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	<title>Comunismo e Comunità &#187; mass media</title>
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	<description>Noi non siamo dei comunisti che vogliono abolire la libertà personale. In nessuna società la libertà personale può essere più grande che in quella fondata sulla comunità.</description>
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		<title>I 6 stadi dell&#8217;umanitarismo bombardatore</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Sep 2011 03:35:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rodolfo Monacelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica Internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[guerra imperialista]]></category>
		<category><![CDATA[Libia]]></category>
		<category><![CDATA[mass media]]></category>

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		<description><![CDATA[di Rodolfo Monacelli (da Megachip) Abbiamo assistito per mesi all’attacco imperialista nei confronti della Libia e del suo legittimo governo. Non certo una novità, poiché è uno scenario che &#8211; da almeno vent’anni a questa parte &#8211; è l’elemento costitutivo della politica estera degli Stati Uniti e dei paesi della NATO. La novità di questo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left">di Rodolfo Monacelli</p>
<p style="text-align: left">(da <a title="I sei stati dell'umanitarismo bombardatore" href="http://www.megachip.info/component/content/article/6705-lumanitarismo-bombardatore.html" target="_blank">Megachip</a>)</p>
<p style="text-align: left">Abbiamo assistito per mesi all’attacco imperialista nei confronti della  Libia e del suo legittimo governo. Non certo una novità, poiché è uno  scenario che &#8211; da almeno vent’anni a questa parte &#8211; è l’elemento  costitutivo della politica estera degli Stati Uniti e dei paesi della  NATO. La novità di questo conflitto è costituita dalla forma  dell&#8217;utilizzazione dei media per la giustificazione del conflitto.  Di  per sé neanche questa sarebbe una novità perché  ha inizio dalla prima  guerra del Golfo di Bush padre contro l’Iraq. È facile obiettare che  l’utilizzazione degli strumenti di comunicazione per la giustificazione o  l’appoggio a un conflitto militare sia una pratica largamente adottata  da quando esistono i media e le guerre.  Qui parliamo però di una cosa  profondamente diversa. Non è generica propaganda di guerra ma un’azione  più sofisticata, un parallelo moralistico di <strong>religione dei diritti umani</strong> e <strong>umanitarismo bombardatore</strong>.</p>
<p style="text-align: left">Non sembri esagerato tutto ciò. È semplicemente quel che in questi vent’anni è avvenuto. Un <strong>sistema mediatico-moralistico</strong> che procede <strong>a sei stadi</strong>, quasi come una caccia al tesoro, che cercheremo brevemente di esporre.</p>
<p style="text-align: left">
<p><span style="color: #333399"><em>1° stadio:</em> <strong>Creazione del caso. </strong></span></p>
<p>Avete mai sentito parlare nel 2011 dello <strong>Yemen</strong>? O dell’<strong>Arabia Saudita</strong>? Nulla o forse poco. Perché lì i diritti umani sono rispettati? Perché esiste un Parlamento? Perché esiste una Costituzione?</p>
<p>No, semplicemente perché <strong>non è stato creato l’evento</strong>. Fateci caso. E fate caso anche al fatto che in tutti questi eventi siano “scoppi improvvisi” di emergenze umanitarie.</p>
<p>Come mai, si potrebbe chiedere ai giornalisti del <em>mainstream</em> (e non solo), non ve ne siete accorti prima?</p>
<p>Come mai improvvisamente fate inchieste su un Paese specifico, sui  suoi problemi, e in maniera quasi magica in contemporanea su tutti i  vostri giornali?</p>
<p><span style="color: #333399"><em>2° stadio:</em> <strong>Appelli per l’emergenza umanitaria.</strong></span><a href="http://www.comunismoecomunita.org/wp-content/uploads/2011/09/veltroni.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-2701 alignleft" style="margin: 5px" src="http://www.comunismoecomunita.org/wp-content/uploads/2011/09/veltroni-150x150.jpg" alt="Walter Veltroni" width="146" height="146" /></a></p>
<p>Creata la notizia e sensibilizzata l’opinione pubblica ecco che  entrano in campo i movimenti “pacifisti” in salsa americana (i Radicali)  o <a href="http://www.unita.it/mondo/l-appello-di-veltroni-br-in-piazza-per-la-libia-1.275509">di sinistra</a> ma che rispondono alla stessa logica.</p>
<p>Prendendo per buone tutte le notizie che ci sono state comunicate, parlano di <strong>“emergenze umanitarie”</strong> e di <strong>“soluzioni politiche”</strong> per casi che, la maggior parte delle volte, non esistono o che sono largamente minoritari.</p>
<p><span style="color: #333399"><em>3° stadio: </em><strong>Creazione delle rivoluzioni colorate. </strong></span><a href="http://www.comunismoecomunita.org/wp-content/uploads/2011/09/rivoluzionicolorate.jpg"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-2702" style="margin: 5px" src="http://www.comunismoecomunita.org/wp-content/uploads/2011/09/rivoluzionicolorate-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p>Ecco che la “soluzione politica” viene avviata, anche se non è certo come speravano (o fingevano di sperare?) i pacifisti <em>de noantri</em>.</p>
<p>Quelle piccole rivolte, quelle minoritarie proteste, quelle normali  rivalse di personaggi esautorati dal governo sono esasperate attraverso  l’intelligence, finanziate e sostenute. E così, una piccola protesta che poteva essere risolta politicamente  diventa una “rivoluzione” (colorata ovviamente) sostenuta da un punto di  vista economico e logistico dall’impero.</p>
<p><span style="color: #333399"><em>4° stadio:</em><strong> Reazione dei governi. </strong></span></p>
<p>All’interno di queste rivolte poi, anche in questo caso  miracolosamente, si aggregano tagliagole e terroristi che iniziano a  praticare atti di sangue con la naturale reazione dei governi.</p>
<p>Le reazioni possono essere brutali e autoritarie o anche di normale  resistenza a un attacco terroristico interno (iniziamo a chiamare le  cose con il loro nome).<a href="http://www.comunismoecomunita.org/wp-content/uploads/2011/09/abdel-hakim_belhadj-al-qaeda.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-2703 alignleft" style="margin: 5px" src="http://www.comunismoecomunita.org/wp-content/uploads/2011/09/abdel-hakim_belhadj-al-qaeda-150x150.jpg" alt="Al Quaeda Libia" width="150" height="150" /></a><span style="color: #000000"> </span></p>
<p><span style="color: #000000"> </span></p>
<p><span style="color: #000000">Tornano in campo i media mainstream e i pacifisti da una parte sola  che denunciano la repressione e richiedono soluzioni politiche per  salvaguardare la difesa delle popolazioni.</span></p>
<p><span style="color: #333399"><br />
</span></p>
<p><span style="color: #333399"><em>5° stadio:</em> <strong>Intervento dell’Onu e della Nato.</strong></span></p>
<p>Ecco che, a questo punto, sotto pressione dell’opinione pubblica  internazionale e, ovviamente (concetti così moralmente edificanti vanno  sempre ripresi e ribaditi), per la difesa del popolo minacciato di  genocidio esce una risoluzione dell’Onu e un conseguente intervento  militare (Onu o Nato la differenza è poca come dimostra il caso della  Serbia o della Libia).</p>
<p>Naturalmente non verrà mai chiamato “guerra” ma <strong>“intervento umanitario”</strong>,  ed è attraverso questa ipocrisia a cui bene si adattano le anime belle  della sinistra occidentale che paesi come l’Italia hanno la possibilità  di partecipare attivamente a queste missioni militari pur avendo  all’interno dei loro riferimenti costituzionali e di diritto  internazionale il “<em>rifiuto della guerra come mezzo per risolvere le controversie internazionali</em>” e l’”<em>Autodeterminazione dei Popoli</em>”.</p>
<p><span style="color: #333399"><em>6° stadio:</em> <strong>Cacciata del dittatore e ristabilimento della democrazia.</strong></span></p>
<p>Ecco che, in finale, vi è un rovesciamento (che oseremmo definire  “dialettico”) dell’operazione iniziale che inizialmente era difendere la  popolazione dalla brutalità del novello Hitler di turno.<a href="http://www.comunismoecomunita.org/wp-content/uploads/2011/09/saddam-hussein-impiccato.jpg"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-2704" style="margin: 5px" src="http://www.comunismoecomunita.org/wp-content/uploads/2011/09/saddam-hussein-impiccato-150x150.jpg" alt="Impiccagione di saddam Hussein" width="150" height="150" /></a></p>
<p>Quale fosse l’obiettivo iniziale tutti se lo sono dimenticati e  nessuno lo ricorda. Il dittatore, dunque, viene ucciso o processato  (grazie a quel vero e proprio strumento giuridico dell’Impero che è il  Tribunale dell’Aja) e viene ristabilita la democrazia con le bombe,  eliminata ogni sovranità economica e politica al Paese aggredito e  inserito il paese “non allineato” all’interno del colonialismo e del  dispositivo dell’impero.</p>
<p>Prima di rivoltarsi contro questa logica rivoltante, frutto d’ipocrisia e  con un’evidente copertura a sinistra, bisogna essere consapevoli di  questo sistema di comunicazione e occorre cercare di smascherarlo,  informare più persone possibili per cercare di ribellarsi.</p>
<p>Prima di tutto questo, è necessario però lottare contro una logica che  può essere assorbita da tutti noi. E questo si può fare innanzitutto  distinguendo gli schieramenti delle forze in campo nel momento in cui  soffia il vento della guerra e si rivelano i nemici, andando fin dove si  spinge il blocco costituito non soltanto dall’Imperialismo. Anzi, forse  la parte più pericolosa è costituita da quello che, per usare un gergo  militare per rimanere nel tema, viene definito “fuoco amico”. Le <strong>anime belle</strong>, insomma, la cui parola d’ordine, per citare Hegel, è quella di “<em>non sporcarsi le mani con i mali del mondo</em>”.  Prima o poi, però, il male arriva e allora le anime belle si  trasformano nelle anime più brutte del mondo, non riconoscendo più le  mani sporche dell’aggressore che si stringono sull’aggredito.</p>
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		<title>Morto d&#8217;indifferenza: di chi?</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Feb 2010 09:12:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rodolfo Monacelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[Immigrati]]></category>
		<category><![CDATA[indifferenza]]></category>
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		<description><![CDATA[Su queste pagine abbiamo più volte affrontato il problema del razzismo e dell&#8217;intolleranza montante ai più vari livelli. In questo articolo vorremmo però affrontare la questione da un punto di vista diverso. La domenica di San Valentino un giovanissimo maghrebino, Sahid Belamel, è morto assiderato a Ferrara senza che nessun &#8220;onesto&#8221; cittadino abbia avuto la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Su queste pagine abbiamo più volte affrontato il problema del razzismo e dell&#8217;intolleranza montante ai più vari livelli. In questo articolo vorremmo però affrontare la questione da un punto di vista diverso. La domenica di San Valentino un giovanissimo maghrebino, Sahid Belamel, è morto assiderato a Ferrara senza che nessun &#8220;onesto&#8221; cittadino abbia avuto la coscienza di fermarsi per aiutarlo.  Una storia purtroppo che in questo paese di brava gente è ormai all&#8217;ordine del giorno. La cosa nuova è però che il 20 febbraio il quotidiano <a title="La Nuova Ferrara" href="http://lanuovaferrara.gelocal.it/" target="_blank"><em>La Nuova Ferrara</em></a> ha pubblicato un necrologio provocatorio, titolando: &#8220;<em>Perchè nessuno l&#8217;ha aiutato?</em>&#8220;.<a href="http://www.comunismoecomunita.org/wp-content/uploads/2010/02/IMG_09.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-400" style="border: 1px solid black; margin: 5px;" title="IMG_09" src="http://www.comunismoecomunita.org/wp-content/uploads/2010/02/IMG_09.jpg" alt="IMG_09" width="295" height="400" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Dopo questa provocazione numerosi sono stati i servizi su giornali e telegiornali, come quello su <a href="http://www.video.mediaset.it/video/studioaperto/edizione_servizio/156146/25-anni-muore-di-freddo-non-ce-uno-che-laiuti.html#tc-s1-c1-o1-p2" target="_blank">Studio Aperto</a>. Guardatelo con attenzione. Non c&#8217;è nulla da ridire. Servizio corretto, informazioni precise, giuste accuse nei confronti dell&#8217;indifferenza. Cosa c&#8217;è allora che non va? Non va che la causa di questo ed altri episodi che quotidianamente si succedono sul territorio italiano non è certamente un improvviso razzismo nato in seno al popolo italiano né, tantomeno, come sostiene l&#8217;estrema sinistra, conseguenza esclusiva dell&#8217;azione del Governo Berlusconi e della Lega Nord in materia d&#8217;immigrazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Le cause vanno molto al di là e sono essenzialmente di natura culturale, i cui attori principali sono proprio i <em>mass media</em> e i mezzi di comunicazione.  Strumenti che oggi sono più forti di quanto si possa immaginare e che hanno trasformato il sentire comune attraverso campagne per la sicurezza contro l&#8217;immigrato clandestino riuscendo ad equiparare nell&#8217;immaginario collettivo l&#8217;immigrato al delinquente (basta vedere le facce dei nostri concittadini quando appare un immigrato per rendersi conto di ciò). Ebbene, ora cosa fanno questi mezzi di comunicazione? S&#8217;indigano, gridano allo scandalo perchè si è lasciato morire al freddo un povero ragazzo immigrato che aveva la sola colpa di essere uno straniero? L&#8217;indignazione dovrebbe essere piuttosto la nostra nei loro confronti. Nei confronti di chi per sviare i problemi che il capitalismo pone ha preferito trovare un semplice e facile capro espiatorio nei confronti del quale far riversare la rabbia dei dominati e che è stata utilizzata da padroni e padroncini per maggiormente sfruttare i lavoratori immigrati e italiani (il capitalismo da questo punto di vista non si fa certo nessun problema di &#8220;<em>razza</em>&#8220;).</p>
<p style="text-align: justify;">Un grande lavoro dunque ci attende: riuscire a far comprendere come il razzismo messo in moto da questi anni dalla stampa (e che, come abbiamo visto in quest&#8217;occasione, viene poi strumentalmente attaccato) non è nient&#8217;altro che il mezzo con cui creare una guerra tra poveri a loro funzionale perchè tanto più i diritti dei lavoratori saranno negati, tanto più lo saranno anche quelli degli italiani.</p>
<p style="text-align: justify;">
<blockquote style="text-align: justify;">
<p style="text-align: center;"><em>Prima di tutto vennero a prendere gli zingari</em></p>
<p style="text-align: center;"><em>e fui contento, perchè rubacchiavano.</em></p>
<p style="text-align: center;"><em>Poi vennero a prendere gli ebrei</em></p>
<p style="text-align: center;"><em>e stetti zitto, perchè mi stavano antipatici.</em></p>
<p style="text-align: center;"><em>Poi vennero a prendere gli omosessuali,</em></p>
<p style="text-align: center;"><em>e fui sollevato, perchè mi erano fastidiosi.</em></p>
<p style="text-align: center;"><em>Poi vennero a prendere i comunisti,</em></p>
<p style="text-align: center;"><em>e io non dissi niente, perchè non ero comunista.</em></p>
<p style="text-align: center;"><em>Un giorno vennero a prendere me,</em></p>
<p style="text-align: center;"><em>e non c&#8217;era rimasto nessuno a protestare.</em></p>
<p style="text-align: center;">(Bertold Brecht)</p>
</blockquote>
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