogni aspetto della vita sociale e individuale. Si potrà ricorre alla tanto vituperata (dagli euroglobalisti) “svalutazione competitiva” della moneta nazionale e finanziare adeguatamente i deficit dello stato, con funzione propulsiva per l’economia interna. A quel punto il famigerato pareggio di bilancio, introdotto nelle costituzione come vincolo ineludibile, non avrà più alcun senso e potrà essere formalmente soppresso. Né avranno più un senso i castranti “parametri di Maastricht&#8221;, il 3% inviolabile nel rapporto deficit/ pil, il debito pubblico non oltre il 60% del pil, i tassi di interesse a lungo forzatamente convergenti fra i paesi membri (tutte regole castranti per l’economia e la socialità). Cesserà come per incanto la svendita forzata, oggi in pieno corso, del patrimonio dello stato e delle aziende nazionali ai grandi capitali dominanti. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto; line-height: normal;"><span style="font-size: 12.0pt; font-family: 'Times New Roman','serif'; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: IT;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-top: 0cm; margin-right: 0cm; margin-bottom: .0001pt; margin-left: 36.0pt; text-align: justify; text-indent: -18.0pt; line-height: normal;"><span style="font-size: 13.0pt; font-family: 'Palatino Linotype','serif'; mso-fareast-font-family: 'Palatino Linotype'; mso-bidi-font-family: 'Palatino Linotype'; mso-fareast-language: IT;">b)</span><span style="font-size: 7.0pt; font-family: 'Times New Roman','serif'; mso-fareast-font-family: 'Palatino Linotype'; mso-fareast-language: IT;">    </span><span style="font-size: 13.0pt; font-family: 'Palatino Linotype','serif'; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: IT;">Avvio di un esteso programma di nazionalizzazioni, a partire da quelle della banca centrale e del sistema bancario nazionale, riavviando (e finanziando adeguatamente) le grandi concentrazioni industriali e produttive, in mani pubbliche, con progressiva sostituzione della debole e fallimentare pmi, oggi allo sbando. Tralasciando l’autentica “rivoluzione” sul piano monetario, che è fin troppo evidente, ciò consentirebbe di (ri)creare strutture produttive solide, di grandi dimensioni, controllate da uno stato sovrano, di impedire fughe di capitali e know-how verso gli “emergenti” e di parare efficacemente i probabili colpi di coda dei globalisti in ritirata. La ricomparsa in grande stile dell’”imprenditore pubblico” avrà effetti sicuramente benefici sull’occupazione di massa (e sui redditi da lavoro), consentendo la riattivazione di interi settori produttivi, in mani nazionali, oggi quasi scomparsi, delocalizzati o nelle mani dello “straniero” (non di altri popoli e nazioni, ma del grande capitale finanziario internazionalizzato). </span></p>
<p class="MsoNormal" style="mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto; line-height: normal;"><span style="font-size: 12.0pt; font-family: 'Times New Roman','serif'; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: IT;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-left: 36.0pt; text-align: justify; text-indent: -18.0pt; line-height: normal;"><span style="font-size: 13.0pt; font-family: 'Palatino Linotype','serif'; mso-fareast-font-family: 'Palatino Linotype'; mso-bidi-font-family: 'Palatino Linotype'; mso-fareast-language: IT;">c)</span><span style="font-size: 7.0pt; font-family: 'Times New Roman','serif'; mso-fareast-font-family: 'Palatino Linotype'; mso-fareast-language: IT;">     </span><span style="font-size: 13.0pt; font-family: 'Palatino Linotype','serif'; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: IT;">Riattivazione del welfare state (lo stato sociale in via di demolizione) e introduzione di un reddito di cittadinanza non simbolico, dentro le logiche del cosiddetto deficit spending. Sottoinsiemi delicati del problema sono rappresentati dalla pubblica istruzione, dalla sanità pubblica, dal sistema pensionistico. Nel primo caso, quello della scuola, le risorse finanziarie dovranno essere convogliate unicamente verso la scuola pubblica, lasciando a secco le scuole private (nonostante la probabile opposizione del vaticano). Nel secondo caso, quello della sanità, si dovranno stabilire ampie aree di esenzione dal pagamento del famigerato “ticket” e il più ampio accesso gratuito ai medicinali e alle cure mediche (così il diritto alla salute non sarà più una ciancia propagandistica). Nel terzo caso, quello del sistema pensionistico, si potrà tornare a prima delle controriforme degli anni novanta – Amato ‘92, Dini ‘95 e Prodi ’97, tutte “punitive” per gli anziani – riattivando pensioni lavorative e di anzianità decenti per tutti.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: normal;"><span style="font-size: 13.0pt; font-family: 'Palatino Linotype','serif'; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: IT;">Per quanto riguarda gli aspetti economici, monetari, finanziari e, di riflesso, sociali, ci limitiamo a questi tre punti, ben consci del fatto che il primo è quello cruciale, perché dalla sovranità monetaria dello stato molto discende, dipendendo da questo aspetto le politiche industriali, quelle dell’occupazione e quelle sociali applicate dai governi. Tutti e tre questi punti, che riassumono altrettante richieste, sono irricevibili per la classe dominante globale, per i suoi valletti politici e per le “sue” istituzioni sopranazionali, comprese quelle europoidi. Precisiamo che il riacquisto della sovranità monetaria non dovrà favorire la corporazione degli imprenditori privati e, in subordine, quella dei commercianti e bottegai a scapito del resto della società (come alcuni “a destra” vorrebbero), ma dovrà andare a braccetto con le grandi istanze di giustizia sociale, completamente disattese in questi ultimi anni di affermazione delle politiche neoliberiste. Abbiamo sempre sostenuto, e continuiamo a farlo, che il sovranismo non è di destra e la giustizia sociale non è di sinistra (come si fa credere ai gonzi “identitari” delle due sponde), che i due aspetti non sono contraddittori, ma possono coesistere e integrarsi positivamente in un unico programma politico-strategico, alternativo a quello neocapitalistico. Più in dettaglio, si potrebbero aggiungere misure specifiche, come, ad esempio, prezzi e tariffe stabilite per via politica e non “di mercato”, per beni e servizi giudicati essenziali (valutabili nell’ordine di almeno un centinaio), con tutto il corredo sanzionatorio onde evitare speculazioni. Oppure l’introduzione in<span style="mso-spacerun: yes;">  </span>forma nuova della “scala mobile” per adeguare salari e stipendi all’inflazione, impedendo ulteriori erosioni del potere d’acquisto dei redditi da lavoro dipendente. O l’abrogazione delle leggi delle precarietà e la fine dei contratti “atipici” (proposta che oggi nessuno osa più fare), restituendo una prospettiva di lavoro e di vita decente alle masse. O ancora la riattivazione di piani per<span style="mso-spacerun: yes;">  </span>l’edilizia popolare, con evidenti benefici anche per l’occupazione. Ma i tre punti da noi elencati ci sembrano quelli essenziali (in particolare il primo), dai quali non si può prescindere e dai quali tutto il resto può discendere.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: normal;"><span style="font-size: 13.0pt; font-family: 'Palatino Linotype','serif'; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: IT;">Come si nota, il suddetto non è un programma collettivista, di matrice comunista. Questo perché la difficile situazione attuale, nel passaggio storico che stiamo vivendo (un vero e proprio “cambio di evo”, rispetto al novecento) impone una disincantata “analisi concreta della situazione concreta”, e suggerisce di procedere per gradi. Le istanze sovraniste, che devono accompagnarsi alla richiesta di giustizia sociale, la “rinazionalizzazione della moneta” e delle banche, il dirigismo economico e la ricomparsa dello stato imprenditore, il keynesismo assistenziale sono indigeribili per i globalisti e possono consentire di riscuotere maggiori adesioni fra i dominati. Istanze più coraggiose, di matrice comunista (o meglio, comunistico-comunitaria non marxista), potranno essere avanzate in seguito, incamminandosi sulla strada della socializzazione integrale dei mezzi di produzione, grazie alla riappropriazione della sovranità politica e monetaria e la liberazione del paese. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: normal;"><span style="font-size: 13.0pt; font-family: 'Palatino Linotype','serif'; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: IT;">Un programma politico-strategico che si rispetti non può limitarsi alla moneta, all’economia, alla finanza, alle politiche industriali e sociali, ma deve riguardare gli aspetti geopolitici, quelli militari e le alleanze internazionali. Se si rifiuta la moneta dell’occidente neocapitalistico, che è uno strumento di dominazione delle élite globaliste, coerenza vuole che si rifiutino le sue alleanze militari, per un’effettiva indipendenza, offrendo al paese una prospettiva geopolitica completamente nuova. La liberazione dell’Italia non sarà mai completa se non si faranno i seguenti passi, corrispondenti ad altrettanti punti programmatici:</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-top: 0cm; margin-right: 0cm; margin-bottom: .0001pt; margin-left: 36.0pt; text-align: justify; text-indent: -18.0pt; line-height: normal;"><span style="font-size: 13.0pt; font-family: 'Palatino Linotype','serif'; mso-fareast-font-family: 'Palatino Linotype'; mso-bidi-font-family: 'Palatino Linotype'; mso-fareast-language: IT;">d)</span><span style="font-size: 7.0pt; font-family: 'Times New Roman','serif'; mso-fareast-font-family: 'Palatino Linotype'; mso-fareast-language: IT;">    </span><span style="font-size: 13.0pt; font-family: 'Palatino Linotype','serif'; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: IT;">Uscita dalla nato (completa, senza ambiguità compromissorie, nel senso della permanenza nell’alleanza “politica” pur non aderendo alla struttura militare dell’alleanza) e fine dell’occupazione americana di parti del territorio nazionale. Si dovrà tornare all’esercito popolare di leva, che avrà a disposizione le ex basi militari americane, aumentando il numero degli effettivi e la disponibilità di armamenti per far fronte alle minacce (globaliste) esterne. Si coglierà l’occasione per “denunciare” altri trattati firmati in passato dall’Italia, come quello costitutivo della eurogendfor, la superpolizia europoide che gode dell’extraterritorialità e dell’impunità nei paesi nei quali opera. Trattandosi di questioni molto “rischiose” e delicate, ci dovranno essere epurazioni, nelle forze armate e nella polizia, di ufficiali e quadri non affidabili, per scongiurare il pericolo di eversioni e di tentativi di golpe (pilotati dall’esterno, com’è facile intuire). Un’ottima occasione per liquidare anche i traditori politici, collaborazionisti dei poteri esterni, che hanno ceduto la sovranità nazionale e oggi stanno portando l’Italia allo sfacelo.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto; line-height: normal;"><span style="font-size: 12.0pt; font-family: 'Times New Roman','serif'; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: IT;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-left: 36.0pt; text-align: justify; text-indent: -18.0pt; line-height: normal;"><span style="font-size: 13.0pt; font-family: 'Palatino Linotype','serif'; mso-fareast-font-family: 'Palatino Linotype'; mso-bidi-font-family: 'Palatino Linotype'; mso-fareast-language: IT;">e)</span><span style="font-size: 7.0pt; font-family: 'Times New Roman','serif'; mso-fareast-font-family: 'Palatino Linotype'; mso-fareast-language: IT;">    </span><span style="font-size: 13.0pt; font-family: 'Palatino Linotype','serif'; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: IT;">In chiave positiva, avendo come obbiettivo il cambio di alleanze, si dovranno cercare intese militari, energetiche e commerciali piuttosto strette con la Federazione Russa, con singoli paesi europei non ostili e disponibili, con i paesi sudamericani del socialismo bolivariano (come il Venezuela), con l’Argentina e con l’Iran. L’auspicabile alleanza con la Federazione Russa avrà anche la funzione di “isolare” (se non proprio circondare, come sarebbe auspicabile), la perniciosa germania euronazista. Non solo intese militari, ovviamente. Si tratterà di stipulare trattati, dal punto di vista economico, commerciale, energetico, sgraditi al campo globalista occidentale, ma utili per il paese, come quello firmato a Bengasi con Gheddafi nel 2008 o il celebre Eni-Gazprom con i russi, centrato sulle reti Stream.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: normal;"><span style="font-size: 13.0pt; font-family: 'Palatino Linotype','serif'; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: IT;">Ci fermiamo qui, sperando di aver reso l’idea, pur nella semplicità e nella sinteticità dell’esposizione, di cosa significa un programma politico coerente e autenticamente alternativo. Siamo certi che qualcuno avrà da ridire sull’effettiva applicabilità di questo programma, perché nessuno, in alto, oggi lo appoggerebbe, perché allo stato attuale delle cose non incontrerebbe il favore popolare (considerando la manipolazione antropologico-culturale in atto) e perché farebbe correre al paese gravi rischi (destabilizzazione con l’uso d&#8217;infiltrati armati, di provocatori, di mercenari, tentativi di golpe, rischio di guerra e occupazione militare). La cosa non ci preoccupa. Ciò che oggi sembra impossibile, domani potrà diventare una possibilità concreta, per la nostra salvezza, data l’imprevedibilità del corso storico e la china verso la quale stiamo scivolando.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="mso-spacerun: yes;"> </span></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.comunismoecomunita.org/?feed=rss2&#038;p=3885</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
