<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Comunismo e Comunità &#187; Netanyahu</title>
	<atom:link href="https://www.comunismoecomunita.org/?feed=rss2&#038;tag=netanyahu" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.comunismoecomunita.org</link>
	<description>Noi non siamo dei comunisti che vogliono abolire la libertà personale. In nessuna società la libertà personale può essere più grande che in quella fondata sulla comunità.</description>
	<lastBuildDate>Tue, 30 Jun 2026 15:21:34 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.4.1</generator>
		<item>
		<title>IL SUICIDIO IMPERIALE</title>
		<link>https://www.comunismoecomunita.org/?p=9203</link>
		<comments>https://www.comunismoecomunita.org/?p=9203#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 19 Mar 2026 18:48:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Thomas Munzner</dc:creator>
				<category><![CDATA[Contributi]]></category>
		<category><![CDATA[Iran]]></category>
		<category><![CDATA[israele]]></category>
		<category><![CDATA[Khamenei]]></category>
		<category><![CDATA[Netanyahu]]></category>
		<category><![CDATA[Stefano Pierpaoli]]></category>
		<category><![CDATA[Trump]]></category>
		<category><![CDATA[USA]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.comunismoecomunita.org/?p=9203</guid>
		<description><![CDATA[IL SUICIDIO IMPERIALE Uno scenario geopolitico sull’attacco israelo-americano all’Iran Stefano Pierpaoli 19 marzo 2026 Quando un regime implode Per comprendere perché il 28 febbraio 2026 Israele ha annunciato l’avvio di un attacco preventivo contro l’Iran, coordinato con gli Stati Uniti, con i primi raid che hanno colpito obiettivi nella capitale iraniana[1], bisogna riavvolgere il nastro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div data-id="3ad71c80" data-element_type="container" data-e-type="container">
<div>
<div data-id="4f753870" data-element_type="container" data-e-type="container">
<div data-id="692fe60a" data-element_type="widget" data-e-type="widget" data-widget_type="text-editor.default">
<div>
<h3><a href="https://www.comunismoecomunita.org/wp-content/uploads/2026/03/172227450-1d3f57b5-a5c7-45df-ab5e-d75a278f0010.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-9204" title="172227450-1d3f57b5-a5c7-45df-ab5e-d75a278f0010" src="https://www.comunismoecomunita.org/wp-content/uploads/2026/03/172227450-1d3f57b5-a5c7-45df-ab5e-d75a278f0010-300x168.jpg" alt="" width="300" height="168" /></a></h3>
<div data-id="277333dd" data-element_type="widget" data-e-type="widget" data-widget_type="heading.default">
<div>
<h2>IL SUICIDIO IMPERIALE</h2>
</div>
</div>
<div data-id="1f393004" data-element_type="widget" data-e-type="widget" data-widget_type="heading.default">
<div>
<h2>Uno scenario geopolitico sull’attacco israelo-americano all’Iran</h2>
</div>
</div>
<h3>Stefano Pierpaoli<br />
19 marzo 2026</h3>
<h3></h3>
<h3>Quando un regime implode</h3>
<p>Per comprendere perché il 28 febbraio 2026 Israele ha annunciato l’avvio di un attacco preventivo contro l’Iran, coordinato con gli Stati Uniti, con i primi raid che hanno colpito obiettivi nella capitale iraniana[1], bisogna riavvolgere il nastro di almeno sei settimane.</p>
<p>L’Iran stava già bruciando dall’interno. A partire dalla fine di dicembre 2025, il Paese era stato attraversato da una nuova ondata di proteste, inizialmente innescata dal carovita e dalla rapida svalutazione del rial, che tra la fine del 2025 e l’inizio del 2026 aveva toccato nuovi minimi storici sul mercato parallelo, erodendo il potere d’acquisto e colpendo in modo particolare le fasce urbane e commerciali.[2]</p>
<p>La risposta delle autorità era stata caratterizzata da una repressione estesa, con arresti di massa, uso della forza contro i manifestanti e un blackout delle comunicazioni durato quasi tre settimane. Un regime che spegne internet per tre settimane non sta gestendo una crisi: sta nascondendo la propria paura.</p>
<p>Qui emerge il primo nodo dello scenario. Trump aveva inizialmente minacciato un intervento militare come risposta alla repressione delle proteste. Con il protrarsi delle mobilitazioni, però, la linea della Casa Bianca aveva cambiato approccio: la prospettiva dell’attacco era stata utilizzata come strumento di pressione per spingere Teheran a riaprire il dossier sul programma nucleare e accettare nuovi colloqui. La strategia, dunque, era inizialmente negoziale. L’attacco non era inevitabile ma era una minaccia usata come leva. Ma qualcosa è cambiato nelle ultime settimane di febbraio. Trump ha dichiarato che il motivo per cui ha deciso di lanciare l’attacco all’Iran era “molto semplice”: “non erano disposti a interrompere la loro ricerca nucleare”, “non erano disposti a dire che non avrebbero avuto un’arma nucleare”.[3]</p>
<h3>La variabile americana</h3>
<p>Qui entra in gioco la dimensione economica, che è la chiave interpretativa più sottovalutata dalla narrativa mainstream.</p>
<p>L’economia americana arrivava al febbraio 2026 già indebolita. Neppure i sostenitori della trumpnomics avevano visto soddisfatte le proprie aspettative: il settore manifatturiero aveva sì visto la produzione tornare a crescere, ma senza che ciò si traducesse in aumento dell’occupazione. Il saldo della bilancia commerciale lato beni era peggiorato, la crescita economica era rallentata, le performance di borsa erano inferiori all’anno precedente, con una significativa svalutazione del dollaro del 15% rispetto all’euro.[4]</p>
<p>Il modello economico di Moody’s basato sull’intelligenza artificiale stimava al 49% la probabilità di recessione negli Stati Uniti entro i prossimi 12 mesi già prima della guerra con l’Iran.[5] Quasi mezzo paese in recessione prima ancora di sparare il primo colpo. Trump, che aveva costruito il suo secondo mandato sulla promessa esplicita di prezzi più bassi e supremazia economica, si trovava su un filo.</p>
<p>Questa fragilità è parte integrante dello scenario, non un dato accessorio. Un presidente sotto pressione economica interna, con i dazi già sconfessati dalla Corte Suprema e la manifattura che non decolla, ha un incentivo potente a spostare l’attenzione su una crisi esterna e a inquadrarla come vittoria. Ecco il paradosso tragico: i dazi si erano ritorti contro l’economia americana; e anche se gli Stati Uniti sono i primi produttori mondiali di petrolio, non sono immuni dall’effetto diretto dell’aumento del prezzo del barile sui prezzi dei carburanti.[6] La guerra apre una contraddizione interna all’amministrazione Trump che nessuna narrazione vittoriosa può coprire completamente.</p>
<h3>Il calcolo israeliano</h3>
<p>Netanyahu aveva un orizzonte temporale, non un’ideologia. Il primo ministro israeliano aveva dichiarato che l’Iran stava costruendo nuovi siti per armi nucleari che sarebbero stati impossibili da attaccare nel giro di pochi mesi, rendendo urgente l’azione: “Hanno iniziato a costruire nuovi siti, nuovi luoghi, bunker sotterranei, che avrebbero reso immuni i loro programmi di missili balistici e di bombe atomiche.”[7]</p>
<p>Ma c’è un elemento ulteriore nel calcolo israeliano, di natura esplicitamente geopolitica regionale. Nelle settimane precedenti l’attacco, Netanyahu aveva dichiarato: “Penso che questo aprirà la strada a molti trattati di pace con altri Paesi arabi e musulmani. L’Arabia Saudita avrà molto da guadagnare. Tutti questi Paesi sono minacciati dall’Iran, vogliono che il regime cada, anche se non lo dicono pubblicamente.” Questa frase è la mappa dei distinguo arabi che analizzeremo più avanti. Netanyahu stava già costruendo, nella sua testa, la nuova architettura del Medio Oriente post-iraniano.</p>
<p><a name="_ftn1" href="https://www.consequenze.org/geopolitica-guerra-e-futuro/il-suicidio-imperiale/#_ftnref1"></a></p>
<h3>Dalle dichiarazioni alla carneficina</h3>
<p>L’operazione militare è stata denominata da Israele “Il Ruggito del Leone”, mentre il Dipartimento della Difesa USA l’ha ribattezzata “Operazione Furia Epica”. Tra i primi obiettivi figurava la sede della Guida Suprema Ali Khamenei, ucciso nei raid.</p>
<p>La risposta di Teheran non si è fatta attendere: le Guardie Rivoluzionarie hanno annunciato il lancio dell’operazione “Truth Promise 4”, prendendo di mira Israele e obiettivi statunitensi nell’area del Golfo, con attacchi contro basi USA in Qatar, Bahrein, Kuwait ed Emirati Arabi Uniti, missili anche su Dubai e la chiusura dello Stretto di Hormuz.</p>
<p>È questa risposta di Teheran che cambia tutto nella mappa regionale.</p>
<h4>Il non appoggio arabo</h4>
<p>Qui va fatto un lavoro analitico preciso, perché la narrazione semplificata di “paesi arabi che appoggiano l’attacco” non regge a un esame strutturale. La realtà è più sottile e più rivelatrice.</p>
<h5>Prima fase (28 febbraio – 1° marzo): silenzio calcolato</h5>
<p>L’Arabia Saudita aveva ricordato di non aver concesso l’uso del suo spazio aereo per colpire l’Iran, riservandosi il diritto di “rispondere a un’aggressione”. I paesi del Golfo guardavano, non partecipavano. L’attacco israelo-americano era visto con un mix di soddisfazione segreta — il rivale storico finalmente colpito — e di autentica preoccupazione per l’escalation.</p>
<h5>Seconda fase (1-3 marzo): la ritorsione iraniana cambia tutto</h5>
<p>La risposta dell’Iran agli attacchi di Stati Uniti e Israele è stata una serie di lanci di missili e droni verso Israele, verso le basi statunitensi, ma anche verso obiettivi civili dei paesi del Golfo: hotel, centri commerciali, aeroporti, porti.</p>
<p>La ritorsione di Teheran ha provocato una reazione di sdegno e protesta in tutti i Paesi del Golfo colpiti. “La vostra guerra non è contro i vostri vicini”, ha dichiarato un alto funzionario degli Emirati Arabi Uniti, aggiungendo che “l’aggressione iraniana contro gli stati del Golfo è stata un errore di calcolo e ha isolato l’Iran in un momento critico”.[8]</p>
<p>Questo è il punto di svolta che trasforma la postura araba da neutralità calcolata a coalizione attiva. Come ha affermato Abdulaziz Sager, presidente del Gulf Research Center: “In tutta la regione del Golfo è diffusa la convinzione che l’Iran abbia oltrepassato ogni linea rossa con i Paesi del Golfo. Inizialmente li abbiamo difesi e ci siamo opposti alla guerra, ma una volta che hanno cominciato a dirigere gli attacchi contro di noi, sono diventati nemici.”[9]</p>
<h3>I distinguo fondamentali</h3>
<p>Il quadro non è uniforme. Vanno distinti almeno quattro profili:</p>
<p>Emirati Arabi Uniti e Bahrein — quelli più colpiti, i più esposti, i più inclini a una risposta militare diretta. Gli Emirati stavano valutando di attaccare i siti missilistici iraniani per fermare i lanci contro il loro territorio: un’azione senza precedenti.[10]</p>
<p>Arabia Saudita — posizione più cauta ma egualmente segnata dall’attacco diretto. Tra il 28 febbraio e il 3 marzo, esplosioni erano state segnalate nelle province orientali, vicino ai campi petroliferi di Abqaiq, e droni iraniani avevano colpito l’ambasciata USA a Riad.[11] Riad si era schierata contro la “brutale aggressione iraniana” ma non aveva mai formalizzato una partecipazione militare attiva fino alla formazione della coalizione per Hormuz.</p>
<p>Qatar e Oman — i più ambigui. Il Qatar ospitava basi USA ed era stato colpito dagli iraniani, ma era anche il principale mediatore diplomatico. Oman ed Egitto erano impegnati in uno sforzo diplomatico parallelo per porre fine alla guerra.[12]</p>
<p>Giordania — la più distante dal conflitto diretto, ma coinvolta nelle intercettazioni di droni iraniani nel proprio spazio aereo.</p>
<p>La differenza strutturale tra questi profili è questa: i paesi del Golfo non hanno appoggiato l’attacco americano-israeliano per solidarietà con Israele. Lo hanno fatto — o sono stati trascinati a farlo — perché l’Iran ha compiuto l’errore strategico di colpirli direttamente, trasformandoli da spettatori interessati a parti in causa.</p>
<p>Sono state le stesse fonti del Gulf Research Center a confermarlo: “Gli stati arabi del Golfo non avevano chiesto agli Stati Uniti di entrare in guerra con l’Iran, ma molti ora li stavano esortando a non fermarsi.”[13] Una frase che dice tutto sulle dinamiche reali di questo conflitto.</p>
<h3>La trappola di Hormuz</h3>
<p>Ma c’è un piano che si è incrinato quasi subito. Lo scenario vincente immaginato da Trump e Netanyahu — campagna rapida, regime che crolla, nuova architettura regionale — si è scontrato con una variabile che nessuno dei due sa come gestire: lo Stretto di Hormuz.</p>
<p>L’Agenzia Internazionale dell’Energia ha annunciato un rilascio di emergenza di 400 milioni di barili dalle riserve strategiche — una misura raramente adottata — poiché il conflitto aveva sottratto circa 8 milioni di barili al giorno dall’offerta globale.[14]</p>
<p>Goldman Sachs ha rivisto al rialzo le previsioni sull’inflazione per il 2026 di 0,8 punti percentuali e tagliato le proiezioni di crescita del PIL. In uno scenario peggiore, la probabilità di recessione americana è stimata al 25%.[15]</p>
<p>Si materializza così la più classica delle trappole geopolitiche: l’azione militare pensata per risolvere una crisi economica interna rischia di aggravarla. Come ha scritto Fortune Italia, Trump si è scontrato frontalmente con qualcosa che la sua intera filosofia operativa non è attrezzata a gestire: “una strozzatura larga 21 miglia all’imbocco del Golfo Persico che non ha alcun CEO da bullizzare, nessun obbligazionista da minacciare e nessun azionista che possa assorbire la perdita.”[16]</p>
<h3>La lettura strutturale</h3>
<p>Mettendo insieme tutti gli elementi, lo scenario che emerge non è quello di una guerra decisa improvvisamente, né di un’azione puramente reattiva al nucleare iraniano. È qualcosa di più complesso e più antico. Cinque livelli di analisi sovrapposti.</p>
<ol>
<li>La “finestra nucleare”. Netanyahu aveva una finestra di opportunità tecnica che si stava chiudendo. I nuovi bunker iraniani avrebbero presto reso l’obiettivo militarmente non raggiungibile. Agire adesso o non agire più.</li>
<li>La gestione della crisi interna americana. Trump era in una condizione di fragilità economica con i dazi che non funzionavano, il deficit in peggioramento, la manifattura senza occupazione. Una “vittoria” militare rapida in Medio Oriente poteva riscrivere la narrativa interna. Il calcolo era: debolezza economica + guerra breve = consenso. Il problema è che la guerra non è stata breve.</li>
<li>Il sistema del petrodollaro. Le guerre americane in Medio Oriente non hanno mai riguardato la sicurezza regionale in senso stretto, ma il mantenimento del sistema del petrodollaro — l’obbligo implicito per cui il petrolio mondiale viene scambiato in dollari, garantendo agli Stati Uniti un privilegio monetario straordinario. In questa logica, destabilizzare l’Iran — che da anni vende greggio alla Cina aggirando il sistema del dollaro — non è una scelta dettata dall’ideologia, ma dal calcolo finanziario.[17]</li>
<li>La risposta araba come conseguenza non pianificata. I paesi arabi del Golfo non erano alleati nell’attacco: erano spettatori. È stata la risposta militare iraniana, con i missili sugli Emirati e sull’Arabia Saudita, a trasformarli in co-belligeranti. In un documento congiunto, Arabia Saudita, Bahrain, Giordania, Kuwait, Qatar, Emirati Arabi Uniti e Stati Uniti hanno affermato “il diritto di autodifesa” per “difendere i nostri cittadini”.[18] Non è una dichiarazione di guerra all’Iran: è una legittimazione difensiva che l’Iran ha regalato loro colpendoli.</li>
<li>Una drammatica eterogenesi dei fini. Una guerra pensata per consolidare il primato americano nel Golfo, eliminare il programma nucleare iraniano e aprire la strada ad Abraham Accords con l’Arabia Saudita, rischia di produrre esattamente il contrario: Hormuz chiuso, petrolio alle stelle, recessione americana in avvicinamento, e un Iran che anche sconfitto militarmente lascerà un vuoto di potere che nessuno saprà riempire.</li>
</ol>
<p>Come aveva detto Guterres al Consiglio di Sicurezza nella notte dell’attacco: “Stiamo assistendo a una grave minaccia alla pace e alla sicurezza internazionali. L’azione militare comporta il rischio di innescare una catena di eventi che nessuno può controllare, nella regione più instabile del mondo.”[19]<a name="_ftn1" href="https://www.consequenze.org/geopolitica-guerra-e-futuro/il-suicidio-imperiale/#_ftnref1"></a></p>
<p><a name="_ftn1" href="https://www.consequenze.org/geopolitica-guerra-e-futuro/il-suicidio-imperiale/#_ftnref1"></a></p>
</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
<div data-id="345304be" data-element_type="container" data-e-type="container">
<div>
<div data-id="25e3655d" data-element_type="container" data-e-type="container">
<div data-id="39b65b8d" data-element_type="widget" data-e-type="widget" data-widget_type="image.default">
<div><img src="https://www.consequenze.org/wp-content/uploads/2026/03/lucid-origin_An_antique_brass_compass_lying_open_on_a_nautical_chart_of_a_narrow_strait_the_n-0-1.webp" alt="" width="400" height="400" /></div>
</div>
</div>
<div data-id="22d091d8" data-element_type="container" data-e-type="container">
<div data-id="384c37d7" data-element_type="widget" data-e-type="widget" data-widget_type="text-editor.default">
<div>
<h3>La stagflazione come destino europeo</h3>
<p>L’Europa arrivava al conflitto già con le difese immunitarie abbassate.</p>
<p>L’area euro aveva iniziato il 2026 con segnali di ripresa ciclica e un’inflazione prevista leggermente sotto il 2%, attorno all’1,7%.<br />
L’impennata dei prezzi energetici rischia però di cambiare rapidamente il quadro: una ripresa fragile, costruita su basi precarie, esposta a uno shock esogeno enorme[20].</p>
</div>
</div>
</div>
<div data-id="5806ce13" data-element_type="container" data-e-type="container">
<div data-id="241ef262" data-element_type="widget" data-e-type="widget" data-widget_type="divider.default"></div>
<div data-id="5ebeaa2e" data-element_type="widget" data-e-type="widget" data-widget_type="text-editor.default">
<div>
<h3>Il meccanismo della trappola</h3>
<p>La stagflazione viene spesso definita una “trappola” perché una volta innescato il meccanismo è molto difficile uscirne. Le opzioni per la BCE non sono risolutive: lo strumento principale per raffreddare i prezzi è l’innalzamento dei tassi di interesse, ma così non si toccherebbe il vero nervo scoperto, che è esogeno. Paradossalmente, alzare i tassi potrebbe frenare la domanda di investimenti, con un ulteriore effetto negativo sulla crescita.[21]</p>
<p>È il dilemma classico della stagflazione — quello stesso che Volcker risolse negli anni ’80 a un costo sociale enorme — ma con una differenza strutturale rispetto ad allora: la vecchia ipotesi secondo cui le banche centrali potevano semplicemente “guardare oltre” un’inflazione trainata dall’energia non è più valida. Se le banche centrali non intervengono, l’inflazione si radica nelle aspettative salariali e nei contratti; se intervengono, strozzano quel minimo di domanda interna che reggeva la crescita.</p>
<h2>I numeri dello scenario intermedio</h2>
<p>In uno scenario di conflitto che si prolunga tra tre e sei mesi con chiusura parziale di Hormuz, tre-cinque milioni di barili al giorno escono dal mercato, il Brent salirebbe tra 100 e 115 dollari per mesi, l’inflazione UE aggiungerebbe a sé stessa 1,5-3 punti, superando potenzialmente il 4-5% come picco. Il PIL dell’Eurozona si contrarrebbe nella seconda metà del 2026, con una perdita annua di 0,5-1,0%.[22]</p>
<p>Il Commissario europeo Dombrovskis ha riferito ai ministri che l’espansione economica nel 2026 potrebbe risultare inferiore di 0,4 punti percentuali rispetto al ritmo dell’1,4% previsto.[23] Crescita all’1% con inflazione al 4-5%: quella non è più ripresa, è stagnazione con dolore. È la fotografia degli anni ’70, con la tecnologia del 2026.</p>
<h3>La vulnerabilità italiana</h3>
<p>L’impatto negativo potrebbe essere particolarmente forte in Germania, che quest’anno avrebbe dovuto fungere da motore della crescita europea.[24] Ma se la Germania va in contrazione, l’Italia, strutturalmente agganciata alla domanda tedesca attraverso le filiere manifatturiere del Nord, riceve il doppio colpo: lo shock energetico diretto e il calo della domanda del principale partner commerciale.</p>
<p>A questo si aggiunge il fattore debito. Secondo il Wall Street Journal, quello europeo è uno dei mercati più colpiti dalla crisi energetica: il continente ha opzioni limitate, con i costi di finanziamento in forte crescita e debito pubblico a livello record in alcuni Paesi.[25] Paesi come l’Italia, la Grecia, il Belgio, dove lo spread tra l’inflazione dei costi e la crescita reale diventa rapidamente insostenibile per i bilanci pubblici.</p>
<h3>La dimensione nascosta</h3>
<p>C’è un elemento che sfugge ai ragionamenti mainstream e che merita di essere nominato esplicitamente. Teheran non ha bisogno di affondare una flotta intera per vincere: le basta rendere i premi assicurativi marittimi insostenibili. Quando il costo del trasporto supera il valore del carico, il blocco navale è ottenuto senza sparare un solo colpo.</p>
<p>Non è la chiusura fisica di Hormuz, che i media misurano in navi bloccate, ma la paralisi assicurativa che colpisce le catene logistiche globali. Il blocco o la restrizione di Hormuz e del Mar Rosso — già compromesso dagli Houthi dal 2023 — costringerà il 12-15% del commercio globale a circumnavigare l’Africa: dieci-quattordici giorni in più di transito, con effetti più marcati su Germania e Italia, economie più esposte al commercio internazionale.[26]</p>
<h3>Il cortocircuito politico finale</h3>
<p>C’è un livello ulteriore che va oltre l’economia pura. La stagflazione è storicamente la condizione che erode più rapidamente il consenso politico e che alimenta le derive autoritarie e populiste. Non perché i populisti abbiano le risposte — non le hanno — ma perché la stagflazione è la situazione in cui le élite tradizionali dimostrano con la massima evidenza la propria incapacità strutturale.[27]</p>
<p>L’Europa nel 2022 aveva reagito alla crisi energetica post-ucraina con un certo livello di coesione. Quella crisi aveva un nemico chiaro (la Russia), una narrativa condivisa, e i governi potevano presentarsi come difensori di valori. Questa crisi è diversa: è generata da un’azione militare degli alleati americani e israeliani che l’Europa ha esplicitamente criticato e da cui si è dissociata. È difficile costruire una narrazione coesa quando la fonte del danno sono i propri alleati dichiarati.</p>
<p>Il paradosso finale dell’eterogenesi dei fini è questo: una guerra pensata per produrre stabilità e primato rischia di produrre l’esatto contrario — non solo in Medio Oriente, ma nelle democrazie occidentali che avrebbero dovuto beneficiarne. E l’Europa, che non ha deciso niente, potrebbe pagare il conto più salato di tutti.</p>
<p>La storia non produce mai esattamente ciò che i suoi artefici vogliono. Produce invece, con precisione quasi meccanica, le conseguenze che loro stessi non avevano previsto. Il suicidio imperiale è sempre volontario e sempre</p>
<p>Stefano Pierpaoli<br />
19 marzo 2026<a name="_ftn1" href="https://www.consequenze.org/geopolitica-guerra-e-futuro/il-suicidio-imperiale/#_ftnref1"></a></p>
</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
<div data-id="4377ffd6" data-element_type="container" data-e-type="container" data-settings="{&quot;background_background&quot;:&quot;classic&quot;}">
<div>
<div data-id="78191934" data-element_type="container" data-e-type="container" data-settings="{&quot;background_background&quot;:&quot;classic&quot;}">
<div data-id="70497025" data-element_type="widget" data-e-type="widget" data-widget_type="text-editor.default">
<div>
<ol>
<li>ISPI, “Attacco di Usa e Israele all’Iran: 7 grafici per capire come siamo arrivati fin qui”, 28 febbraio 2026.</li>
<li>Le proteste erano iniziate a fine dicembre 2025, innescate dal caro vita e dalla svalutazione del rial, con un blackout di comunicazioni durato circa tre settimane.</li>
<li>Dichiarazione di Trump in conferenza stampa, 1° marzo 2026: “non erano disposti a interrompere la loro ricerca nucleare”.</li>
<li>4Il deficit della bilancia commerciale era passato da 1.215,4 a 1.240,9 miliardi in un anno nonostante i dazi; il dollaro aveva perso il 15% rispetto all’euro.</li>
<li>Moody’s Analytics, “Recessione negli USA sempre più difficile da evitare con la guerra in Iran”, 18 marzo 2026. Il modello AI di Moody’s stimava al 49% la probabilità di recessione USA entro 12 mesi già prima dell’attacco.</li>
<li>Dati del Financial Times sull’effetto boomerang dei dazi e sull’esposizione americana al prezzo del barile.</li>
<li>ANSA 3 marzo 2026: dichiarazione di Netanyahu a Fox News nelle settimane precedenti l’attacco, ripresa da fonti israeliane.</li>
<li>“La ritorsione iraniana nel Golfo spiazza i vicini”, 2 marzo 2026. Dichiarazione di Anwar Gargash, consigliere del presidente emiratino: “L’aggressione iraniana contro gli stati del Golfo è stata un errore di calcolo e ha isolato l’Iran in un momento critico.”</li>
<li>ANSA, 17 marzo 2026. Dichiarazione di Abdulaziz Sager, presidente del Gulf Research Center: “Inizialmente li abbiamo difesi e ci siamo opposti alla guerra, ma una volta che hanno cominciato a dirigere gli attacchi contro di noi, sono diventati nemici.”</li>
<li>3 marzo 2026: gli Emirati stavano valutando di attaccare i siti missilistici iraniani. “Un’azione senza precedenti”, secondo Axios.</li>
<li>Il Post, ibidem. Arabia Saudita: esplosioni segnalate vicino ai campi petroliferi di Abqaiq il 2-3 marzo; droni iraniani sull’ambasciata USA a Riad.</li>
<li>Adnkronos, 14 marzo 2026: Turchia, Oman ed Egitto impegnati in uno sforzo diplomatico parallelo.</li>
<li>ANSA, 17 marzo 2026, cit. Reuters: “Gli stati arabi del Golfo non avevano chiesto agli Stati Uniti di entrare in guerra con l’Iran, ma molti ora li stavano esortando a non fermarsi.”</li>
<li>IEA (Agenzia Internazionale dell’Energia), comunicato 11 marzo 2026: rilascio di emergenza di 400 milioni di barili dalle riserve strategiche dei 32 Paesi membri, la più ampia operazione nella storia dell’istituzione.</li>
<li>Goldman Sachs Research, marzo 2026, cit. da Fortune Italia e Euronews: inflazione 2026 rivista al rialzo di 0,8 punti percentuali (al 2,9%), PIL tagliato di 0,3 punti (al 2,2%). In scenario di Brent a 110 dollari per un mese, probabilità di recessione USA al 25%.</li>
<li>Fortune Italia, “Stretto di Hormuz, ecco perché i metodi di Trump non stanno funzionando”, 17 marzo 2026.</li>
<li>Michael Hudson, Super Imperialism (nuova ed. 2021) e interventi pubblici 2024-2025. La tesi del petrodollaro come motore delle guerre americane in Medio Oriente è sviluppata anche in Killing the Host (2015). Hudson sostiene che ogni paese che venda petrolio in valuta diversa dal dollaro “diventa un bersaglio”.</li>
<li>ANSA, 3 marzo 2026, cit. documento congiunto Arabia Saudita, Bahrain, Giordania, Kuwait, Qatar, Emirati Arabi Uniti e Stati Uniti: “il diritto di autodifesa” per “difendere i nostri cittadini”.</li>
<li>ONU, dichiarazione del Segretario Generale António Guterres al Consiglio di Sicurezza straordinario, 28 febbraio 2026</li>
<li>MUFG Bank (Henry Cook), “Quanto può salire l’inflazione europea se la guerra con l’Iran continua?”, 11 marzo 2026.</li>
<li>Paolo Collini (già Rettore Università di Trento), “Iran, tra guerra e crisi energetica. L’Ue rischia la trappola della stagflazione”, 16 marzo 2026.</li>
<li>“Hormuz, guerra in Iran e rischio di stagflazione in Europa”, marzo 2026. Scenario B (3-6 mesi di conflitto): Brent 100-115 dollari, inflazione UE +1,5-3 punti, PIL Eurozona -0,5-1,0%. Fonti: modelli IMF, BCE, Oxford Economics, IEA, S&amp;P Global.</li>
<li>Commissione Europea (Dombrovskis), 12 marzo 2026: crescita 2026 stimata inferiore di 0,4 punti rispetto al ritmo dell’1,4% previsto.</li>
<li>RBC BlueBay (Kaspar Hense), 9 marzo 2026: “l’impatto negativo potrebbe essere particolarmente forte in Germania, che quest’anno avrebbe dovuto fungere da motore della crescita europea”.</li>
<li>Wall Street Journal, 16 marzo 2026: “Il continente ha opzioni limitate, con i costi di finanziamento in forte crescita e debito pubblico a livello record in alcuni Paesi.”</li>
<li>ISPI e Oxford Economics: il blocco o la restrizione di Hormuz e del Mar Rosso “costringerà il 12-15% del commercio globale a circumnavigare l’Africa: dieci-quattordici giorni in più di transito, riduzione della capacità di spedizione del 9-15%”. Su Germania e Italia come economie più esposte, ISPI e Oxford Economics.</li>
<li>Colin Crouch, Post-Democracy (2004): Sull’effetto politico della stagflazione si vedano: Paul Krugman, The Age of Diminished Expectations (1990); Barry Eichengreen, The European Economy since 1945 (2007). Sull’erosione del consenso come meccanismo strutturale</li>
</ol>
<p><a href="https://www.consequenze.org/geopolitica-guerra-e-futuro/il-suicidio-imperiale/">IL SUICIDIO IMPERIALE</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.comunismoecomunita.org/?feed=rss2&#038;p=9203</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Israele: la dittatura sionista minaccia la vita sulla Terra</title>
		<link>https://www.comunismoecomunita.org/?p=9167</link>
		<comments>https://www.comunismoecomunita.org/?p=9167#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 06 Jan 2026 19:12:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Thomas Munzner</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dibattito Politico]]></category>
		<category><![CDATA[Ben-Gvir]]></category>
		<category><![CDATA[Hamas]]></category>
		<category><![CDATA[Iran]]></category>
		<category><![CDATA[Mossad]]></category>
		<category><![CDATA[Netanyahu]]></category>
		<category><![CDATA[sionismo]]></category>
		<category><![CDATA[stefano zecchinelli]]></category>
		<category><![CDATA[Trump]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.comunismoecomunita.org/?p=9167</guid>
		<description><![CDATA[&#160; &#160; Israele: la dittatura sionista minaccia la vita sulla Terra Stefano Zecchinelli &#160; L’imperialismo israeliano, attraverso il controllo dei gangli vitali dello “stato profondo” statunitense, contempla l’Armageddon termonucleare: l’intento del governo israeliano-nazista prevede in potenza anche la distruzione d’una porzione del pianeta, un progetto che proietta nel ventunesimo secolo la concezione schiavista – un autentico delirio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<header>
<h1><img src="data:image/webp;base64,UklGRqAZAABXRUJQVlA4IJQZAAAQjQCdASohAeoAPp1GnEslo6MvJhNMseATiWduQpBb/HZB6V1jW6unfTs9TyzwaYZo2k2rnF3o7pjzxVuvH+Iuol+rbTT9yNBfDB7sIQF4kkiM8TJPzV4EGsPbL6f5KpSEwVy58hWEGQ0ttJ4rvM/WUU+LkzMfluSWiryKlDdYDQbkUFSiwR7LbTwgKQAJFgHZX3tNZqc3suVWCkvhnxDqdpv2+JDy3xuhhbVpNtNrjxHU7OEXrabUlQKr7cplYJ/HQ68Zds3ZboZytLq2Sot9aiFhK/oyCwYlBiSneMh+VPzWKjUPftUTDy4aN5qwqcYoNVKQBXL3PylXfJDj5f118nVxgPz68RNX4lGQ/3tnrEJdrtA5vhEKhqaKwVEX28waBuj1ooeZjd6NuIHKQYDS8APV4NfEemnnWKT+TSChhQBrm8K/Tgz16LOx/rw1LWtejrxZa4MTI6ZVrbADGL0WuZUhlW2w1S5wmU/gmoKLQPCNwTSfrZIVolqQIa0q+/lXpXEFL2tjw5BnKPzbKf0rYRMZTWLNc6kBbHdttzSsyoABE5EhxPYOZeLttSHZIGp8eW06wEAgfXqAHUyib/R+1gsCJlEbBKaGG7fSJJFWkPI3JbTbsZUVxs1Vge2tiPJMbpK2VtDC4BJQfUkAIX28En4rIYTLB3bVaGSriONPW35QakljVMyzq1VdD1UwuAfi9LqUpX/pksv7zYR+ivORbUgSTpbMjv3+CnDARem9hQXEuDwdBP7EajMfb8KMw/s5Mjjv26W9xUHqBp6yV+P78jr/eUCVoucvwMIBAvIkxtP8KLL5pT7awMCvGZ2Io51AnSIb5xt1+v1p2zYxlrwUa1whPSP/ODp+Toaqh7A6/Y3N7yRh72+9uCgUJAIZqw0ot9GL8X/cgFI1C4fXYRDBUy8IJfhhhE7nBjy8l1arfVTgRXsqhTv9dIsuyu8w84cuxfdKosZ/NdjyiqvXiqbfwlnElabSPrzesM/o8SqlIJF96HVumkWsK/1yHwIYTb9ASnFI3umk5gDTIjluTc2WQwgILYN1w2h9B+2nAY7ZcpqN3AlaYmvNt5EU/LqSiF6Ql7dcieb1wCzRKDGgeRuStaGfiuI+M5r2cSZUHf5thQbyz/+hLrJMqVxccBgPGsQyNZhu9h6WsNQYTCwl5uoexSwF9Sy82SBf5OSLrEitb2IRZhqVh27KCFMuvr1LM4zrn/qCpvNqAQCe9flkJ56PYDP61qkzN7lUhfCiAFB1a7tO/YpTszIDusnT3o8o1B+K4trodCxA37a8zmFDuEd9rc0oImQdd0s6zN/wI0U9pwRXL5OuDY5i+V7JaGGUY5LUWw6MyCsUO9WghdEzNSB795higzE7xx7dV8ucaOjNuoP6BinMP0znOIZEtbcvtG4OwMjfpJJ440gH023DJoxOSc6vjwGKLa+K9wpcm5CmdvzdZ8VKUpMb1Lt4WE9P1fHdxHeSHpTqJMmDkBx/bd5bnOBN1k4Pb5lf7Oc5zQ6wMagA/vp900qzGK+ERzSdNz/Z4N9fw7Fck1eM1kWVw2N5I0fpGIinGVQ/8GAkEwwJwFF+UPFdCiPpTOk9mA/UB+5NFVWsMNpAVzuXne39TzeO3LMYIXUS7BxAnFNurbFS/cRmZi0LlFoG6Zgb6eh1+ZioRGwwaNEd/OUUDslTWl+C3lpjS/9iJA1NtvIfMOdTIBIbHBhrNKOB/n0pOOq3bqmYcokKxlDDux4XYaxE9plLHKwoCVaB8kGfCypDHe9ngKGjVUlPjtKDNdJlskN1tlM8BJHMPX0a0UfTxMbuGpWJWvV3zgD+Bl249b7Doie4kccC4Y/Qf2WS5K14bqv/6HuSMVN3gtvNNY4xr8GZlbW5ER2rEcQGdl4jmVY+nDEZzhPVtC679VT8+jnUa7PROE1P4b5A/PE28kTH/Uf/4nbFoY8vAAjt4Swji/FFbmc6Q9iYuq9TBUVS7AbJTwdYWhQ8AKC8ikFIvpqwiwL+fU76oFs1TPtkHmzDgmSrJdjKo6nxHlgJPGeo/vnuezz0+6DQo1P86s/qLOsOER6gjtqq1kL7pm2RVqcr3dUtwAXPGUa7a4OPf6If0umjiamHeAl/JQUTlaXW84IiAjRvwNGAOA3mWiBuIRTqPnRbXL6P3YD/QxRVNtDTo0gepjCwTYD8tqoDxa6yB97eC/fbbR3LYxqEXPnqQMpTl8aQlBr8hGmnKk0OC7ESJIt/1oS70+Ze4mGz1uVkdAOPWhWzxv/+K4AxhZZ/46a4ARokjybXRZj2oWOkTfeAZGKC9kWC6JAOdjFPXj33usfgdciGuRCHo3Z0at7+r47fstnx2iNwN7WWIW1nN9UPZ1PJlvQFzW+0ZtDOckE8S666GDjJY4I1/dJdEinsSlp+uNlKDX8Ls0D0w9Zp8JzThIQKVl9Uo+CH4K4gVjOXHkt311OuiAFP5XURK2h7nx+y4cSMnXICg8OZ63RjM/xxaOoiMtZCQBn3AtYg6QTSTsPtek6eoxdusP9lC9xnn0y6kJYCTlR0X8S+VnM4Bv/ON/F28pa2L0lQ982jQkPQd7ofl3fueInQCX1a9jW3hbb8WkYfJyxTBasDKEi2CEbC7sFoMsRyXnSTs/sUbaisaVdJ4nf6/h3IXdkoQbvoyjlQNKoJWv3QXLoKTmM/l8SYwmOnLYQ/s96HdSqb2vMHRbGX34qbQEidHrLEY+gOdnf25gzDS09vkbxhGrp/tTmW5hdmuP61XBQlcCBT3cohX9vCkGSMz9lYg8S8GOFrAG80Z2bL8gLqggb81Qu6vLYkj0gEFXdJ2L/HfWfXfPn56HE1jsokkctZr/0UaoqPNg/8l8ITGGuN1UIf8S0uJPHwuqy8f2ilNcFuV8UWGoiZlcio7kX1VUFKlNZ7y2lYlZswEq7wC4f7drb//qX5APsQd56QcLf1G65LeRlHYo5SXR5IW7TG5DG1+hcBqhRP3CrGWsHdDH+AkSVOlb81vC7g9VfS0m8wYfjPCJ8LMwJwxup285SzEwc/iJBZx3y1wCBcInJ8AkUVCeFwLacVXCP2A4ZAU+f9ubQqo0fjZZpwB4rrDERau1NRH0GWuNHquRAovRgfwTEn/vyteH8a5DbpjOTt/UsVrDekQQZUx+VwoDpg8r3I5S7/rwDh87fBZKrMQddt62qAr8555QKP045O6V94gNH4b05IZkaUIsDPQKpTLkF/7lsNxK6P7GbKBTuo5Y3gSBh+1uhaATSLep4Pj8kuI/9eL7M4pE22u6Co5/+Ua984+LTCcTCZuUbzfapfYLm3pYVF4vosBacYAxF6CvsZh0cv0Po7BrL2ssUsQbHDD/9JeBL0wkAqX8PUFNY/fNTleivt9nq+HByTBHd6EfxY1TzTSmGBOL8QKgtUK8KBE3k/eRC3i50btrlj6r7D/4jmohn/96nL91QMp1VwPm9Bmh8GCAtCBli1nnwj/MGfFdulqNYYx7wO5j25F23CetS7SJhgrslhSeVhuJco8mGOEXB3kUwV/Az3snx9XUZif1Qbpn0hZaX0mcZOB+S0Lqoaa0vRHbJ2LUfABGeVvQG55403JeeBVZI8ix/AZoQWZ2p4zEjhypWqcASgziD7luraUPuXvkxF5lA3BBUjdkwmshTadBPvPwjgAf5yyjXanZgmUBiehWQz4UH1qmtD1MK+uq0viePVUETvyZv/tkfuba9cUZeJ0lGwARCbYdjnzRMiUqCBGdYGrPPWBZZ1MnLwuN3h41T7qMM18mkH8Tlz98Zob8j8uw6u1J2hQpYOBSNp7kZKZMVjWP4YJt96KiusmvLyRKFPW6eCtK6WyH8cK4T0BSTl6K8ykxHQCR54imotuaoHqDxx5bNzHIQzSxD4zMfx+/i7O+0Yn9rAeSnAfciD536+xKp+WWgtx9gv0mrPVSVNruwPDeB3Si2k1a68mfbIK/h5a1pWsxTl79TTmIwonhD+69w1LaEV3sDIvXU3H0KLdO8zQMka+fFwojTMxE0Kn8cpsMEXSSolMhaB+cgmFDea19qMJv9d4qYd/rmNCjWcXxo60xxEPUeUyQmtDOkg7kUmQvxyb00PpfSEeI/avwgtzjh0HdtrNEQv8d8vgJ0qatVnOf93xuAR1SJOUGmMm7wYNG+4Qy9n6prckNdZKwX34fS/GzhCbjv87BPoY1Irrv3YTGwI+FyolS55Ggr1rAv+NsA13DAw6Xk8sZbouAAA5eM70ylfzlZa8L09ZtwYd6Ssx4SS+A+BYKLm6DTo4r4MHrPKCKKBIbpV9FP6q2wbW5M6/aJDh9gtYlPN7QVQiZQFN1MnMQpwn8HFe/MEpXK8yEmcOlEaruIB0U8B1CWgViKAHAAEHEGLhoaUWQ+DAoaKKWtgG1y6bORf1MiH7BMCHjCoUO2a6jTFSGm5PKqH63cs67d49hcgGfpRAETweP1elvsTWcweno5gdv2NGBGJqF53u4WFVntWKfQ5se/bEQq+usEj4f+MWcn9+P3xWUjVfdDH1o2JobztNk4uxU0PhpNm0NdTf3/Kn4Ty9EOZyGIcX2uvlK75O9jF+P4wXroyjNIxObPfpOHE+A86wPLW8I+JNWUrsFm1BkyCfk7Z0woI42hXqG/UIXcilEO/6UT0bNavSRQwAe+Xh5Ed3FC5xiPh0k96HxeRnUzGH/EhVC11ts6QlzCRulaKaI1ZHvkTmCPaPFPo3z9DTtupPE2Rbw5phwPLcOqp10qUl/Uhfvvos46IEMyep0Hsmt6/z/GU7IS6joQTnctlDH/50s0XNhZVu3vmnee8/mGyGitHy2jdT+IYuMEjzCn8bGkZr6+lXejhyQNeKB1yEQy4xe1kkn5czJ8vC1B07RP2XTDIq9QzBKf8u/P0Rto+9vbcuX5dc7PHwateJSm+LqISjE2FBAsiIqXOChw0OuftGHwv2Tbwfpws3+6Sl/Oh3LPDcOWbvPbZL9V/U4HFDPR/tMiGlHBplzcNoFBqttv82NQzi3mHsiQdsobQLiFY1iSVxn1Wfuh2uiYBi6b21JT8f6xP2BYfuiL+Sul5y2Bhne6E55UQ1C01xLzAL5a2g9cToPugGyWF673dnCpa+J4w/F4HoKkU4z3/81P5qnHJuMpW4dS7fuVZfmKM788varxFacfxwJVLB+gfH2FqNbNprMp4QPaN0JBUVWR7jCJgaRHQ7d7C8GzFN7neRuuvW/But88qCxEfy5gP6ctfO7GXtxZ0NBtRIdE+VIMTt100eejZG81MygoeJMBQht7k7+XoLMSFkzOG9WIMCeOX7a2YJaF1u6Ex8W3dprCl6WcXKSxLFnXBbLwkh+LsdMTr2EsOtbuQmOo+yjI27O2EG/EXjuRW8uH09y1wOxyyBAloS/w/lpoJv8rKpDYyf+wGIF3jvC4p28pFCW9wYeHhzaEFkXsIqfv8PWsQv7R/IPJMGDmNJKuCN8L7fIZ0ppqxtepEiS2OFyLzUrpZ/z6jpLfjKrfafd3sx67eyx/64e6x08bYERZNiA8C8IbS1AjhQEvEfFHV5HcZQ/DjGiNaEY0yny7PTfsgOVww0WUQ/Pfo+Ci1C1NRes8nE1tRHTIP4eKnUmFeWKKaZFsl14zqM04Efvbl5A8WsLlxbK/DTbmp+7irbjZn45kqYOx7riYWFb30ck/UrtWfgW2kLkyORPR3N+9/xhKrAc2K1XtYTQidAoD+U2WvNKzBd422wthIL+1zWHjxJ+PHtXQsOzVqtEcO451DNS8uWV6Q7QjmCQYk8W6ODB8NpPhfM55GsHdenj7XGqhVfFfIijIxsgy1KCGR/NMQBl3Bd45xXNE/h0OONtIZ0shVgiKi7EXdHFP87h9hUnV4nB+oEHfh7H8L/TDqA7Vh+eDvuPxCKNI34cfOT1iIcEwlNcdpsbTnUEi9UJAXl2LRHOrHhXGi8FJ39C7Huezno7mfq4lxz/KGJgmDCm2IQFPNkM4WIccLakoColTShEd6/PIZbEk2/utWrOhbCDthoJr6PrNtfQsUcHddTdrN/co74QziDFD2CDX/Ggi2Sh0QVQpKFCDw9kFBeXiGy+umxAklvUyUJNo7rTHgVengYSFyYmm/inHODzcaUejAwc20sF4NKc0TtET7Bk+0uHZT534IwjYUxSbhRLDVfp34ad2Z77rsM9iCxgU+0JMiIVe1WuNZVWgPg6aNzLMt2kyywQPacZRMe3E+UMzgSXNAM4lSw5zjSca8qp7wTxGCK+LelVK/NmjvJOkijx3T7zdcjuxheADIGg/mODbN8ORONAi8vQ/2GS4U7VjtxNATY2B1YrI9JV+Yoy2qGtelBy/WSXMY/oBEKyHZBxrnvSMXtBXL3e4Eitf80D7ovapevTHdzdBD2jWU9+zOhCNVuDBt35a8j4IZxbEG2u6Y6y+81JWxLOimyGwmZ4lLa80Zz4lxdn92xyPmR7MY0furEGh156mWtXc1Y8a/3UVuFRt4iFpJQoA3W0Oxcxjb5WbEHrALsVzt71Us4FS/AEQCBUhqJRfUJZknMhZhVYVTTZDgGdryAq6TnHZAdPJEW5EGW0Y/5w/fvn61mMXJRQzruPs6JwPZtuRDxVSaIBHjnRFZID6n81rCN53x6CiNdoSkxqJhzzugndHWBMzE+Io1FpgUBfg1NUN3DsE1/X76dVDXPNgr1qBTXc9bYB68IrfmndwGMbkE8tyOiOvV2NWsLPKpfYugguN3k4L+FIWq5PXvpWvcUwhN7Ks3G4f1RMXgR6vEwHrYG34QxTRnpt2G64Zpl8tKQBB/2XoiLqvPP+sZaKLAkfSaAX2HXRTxrNeLLD4K0KaQtPkU8HJTjMMCvPNPYMrTcl4Qhsy5nHf7uDxM+2E1Ehi66CtMzN4Gw457par+jVLulMx6WvZ1F68wZCTuLo9j3DSHkvxnv9cUvBSlTq8DptCsb1+tedpvjQJ1hvNGKSh6eAEef315l0ZkpHUuL/HiACMS0k9gka8QhW80wmBs/1bAtvR8Eze2QadjnFpV3hgP4vfX/PBcdswdCSqL5XOiUhEXXp04rolL65NM3cooO3JXuqAKrLL+9r266venHGa6kV9rnttoJIJxnNxWAngZzHhCseXDnjdpv7XrxO3KlqmOCymI9ENXuqGHGQsKgSEK2wUPvniuxEeotebzhOM/KHh/P/qngIT1px8Jxj1ZgfDOZaptPa1i3Q0mjc5CZnNblCw8ODenmua2y8CNDS/YsGtq6QcrnYK28HMOOOgY4mOgsnxnN7BMe7atFeswMAh5c79KBN1sU55XRseRdfKuffDtMHZvlc3XODLmaX3Idw2uFWWDr0/QAorQMGqnNC+QV3FHOjJ8z2MaW3fEUkqKEAdfvvhEcRd2VGDA5zyYHM3Y9uJZskgPz+BjIAQDGZ2rp/kTh3VC6TArAaSBZeyKAmLF0XMhC16inlL2/YqV3Je2Xn2kaH2a20/g/CcO1QJHm8HjIR/M4YpExLeE0wpLxKJUryOXcF5fF46zkz5X1dxMjRYGXRum+WAvtQOfpXaujXb8Bgh3Vy9FZGf9PJx0lwxxy8et+nMR28mcdm5rYrZLL2H+Qlxq6rJqYopMh6IcowqVMT8YI8g+ug04dDqfxEJ0+lKb4O516ndwen68AuXu1G5uHPFf+rs7wxZmqL01SjHEdfA0IaAk5/OQMNY3bTwGwcvSssoX39PGcZxtjPDXmYNdOcAEeJeEF6MD9cGiCA5Tz1QRBEOkd06Cc52kdFW9Z2paNsxiFLCVHfDV4PoWWcAoE2ZLLMDjCgdwwsvopTMr8TcMVH2QBJ9U7LxI9Z0DQBFeXKW8eErFGQIksswZjEY4tcRqfo6TTp1weoL9m4BAhC63kGbYqAYIPNGI6Q7uoNv7D0cCT7HLM9w86h3lHvdVoB5BE+Or2EntAH925UxoR4WiVn7avZc1x2EVZXP4eIpzZ41oL9xOvwdLuvd7RA45Ott3rvNrxEoN9IGbSoz2qIHDPrR6CacfigV4Y8wYiQnwKnAAoRKHFvnwI+PvWzpO752XrI8pwH4qo5fPYlxZbjakBi7PoMHHvqJRKQYLuuI5pVGZj+F2fODcLuVpKAscay4SiDAfgthYuwJy9tu3vMLuZt88cA4LNmbRwHAf58D3x/lmN/NXhPdHTvG9ev2cAFuptIZ1KEwmkRsu2F7AYO8QjgB09djXkqH24b3ywh+owvw6j+LYGsNPrhMI8FkhwQ2SWyrNkOxFdwJ93ise32Zv2W5H8T1zxSZrLRMpfFru2hx2B2mcwFbESG1CD+HmfSbadFHVca23paiNd3fW7NiGsN0fyKEwRgo1Ahk3ktnWv+ssK0fxNA+AN1mh4YgAdkqxPGgNOW9wNuK4q2esIE9juDEnu3NnWpTyQGt1UoHMzPCahVPOsvuYsYZ09AkvU/vtD1vHv1ypaRtJANp+7itbPKDYKhWcgdQPjew+/QaT9DH1midB6AcMT2QddCwNN3cGDn3kEViZhWk5Rdoki9DtF71d+HEGtELyQ/Xj6R+HkWL3rTx/gahWBojTvMu8lxb/CXUw7dn3GJ99VpD1c6M/yj+fI+RJvVcx2ciT8482ecWF3VZJcNcZPXEpCIRUFSBhgApfRc5rBJngiXHI7phchhiUPKrpo9gMydVvLbiK+7hTJQIp1h+xaCpAc7KO4PS1WwjrWd9/3MESReeBEeLFBRGC8rGhENZe/Fi2v92kI5i8Z4xwYDzkfKnVW/3yngAAAAAAAAAAAA==" alt="Risultato immagine per israele: la dittatura sionista minaccia la vita sulla terra" /></h1>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-size: 2em;">Israele: la dittatura sionista minaccia la vita sulla Terra</span></p>
<h2><a title="Post di Stefano Zecchinelli" href="https://www.linterferenza.info/author/stefano-zecchinelli/" rel="author">Stefano Zecchinelli</a></h2>
</header>
<p>&nbsp;</p>
<div>
<div></div>
<p>L’imperialismo israeliano, attraverso il controllo dei gangli vitali dello <em>“stato profondo”</em> statunitense, contempla l’Armageddon termonucleare: l’intento del governo israeliano-nazista prevede in potenza anche la distruzione d’una porzione del pianeta, un progetto che proietta nel ventunesimo secolo la concezione schiavista – un autentico delirio teocratico – delle relazioni sociali contenuto nella Bibbia ebraica.</p>
<p>L’ultima proposta del ministro della sicurezza nazionale, Ben-Gvir, un volgare teppista educato al suprematismo talmudico, ricalca il posto del sionismo nel <em>“capitalismo parassitario”. </em>Leggiamo dal sito di informazione <em>“Infopal”: “l’istituzione di una “struttura di detenzione circondata da coccodrilli” per detenere prigionieri palestinesi, segnando l’ennesima mossa nella campagna sempre più oppressiva di Israele contro i palestinesi” 1. </em>L’entità sionista considera l’umanità antiquata e, ricucendo il legame del Talmud con la Società Thule antesignana del nazismo, proietta il mondo nella <em>“quarta guerra mondiale”</em>, una concezione schiavistica delle società perseguita – anche – da alcuni settori invertebrati della lobby progressista.</p>
<p>Il regime di Tel Aviv, nella ricerca d’una guerra d’aggressione neocoloniale contro l’Iran, tratta Donald Trump un po’ come un capomafia farebbe con un picciotto all’inizio della propria carriera criminale: ordina, mettendo il cappio dell’AIPAC sul collo del presidente. Il <em>Mossad</em>, su basi mendaci, sta preparando un dossier d’intelligence da presentare a Trump durante l’incontro con Netanyahu previsto in Florida: gli Stati Uniti, secondo i piani del <em>Mossad</em>, dovrebbero affiancare Israele nella guerra contro Teheran, un <em>“guerra sporca”</em> spalleggiata dalla <em>Nato</em> ed ideologizzata dai neoconservatori pazzi. La dittatura sionista sogna la ricostruzione dell’antico impero assiro, una distopia totalitaria basata sulla sovrapposizione del concetto antiscientifico di razza rispetto alla politica e al diritto. In termini socio-criminologici, Biden, Trump e Netanyahu sono <em>“le sentinelle del male” </em>riproponendo la logica hitleriana nel ventunesimo secolo: <em>“il male per il male”.</em></p>
<p>Il genocidio non è finito, perché perseguire <em>“il male per il male”</em> configura l’essenza stessa di Israele. I palestinesi assassinati dal governo israeliano-nazista, dopo l’entrata in vigore del “cessate il fuoco”, sono 400: una cifra abnorme che fa del diritto internazionale la bambola dell’AIPAC, un universo distopico dove l’etnocidio diventa parte integrante del vivere quotidiano. Harari, l’ideologo sionista di Davos, ha contemplato per il ventunesimo secolo la creazione artificiale del <em>“non uomo”</em>, un individuo de-ideologizzato ingranaggio anonimo nella nuova <em>Architettura di potere, </em>incapace d’indignarsi davanti alle ingiustizie sociali. Il genocidio consumato nella Terra di Palestina, in questa prospettiva, configura un grande esperimento sociale: l’<em>Effetto Lucifero </em>nel cuore pulsante della società cleptocratica occidentale, senza diritto né vergogna. L’<em>”uomo medio</em>”, aizzato dai media anglofoni, diventa l’<em>”uomo massa” </em>che fa spallucce dinanzi ai crimini dei rantoli del fascismo ebraico.</p>
<p>Israele non ha una società civile, ma una poltiglia sociale che grida <em>“urrà”</em> davanti ai crimini di Netanyahu. La macchina della morte israeliana non accenna a fermarsi, l’IDF ammazza donne, uomini e bambini senza alcuna pietà consumando un infanticidio su larga scala:</p>
<p><em>“Israele ha sparato contro civili 205 volte, ha effettuato incursioni in aree residenziali oltre la cosiddetta “linea gialla” 37 volte, ha bombardato e colpito con l’artiglieria Gaza 358 volte e ha demolito proprietà civili in 138 occasioni. È stato inoltre riferito che Israele ha detenuto 43 palestinesi di Gaza negli ultimi due mesi.</em></p>
<p><em>Israele ha inoltre continuato a bloccare gli aiuti umanitari essenziali e a distruggere abitazioni e infrastrutture in tutta la Striscia.” 2</em></p>
<p><em>“Il popolo eletto”</em> è esente dal diritto internazionale, mentre le femministe occidentali (quando si presenta un femminicidio reale) sono non pervenute nonostante i numerosi rapporti delle Nazioni Unite: è questa, un autentico delirio teocratico, la superstizione diffusa nella società israeliana. Siamo ben oltre il fascismo mussoliniano: Israele ha dichiarato guerra all’idea stessa di Civiltà. Scrive il Premio Pulitzer Chris Hedges:</p>
<p><em>“L’82% degli ebrei israeliani  </em><a href="https://archive.is/nNzq4"><em>sostiene</em></a><em>  la pulizia etnica dell’intera popolazione di Gaza e il 47%  </em><a href="https://www.middleeasteye.net/news/majority-israelis-support-expulsion-palestinians-gaza-poll"><em>sostiene</em></a><em>  l’uccisione di tutti i civili nelle città conquistate dall’esercito israeliano. Il 59% sostiene che lo stesso venga fatto ai cittadini palestinesi di Israele. Il 79% degli ebrei israeliani afferma di non essere “così turbato” o “per niente turbato” dalle  </em><a href="https://chrishedges.substack.com/p/let-them-eat-dirt"><em>notizie</em></a><em>  di  </em><a href="https://chrishedges.substack.com/p/gazas-hunger-games"><em>carestia</em></a><em>  e sofferenza tra la popolazione di Gaza,  </em><a href="https://archive.is/PEonR"><em>secondo</em></a><em>  un sondaggio condotto a luglio. Le parole “Cancellare Gaza” sono apparse più di 18.000 volte nei post di Facebook in lingua ebraica solo nel 2024,  </em><a href="https://7amleh.org/post/meta-s-role-during-genocide-en"><em>secondo</em></a><em>  un nuovo rapporto sull’incitamento all’odio e l’incitamento contro i palestinesi.” 3</em></p>
<p>La destra ebraica, coadiuvata dalla <em>sinistra zombie</em>, vuole promulgare un disegno di legge alla Knesset che rende obbligatoria la pena di morte per i palestinesi che <em>“causano intenzionalmente o indifferentemente la morte di un cittadino israeliano”</em>, se si dice che siano motivati da <em>“razzismo o ostilità verso un pubblico”</em> e con lo scopo di danneggiare lo Stato israeliano o “<em>la rinascita del popolo ebraico nella sua terra”</em>, ci comunica l’organizzazione israeliana per i diritti umani <em>Adalah </em>(menzionata sempre nell’articolo di Hedges). L’introduzione della pena di morte su basi <em>razzia liste </em>configura l’assassinio, pianificato da un <em>Super clan</em> di <em>serial killer</em>, dello Stato di diritto.</p>
<p>Secondo una inchiesta di <em>ParsToday</em>, la maggioranza degli utenti di <em>X</em> non si fida di Trump: <em>“non è onesto” 4.</em> Come fidarsi di un pirata che, proprio in queste ore, facilita la penetrazione congiunta <em>“americano-sionista”</em> in Africa: minacce e bombardamenti, sono queste le modalità comunicative di Trump. USA ed Israele.</p>
<p>Israele vuole aggredire l’Iran, sta accelerando il genocidio del popolo palestinese (eroico e resistente), ha foraggiato i bombardamenti trumpiani della Nigeria e la balcanizzazione di diversi Paesi africani nella <em>“guerra eterna”</em> contro i <em>Brics</em>. Tel Aviv è un tempio del neoliberismo: sfruttamento dei lavoratori, corruzione e narcotraffico legalizzato. La dittatura sionista minaccia la vita sul pianeta.</p>
<figure>
<div>https://www.infopal.it/il-ben-gvir-propone-una-prigione-circondata-da-coccodrilli-per-i-detenuti-palestinesi/</div>
</figure>
<figure>
<div>https://www.infopal.it/ministero-della-salute-oltre-400-palestinesi-uccisi-negli-attacchi-israeliani-a-gaza-dallentrata-in-vigore-del-cessate-il-fuoco/</div>
</figure>
<figure>
<div>https://ilcomunista23.blogspot.com/2025/12/rebranding-del-genocidio-chris-hedges.html</div>
</figure>
<figure>
<div>https://parstoday.ir/it/news/world-i362396-gli_utenti_di_x_hanno_reagito_al_piano_degli_usa_per_fermare_la_guerra_a_gaza_non_ci_fidiamo_trump_non_%C3%A8_onesto</div>
<div></div>
<div><a href="https://www.linterferenza.info/esteri/israele-la-dittatura-sionista-minaccia-la-vita-sulla-terra/">Israele: la dittatura sionista minaccia la vita sulla Terra &#8211; l&#8217;interferenza</a></div>
</figure>
</div>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.comunismoecomunita.org/?feed=rss2&#038;p=9167</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Gli ultimi rantoli del fascismo ebraico</title>
		<link>https://www.comunismoecomunita.org/?p=8825</link>
		<comments>https://www.comunismoecomunita.org/?p=8825#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 19 Mar 2024 18:49:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Thomas Munzner</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura e società]]></category>
		<category><![CDATA[Biden]]></category>
		<category><![CDATA[gaza]]></category>
		<category><![CDATA[Hamas]]></category>
		<category><![CDATA[Jabotinsky]]></category>
		<category><![CDATA[Netanyahu]]></category>
		<category><![CDATA[Palestina]]></category>
		<category><![CDATA[Putin]]></category>
		<category><![CDATA[Thierry Meyssan]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.comunismoecomunita.org/?p=8825</guid>
		<description><![CDATA[&#160; Gli ultimi rantoli del fascismo ebraico di Thierry Meyssan &#160; Chiunque in buona fede si rende conto che l’uccisione di 30 mila innocenti non può essere il prezzo per eliminare Hamas. Per cui l’operazione Spade di Ferro si rivela per quello che è: una copertura per realizzare il vecchio sogno dei fascisti ebrei, da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1></h1>
<p><img src="https://www.sinistrainrete.info/images/storie13/220536-c5213.jpg.webp" alt="220536 c5213.jpg" data-src="/images/storie13/220536-c5213.jpg.webp" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<h1>Gli ultimi rantoli del fascismo ebraico</h1>
<h3>di Thierry Meyssan</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>Chiunque in buona fede si rende conto che l’uccisione di 30 mila innocenti non può essere il prezzo per eliminare Hamas.</p>
<p>Per cui l’operazione Spade di Ferro si rivela per quello che è: una copertura per realizzare il vecchio sogno dei fascisti ebrei, da Jabotinsky a Netanyahu: espellere la popolazione araba dalla Palestina. Questo crimine di massa, commesso per la prima volta in diretta tivù, sconvolge lo scacchiere politico mondiale. Sentendosi minacciati, i suprematisti ebrei minacciano a loro volta gli Stati Uniti. E questi, intenzionati a rimanere i padroni del «mondo libero», si preparano a far cadere i suprematisti ebrei.</p>
<p>* * * *</p>
<p>L’amministrazione Biden assiste paralizzata alla reazione di Israele all’attacco della Resistenza palestinese – comprensiva di Hamas – denominata Diluvio di Al Aqsa (7 ottobre). L’operazione Spade di Ferro inizia con il bombardamento a tappeto della città di Gaza, d’intensità mai vista nel mondo e nella storia, nemmeno durante le due guerre mondiali. Il 27 ottobre, ai bombardamenti, si aggiungono l’intervento di terra, i saccheggi e le torture di migliaia di civili di Gaza. In cinque mesi i civili uccisi o scomparsi sono 37.534, di cui 13.430 bambini e 8.900 donne, 364 tra medici e personale sanitario, e 132 giornalisti [<a id="nh1" title="“Bombe e aiuti umanitari dagli USA su Gaza”, di Manlio Dinucci, Rete (...)" href="https://www.voltairenet.org/article220559.html#nb1" rel="appendix">1</a>].</p>
<p>Inizialmente Washington reagisce sostenendo senza esitazioni «il diritto di Israele a difendersi», minacciando di opporre il veto a ogni richiesta di cessate-il-fuoco e fornendo le bombe necessarie alla distruzione generalizzata dell’enclave palestinese. Gli Stati Uniti non possono infatti permettersi un’altra sconfitta, dopo quelle di Siria e Ucraina. Ma sui cellulari gli statunitensi assistono in diretta agli orrori compiuti da Israele.</p>
<p>Molti alti funzionari del dipartimento di Stato dichiarano, a voce e per iscritto, la loro vergogna per il sostegno a questo macello. Circolano petizioni. Alcuni dirigenti, ebrei e mussulmani, si dimettono.</p>
<p>In piena campagna elettorale per la presidenza, la squadra di Joe Biden non può permettersi di continuare a macchiarsi le mani di sangue. Comincia a premere sul gabinetto di guerra israeliano perché avvii negoziati per la liberazione degli ostaggi e per un cessate-il-fuoco. La coalizione di Netanyahu rifiuta, profitta del trauma subìto dagli israeliani per ribadire che ci potrà essere pace solo dopo l’eliminazione di Hamas. Washington alla fine si rende conto che quanto accaduto il 7 ottobre è stato mero pretesto per permettere ai discepoli di Jabotinsky di realizzare ciò cui da sempre ambiscono: espellere gli arabi dalla Palestina. Gli Stati Uniti si fanno perciò più pressanti, sottolineando che i palestinesi hanno diritto di vivere; che, secondo il diritto internazionale, la colonizzazione dei territori palestinesi è illegale e che la questione israelo-palestinese può essere risolta con la «soluzione a due Stati» (non già con l’istituzione di uno Stato binazionale, come prevede la risoluzione 181 del 1947).</p>
<p>I “sionisti revisionisti” (ossia i discepoli di Jabotinsky [<a id="nh2" title="“Il velo si squarcia: le verità nascoste di Jabotinsky e Netanyahu”, di (...)" href="https://www.voltairenet.org/article220559.html#nb2" rel="appendix">2</a>]) rispondono organizzando il 28 gennaio la Conferenza per la vittoria di Israele [<a id="nh3" title="“A Gerusalemme la “Conferenza per la vittoria di Israele” minaccia Londra (...)" href="https://www.voltairenet.org/article220559.html#nb3" rel="appendix">3</a>]. Il protagonista della manifestazione è il rabbino Uzi Sharbaf, condannato in Israele all’ergastolo per crimini razzisti contro arabi, ma graziato dai suoi amici. Sharbaf non esita a proclamarsi erede del Lehi e del gruppo Stern che, a fianco del duce Benito Mussolini, combatterono contro gli Alleati.</p>
<p>A Washington e Londra capiscono perfettamente il messaggio: il gruppuscolo intende imporre la propria volontà agli anglosassoni ed è pronto ad attaccarli se tentassero di impedire la pulizia etnica.</p>
<p>La Casa Bianca reagisce immediatamente decretando il divieto di raccogliere fondi a loro favore e di trasferirglieli [<a id="nh4" title="Executive Order on Imposing Certain Sanctions on Persons Undermining (...)" href="https://www.voltairenet.org/article220559.html#nb4" rel="appendix">4</a>]. Il divieto viene esteso a tutte le banche occidentali, a norma del <em>Foreign Account Tax Compliance Act</em> (FATCA).</p>
<p>L’8 febbraio il presidente Joe Biden firma anche un Memorandum sulle condizioni per il trasferimento di armi statunitensi [<a id="nh5" title="National Security Memorandum on Safeguards and Accountability With Respect (...)" href="https://www.voltairenet.org/article220559.html#nb5" rel="appendix">5</a>]: entro il 25 marzo Israele deve impegnarsi per iscritto a non violare né il Diritto umanitario internazionale (non il Diritto internazionale tout court) né i Diritti umani (nel senso della Costituzione statunitense, non nel senso che gli attribuiscono i francesi). I parlamentari dei Paesi Bassi e del Regno Unito iniziano a loro volta a discutere la possibilità di smettere di fornire armi a Israele.</p>
<p>In Israele l’opposizione democratica ebraica organizza manifestazioni antisioniste, che però non hanno grande seguito. Gli oratori che intervengono sottolineano il tradimento del primo ministro, che strumentalizza il trauma del 7 ottobre non per salvare gli ostaggi, ma per realizzare il proprio sogno coloniale.</p>
<p>I “sionisti revisionisti” allora lanciano un’offensiva mediatica contro l’Agenzia delle Nazioni unite per i profughi palestinesi nel Medio Oriente (UNRWA), che dal 1949 provvede alla scolarizzazione, al cibo, alle cure mediche e ai servizi sociali di 5,8 milioni di apolidi palestinesi in Palestina, ma anche in Giordania, Libano e Siria. L’UNRWA ha un bilancio annuale superiore a un miliardo di dollari e oltre 30 mila dipendenti. Già nel 2018 il presidente Donald Trump mise in discussione l’assistentato ai palestinesi e sospese il finanziamento statunitense all’Agenzia. L’obiettivo era costringere le fazioni palestinesi a riprendere i negoziati. A cinque anni di distanza, l’obiettivo dei “sionisti revisionisti” è molto diverso: attaccando l’UNRWA vogliono costringere anche Giordania, Libano e Sira a espellere i rifugiati palestinesi. Per raggiungere l’obiettivo accusano lo 0,04% del personale dell’Agenzia di aver partecipato all’operazione Diluvio di Al Aqsa e bloccano i suoi conti bancari in Israele. Il direttore dell’UNRWA, lo svizzero Philippe Lazzarini, sospende immediatamente i 12 accusati e ordina un’inchiesta interna. Naturalmente non riceverà mai le prove che gli israeliani affermano di avere. Comunque, uno dopo l’altro, i finanziatori dell’UNRWA, Stati Uniti e Unione europea in testa, sospendono le sovvenzioni. Dopo qualche giorno a Gaza, e dopo qualche settimana in Giordania, Libano e Siria il sistema di aiuti umanitari delle Nazioni unite crolla.</p>
<p>Quando David Cameron, ex primo ministro britannico nonché attuale ministro degli Esteri, si reca in Israele per trovare un modo per salvare il salvabile per i palestinesi, Amichai Chikli, ministro della Diaspora, lo paragona a Neville Chamberlain che firmò gli accordi di Monaco con Adolf Hitler. «Salutiamo David Cameron, che vuole portare “nel nostro tempo la pace” e assegnare ai nazisti che hanno commesso le atrocità del 7 ottobre un premio per aver ucciso neonati nelle culle, commesso violenze sessuali di massa, nonché sequestrato donne con i loro bambini» dichiara Chikli. E durante la Conferenza per la vittoria di Israele i “sionisti revisionisti” minacciano gli anglosassoni.</p>
<p>La coalizione suprematista ebraica di Benjamin Netanyahu comincia a evocare una nuova fase dell’operazione Spade di Ferro, questa volta contro Rafah. I civili che già sono fuggiti da Gaza dovrebbero fuggire di nuovo. Ma poiché Tsahal ha costruito una strada che divide in due la Striscia di Gaza, non potranno tornare da dove sono venuti. Preparandosi al peggio, l’Egitto inizia ad allestire una vasta zona del Sinai per accogliere provvisoriamente i palestinesi di Gaza, la cui espulsione sembra inevitabile [<a id="nh6" title="السلطات المصرية تشرع في بناء منطقة أمنية عازلة محاطة بأسوار لإستقبال (...)" href="https://www.voltairenet.org/article220559.html#nb6" rel="appendix">6</a>].</p>
<p>Consapevoli di mantenersi al potere a Tel-Aviv solo grazie al trauma del 7 ottobre, i “sionisti revisionisti” fanno votare una legge che equipara ogni riflessione sull’operazione Diluvio di Al Aqsa alla contestazione della soluzione finale nazista; che vieta qualsiasi inchiesta sugli avvenimenti del 7 ottobre e prevede per gli inosservanti una pena di cinque anni di reclusione. I revisionisti possono così continuare indisturbati ad attribuire l’attacco del 7 ottobre unicamente ad Hamas, nonostante vi abbiamo partecipato anche la Jihad islamica e l’FLPL; a interpretarlo come manifestazione antisemita; a paragonarlo a un gigantesco pogrom e a negarne l’obiettivo di liberazione nazionale.</p>
<p>Sapendo che molti Stati s’interrogano sull’opportunità di revocare il finanziamento all’UNRWA, i sionisti revisionisti perseverano negli attacchi all’Agenzia; ora sostengono che il quartier generale di Hamas si trovava in un tunnel sotto la sede dell’Agenzia. Perplesso, Lazzarini ricorda che Israele perquisisce regolarmente le sedi dell’UNRWA. Ma Gilad Erdan, rappresentante permanente di Israele alle Nazioni unite, gli risponde con un tweet che tutti possono leggere: «Non si tratta di non sapere, ma di non voler sapere. Abbiamo mostrato i tunnel dei terroristi sotto le scuole dell’UNRWA e fornito prove che Hamas sfrutta l’UNRWA. L’abbiamo supplicata di ordinare una perquisizione completa di tutti i locali dell’UNRWA a Gaza. Non solo Lei si è rifiutato di farlo, ma ha scelto di nascondere la testa sotto la sabbia. Si assuma le sue responsabilità e dia le dimissioni oggi stesso. Ogni giorno troviamo altre prove che Hamas=Onu e viceversa. Non si può credere a tutto ciò che dice l’Onu o a tutto ciò che si dice di Gaza».</p>
<p>I suprematisti ebrei costituiscono un’organizzazione, Tzav 9 (in analogia con l’ordine di mobilitazione generale «Tzav 8»), per impedire all’UNRWA di continuare a fornire aiuti agli abitanti di Gaza. Appostano i loro militanti ai due varchi di accesso alla Striscia per impedire il passaggio dei camion. Quando un autista di camion dell’UNRWA viene ucciso a Gaza, l’agenzia è costretta a sospendere i convogli. Poi il transito di convogli viene ripristinato, ma solo sotto scorta militare israeliana. Da questo momento iniziano i primi assalti della folla affamata. Samantha Power, direttrice dell’USAID, annuncia una visita a Gaza per verificare cosa stia accadendo. Washington ipotizza che gli attacchi non siano spontanei, ma incoraggiati sottobanco dai “sionisti revisionisti”. E così arriviamo al massacro della Rotonda di Nabulsi (zona sud della città di Gaza): secondo le FDI, 112 persone sono morte calpestate durante una distribuzione di cibo. Secondo il personale sanitario e l’United Church of Christ, il 95% delle vittime è stato ucciso da pallottole. Washington pubblica un comunicato in appoggio alla posizione di Tel-Aviv, ma, secondo Haaretz: «Non è certo che la comunità internazionale accetti queste spiegazioni» [<a id="nh7" title="«In Absence of Hostage Deal, U.S. Reining in Israel’s Actions in Gaza», (...)" href="https://www.voltairenet.org/article220559.html#nb7" rel="appendix">7</a>].</p>
<p>Washington risponde autorizzando la Giordania e la Francia a paracadutare razioni alimentari sulle spiagge di Gaza, poi partecipando a queste operazioni aeree. Comincia inoltre a inviare la propria logistica per costruire un molo flottante al fine di sbarcarvi gli aiuti umanitari (i fondali della Striscia di Gaza non sono sufficientemente profondi per navi di grosso tonnellaggio): questi moli sono un’idea enunciata sin dal 2017 da Israel Katz, attuale ministro degli Esteri. Già ora è stata ratificata l’attuazione di un corridoio navale umanitario da Cipro: sarà utilizzato dagli Emirati arabi uniti e dall’Unione europea.</p>
<p>Mentre Israele accusa, sempre senza prove, altri 450 dipendenti dell’UNRWA di essere membri di Hamas, l’Agenzia incontra un centinaio di civili di Gaza, sequestrati dalle FDI per “essere interrogati” e redige un rapporto sulle torture sistematiche subite. Tutto il mondo ha visto le immagini di questi palestinesi obbligati a spogliarsi per essere interrogati.</p>
<p>Ignorando gli anglosassoni, i “sionisti revisionisti” riprendono il progetto di colonizzazione: entrano nella Striscia di Gaza dal varco di Eretz/Beit Hanun per costruire i primi edifici di una nuova colonia, New Nisanit; hanno il tempo di costruirne due in legno prima di essere respinti dalle FDI.</p>
<p>36 capo-redattori dei più importanti media anglosassoni firmano una lettera del Comitato per la protezione dei giornalisti per denunciare la morte di giornalisti a Gaza e ricordare al governo israeliano che è responsabile della loro sicurezza [<a id="nh8" title="«Open letter on journalists in Gaza», Committee to Protect Journalists, (...)" href="https://www.voltairenet.org/article220559.html#nb8" rel="appendix">8</a>].</p>
<p>Il governo israeliano si finge sorpreso da queste morti, ma la maggior parte dei funzionari del sistema informativo delle FDI si dimettono in blocco. Il 12 ottobre si era già dimessa la ministra dell’Informazione, Galit Distel-Etebaryan, per protestare contro la censura militare. L’attuale crisi è molto più grave: i responsabili della disinformazione si sono rifiutati di continuare a mentire, tanto il fossato tra le loro versioni e la verità si è allargato.</p>
<p>Unica concessione di Benjamin Netanyahu: la rimozione del divieto di celebrare il ramadan alla moschea di Al Aqsa. Dopo che deputati arabi della Knesset si sono rivolti a re Abdallah II di Giordania, unico responsabile della sicurezza del luogo santo mussulmano di Gerusalemme, Netanyahu ha infine concesso l’autorizzazione delle celebrazioni mussulmane per la prima settimana, rinnovabile ogni sette giorni.</p>
<p>Washington ha allora deciso di cambiare radicalmente politica. Consapevole di non potersi permettere una sconfitta di Israele, l’aveva sostenuto, nonostante i suoi crimini. Ora invece non può permettere ai fascisti ebrei di vincere. Attenzione, Washington non ha cambiato idea di fronte alle sofferenze degli abitanti di Gaza, né per un improvviso rigurgito di antifascismo, ma a causa delle minacce dei “sionisti revisionisti”. Le sue prese di posizione sono dettate esclusivamente dalla volontà di conservare il dominio sul mondo. Come detto, non poteva consentire una nuova sconfitta degli alleati israeliani, dopo quelle subite in Siria e Ucraina; e ancor meno può ora permettersi di perdere nei confronti dei “sionisti revisionisti”.</p>
<p>L’amministrazione Biden ha perciò invitato il generale Benny Gantz – ex primo ministro che si alternava con Yair Lapid, e dal 12 ottobre ministro senza portafoglio – a recarsi per un consulto a Washington, nonostante la contrarietà del primo ministro Netanyahu: in un certo senso si è trattato della reazione all’invito ottenuto da quest’ultimo nel 2015 a pronunciare un discorso al Congresso, nonostante il parere contrario del presidente Barack Obama. Gli Stati Uniti ci tengono a dimostrare che loro, e solo loro, dirigono.</p>
<p>Gli Stati Uniti si sentono costretti ad agire. Infatti la Russia ha invitato a Mosca la sessantina di organizzazioni politiche palestinesi, le ha esortate a unirsi e ha convinto Hamas ad accettare la Carta dell’OLP, ossia a riconoscere lo Stato di Israele.</p>
<p>Il generale Benny Gantz non ha accettato l’invito statunitense sperando di trovare un alleato esterno per rovesciare il primo ministro. È andato a Washington per assicurarsi di poter ancora salvare Israele e di avere gli alleati al proprio fianco. Con loro grande sorpresa, non è apparso loro come un’alternativa strategica a Benjamin Netanyahu, ma semplicemente come un generale preoccupato di non massacrare in massa persone innocenti.</p>
<p>Il 5 marzo Gantz è stato ricevuto dalla vicepresidente Kamala Harris, che ha denunciato senza mezzi termini il massacro perpetrato dalla coalizione di Netanyahu. La stampa statunitense ha sottolineato che inizialmente il discorso era stato steso in termini ancora più duri. Ma l’intento di Harris era recitare il ruolo del “poliziotto cattivo”, contrapposto ai “poliziotti buoni”, ossia al dipartimento di Stato e al Pentagono, più comprensivi. Gantz ha inoltre incontrato il segretario di Stato, Antony Blinken, che in nome dell’America lo ha così consacrato futuro primo ministro israeliano; Gantz ha inoltre appreso in diretta che la sottosegretaria Victoria Nuland era stata messa a riposo, con effetto immediato.</p>
<p>Nuland è conosciuta in Europa per aver sovrinteso, nel 2014, al rovesciamento del presidente ucraino eletto, Viktor Ianukovych. E fu ancora lei a convincere la cancelliera tedesca, Angela Merkel, e il presidente francese, François Hollande, a firmare gli Accordi di Minsk per ottenere il ritiro della Russia. Oggi sappiano che lo scopo degli Occidentali non era affatto di mettere fine al massacro degli abitanti del Donbass, ma solo guadagnare tempo per armare l’Ucraina.</p>
<p>Ma soprattutto Nuland è moglie dello storico Robert Kagan, che presiedette il Project for a New American Century. A tale titolo la coppia annunciò gli attentati dell’11 Settembre, il «Nuovo Pearl Harbor» che avrebbe risvegliato l’«Impero americano» [<a id="nh9" title="L’Incredibile menzogna, di Thierry Meyssan, Fandango edizioni, 2002; Il (...)" href="https://www.voltairenet.org/article220559.html#nb9" rel="appendix">9</a>]. Sono entrambi discepoli del filosofo Leo Strauss, a sua volta discepolo di Vladimir Jabotinsky nonché personalità di riferimento del movimento neoconservatore [<a id="nh10" title="“È agli Straussiani che la Russia ha dichiarato guerra”, di Thierry (...)" href="https://www.voltairenet.org/article220559.html#nb10" rel="appendix">10</a>]. Il numero due del Project for a New American Century era Elliott Abrams, che lo scorso anno ha finanziato la campagna elettorale e poi il colpo di Stato di Benjamin Netanyahu [<a id="nh11" title="“Il colpo di Stato degli straussiani in Israele”, di Thierry Meyssan, (...)" href="https://www.voltairenet.org/article220559.html#nb11" rel="appendix">11</a>].</p>
<p>Nel 2006 Nuland, all’epoca ambasciatrice degli Stati Uniti alla Nato, fermò la guerra israelo-libanese, salvando Israele dalla sconfitta da parte dello Hezbollah. Nuland conosce perciò molto bene Netanyahu.</p>
<p>Il suo licenziamento è espressione della volontà dell’amministrazione Biden di fare pulizia in casa propria e al tempo stesso in Israele.</p>
<p>Sulla via del ritorno, il 6 marzo Gantz ha fatto tappa a Londra, dove è stato ricevuto dal consigliere per la sicurezza, Tim Barrow, dal primo ministro, Rishi Sunak, e infine dal ministro degli Esteri, David Cameron. Ha naturalmente ribadito che Israele ha diritto di difendersi, ma purché lo faccia nel rispetto del Diritto internazionale. Questa sosta è stata per Gantz un obbligo perché Hamas è il ramo palestinese della Confraternita dei Fratelli mussulmani, società segreta portata in grembo dall’MI6 britannico e seguita per decenni dal principe di Galles, oggi re Carlo III.</p>
<p>Il 7 marzo, durante il discorso sullo stato dell’Unione, il presidente Biden ha dichiarato: «Ai dirigenti di Israele dico: l’aiuto umanitario non può essere questione secondaria o moneta di scambio. Proteggere e salvare vite innocenti deve essere una priorità. Riguardo al futuro, l’unica vera soluzione è quella a due Stati. Lo dico in quanto alleato di lunga data di Israele e in quanto unico presidente americano ad aver visitato Israele in tempo di guerra. Non c’è altra via per garantire la sicurezza e la democrazia di Israele. Non c’è altra via per garantire ai palestinesi di vivere in pace e con dignità. Non c’è altra via per garantire la pace tra Israele e i Paesi arabi vicini, compresa l’Arabia Saudita» [<a id="nh12" title="“State of the Union Address”, by Joseph R. Biden Jr. , Voltaire Network, 7 (...)" href="https://www.voltairenet.org/article220559.html#nb12" rel="appendix">12</a>].</p>
<p>Durante il massacro di Gaza molti dirigenti del Medio Oriente allargato, prima favorevoli alla Confraternita dei Fratelli Musulmani, hanno iniziato a interrogarsi su Hamas. Se si poteva capire che i Fratelli, ipocritamente in nome dell’islam, combattessero i sovietici, poi i laici Muhammar Gheddafi e Bashar al-Assad, come spiegarsi che abbiano condotto un’operazione di cui sapevano che ne avrebbe pagato il prezzo solo una popolazione mussulmana? Il primo a reagire è stato il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, che ha revocato la cittadinanza turca alla Guida suprema della Confraternita, l’egiziano Mahmud Huseyin, cui egli stesso l’aveva concessa due anni prima. Questo non significa che Erdogan abbia abbandonato l’ideologia dell’islam politico, ma che tenta di dissociarla dal colonialismo anglosassone, a immagine di ciò che propone il Fratello Mahmoud Fathi.</p>
<p>Per 75 anni gli Occidentali hanno imposto la loro volontà alle ex colonie del Medio Oriente Allargato, sia attraverso l’intermediazione degli jihadisti, sia direttamente con i loro eserciti. Sostenendo per quattro mesi i massacri perpetrati dai fascisti ebrei del gruppo Jabotinsky-Netanyahu, gli Occidentali hanno perso il loro ascendente. Indipendentemente da cosa diventerà Israele, sia esso guidato da Benny Gantz e Yair Lapid o da Benjamin Netanyahu e Itamar Ben-Gvir, la forza di Israele, fondata sull’incompatibilità degli ebrei con il fascismo, è crollata. Sarà allora possibile riesumare tutti i crimini commessi da questo gruppuscolo per conto della Cia durante la guerra fredda: in Medio Oriente, in Africa e in America Latina.</p>
<hr />
<div>
<h6>Traduzione</h6>
<h6><a title="Rachele Marmetti" href="https://www.voltairenet.org/auteur126121.html?lang=it">Rachele Marmetti</a></h6>
<hr />
<h6>Note</h6>
<div>
<p>[<a title="Note 1" href="https://www.voltairenet.org/article220559.html#nh1" rev="appendix">1</a>] “<a href="https://www.voltairenet.org/article220552.html">Bombe e aiuti umanitari dagli USA su Gaza</a>”, di Manlio Dinucci, <em>Rete Voltaire</em>, 9 marzo 2024.</p>
<p>[<a title="Note 2" href="https://www.voltairenet.org/article220559.html#nh2" rev="appendix">2</a>] “<a href="https://www.voltairenet.org/article220317.html">Il velo si squarcia: le verità nascoste di Jabotinsky e Netanyahu</a>”, di Thierry Meyssan, Traduzione Rachele Marmetti, <em>Rete Voltaire</em>, 23 gennaio 2024.</p>
<p>[<a title="Note 3" href="https://www.voltairenet.org/article220559.html#nh3" rev="appendix">3</a>] “<a href="https://www.voltairenet.org/article220431.html">A Gerusalemme la “Conferenza per la vittoria di Israele” minaccia Londra e Washington</a>”, di Thierry Meyssan, Traduzione Rachele Marmetti, <em>Rete Voltaire</em>, 13 febbraio 2024.</p>
<p>[<a title="Note 4" href="https://www.voltairenet.org/article220559.html#nh4" rev="appendix">4</a>] <a href="https://www.whitehouse.gov/briefing-room/presidential-actions/2024/02/01/executive-order-on-imposing-certain-sanctions-on-persons-undermining-peace-security-and-stability-in-the-west-bank/" rel="external">Executive Order on Imposing Certain Sanctions on Persons Undermining Peace, Security, and Stability in the West Bank</a>, <em>White House</em>, February 1, 2024.</p>
<p>[<a title="Note 5" href="https://www.voltairenet.org/article220559.html#nh5" rev="appendix">5</a>] <em><a href="https://www.whitehouse.gov/briefing-room/presidential-actions/2024/02/08/national-security-memorandum-on-safeguards-and-accountability-with-respect-to-transferred-defense-articles-and-defense-services/" rel="external">National Security Memorandum on Safeguards and Accountability With Respect to Transferred Defense Articles and Defense Services</a></em>, White House, February 8, 2024.</p>
<p>[<a title="Note 6" href="https://www.voltairenet.org/article220559.html#nh6" rev="appendix">6</a>] <a href="https://sinaifhr.org/show/333" rel="external">السلطات المصرية تشرع في بناء منطقة أمنية عازلة محاطة بأسوار لإستقبال فلسطيني غزة</a>, <em>Sinai Foundation for Human Rights</em>, February 14, 2024.</p>
<p>[<a title="Note 7" href="https://www.voltairenet.org/article220559.html#nh7" rev="appendix">7</a>] «<a href="https://www.haaretz.com/israel-news/2024-03-10/ty-article/.premium/in-absence-of-hostage-deal-u-s-reining-in-israels-actions-in-gaza/0000018e-24e6-dc52-abff-65e6a3230000" rel="external">In Absence of Hostage Deal, U.S. Reining in Israel’s Actions in Gaza</a>», Amos Harel, <em>Haaretz</em>, March10, 2024.</p>
<p>[<a title="Note 8" href="https://www.voltairenet.org/article220559.html#nh8" rev="appendix">8</a>] «<a href="https://www.voltairenet.org/IMG/pdf/iopt-news-organizations-letter.pdf">Open letter on journalists in Gaza</a>», Committee to Protect Journalists, February 29, 2024.</p>
<p>[<a title="Note 9" href="https://www.voltairenet.org/article220559.html#nh9" rev="appendix">9</a>] <em>L’Incredibile menzogna</em>, di Thierry Meyssan, Fandango edizioni, 2002; <em>Il Pentagate</em>, di Thierry Meyssan, Fandango edizioni, 2003.</p>
<p>[<a title="Note 10" href="https://www.voltairenet.org/article220559.html#nh10" rev="appendix">10</a>] “<a href="https://www.voltairenet.org/article215887.html">È agli Straussiani che la Russia ha dichiarato guerra</a>”, di Thierry Meyssan, Traduzione Rachele Marmetti, <em>Rete Voltaire</em>, 7 marzo 2022.</p>
<p>[<a title="Note 11" href="https://www.voltairenet.org/article220559.html#nh11" rev="appendix">11</a>] “<a href="https://www.voltairenet.org/article218959.html">Il colpo di Stato degli straussiani in Israele</a>”, di Thierry Meyssan, Traduzione Rachele Marmetti, <em>Rete Voltaire</em>, 7 marzo 2023.</p>
<div id="nb12">
<h6>[<a title="Note 12" href="https://www.voltairenet.org/article220559.html#nh12" rev="appendix">12</a>] “<a href="https://www.voltairenet.org/article220546.html">State of the Union Address</a>”, by Joseph R. Biden Jr. , <em>Voltaire Network</em>, 7 March 2024.</h6>
<p><em><strong>Sinistrainrete</strong></em></p>
</div>
</div>
</div>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.comunismoecomunita.org/?feed=rss2&#038;p=8825</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Netanyahu, il dittatore post-moderno più pericoloso del pianeta</title>
		<link>https://www.comunismoecomunita.org/?p=8739</link>
		<comments>https://www.comunismoecomunita.org/?p=8739#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 05 Jan 2024 15:14:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Thomas Munzner</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica Internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[gaza]]></category>
		<category><![CDATA[Karl Marx]]></category>
		<category><![CDATA[Netanyahu]]></category>
		<category><![CDATA[Palestina]]></category>
		<category><![CDATA[sionismo]]></category>
		<category><![CDATA[stefano zecchinelli]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.comunismoecomunita.org/?p=8739</guid>
		<description><![CDATA[&#160; Netanyahu, il dittatore post-moderno più pericoloso del pianeta Stefano Zecchinelli • 5 gennaio 2024 • &#160; Il genocidio nei confronti della popolazione civile di Gaza, un crimine che ricorda i pogrom hitleriani, è la protesi mediatica attraverso cui Israele occulta l’umiliazione militare subita per mano della guerriglia asimmetrica palestinese: il regime sionista non è nelle condizioni di vincere una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<header>
<h1><img src="https://th.bing.com/th/id/OIP.O1LiTR_fBBg5Mt9Mz-mTugHaE8?rs=1&amp;pid=ImgDetMain" alt="Israeli election results: Benjamin Netanyahu reelected prime minister - Vox" /></h1>
<h1></h1>
<h1>Netanyahu, il dittatore post-moderno più pericoloso del pianeta</h1>
<h2><a title="Post di Stefano Zecchinelli" href="https://www.linterferenza.info/author/stefano-zecchinelli/" rel="author">Stefano Zecchinelli</a> • <time datetime="2024-01-05">5 gennaio 2024</time> •</h2>
</header>
<p>&nbsp;</p>
<div>
<p>Il genocidio nei confronti della popolazione civile di Gaza, un crimine che ricorda i pogrom hitleriani, è la protesi mediatica attraverso cui Israele occulta l’umiliazione militare subita per mano della <em>guerriglia asimmetrica </em>palestinese: il regime sionista non è nelle condizioni di vincere una guerra territoriale, non ha i presupposti strategico-militari per controllare la casbah di Gaza (come avevamo previsto fin dall’inizio) e quindi sta commettendo un infanticidio. L’<em>IDF</em> – come ha detto il Prof. Orsini – è un <em>‘’esercito cloaca’’.</em>Tel Aviv, in questo momento, configura una dittatura <em>post-moderna</em>: in Israele ci sono giornalisti coraggiosi (come Amira Hass e Gideon Levy) i quali denunciano il fascismo <em>post-moderno</em> di Netanyahu, nonostante ciò la <em>Propaganda</em> israeliana ha reso la Verità irrilevante nell’Occidente collettivo. La cosa è ben diversa all’interno dello Stato <em>‘’per soli ebrei’’</em>, dove la fascistizzazione della società (in)civile cammina di pari passo con la costruzione di una dittatura <em>post-moderna</em> e teocratica. L’<em>ebraismo-talmudico </em>è l’ideologia del fascismo <em>tecno-capitalista</em> di Tel Aviv, una forma di tribalismo anacronistico che, abbracciando una nuova <em>Architettura di potere</em>, rischia di far sprofondare il mondo nella <em>Quarta Guerra Mondiale</em>.</p>
<p>Scrive lo storico Diego Siragusa:</p>
<p><em>‘’Israele e Stati Uniti hanno fondato il successo della loro colonizzazione grazie a una pretestuosa e mitica ispirazione messianica. I Padri Pellegrini arrivarono nel Nuovo Mondo, il 16 settembre del 1620, con la Bibbia in una mano e col moschetto nell’altra. La storia dei Padri Pellegrini è parte della mitologia statunitense, che ha elevato i coloni anglosassoni a protagonisti del “destino manifesto” di dominio nel mondo, quello stupido eccezionalismo americano sbandierato da Obama a cui Vladimir Putin rispose per le rime. <strong>La conseguenza di questo suprematismo religioso fu lo sterminio dei nativi, gli indiani. Gli israeliani stanno facendo lo stesso in combutta coi sionisti cristiani che negli Stati Uniti sono circa 50 milioni!!!</strong> Cosa vogliono costoro? Leggono l’Apocalisse di Giovanni dove si dice che, quando tutto il popolo ebraico sarà in Israele, arriverà il Messia. Miti, leggende, idiozie, credenze fanatiche che stanno lastricando di sangue il mondo contemporaneo. Sull’ultima parte della domanda osservo che mi riesce difficile rintracciare un capitalismo “biblico-calvinista” come fu magistralmente analizzato da Max Weber; vedo, invece, che <strong>Israele è perfettamente omogeneo al capitalismo iperliberista, massone, pagano e monopolista.’’ 1</strong></em></p>
<p><strong>La definizione di Siragusa è perfetta; Israele è l’epicentro d’un <em>‘’capitalismo iperliberista, massone, pagano e monopolista’’</em>, là dove il Dio biblico coincide col <em>‘’denaro’’</em>, come venne magistralmente compreso da Karl Marx:</strong></p>
<p><em>‘’Il denaro è il geloso Dio d’Israele, di fronte al quale nessun altro Dio può esistere. Il denaro avvilisce tutti gli Dei dell’uomo e li trasforma in una merce. Il denaro è il valore universale: per sé costituito, di tutte le cose. Esso ha perciò spogliato il mondo intero, il mondo dell’uomo come la natura, del valore loro proprio. Il denaro è l’essenza, fatta estranea all’uomo, del suo lavoro e della sua esistenza, e questa essenza estranea lo domina, ed egli l’adora.’’ 2</em></p>
<p>Per Marx <em>‘’il Dio degli ebrei si è mondanizzato’’</em> e <em>‘’mondanizzandosi’’</em> si è alleato col capitalismo puritano e parassitario statunitense. La massoneria israelita e la mafia israeliana sono la <em>‘’piramide rovesciata’’</em> dell’imperialismo USA in America Latina, gestendo malaffare, occultismo e monopolizzando il fanatismo degli evangelici. La dottrina della <em>‘’guerra eterna’’</em>, i laboratori militari <em>P4</em>, la gestione militarizzata della pandemia e la costruzione della <em>‘’società della sorveglianza’’</em> hanno fatto il resto: il regime sionista è un laboratorio di una nuova <em>Architettura di potere</em>, dove la borghesia imperialista USA sperimenta soluzioni estreme concernenti lo sfruttamento classista e lo sterminio etnico.</p>
<p>Uccidere bambini innocenti non è strategia militare, ma crimine: Tel Aviv e Kiev sono campioni mondiali della criminalità, spacciata da ‘’strategia militare’’. Uccidere un leader militare – come ha di recente fatto Israele, con un capo militare iraniano – non è strategia militare, ma <em>Terrorismo impunito.</em> Domanda: il regime sionista ed il <em>Mossad </em>hanno organizzato il recente attentato terroristico che in Iran, durante la commemorazione del martire Soleimani, ha ucciso centinaia di persone? Qasem Soleimani è stato un militare straordinario: ha sradicato il terrorismo dell’<em>ISIS</em>, di cui l’estrema destra israeliana era sponsor e protettrice. Netanyahu è il padrino di <em>Daesh</em> ed il <em>‘’gemello-talmudico’’</em> di Osama di Bin Laden.</p>
<p>Israele ha promosso la crescita del <em>capitalismo-islamista</em> ed anti-proletario là dove necessario e preso in custodia, attraverso la protezione del <em>Mossad</em>, il terrorismo <em>wahabita</em> di <em>Al Qaeda</em> e <em>Daesh</em>; Netanyahu, un <em>sionista-revisionista</em> che ha ereditato l’ideologia suprematista ed etnica di Stephan Bandera, è il padrino dell’<em>’’Islam made in USA’’</em>. Lo <em>‘’Stato ebraico’’</em>promuove un’ideologia totalitaria che, nei prossimi anni, renderà l’Umanità antiquata.</p>
<p>Scrive l’analista strategico Julian Macfarlane:</p>
<p><em>‘’Il mio ultimo reportage su Southfront riguardava l’assassinio del comandante generale di brigata Quds Seyed Razi Mousavi nel bombardamento della sua casa fuori Damasco. Questo attacco non ha conferito alcun vantaggio militare tattico o strategico nella guerra di Israele contro Hamas. Quindi, conclude Southfront, ragionevolmente…</em></p>
<p><em>“Israele potrebbe cercare di trascinare l’Iran in un conflitto diretto per compensare la sua incapacità di vincere la guerra contro Hamas a Gaza.”</em></p>
<p><em>Se è così, Israele avrebbe dovuto riflettere di più.</em></p>
<p><em>Così come avrebbero dovuto riflettere gli Stati Uniti quando hanno assassinato Qasem Soleimani. </em><a href="https://www.rand.org/pubs/commentary/2020/01/how-will-iran-respond-to-soleimanis-killing-and-where.html"><em>Ecco il giudizio al riguardo espresso dall’organizzazione Rand</em></a><em>:</em></p>
<p><em>“La risposta è inevitabile, ma la “</em><a href="https://www.washingtonpost.com/world/middle_east/iran-vows-revenge-after-us-drone-strike-kills-elite-force-commander/2020/01/03/345127d6-2df4-11ea-bffe-020c88b3f120_story.html?tid=lk_inline_manual_2"><em>dura vendetta</em></a><em>” promessa dal regime iraniano sarà probabilmente servita fredda. Gran parte delle analisi condotte finora prevedono che il regime si vendicherà come fa di solito, affidandosi a metodi che non lasciano impronte. Ma l’importanza di colpire Soleimani, che ha guidato l’unità d’élite Quds Force del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche, potrebbe indurre l’Iran a deviare dal suo tradizionale manuale. Nel soppesare i costi e i benefici della propria decisione di agire, gli Stati Uniti avrebbero dovuto prepararsi ad affrontare tali eventualità.”’’ 3</em></p>
<p>La stupidità con cui il governo israeliano compie i propri crimini è quella d’un regime moribondo, ciononostante Netanyahu è il dittatore <em>post-moderno</em> più pericoloso del Pianeta. Israele, abbracciando il <em>‘’capitalismo della sorveglianza’’</em>, è il regime razzista e neocoloniale più pericoloso del Mondo, quanto meno in questa congiuntura storica; addirittura peggio dell’Arabia Saudita (sua alleata) e perfino più corrotta dei protettorati africani filo-USA. Israele è uno <em>‘’Stato del male ‘’.</em>Regge il confronto con la Germania nazista? Saranno gli storici a dare una risposta, ma di certo la collaborazione fra sionismo e nazismo è ampiamente documentata.</p>
<p>Il regime sionista è l’epicentro di un nuovo modo d’intendere il capitalismo, nello specifico la transizione dalla <em>‘’fase parassitaria’’</em> a quella <em>‘’antropologica’’</em> dello stesso: la borghesia, diventata col tempo una oligarchia parassitaria, vuole conquistare la <em>Mente umana</em>, rendendo l’Uomo un <em>‘’animale hackerabile’’</em>. Nella realizzazione di questa distopia, Israele è un laboratorio imprescindibile; un terreno di sperimentazione di una nuova modalità di controllo sociale, la dissoluzione dell’<em>Umano.</em></p>
<p><a href="https://www.centroitalicum.com/dialogo-impossibile-con-un-rabbino/?fbclid=IwAR25Ahn6wDr3M5YkVKmm3bDpZGrqx1_ZBX4q5Xk3Q_aRJm2mYsoc46hP26Q">https://www.centroitalicum.com/dialogo-impossibile-con-un-rabbino/?fbclid=IwAR25Ahn6wDr3M5YkVKmm3bDpZGrqx1_ZBX4q5Xk3Q_aRJm2mYsoc46hP26Q</a></p>
<p><a href="https://www.marxists.org/italiano/marx-engels/1844/2/questioneebraica.htm">https://www.marxists.org/italiano/marx-engels/1844/2/questioneebraica.htm</a></p>
<p><a href="https://comedonchisciotte.org/per-liran-la-vendetta-e-un-piatto-da-servire-freddo/">https://comedonchisciotte.org/per-liran-la-vendetta-e-un-piatto-da-servire-freddo/</a></p>
<p><a href="https://www.linterferenza.info/esteri/netanyahu-dittatore-post-moderno-piu-pericoloso-del-pianeta/">Netanyahu, il dittatore post-moderno più pericoloso del pianeta &#8211; l&#8217;interferenza (linterferenza.info)</a></p>
</div>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.comunismoecomunita.org/?feed=rss2&#038;p=8739</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>La Lega si ispira al “modello” israeliano</title>
		<link>https://www.comunismoecomunita.org/?p=5686</link>
		<comments>https://www.comunismoecomunita.org/?p=5686#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 11 Apr 2019 09:20:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Thomas Munzner</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dibattito Politico]]></category>
		<category><![CDATA[estrema destra]]></category>
		<category><![CDATA[israele]]></category>
		<category><![CDATA[Lega Nord]]></category>
		<category><![CDATA[Nazismo]]></category>
		<category><![CDATA[neofascismo]]></category>
		<category><![CDATA[Netanyahu]]></category>
		<category><![CDATA[Salvini]]></category>
		<category><![CDATA[sionismo]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.comunismoecomunita.org/?p=5686</guid>
		<description><![CDATA[Stefano Zecchinelli  &#160; L’estrema destra europea, pressata dal globalismo (filosionista) sorosiano, ha optato per un’alleanza strategica – non si tratta di mera tattica politica – con il nazionalismo territoriale israeliano. Sono molti i partiti provenienti dall’ex area neofascista che, accumunati dall’idea dello Stato etnico e dall’odio anti-musulmano, hanno scelto di mettersi sotto l’ala protettrice del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="primary"><strong><strong><br />
<article id="post-7092">
<header>
<h1><a href="http://www.comunismoecomunita.org/wp-content/uploads/2019/04/e27c4caa86de0066786dda01f394f1a7_XL.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-5687" title="e27c4caa86de0066786dda01f394f1a7_xl" src="http://www.comunismoecomunita.org/wp-content/uploads/2019/04/e27c4caa86de0066786dda01f394f1a7_XL-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></h1>
<h2><em><a title="Post di Stefano Zecchinelli" href="http://www.linterferenza.info/author/stefano-zecchinelli/" rel="author">Stefano Zecchinelli</a> </em></h2>
</header>
<div>
<p>&nbsp;</p>
<p>L’estrema destra europea, pressata dal globalismo (filosionista) sorosiano, ha optato per un’alleanza strategica – non si tratta di mera tattica politica – con il nazionalismo territoriale israeliano. Sono molti i partiti provenienti dall’ex area neofascista che, accumunati dall’idea dello Stato etnico e dall’odio anti-musulmano, hanno scelto di mettersi sotto l’ala protettrice del sionismo religioso. In Italia la <em>Lega</em> ha ‘’canonizzato’’ la transizione di ex membri di area neonazista al sionismo guerrafondaio di Lieberman. Facciamo un esempio: Mario Borghezio. L’editore neofascista Maurizio Murelli scrisse:</p>
<p><em>‘’Il lettore deve sapere che tra il 1985 e il 1990 l’onorevole Borghezio era ospite a casa mia praticamente tutte le settimane. Fu l’ideatore di “Orion-finanza” (supplemento a “Orion”). Allora io passavo per terrorista e più di me passava per terrorista </em><a href="http://www.kelebekler.com/palermoit.htm"><em>Claudio Mutti</em></a><em> che amorevolmente Borghezio soprannominava “Muttim” e della cui amicizia, fin dai tempi di “Giovane Europa”, menava vanto ’’ 1</em></p>
<p>Murelli ha criticato la svolta ‘’atlantica’’ di Borghezio salvo, negli ultimi tempi, <em>(1)</em>riavvicinarsi alla <em>Lega (ex)Nord</em> (precisamente il gruppo <em>Il Talebano</em>) ed <em>(2)</em>appoggiare l’<em>Alt Right </em>di Steve Bannon. La coerenza non è il suo forte. Lo stesso Borghezio continua a mantenere rapporti con i terroristi neonazisti come: <em>‘’</em><strong><em>Stefano Delle Chiaie</em></strong><em>, fondatore nel 1960 di <strong>Avanguardia Nazionale</strong> e primula nera del neofascismo italiano’’; ‘’ <strong>Gabriele Adinolfi</strong> (fondatore di Casa Pound), <strong>Bruno Di Luia</strong> (ex Avanguardia nazionale) e <strong>Adriano Tilgher</strong> (presidente del Fronte Italiano)’’ 2. </em>I ‘’giornalisti di regime’’, arrivati a questo punto, occultano i legami fra il neonazismo europeo ed il nazionalismo imperialista israeliano, organici agli eserciti segreti di <em>Gladio</em>. Israele prese parte alla <em>strategia della tensione</em>, ‘’comprando’’ i bombaroli neri. Lo storico Marco Sacchi riporta una testimonianza importante:</p>
<p><em>‘’Digilio ha spiegato che nell’ambiente di Ordine Nuovo di Venezia, anche se ciò poteva apparire in contrasto con l’ideologia vicina al nazismo, vi era un’area di simpatia con lo Stato di Israele poiché entità vista come difensore dei valori occidentali in quella regione, costituendo insieme agli americani, una barriera contro i movimenti di liberazione arabi che dicevano che erano influenzati dall’URSS e dai comunisti.</em></p>
<p><em>Sostenitore di tale linea politica era in particolare l’avvocato Giampiero Carlet, il quale, alla fine degli anni 60 si era impegnato all’interno del MSI e di ordine Nuovo affinché fossero avviate iniziative di appoggio in favore dello Stato di Israele.</em></p>
<p><em>In sostanza emerge che i servizi segreti israeliani, spalleggiati da quelli statunitensi e della NATO, sono penetrati nel mondo fascista italiano e nella più assoluta segretezza, fare di gruppi come Ordine Nuovo, la massa operativa per le proprie azioni occulte’’ 3</em></p>
<p>L’estrema destra – passata dal regionalismo al neo-nazionalismo dell’<em>Alt Right </em>statunitense – non ha fatto altro che istituzionalizzare questi legami coperta dalla lobby israeliana. Se il globalismo imperialista di Soros, Clinton ed Obama vorrebbe distruggere il costituzionalismo democratico imponendo il dominio del complesso militar-industriale USA, i ‘’nazionalisti etnici’’ sproloquiano – sostenuti da lobby e gruppi di potere – sulla nascita di tanti Stati etnicamente omogenei analoghi a quello israeliano. Più che di fascismo (quello storico è ormai morto e sepolto) bisognerebbe parlare di una sorta di americanizzazione del neonazismo con al centro il ‘’mito’’ dello sceriffo texano linciatore di negri, indiani e messicani. L’oligarchia ‘’anti-nazionale’’ persegue la <em>‘’israelizzazione del senso comune’’</em> (Tariq Ramadan). L’epoca dell’indifferenza globalizzata.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><em>Il rapporto della Lega con l’imperialismo israeliano</em></strong></p>
<p>Chiunque veda nel governo <em>M5S – Lega</em> un blocco anti-oligarchico e ‘’populista’’ dovrebbe darci qualche spiegazione sull’alleanza di ferro del clan Salvini, coperto dal <em>MOSSAD</em>, con l’estrema destra sionista e la lobby sostenitrice delle malefatte di Netanyahu. Gli strali di Salvini contro Iran e Cina qualificano la macabra visione geopolitica del governo eletto. Si tratta del rovescio della medaglia rispetto all’imperialismo liberale; i neoconservatori – esaltando la pulizia etnica – si sono tolti la maschera.</p>
<p>Nel 2012, nella provincia di Sondrio, venne concluso un accordo di amicizia con alcuni insediamenti coloniali abusivi israeliani. Perché questa mossa strategica della <em>Lega</em> è particolarmente grave? Il giornale <em>La Città Futura</em> ci comunica che:</p>
<p><em>‘’Nelle comunicazioni ufficiali della Provincia di Sondrio non si fa nessun cenno al fatto che il Consiglio Regionale di Shomron (29 insediamenti per un totale di 6500 coloni) non sia una normale provincia israeliana e che sia, in realtà, considerato come illegale dalla grandissima parte della comunità internazionale. Il rappresentante dei coloni <strong>Yossi Dagan</strong> viene onorato col titolo di “governatore” e addirittura si usa il termine di “Giudea e Samaria” cioè il nome usato da Israele per indicare ciò che il resto del mondo conosce come Cisgiordania. Un nome, in ultima analisi, usato per negare ogni pretesa di sovranità palestinese sui territori occupati’’ 4</em></p>
<p><em>‘’L’accordo Sondrio-Shomron è arrivato il 19 novembre, una settimana dopo la decisione dell’Unione Europea di adottare un’etichettatura a parte per i prodotti provenienti dalle colonie israeliane nei territori occupati. Una scelta che l’UE ha impiegato anni ad attuare (il percorso è partito nel 2013) e che non è in realtà nulla di radicale. Con questo provvedimento l’Unione semplicemente riconosce che in teoria quei territori sono palestinesi e che quindi i prodotti non possono essere etichettati come “made in Israele”, lasciando fra l’altro aperta la porta alla possibilità di etichettare come israeliano un prodotto coltivato nelle colonie e inscatolato in Israele’’</em></p>
<p>La <em>Lega </em>ha intenzione di calpestare il diritto internazionale regalando pezzi di territorio italiano all’estrema destra dello Stato israeliano. Si tratta di un modello che va ben oltre il fascismo storico e l’imperialismo liberale, che conserva, ovviamente, la base economica capitalista e  neo-liberista, ma incentiva la repressione statale contro i movimenti popolari. Durante la sua ‘’prima’’ in Israele, Matteo Salvini ha dichiarato che lo Stato ebraico ‘’è un modello di sicurezza’’ <em>5.</em>Dovrebbe vergognarsi. Il governo <em>giallo – verde</em> si prepara a dare il ‘’di dietro’’ alle multinazionali israeliane che sono specializzate nella militarizzazione dei territori.</p>
<p>Israele è un laboratorio dell’imperialismo americano-sionista, un luogo militarizzato dove ai gruppi sociali e politici al potere tutto è permesso. Salvini guarda a quel “modello” prestandosi al progetto, sistematizzato dalla cerchia ‘’nazi-sionista’’ di Lieberman, di esportazione dello Stato etnico in Europa.</p>
<p>La ‘’vecchia merda’’ (Marx) liberale ha favorito l’(ir)resistibile ascesa dell’<em>Alt Right</em>.</p>
<p><a href="http://www.kelebekler.com/occ/borghezio.htm">http://www.kelebekler.com/occ/borghezio.htm</a></p>
<p><a href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2014/06/26/neofascismo-borghezio-a-delle-chiaie-comandante-serve-rivoluzione-nazionale/286145/">https://www.ilfattoquotidiano.it/2014/06/26/neofascismo-borghezio-a-delle-chiaie-comandante-serve-rivoluzione-nazionale/286145/</a></p>
<p><a href="https://marcos61.wordpress.com/2011/09/16/su-bertoli-e-i-rapporti-tra-ordine-nuovo-e-gli-israeliani/">https://marcos61.wordpress.com/2011/09/16/su-bertoli-e-i-rapporti-tra-ordine-nuovo-e-gli-israeliani/</a></p>
<p><a href="https://www.lacittafutura.it/editoriali/dalle-colonie-a-sondrio-gli-affari-della-lega-con-israele">https://www.lacittafutura.it/editoriali/dalle-colonie-a-sondrio-gli-affari-della-lega-con-israele</a></p>
<p><a href="http://www.ansa.it/sito/notizie/politica/2016/03/30/la-prima-di-salvini-in-israelee-modello-sicurezza-_f3692753-52e0-4445-b2f3-787586db10b1.html">http://www.ansa.it/sito/notizie/politica/2016/03/30/la-prima-di-salvini-in-israelee-modello-sicurezza-_f3692753-52e0-4445-b2f3-787586db10b1.html</a></p>
<div>
<div id="___plus_0"></div>
</div>
</div>
</article>
<p></strong></strong></p>
<div id="posts-pagination"><em> <a href="http://www.linterferenza.info/">http://www.linterferenza.info/</a></em></div>
</div>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.comunismoecomunita.org/?feed=rss2&#038;p=5686</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Peres: l&#8217;Iran deve essere espulso dall&#8217;Onu</title>
		<link>https://www.comunismoecomunita.org/?p=592</link>
		<comments>https://www.comunismoecomunita.org/?p=592#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 12 Mar 2010 14:21:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Federico Stella</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica Internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[Biden]]></category>
		<category><![CDATA[Iran]]></category>
		<category><![CDATA[israele]]></category>
		<category><![CDATA[Netanyahu]]></category>
		<category><![CDATA[Palestina]]></category>
		<category><![CDATA[Peres]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.comunismoecomunita.org/?p=592</guid>
		<description><![CDATA[di Federico Stella La recente visita del vicepresidente degli Stati Uniti, Joe Biden, ha fatto emergere chiaramente un forte elemento di coesione tra i due stati: l&#8217;Iran. La tiratina d&#8217;orecchie di Biden e le immediate scuse di Netanyahu per il modo un po&#8217; frettoloso e per il momento inadeguato (la visita del vicepresidente statunitense) in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin-bottom: 0cm;text-align: justify">di Federico Stella</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;text-align: justify"><img class="alignright size-full wp-image-593" style="margin: 5px;border: black 1px solid" src="http://www.comunismoecomunita.org/wp-content/uploads/2010/03/Shimon-Peres-Joe-Biden-324.jpg" alt="Shimon-Peres-Joe-Biden-324" width="324" height="230" />La recente visita del vicepresidente degli Stati Uniti, Joe Biden, ha fatto emergere chiaramente un forte elemento di coesione tra i due stati: l&#8217;Iran. La tiratina d&#8217;orecchie di Biden e le immediate scuse di Netanyahu per il modo un po&#8217; frettoloso e per il momento inadeguato (la visita del vicepresidente statunitense) in cui è stata annunciata la costruzione di nuove colonie a Gerusalemme Est, non ha certo minato i rapporti tra i due stati. Ci vuole, infatti, ben altro che l&#8217;improvviso annuncio da parte del ministero degli interni israeliano della costruzione di 1600 nuovi alloggi a Gerusalemme Est per incrinare un rapporto essenziale per gli equilibri del Medio Oriente. L&#8217;apprensione che Biden ha dimostrato per la ripresa dei colloqui di pace tra Israele e Palestinesi, unico modo, a suo dire, per bloccare l&#8217;aumento di consensi per gli “estremisti” palestinesi, e le scuse di Netanyahu non sembrano altro che una recita per dimostrare al mondo intero che, nonostante i litigi, alla fine dei conti Usa e Israele sono vicini. Nonostante questa farsa di dichiarazioni improvvise, scuse e imbarazzi, gli alloggi, ovviamente, verranno costruiti lo stesso..</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;text-align: justify">A prescindere da questo triste e ripetitivo resoconto della drammatica situazione in cui si trova il popolo palestinese e dalle scaramucce tra Usa e Israele, l&#8217;evento chiave di questa visita sono state le dichiarazioni riguardanti l&#8217;Iran. La questione è così calda da far passare in secondo piano i dissensi che alcuni estremisti religiosi israeliani hanno avuto per la politica estera Usa dall&#8217;insediamento del governo Obama in poi. Lo sviluppo nucleare iraniano è in questo momento uno dei problemi principali della delicata situazione medio orientale e Israele ne è così preoccupato che ha recentemente minacciato un bombardamento sulle centrali nucleari della Repubblica Islamica.</p>
<p style="text-align: justify">I sospetti che questa visita di Biden avesse come primo punto dell&#8217;agenda la questione nucleare iraniana erano numerosi. Fonti politiche israeliane sostengono, infatti, che uno degli scopi della visita consisterebbe nella volontà di ribadire la contrarietà di Obama a possibili azioni militari contro l&#8217;Iran. Netanyahu si è, tuttavia, dimostrato soddisfatto degli sforzi di Obama per mettere in atto pesanti sanzioni contro la Repubblica Islamica, dichiarando che <span style="font-family: Times New Roman, serif">«più forti saranno [le sanzioni], più il regime iraniano sarà costretto a scegliere tra portare avanti il programma atomico e la sua stessa esistenza».</span> Dichiarazioni pesanti affiancate da quelle altrettanto dure di Peres: <span style="font-family: Times New Roman, serif">«L&#8217;Iran deve essere espulso dall&#8217;Onu». E Biden rassicura tutti quanti: «Non c&#8217;è distanza alcuna fra Stati Uniti e Israele quando si parla della sicurezza di Israele».</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="justify">
<p align="justify"> </p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.comunismoecomunita.org/?feed=rss2&#038;p=592</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
