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	<title>Comunismo e Comunità &#187; rosso-bruni. Ferrero</title>
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	<description>Noi non siamo dei comunisti che vogliono abolire la libertà personale. In nessuna società la libertà personale può essere più grande che in quella fondata sulla comunità.</description>
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		<title>Scrittori del fantastico, inquisitori e bufale politiche</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Jul 2010 12:00:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Eugenio Orso</dc:creator>
				<category><![CDATA[Contributi]]></category>
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		<category><![CDATA[comunitaristi]]></category>
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		<description><![CDATA[di Eugenio Orso La questione più importante potrebbe ben essere, oggi, il licenziamento da parte della Fiat nello stabilimento di Melfi, a Potenza, di lavoratori sindacalizzati e di rappresentanti sindacali della Fiom, ormai il solo sindacato che difende sul campo dalle vessazioni criminali degli agenti di un capitalismo finanziarizzato, onnipotente e mutante un milione e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">di  Eugenio Orso</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.comunismoecomunita.org/wp-content/uploads/2010/07/valerio_evangelisti.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1442" style="margin: 5px;" title="valerio_evangelisti" src="http://www.comunismoecomunita.org/wp-content/uploads/2010/07/valerio_evangelisti.jpg" alt="" width="250" height="166" /></a>La questione più  importante potrebbe ben essere, oggi, il licenziamento da parte della Fiat nello  stabilimento di Melfi, a Potenza, di lavoratori sindacalizzati e di  rappresentanti sindacali della Fiom, ormai il solo sindacato che difende sul  campo dalle vessazioni criminali degli agenti di un capitalismo finanziarizzato,  onnipotente e mutante un milione e settecentomila lavoratori metalmeccanici, e  disposto a dare battaglia ai macellai sociali impugnando i  licenziamenti.</p>
<p style="text-align: justify;">Tuttavia, mi è  capitato di leggere un articolo, cortesemente inviatomi in formato elettronico  dai Comunisti Comunitari di Roma, in cui il premiatissimo scrittore del  fantastico Valerio Evangelisti molto in voga negli anni novanta con il suo  inquisitore trecentesco Eymerich, ci avverte del gravissimo “pericolo  rosso-bruno” dilagante anche qui, in Italia, e questo dalle pagine dell’ultimo  numero del mensile di RC/ Liberazione “Su la testa”.</p>
<p style="text-align: justify;">Il titolo  dell’articolo in questione è <em>I  “Rosso-Bruni”: vesti nuove per una vecchia storia</em>, ed è caratterizzato da  robuste dosi di malafede, superficialità, settarismo, volontà di mettere tutti  quelli che per qualche motivo “stanno sul gozzo” al furente neoinquisitore  rifondarolo Evangelisti/ Eymerich sullo stesso rogo, per bruciarli a suon di  menzogne.</p>
<p style="text-align: justify;">Posso capire che dopo  l’era istituzional-governativa-salottiera-mediatica bertinottiana – in cui sono  stati fatti letteralmente fuori nel partito gli operai con i loro problemi  concreti, sostituiti da abbondanti dosi di travestiti [e cocaina?], dalle unioni  gay e dai “diritti umani” neoliberali, in cui la lotta di classe novecentesca è  stata mandata in soffitta assieme agli imbarazzanti ritratti del Giuseppe  d’Acciaio che tanto disturbavano il social-liberale Bertinotti, in cui hanno  imperversato Luxuria con tanto di boa e lustrini e il gauchiste à la page  Sansonetti sempre in televisione – la perdita di tanti comodi seggi in  parlamento, nonché di posizioni di potere e privilegio che si credevano  acquisite, possa mandare fuori di testa la “crema” politica rifondarola, assieme  ai suoi intellettuali ed ai suoi illustri e brillanti  scrittori.</p>
<p style="text-align: justify;">Posso capire la  delusione che ha fatto seguito al settimo congresso di RC, il quale ha  incoronato segretario Paolo Ferrero, ex ministro dell’ex premier ex  democristiano Romano Prodi, ma non ha certo prodotto grandi cambiamenti e non ha  portato gli sperabili risultati in termini di ripresa del consenso nei sondaggi,  essendo Ferrero un Bertinotti senza Bertinotti, o un Vendola senza Vendola, come  hanno sostenuto malevolmente alcuni.</p>
<p style="text-align: justify;">Posso capire che i  resti di RC, dopo il vistoso echec nelle elezioni politiche del 2008, cerchino  di “segnare” le differenze ideologiche con quelli che erroneamente sentono come  potenziali concorrenti per “la pagnotta” [vista anche la totale inesistenza  della loro azione politica e sociale], onde delimitare un sia pur piccolo  territorio, una loro “riserva di caccia”, come fanno in natura gli animali con  l’urina.</p>
<p style="text-align: justify;">Quello che non posso  ammettere è che attacchino un nemico secondario, o addirittura un falso nemico,  puntandogli contro l’indice, distogliendo l’attenzione dal nemico principale in  grande avanzata: il Capitalismo Transgenico a scorrimento liquido dei capitali  finanziari, i suoi agenti strategici e tutto il codazzo sistemico dei suoi  sub-agenti politici locali.</p>
<p style="text-align: justify;">E non posso ammettere  che qualcuno, probabilmente obnubilato dalle ripetute [e meritate] sconfitte  subite in questi ultimi anni, metta insieme in modo intellettualmente disonesto,  del tutto cialtronesco e capzioso l’ex generale vallone della SS Jean-François Thiriart e il grande filosofo  hegeliano, libero allievo di Marx, Costanzo Preve, in una sorta di immaginario  fil rouge-brun che andrebbe dal nazismo del crepuscolo al Comunismo  Comunitario.</p>
<p style="text-align: justify;">Sono  sciocchezze che hanno come scopo quello di sviare l’attenzione dalle rilevanti  questioni culturali, politiche e sociali dell’epoca – alle quali sia Preve sia  il sottoscritto, sia i comunisti comunitari prestano grande attenzione – ,  questioni che i rifondaroli non sono stati capaci di affrontare, o non hanno  voluto farlo ritenendo più “pagante” ripiegare su un comodo ruolo di “ascari”  sistemici.</p>
<p style="text-align: justify;">Queste  sciocchezze hanno anche lo scopo di diffamare gratuitamente e personalmente  grandi pensatori come Costanzo Preve, ed un intellettuale e scrittore di  mestiere come Valerio Evangelisti, che fra l’altro è l’autore dell’articolo, non  può non saperlo.</p>
<p style="text-align: justify;">Evangelisti  ha fatto lo sforzo di leggere qualche opera di Costanzo Preve – che ha  pubblicato fino ad ora oltre cinquanta libri – prima di “condannarlo al rogo”  senza appello?</p>
<p style="text-align: justify;">Ha  letto i molti libri critici ed innovativi che Preve ha scritto sul pensiero  originale di Marx e sul marxismo, quali ad esempio Marx inattuale e Storia  critica del marxismo?</p>
<p style="text-align: justify;">Conosce  quella che è la concezione personale e originale di Preve del comunitarismo, non  certo “reazionaria” e organicistica [Elogio del comunitarismo, il suo manifesto  comunitarista, eccetera]?</p>
<p style="text-align: justify;">Ha  letto l’importante trilogia filosofica del pensatore di Torino dedicata  all’Etica, alla Dialettica e al Materialismo?</p>
<p style="text-align: justify;">Ha  letto, infine, Il Popolo al Potere in cui Preve ci offre un’originale visione  della democrazia?</p>
<p style="text-align: justify;">E’  certo, infine, che si tratti di meri “opuscoli” di propaganda nazimaoista  mascherata, che non merita neppure leggere?</p>
<p style="text-align: justify;">Per  quanto riguarda il fatto che la questione sociale, da intendersi principalmente  come lotta di classe fra dominanti e dominati, è stata eliminata dall’agenda di  questi presunti “rosso-bruni”, posso confermare che Costanzo Preve ha firmato  assieme al sottoscritto un libro che presenta un’ipotesi sulla nuova struttura  di classe del capitalismo contemporaneo [C. Preve - E. Orso, Nuovi signori e  nuovi sudditi, Petite Plaisance Editrice, Pistoia, anno 2010] … altro che  disinteresse per il dato sociale, le condizioni di vita dei subalterni e la  lotta di classe anticapitalistica!</p>
<p style="text-align: justify;">Posso  assicurare che Costanzo, infine, non ha mai smesso di essere libero allievo di  Marx, il cui pensiero studia ed interpreta con grande lucidità ed onestà  intellettuale da almeno trent’anni.</p>
<p style="text-align: justify;">Mi sembra evidente che  Evangelisti, a differenza di quanto faceva la sua creatura letteraria Eymerich  nei romanzi [che lo scrivente ha apprezzato, fra l’altro], non si prende neppure  la briga di leggere ciò che scrivono quelli che con tanta leggerezza diffama,  condannandoli al rogo, e neppure gli importa se sono veramente “colpevoli”,  perché tanto lo ha già stabilito a priori, prima del  processo.</p>
<p style="text-align: justify;">Noi non siamo certo  “Rosso-Bruni”, non ci riconosciamo in questa definizione superficiale,  delegittimante e “inquisitoria”, e meno di tutti lo è Costanzo Preve, all’estero  conosciuto come il maggior interprete italiano vivente del pensiero di Karl  Marx, assieme a Domenico Losurdo, cioè proprio di quel pensiero che gli  intellettuali e pregevoli scrittori rifondaroli sembrano avere da tempo  letteralmente gettato nel cesso.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma se è certo che noi  non siamo “Rosso-Bruni”, è altrettanto certo che Evangelisti è rosso … però di  vergogna.</p>
<p style="text-align: justify;">Ad infima,  Eymerich!</p>
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